Lo scaffale pedagogico

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La pagina nasce dalla passione per la lettura e la formazione con l’obiettivo di creare una condivisione a livello di bibliografia pedagogica che permetta al tempo stesso di recuperare quei principi educativi spendibili nella quotidianità.

23/12/2025

Pubblicato per la prima volta nel 1992 e recentemente riedito dalla casa editrice Corraini, questo piccolo libretto tascabile fa parte della collana Block Notes, realizzata per aiutare gli amanti dell’arte a conoscere il mondo della fantasia.
Come l’artista crea un’opera d’arte?
Basta un gruppo di puntini ricavati fustellando la copertina o altri sparsi sopra un foglio e il gioco è presto fatto: liberando la fantasia é possibile “inventare tanti modi diversi per collegare, unire, raggruppare questi puntini”.
Un libro in cui si possono incontrare tanti esempi visivi per stimolare la creatività e sperimentarsi in azioni-gioco tra puntini e linee.

08/02/2025

Tutto inizia nel 1905 quando a Milano si fa strada l’idea di realizzare un quartiere operaio. L’intento è di offrire alle famiglie spazi comuni, cortili, botteghe, circoli e biblioteche e asili.
L’Umanitaria ben conosce l’opera della Montessori. Quando nel 1906 arriva a Milano in occasione dell’Expo, avvengono i primi contatti. Il progetto della Casa dei Bambini inizia a prendere forma. Nel 1907 la Montessori inaugura la prima nel quartiere San Lorenzo di Roma. Le due esperienze lasciano trasparire numerose linee comuni, a tal punto che qualcuno arriverà a supporre che la prima sia sorta proprio a Milano.
La storia, però, fa risalire l’inaugurazione della Casa dei Bambini di via Solari al 18 ottobre 1908. L’obiettivo è semplice: preparare i bambini alla vita. La direzione viene affidata ad Anna Maccheroni che riesce a instaurare sin da subito un clima di grande collaborazione con gli abitanti del quartiere.
Il 21 novembre 1909 viene inaugurata una seconda Casa dei Bambini, questa volta nel neonato quartiere operaio di viale Lombardia. La direzione sarà di un’altra fidata allieva della dottoressa: Anna Fedeli. Bisognerà aspettare il 1914 per assistere alla nascita della terza Casa dei Bambini di via Santa Barnaba.
Con il tempo, tra Maria Montessori e l’Umanitaria si crea un forte sodalizio. Una nuova, importante iniziativa la porta a sottoporre a Augusto Osimo – uno dei direttori dell’Umanitaria – il problema dei materiali scientifici. È in questo momento che inizia la prima produzione “organizzata” e “in serie” del materiale montessoriano brevettato.
Maria Montessori è molto esigente, è impossibile che “possa far passare per metodo ciò che non lo è”. Inizia a porsi il problema della formazione dell’insegnante-direttrice e nel 1914 inaugura il I Corso della città meneghina.
L’avvento della Grande Guerra, però, impone ben presto all’Umanitaria una nuova sfida: i piccoli profughi, bambini che “la bufera ha fatto giungere fino a noi” nelle condizioni più disperate. Nasce così l’idea della Croce Bianca dei bambini: qui i medici di malattie nervose e le maestre specialmente preparate sono ciò che i chirurghi e le infermiere sono nella Croce Rossa. L’intento, come leggiamo tra gli scritti della stessa Montessori, è buono: “I bambini di oggi sono quelle forze di ricostruzione sulle quali speriamo nel dopoguerra, e occorre allontanare da esse le terribili conseguenze della degenerazione, che potrà far crescere genti nervose, squilibrate di mente o pazze. Salvare i bambini: ecco il grido di chi oggi lavora per l’umanità”. L’ipotesi, però, è destinata a tramontare. Nel 1923 Augusto Osimo muore. L’avvento del fascismo stravolge il programma montessoriano dell’Umanitaria. Nel nuovo clima di soffocamento della libertà, l’istituzione milanese viene assoggettata a una profonda trasformazione. Buona parte delle scuole, grazie anche alla benevola accoglienza accordata dal regime al Montessori, proseguono la loro attività.
Di tutte le Case dei Bambini, però, solo alcune sopravviveranno: si tratta di quelle di via Solari – che visse fino agli anni ’70 - e di viale Lombardia che tutt’ora funziona come asilo comunale. A queste negli anni se ne aggiungeranno altre tra cui quella di via Milazzo e piazzale Ferravilla, che ancora oggi sono la testimonianza viva del un lungo cammino che ha legato la città di Milano all’opera di Maria Montessori.

