10/04/2024
IL BAMBINO, L'AGGRESSIVITÀ E I MORSI "SENZA SENSO" AL NIDO
di Silvia Iaccarino
Il tema del’aggressività è sempre molto scottante, sia quando si parla di adulti che di bambini.
In particolare, giustamente gli adulti desiderano passare ai bambini piccoli l’idea che essa sia sbagliata e che non vada utilizzata all’interno delle relazioni sociali, in modo che imparino adeguate modalità di interazione con gli altri.
Ciò che accade, però, è che nonostante l’insegnamento degli adulti, i bambini picchiano, mordono, graffiano, colpiscono, tirano calci, etc. sia quando sono arrabbiati sia quando, per esempio, fanno il gioco di lotta (quest’ultimo soprattutto alla scuola dell’infanzia).
In una certa quota, tale aggressività è del tutto normale e tipicamente connaturata alla tappa evolutiva: i bambini, infatti, si esprimono principalmente col corpo (soprattutto nei primi 3 anni di vita a causa delle assenti o scarse capacità linguistiche e della ridotta competenza nell’autoregolazione emotiva).
L’aggressività dei bambini è, infatti, perlopiù il prodotto della loro immaturità, in primis del loro cervello e del sistema nervoso. Infatti, il cervello dei piccoli non è ancora sviluppato come quello degli adulti. Per usare un’immagine, possiamo ricorrere a quella del computer. L’hardware è ovviamente presente, ma i software non sono tutti caricati. Alcuni software sono già operativi, altri invece devono caricarsi nel corso dello sviluppo. A causa di ciò, i bambini faticano a regolare le loro emozioni intense in modo autonomo ed efficace. Per via di tale immaturità fisiologica essi sono quindi talvolta come “accecati dalla rabbia” (cosa che talora accade anche a noi adulti!) e portati a scaricare l’emozione attraverso i comportamenti aggressivi, non riuscendo a contenere la “tempesta ormonale” che si scatena a livello chimico nel loro organismo.
Essendo l’aggressività connaturata alla tappa di sviluppo e nonostante sia fondamentale che gli adulti trasferiscano l’idea che non è accettabile come modalità di interazione con gli altri, è quindi del tutto normale che i bambini nella fascia di età prescolare la utilizzino nella relazione coi pari. La maturazione e quindi l’acquisizione di nuove competenze cognitive, linguistiche, emotive e sociali porterà i bambini ad usare sempre di più, nel tempo, le parole anziché il corpo per comunicare.
Nonostante non ci piaccia, quando i bambini si comportano in modo aggressivo per via della rabbia o quando giocano alla lotta, tali azioni sono per noi comprensibili (nel senso che ne capiamo le ragioni) ed attiviamo quindi delle strategie per gestirle.
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