29/09/2022
RISCOPRIRE LO “SPIRITO DEL BAMBINO”
La lunga pratica di una disciplina comporta momenti di stanchezza, più mentale che fisica. Si attenua la fiamma della passione, cala l'interesse e la motivazione. È in questi frangenti che bisogna recuperare l’atteggiamento del principiante: meglio ancora se si riesce a ritrovare... lo “spirito del bambino”. Questo spirito, da qualche parte è ancora vivo, si trova nel profondo di noi stessi.
Questa ricerca che può farci ritrovare quel “senso della meraviglia” che un tempo accompagnava il piacere (e a volte il timore) di metterci in gioco. Reimmergersi nuovamente nello spirito di quell’età, in cui si cerca di costruire giorno dopo giorno l’esperienza del mondo e la conoscenza di sé, per noi può essere revitalizzante.
Questo è forse l’unico modo, per noi adulti traboccanti di "conoscenza ed esperienza”, di rimettere in discussione tante comode certezze, di riconsiderare diversamente non solo quello che facciamo e come lo facciamo, ma anche le relazioni interpersonali, la vita e le cose della quotidianità.
Potremmo quindi ridare il giusto valore al nostro diritto di "provare e sbagliare", affrontare a viso aperto quell’ininterrotta sfida fatta di “prove ed errori”, di fallimenti seguiti da entusiasmanti scoperte, che sono propri di un’età ormai lontana, della quale conserviamo il magico ricordo.
Riscoprire lo “spirito del bambino” può significare pertanto recuperare quella parte di noi stessi che “sapeva di non sapere”; può risvegliarci dal torpore e dal tran tran, può riaccendere l’entusiasmo, il desiderio di imparare e sperimentare nuove cose. Basta ritrovare una scintilla di quella luce che brilla luminosa negli occhi dell'infanzia.
03/01/2022
LA “CHIAVE” DEL CORPO
«Il bacino è la parte chiave del corpo. Solo quando riuscirete a sciogliere le anche sarete in grado di mantenere i piedi ben saldi e il corpo solido e resistente. Inoltre, il variare dei passi, da vuoto a pieno e da pieno a vuoto, è controllato dal bacino.
È stato detto: "L'ordine per il movimento è impartito dal bacino" e "Quando il corpo appare disorganizzato e manca di forza, il difetto va ricercato nel bacino e nelle gambe"».
(Yang Jingbu)
01/11/2021
SAPERSI "INCOLLARE"
("Dimenticare se stessi e seguire l'avversario")
Molti conoscono il termine "Chi Sao", che in italiano possiamo tradurre come "mani appiccicose". Esso si riferisce a uno degli esercizi fondamentali della pratica del Wing Chun.
Attraverso il "Chi Sao" si tende a sviluppare una sensibilità tattile istintiva che permette di reagire immediatamente e fluidamente all'azione offensiva dell'avversario.
Sapersi incollare (Nian) è pertanto fondamentale in quelle discipline che prediligono il contatto ravvicinato, dal Wing Chun al Taiji, dal Bagua all'Yi Quan.
Incollarsi, senza staccarsi e senza "resistere", permette di controllare la forza dell'avversario istante per istante.
In generale, nelle arti marziali cinesi esistono molti esercizi che hanno la funzione di sviluppare automatismi percettivi e tecnici finalizzati a mantenere il controllo sull'avversario attraverso "l'incollarsi e aderire". Grazie alla sensibilità nel contatto, alla "lettura" della forza, alla destrezza nel seguire il movimento dell'avversario, si sviluppa gradualmente la capacità di difendersi "assorbendo" e di contrattaccare "fluendo", così come raccomandava il maestro Ip Man a ogni suo allievo:
«Non combattere con la forza, assorbila, falla fluire, usala».
E ancora:
«Saluta la forza che arriva, accompagnala quando va via, affrettati nel momento in cui stai per perdere il contatto.»
Nelle arti marziali interne, il principio Nian, ancor più che con delle esercitazioni "tecnico-tattiche", viene sviluppato attraverso il "lavoro interno" e il tuishou ("mani che spingono"), il che comporta una vera e propria "riprogrammazione neuromuscolare", che deve necessariamente privilegiare per molto tempo l'attenta e paziente "percezione", più che l'istintiva e reattiva "azione".
Si tratta di un lavoro che si fonda sul "Song", l'ascolto, la comprensione e il progressivo "rilascio" delle proprie tensioni.
Nel tempo ciò conduce alla capacità di aderire alla forza dell'avversario, percependone le tensioni strutturali, avvertendone sul nascere le intenzioni.
È a questo punto che – dopo essersi "incollati" – il principio "dimenticare sé stessi e seguire l'avversario" può essere messo in pratica proficuamente.
10/10/2021
IL NEMICO PIÙ GRANDE
«Nelle arti marziali il più grande nemico è in te stesso:
quella parte di te che si sforza perché vuole dimostrare “qualcosa”.»
(Jet Li)
18/09/2021
ASCOLTARE E RILASCIARE
Quando il corpo si rilassa e annulla le tensioni superflue incrementa notevolmente le sue capacità di “ascolto”.
Percepisce quindi più nitidamente gli stimoli fisici e i loro effetti, sia quelli interni, legati cioè alla forza di gravità in relazione all’equilibrio e alla correttezza degli allineamenti articolari; sia quelli esterni, legati a compromissioni strutturali causate dalle più diverse sollecitazioni (spinte, pressioni, trazioni, torsioni ecc.).