05/01/2025

Nata da un’idea di alcuni maestri di conservatorio, quest’opera tripartita fu presentata per la prima volta in concomitanza con l’inaugurazione della Casa natale della dottoressa di Chiaravalle e i lavori del Convegno Internazionale “Maria Montessori e il XXI secolo”.
Come riportato nell’epigrafe del testo, non nacque come “prodotto d’occasione” con una finalità meramente celebrativa.
Non fu scritta nemmeno per “l’esaltazione di una donna, benché straordinaria, e delle sue idee”.
Si trattò piuttosto di un’opera per tutti, per comunicare un pensiero ancora attuale che pone al centro i bambini.
Ed è proprio a loro che sono dedicate le pagine corali del “Inno dei bambini piccolissimi”, unica parte di cui è riportata all’interno del libretto anche la partitura.
Parole e musica che esprimono l’essenza di un pensiero profondo e profetico, sintetizzato attraverso parole semplici e immediate:
“Noi bambini piccolissimi
siam già l’uomo, in verità!
e nei gesti comunissimi,
uniamo tutta l’umanità.
Lavoriamo se giochiamo;
siamo alunni attenti, intenti,
amorevoli, contenti,
ma maestri siamo già.
Con l’agite quotidiano
noi la pace costruiamo
e ai potenti della terra,
che rifiutino la guerra,
un appello vogliamo far.
L’uomo è tale dalla nascita
questa è grande verità,
ma il cammino della crescita
amore è tempo chiederà”.

Un grazie ai Maestri Paolo Peretti e Roberto Molinelli per questo prezioso dono
https://www.robertomolinelli.it/montes/inno.mp3

10/07/2024

Nel 1948, all’apice del suo percorso umano e professionale, Maria Montessori si dedica alla stesura di questo testo. Ancora una volta siamo di fronte a una raccolta di conferenze tenute una decina di anni prima a Londra.
Il suo contribuito appare sin da subito innovativo rispetto ad alcune figure di spicco della psicologia come Winnicott e Erickson. Montessori ci parla dell’adolescenza come di una vera e propria “rinascita” che porta alla definizione del “neonato sociale”.
Caratteristica di questo periodo, oltre allo sviluppo del senso morale e al bisogno di sperimentare un ambiente più ampio, è l’immaginazione, processo funzionale alla conoscenza che permette di comprendere una realtà di vaste dimensioni nelle sue interconnessioni.
Idee che trovano una concretizzazione pedagogica nell’educazione cosmica, particolare visione del Mondo in grado di richiamare l’attenzione sull’importanza del “compito cosmico” che ciascun essere vivente assolve.
Scrive Montessori: “Ogni cosa è strettamente collegata su questo pianeta (…)Possiamo paragonare l’insieme a una tela: ogni particolare è un ricamo, l’insieme forma un tessuto magnifico”.
In questo senso l’educazione cosmica ci fornisce anche un modo per organizzare la conoscenza che trascende le singole discipline per giungere a una visione transdisciplinare e interdisciplinare dei contenuti.
“Ecco uno dei principi fondamentali dell’educazione: insegnare i dettagli significa portare confusione; stabilire i rapporti fra le cose significa dare conoscenza”. Una visione che trova esemplificazioni in alcuni passaggi narrativi che vanno ad arricchire il grande capitolo dedicato alle favole cosmiche.
L’ultima parte del testo è dedicata alla scuola dell’adolescente e all’università. Severa è ancora una volta la critica che Montessori rivolge alla scuola tradizionale, tacciata di essere un ambiente chiuso, in cui “i giovani sono costretti a lavorare per dovere, non per interesse (…) in cui sono soggetti al meschino ricatto del brutto voto con cui i professori pesano il loro lavoro (…) come materia senza vita, e non giudicato come prodotto della vita”. Una condizione da cui usciranno solo dei “nani psichici”.
Una scuola a cui Montessori contrappone il “Programma di Laren” funzionale alla formazione del “uomo nuovo”.
Un programma che il dottore non vedrà mai realizzato a causa dell’avvento della guerra, ma che oggi sta prendendo vita grazie alle numerose sperimentazioni in atto anche nel nostro Paese.

