03/01/2014
Pazzìa e passione hanno la stessa radice etimologica. Dal greco "pathos": sentimento, sofferenza. E io credo che quella che dal mondo viene considerata pazzìa sia proprio questo: passione estrema. La pazzìa non è altro che la scintilla pulsante negli occhi di chi non si rassegna alla monotonìa dell’ordinarietà. E non rassegnarsi costa fatica. Perché vuol dire sentire troppo, vuol dire amare troppo, vuol dire soffrire troppo: non rassegnarsi può far impazzire.I "pazzi" vengono considerati scomodi dal mondo. Perché ne destabilizzano i fittizi equilibri. Chi è pazzo si comporta in modo strano: piange all’improvviso, balla per la strada, parla con gli sconosciuti, veste fuori moda, e non segue i ritmi imposti. Chi è pazzo fa paura: perché non ha vergogna di essere se stesso. E urla al mondo la verità, la verità dell’animo, quella che i più hanno paura di ascoltare.Perché i "pazzi" vedono tutto: la bellezza e il dolore. Hanno un sacco di spazio dentro. E lo riempiono di mondo. E tutto questo mondo rischia di farli scoppiare. E purtruppo, a volte accade. Accade che scoppino. E allora vengono sedati, imprigionati, riempiti di pillole. Vengono "snaturati". Per il loro bene, ovviamente. (O forse per la tranquilltà di chi gli sta accanto? Ma questa è un’altra storia...)C’è comunque qualcosa di estremamente affascinante nella pazzìa: c'è la Vita. In tutte le sue sfaccettature.A volte mi comporto in modo un po' strano e mi chiamano "pazza". Solo perché faccio quello che sento al momento.Beh, sapete cosa penso? Vista così, la pazzìa potrebbe essere la nostra unica salvezza.Pazzìa e passione derivano da "pathòs": sentimento, sofferenza.E allora meglio la pazzìa.Perché il contrario di pazzìa non è normalità. E' apatìa.
Ciao bellissime anime :)