La qualità dell'ascolto corporeo riveste un’importanza primaria nella nostra vita.
Davanti a una forte emozione, un conflitto verbale o uno spavento improvviso, certi muscoli tendono a contrarsi (il collo, le spalle, la schiena). Questo “ipertono”, innescato da una reazione emotiva, può permanere per diverso tempo anche dopo il fatto che lo ha scatenato. La sera, poi, si può manifestare come "contrattura": un fastidioso torcicollo, una dolorosa lombalgine di cui, sul momento, non comprendiamo l’origine. Ci rendiamo conto delle conseguenze di un “ipertono” solo quando si manifestano dolorosamente. Comprendiamo pertanto perché è così importante migliorare quella qualità di ascolto corporeo, che ci può permettere di percepire istantaneamente l’instaurarsi di tensioni muscolari di origine psicosomatica, in modo da disinnescarle sul nascere.
L’ascolto investe poi l’efficacia delle nostre azioni nei più diversi contesti, migliorarlo è un modo per ottenere sempre (o spesso) il “massimo risultato col minor dispendio energetico”.
Non dimentichiamo quindi che quando un muscolo è contratto (e pertanto “accorciato”) è praticamente sordo agli stimoli e tende a sfuggire al controllo della mente.
Il corpo aumenta la sua sensibilità allorché si rilassa, e la propriocezione cresce proporzionalmente al grado con cui le fibre muscolari si liberano dalle inutili tensioni e si "distendono" (anche "fisicamente", nel senso che si allungano). Ovviamente l’Attenzione deve monitorare “costantemente” quello che succede nel corpo, e questo è alla base della "consapevolezza", che non è solo "corporea".
Quanto può essere importante l’ascolto e il rilassamento nelle arti marziali? Molto, in tutte. Nelle discipline che prediligono il contatto ravvicinato e il corpo a corpo (Judo, Ju-Jitzu, shuai jiao, Lotta, ecc.) rilassamento e ascolto sono addirittura fondamentali.
Nel Taijiquan, l'ascolto e il rilassamento durante la pratica sono... "quasi tutto".
Un famoso maestro continua a ripetere ai suoi allievi che nel Taiji il 99% dei problemi, anche quelli legati all'efficacia marziale, si risolve con l'auto-ascolto (che diventa "auto-conoscenza) e il "Song" ("rilasciamento profondo").
Proprio per questo la pratica della "spinta con le mani" eseguita con un compagno (diligente, bravo e collaborativo) è fondamentale per elevare queste qualità e, pertanto, non può mai essere trascurata.
04/08/2021
L’ARDUA VIA DELLA TOLLERANZA
«Non vantatevi delle vostre virtù,
né invidiate le capacità degli altri.
Esaminate le vostre azioni;
non attaccatevi agli errori degli altri.
Così facendo non incontrerete ostacoli in nessun luogo
e godrete naturalmente la felicità.
La tolleranza è la migliore via;
ma prima allontanate sia l’Io che l’Altro».
(Dazhu Huihai)
01/08/2021
UN DRAGO CHE RIPOSA
«Muovendoti in armonia con le onde dell’energia, sei un drago.
Quando inspiri ed espiri naturalmente, entri quieto nella legge suprema che governa ogni movimento.
Pratica sempre, in armonia con la stagione, l’ora e le tue possibilità: l’abilità, quella che ti è propria, verrà in piena luce.
Mentre ti muovi con lo slancio della tigre, dentro di te riposa il drago».
(Wang Xianzhai)
24/07/2021
L'ARTE DEL “FLUIRE”
“Tutto scorre". Lo recitava un celebre aforisma del filosofo greco Eraclito, che aveva compreso come il “fluire” fosse l’essenza della realtà attraversata dal mutamento continuo. Esso coinvolge ogni cosa, ogni evento, ogni fenomeno, il tempo e la nostra esistenza.
La consapevolezza del “fluire” non può essere disgiunta dall’accettare il mutamento come qualcosa di ineluttabile.
Anche la pratica della nostra arte è basata sulla comprensione, la coltivazione, l'armonizzazione col continuo fluire: percependo l’ininterrotto flusso di movimenti, forze, energie, stati mentali ed emozionali… Non ci può essere quindi alcun reale progresso se non si impara ad accettare il perenne mutamento.
Accettare di fluire insieme al resto della realtà diventa un modo di vivere, se si applica a ogni istante della nostra esistenza.
Questo principio lo sosteneva, già più di duemila anni fa, anche il filosofo taoista Chuang Tzu, che infatti esortava in tal senso con questo celebre motto:
«Fluisci con qualunque cosa possa succedere
e lascia che la tua mente sia libera;
rimani centrato in te stesso,
accettando qualunque cosa tu faccia.
Questa è la saggezza suprema».
02/05/2021
SEMPRE E IN QUALUNQUE AMBITO
«La vera scienza delle arti marziali significa praticarle in modo tale che siano utili sempre, in qualsiasi momento; e insegnarle in modo tale che siano utili facendo qualsiasi cosa, in qualunque ambito».
(Miyamoto Musashi)
23/04/2021
Giornata internazionale del TAI CHI. Patrimonio dell'Umanità.
Sabato 24 aprile 2021 ore 10, cerchiamo uno spazio di verde e di silenzio che ci riconnetta con i movimenti e lo spirito del Tai Chi.
Uniamoci al flusso di quieta e potente energia che scaturirà dai movimenti dei praticanti di tutto il mondo.