14/04/2024

In ogni persona c’è una pretesa di bellezza che attende solo di essere riconosciuta. Eppure “le persone cercano la bellezza nelle cose, contemplano i luoghi maestosi della natura, vanno alla ricerca dello straordinario, e poi passano una accanto all’altra senza meravigliarsi del fatto che lo straordinario ce l’hanno accanto”.
Ogni persona è un opportunita ,che se colta nella sua unicità permette alla società di arricchirsi.
Una lettera strutturata in dieci passaggi. Il racconto di un percorso formativo che incrocia la vita dei suoi protagonisti, in cui con parole semplici, chiare - che non lasciano spazio a interpretazioni - ci vengono consegnate con molta delicatezza attenzioni e accorgimenti affinché ciascuno di noi possa migliorare un po’ la società realizzando “l’essenza dell’essere umano: andare incontro all’altro”.

Qui di seguito il link a cui potete reperire il libro:

https://www.amazon.it/Come-petali-dei-fiori-pesco/dp/B0C6BR8GYR/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1685547356&sr=8-1

Con profonda gratitudine e riconoscenza.

10/03/2024

Se la didattica è la relazione tra insegnamento e apprendimento, Cosimo Laneve prova ad “evitare la marmellata di parolacce” per fornirci un quadro chiaro e sintetico di una scienza alla ricerca di una propria epistemologia.
E così, dopo una prima parte dedicata ad un affondo teorico sulla didattica e sulle possibili didattiche, il pedagogista ci conduce alla scoperta dei tratti qualificanti le azioni di chi insegna.
“L’insegnamento - si sa - si avvia e si costruisce con lo studio del potenziale educativo dell’uomo”. In un percorso di continua ricerca, servono però anche la messa in atto di più sguardi caratterizzati dalla riflessione e dalla memoria come due tratti che contribuiscono a mantenere lo sguardo sempre aperto al nuovo e all’inedito.
Una didattica dunque capace di rendere la scuola una “humanitatis officina” impegnata a promuovere non solo il sapere, ma anche il saper essere se stessi e con gli altri con un pizzico di quell’umorismo che altro non è che “bisogno di assaporare una certa leggerezza nel vivere”.

21/01/2024

“C’è della bellezza nel modo in cui i bambini giocano, e nel modo in cui imparano. Nonostante le scarse risorse a loro disposizione, si divertono saltando, correndo, nuotando, mostrando sempre curiosità, felicità, adattabilità, resilienza. La loro capacità di trovare gioia anche nelle circostanze più difficili ha del miracoloso e si rivela perfino in situazioni di conflitto e povertà. Come tutti i pulcini, non sanno ancora volare, ma l’istinto c’è. I piccoli osservano la mamma che li tiene al sicuro, consolidano ogni giorno la loro attitudine al volo, e così diventano più forti, finché un giorno le lezioni materne si unisco all’energia delle giovani ali e gli uccellini spiccano il volo. Diventano grandi. Nel caso dei bambini, è l’istruzione a fornire le ali che permetteranno loro di alzarsi in volo e di cantare. Senza questa, rimangono silenziosi, inascoltati, inchiodati a terra. L’istruzione offre ai più piccoli la possibilità di far sentire la propria voce, e coinvolge non solo la mente, ma anche l’anima e il cuore. Insegna il rispetto, la tolleranza, l’accettazione dell’ altro. Protegge dall’estremismo, dalla misoginia e dal razzismo, e stimola i bambini a volare più alto di quanto i loro genitori potrebbero immaginare”.
Ovunque, negli angoli più remoti del nostro pianeta, ci sono “ritratti di innocenza” che interrogano, commuovono, sorprendono, fanno sorridere. I loro occhi, a volte scuri e profondi, a volte di ghiaccio, evocano speranza per l’umanità. La speranza che ogni bambino, anche grazie all’istruzione, possa crescere e cambiare il mondo.
E’ questo uno dei messaggi più belli che in occasione della giornata internazionale dell’educazione come “seme di pace”, ci viene consegnato dai volti ritratti in questo catalogo fotografico.
“Oggi Malala ha una voce più forte e più potente dei fucili che hanno tentato di farla tacere. Ed è stata l’istruzione a far sì che ciò accadesse”.

