19/06/2026
Molte impostazioni psicoterapeutiche concentrano lo sguardo sull’esterno: problemi, situazioni, relazioni da sistemare.
Morelli insiste su un punto chiave: le vere soluzioni emergono quando cambiamo il modo in cui ci rapportiamo al nostro mondo interno.
Non è la realtà esterna a essere “sbagliata”, ma spesso è l’atteggiamento mentale e affettivo con cui la viviamo a produrre sofferenza.
Quando portiamo attenzione all’interno – al corpo, alle immagini, ai sogni, ai desideri profondi – si attivano risorse che la sola analisi razionale non sa raggiungere.
Nel metodo Riza questo si traduce in una clinica che sposta il baricentro: meno spiegazioni, più esperienza; meno ragionamenti sul perché, più contatto con ciò che accade dentro adesso.
Il terapeuta diventa un facilitatore di questo spostamento dello sguardo, aiutando il paziente a entrare in relazione con la propria interiorità viva.
Per chi è medico o psicologo, formarsi in questa prospettiva significa apprendere tecniche e setting che favoriscono il lavoro con il mondo interno: immaginazione, lavoro sul corpo, simboli, non solo dialogo razionale.
Se vuoi imparare a praticare una psicoterapia centrata sull’interiorità, la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica Riza ti offre un percorso strutturato.
Scrivi a [email protected], chiamaci allo 02 5845961 oppure visita scuola-psicoterapia.riza.it
17/06/2026
Marie-Louise von Franz, grande allieva di Jung, ha spesso descritto i sogni come messaggi autonomi dell’inconscio.
Non sono fantasie casuali, ma comunicazioni del Sé – il centro regolatore della psiche – rivolte alla coscienza, per compensarla, orientarla, ampliarla.
In questa prospettiva, l’analista non “usa” il sogno per confermare le proprie teorie, ma si mette in ascolto di una saggezza che viene da più in profondità di lui.
Il compito è tradurre, con il paziente, il linguaggio simbolico di queste immagini, rispettando la loro autonomia e lasciando che indichino una direzione.
Il metodo Riza, in sintonia con questa tradizione junghiana, fonda gran parte del lavoro sull’immaginazione: sogni, fantasie guidate, immagini archetipiche diventano il luogo in cui la psiche mostra ciò che la biografia non sa dire.
Il terapeuta aiuta il paziente a sostare in queste immagini, a trasformare scene personali in figure universali, a contattare la propria “Immagine Innata”.
Per medici e psicologi che desiderano integrare la dimensione onirica e simbolica nel lavoro clinico, la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica Riza offre una formazione specifica su tecniche immaginative e lettura dei sogni.
Per saperne di più scrivi a [email protected], chiamaci allo 02 5845961 oppure visita scuola-psicoterapia.riza.it
13/06/2026
Spesso immaginiamo il terapeuta come qualcuno che “aggiusta” ciò che nel paziente non funziona: pensieri distorti, comportamenti disfunzionali, emozioni ingestibili.
Il metodo Riza propone un’altra postura: il terapeuta non è un correttore di difetti, ma un professionista che sa riconoscere e far emergere la parte più vera della persona.
In quest’ottica il lavoro clinico non parte dalla domanda: “Cosa non va in questo paziente?”, ma da: “Quale immagine profonda di sé sta cercando spazio attraverso questo disagio?”.
Il sintomo diventa allora un indizio, non solo di un malessere, ma di una trasformazione in corso che non ha ancora trovato forma.
Per il terapeuta questo significa tre cose molto concrete:
imparare a non identificarsi solo con la richiesta cosciente (“togliermi l’ansia”, “eliminare il sintomo”),
saper ascoltare corpo, sogni, fantasie come luoghi in cui la parte profonda già parla,
costruire un setting che incoraggi il paziente a fidarsi di ciò che sente, non solo di ciò che pensa.
Chi lavora in questo modo non si limita a riportare il paziente “come prima”, ma lo accompagna verso qualcosa che ancora non conosce di sé.
È un mestiere clinico esigente: chiede formazione teorica, ma anche un lavoro personale su di sé, per poter riconoscere la propria parte profonda mentre si incontra quella del paziente.
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica Riza nasce proprio per formare questo tipo di terapeuti: medici e psicologi capaci di unire rigore clinico e sensibilità immaginativa, tecnica e ascolto del profondo.
Per informazioni e iscrizioni scrivi a [email protected], chiamaci allo 02 5845961 oppure visita scuola-psicoterapia.riza.it.
11/06/2026
Nella visione del metodo Riza, in ogni persona convivono due livelli.
C’è una parte superficiale, che cerca di assomigliare agli altri, di adattarsi ai modelli e alle aspettative; ed esiste una parte più profonda, creativa, incontaminata, che non copia nessuno e orienta la vita dall’interno.