03/01/2024

Il 10 giugno 1921 Maria Montessori tiene una conferenza a Londra cadenzata in tre passaggi.
Nel primo illustra il suo Metodo, facendone la storia e mostrandone il carattere sperimentale ed empirico.
Nel secondo affronta il tema della libertà, fulcro del suo approccio educativo, che non deve essere assolutamente confusa con l’abbandono.
Nel terzo e ultimo passaggio, tematizza il Peccato Originale inteso non in senso teologico, ma come quel malinteso tra l’adulto e il bambino che ci induce a giudicarlo rispetto a noi stessi anziché al disegno divino.
Gli adulti, scrive Montessori, hanno sviluppato nei confronti dei più piccoli due attitudini che possiamo far emergere grazie al ricorso a due “reattivi” biblici: il primo tratto dal Libro dei Proverbi propone un’immagine di bambino “proprietà “ degli adulti; il secondo, tratto dalla Prima lettera di Paolo ai Corinzi, propone un’educazione umana e libera, in contro tendenza con quella della pedagogia tradizionale.
“La debolezza e caducità della sua anima (del bambino) colpita come la nostra dalla labe originale, deve richiamare in ogni caso la più illuminata ca**tà da parte nostra, un aiuto sempre più delicato, un perfezionamento delle nostre attitudini e delle nostre azioni di maestri: ma non si dà il permesso e tanto meno il diritto di atteggiarsi a giudici severi ed a dispensatori cechi di inutili castighi”.
Dunque un Peccato Originale insito nell’adulto e non nel bambino, in cui possiamo osservare solo alcune “malattie” o reazioni difensive all’oppressione dell’adulto.
Maria Montessori accompagna così, ancora una volta, l’adulto a riflettere su se stesso, a rivestirsi di umiltà per non confinare o bambini “in un angolo senza luce del cuore” perché “il cristianesimo insegna ad aiutare, rispettare, riconoscere l’umana dignità e grandezza”.
All’interno di queste riflessioni, la parola “amore” diventa il cardine attorno a cui non solo ruotano le sue scuole, ma anche lo stile con cui l’adulto può arrivare a costruire il “ricovero per un bambino che per molto tempo è stato incompreso nella sua parte divina, per far liberare le vie al suo sviluppo spirituale”.
Un’apertura in cui è possibile intravedere alcuni dei passaggi che il dottore dedicherà all’educazione religiosa che contribuisce a un miglioramento dell’umanità a partire dal bambino.
Nella “Formazione dell’uomo” - sintesi delle idee montessoriane relative al problema del Peccato Originale - scriverà: “Miglioriamo l’umanità cominciando dal bambino. Speriamo in Dio che ha creato queste forze meravigliose per la redenzione dell’umanità”.

27/12/2023

Pubblicato a cinque anni dalla sua morte, Gianfranco Zavalloni - Dirigente scolastico contadino- aveva incominciato a lavorare a questo testo già nell’agosto del 2012.
Nelle sue parole l’immagine di una scuola caratterizzata dalla passeggiata del pedagogista.
Una scuola in cui il camminare diventa metafora dell’educazione ma anche dello stile con cui affrontare le fatiche della quotidianità.
Un incedere che non si presenta mai come lineare, ma ricco di imprevisti in grado di trasformare ogni viaggio in un serbatoio di opportunità, in cui ogni errore diventa possibilità.
Una camminata connotata da un tempo disteso, “della lumaca”, per fare affondi e promuovere la memoria della strada percorsa.
Una camminata in grado di far percorrere ai suoi protagonisti una strada nel territorio - nella speranza che chi lo abita possa lasciarlo un po’ meglio di come lo ha trovato - e per il mondo, capace di aprire la strada a quella che nel 2021 verrà definita una “scuola sconfinata”.
“Tutti coloro che lavorano nella scuola dovrebbero avere uno spirito contadino”, di chi sa che sta coltivando semi che un giorno germoglieranno e che è consapevole dell’importanza di ogni domanda per generare percorsi.

26/08/2023

Munari e i libri: un rapporto di vecchia data iniziato negli anni ‘30 quando l’artista - all’epoca uno dei maggiori esponenti del gruppo futurista milanese - inizia a sperimentare tecniche fotografiche per poi dedicarsi alla grafica e alla pubblicità. È il 1948 quando incrocia il movimento di arte concreta che lo porterà a reinventare l’oggetto libro. Nascono i primi libri illeggibili in cui rinuncia alla comunicazione testuale a favore dell’estetica con l’obiettivo di esplorare l’estremo limite dell’idea di libro che permette di rispondere alla domanda: “Il libro come oggetto, indipendentemente dalle parole stampate, può comunicare qualcosa?” Dall’esigenza di provare a esprimersi con la stessa naturalezza dell’animo infantile, nascono una serie di libri illustrati in cui i bambini non rimangono fruitori passivi, ma possono intervenire con la loro personalità come nel caso del “Abecedario” o del “Alfabetiere”.
Solo sul finire della guerra, Munari dà vita a libri gioco in cui i bambini vengono portati lontano con la fantasia grazie a ante e valigie che si aprono e chiudono.
È però nel rapporto con Gianni Rodari che incontriamo il Munari illustratore.
Tra le persone che non hanno mai letto un libro ci sono più persone di quante possiamo immaginare. Tra costoro i bambini di età prescolare, per i quali Munari progetta i prelibri con l’obiettivo di accostarli al libro e far nascere il desiderio per la lettura. Non mancano poi le collane, tra cui “Tanti bambini” di cui non cura solo le illustrazioni ma la stesura delle storie.
Un ultimo aspetto del rapporto di Munari con i libri riguarda tutto il lavoro di riflessione sul suo lavoro raccolto in una serie di opere dedicate al tema della progettazione, della creatività, ma anche dell’artista come “uomo tra gli uomini”.
Un catalogo in cui si alternano immagini fotografiche, descrizioni tecniche, citazioni tratte dai testi che ben descrivono ogni singola opera. Un viaggio nell’universo munariano e dei suoi libri.

21/05/2023

Nasce all’interno del progetto “Maria Montessori tra storia e attualità. Ricezione e diffusione della sua pedagogia a 150 anni dalla nascita”.
Curato dall’Unita’ di ricerca dell’Universita’ LUMSA in collaborazione con l’Opera Nazionale Montessori, offre al lettore la possibilità di riflettere sull’attualità del pensiero montessoriano.
Il materiale - open acess - è articolato in cinque sezioni: testi, immagini, rivista “Vita dell’infanzia”, lemmario e bibliografia internazionale.
Tra i testi più significativi è possibile trovare l’edizione critica de “Il metodo della pedagogia scientifica”.

https://atlantemontessori.org/it/

15/04/2023

Ci sono libri che anche a sessant’anni dalla loro pubblicazione rimangono anomali e non si lasciano intrappolate in uno schema.
Uno di questi è il “Supplemento al dizionario di italiano”.
Edito per la prima volta nel 1958 dalla società Carpano, viene ripreso nel 1963 da Muggiani e successivamente dalla Corraini che tiene fede a immagini e testi dell’epoca.
Un libro dedicato alla comunicazione mimico-gestuale, utile e…divertente, soprattutto se pensiamo che “gli italiani sono conosciuti in tutto il mondo perché si esprimono, oltre che con le parole, anche con i gesti. Molte volte, anzi, si esprimono solo a gesti”.
I gesti degli italiani, tuttavia, pur essendo famosi, non sempre sono comprensibili.
“Cosa vuoi? Scusi, ha una sigaretta? Niente! Che rabbia! Aspetta un momento…Ho un’idea! Ti prego…non ho capito…Maramao!”, sono solo alcuni dei gesti analizzati nel testo, con i quali riusciamo a esprimere un numero incalcolabile di cose, azioni e sentimenti.
E così - partendo da una prima raccolta fatta dal Canonico Andrea de Jorio nel 1832 fino ad arrivare ai giorni nostri- Munari continua a guidarci verso una comunicazione che può avere maggiore precisione e intensità di qualsiasi discorso parlato.

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