Quando la psicoterapia si rivolge solo alla parte che imita, lavora per “aggiustare” il personaggio che il paziente ha costruito.
Quando invece si rivolge alla parte profonda, libera energie nuove, desideri, forme di esistenza che il paziente non sapeva di avere.
Il metodo Riza nasce proprio da questa distinzione: non si tratta di rendere più efficiente l’io adattato, ma di riallacciare il contatto con la dimensione più autentica che abita ogni individuo.
Per medici e psicologi significa spostare il focus: meno “miglioramento del personaggio”, più accesso alla sorgente viva della propria parte creativa.
Se vuoi formarti a questo modo di lavorare, la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica Riza è stata costruita esattamente su questi presupposti.
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06/06/2026
Molti pazienti arrivano in terapia dicendo: “Non so più cosa è giusto per me”.
La tentazione, per chi cura, è colmare il vuoto con spiegazioni, consigli, programmi.
La prospettiva psicosomatica parte da un’altra ipotesi: anche quando la coscienza è confusa, nel profondo esiste un nucleo che sa.
Questa parte non parla per ragionamenti, ma attraverso corpo, sogni, immagini che tornano, attrazioni e rifiuti che non sappiamo giustificare.
È una bussola interna, che indica ciò che è vivo o mortifero per quella persona, al di là delle aspettative esterne.
Nel metodo Riza il terapeuta non decide al posto del paziente, ma lo aiuta a riavvicinarsi a questo sapere interno:
a riconoscerlo, dargli fiducia, tradurlo in scelte concrete.
Quando questo contatto si stabilizza, la terapia cambia: non è più solo gestione dei sintomi, diventa riorganizzazione del modo di vivere.
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica Riza forma terapeuti capaci di lavorare in questa prospettiva.
Per medici e psicologi è un invito a trasformare il proprio ruolo: da esperti che guidano dall’esterno a professionisti che sanno collaborare con la saggezza profonda del paziente.
Per informazioni e iscrizioni scrivi a [email protected]
oppure telefonaci allo 02 5845961
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04/06/2026
In studio e in ambulatorio incontriamo sempre più corpi stanchi, tesi, in allarme.
Disturbi funzionali, somatizzazioni, dolore cronico, insonnia: quadri che non stanno solo in una cartella clinica o solo in un manuale diagnostico.
Spesso il messaggio implicito è: “Vorrei che questo corpo smettesse di disturbare la mia vita”.
Se proviamo a rovesciare lo sguardo, il sintomo diventa un linguaggio.
Il corpo esprime ciò che la mente non riesce ancora a pensare, ciò che la coscienza non ha parole o coraggio per dire.
Un disturbo non è solo un malfunzionamento: è una lettera incompleta, che chiede di essere letta prima di essere fatta tacere.
Nel metodo Riza il corpo è via privilegiata di accesso alla psiche.
Si lavora per collegare disturbi corporei e vissuti emotivi, per usare il sintomo come porta e non come ostacolo, per aiutare il paziente a passare dalla guerra al corpo all’ascolto di ciò che custodisce.
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica Riza offre una formazione strutturata su questo crinale.
Per i medici significa integrare alla competenza organica una lettura psichica del corpo.
Per gli psicologi significa ampliare il lavoro oltre le parole, includendo le segnature corporee del disagio come parte viva del processo terapeutico.
Per informazioni e iscrizioni scrivi a [email protected]
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02/06/2026
Nel linguaggio di Riza, lo psicoterapeuta è un “giardiniere dell’anima”.
Non è solo una metafora poetica: descrive un modo concreto di intendere la professione.
Il giardiniere non impone la forma, crea le condizioni perché ogni pianta cresca secondo la sua natura.
In clinica questo significa che il terapeuta:
non applica soltanto protocolli, non si limita a spegnere i sintomi, non “aggiusta” il paziente perché torni come prima.
Osserva il terreno interiore, il clima emotivo, i semi che chiedono di nascere.
Legge il sintomo come messaggio, il sogno come indicazione di direzione, il corpo come bussola.
Il metodo Riza chiede al terapeuta di integrare competenze diverse:
rigore diagnostico, capacità simbolica, ascolto del corpo, attenzione ai tempi profondi della trasformazione.
Il lavoro non è “sul” paziente, ma con il principio vitale che lo abita e che orienta il processo, se viene riconosciuto.
La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicosomatica Riza è nata per formare questo tipo di terapeuta.
Per medici e psicologi è un percorso quadriennale che unisce teoria, pratica clinica e lavoro personale, per imparare a coltivare davvero l’anima del paziente, senza ridurla a un insieme di sintomi da correggere.
Per informazioni e iscrizioni scrivi a [email protected]
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