Per molti anni ci siamo occupati di Università, abbiamo pubblicato saggi, anche come adozione, abbiamo intervistato ricercatori in ansia per il loro futuro e alcuni li abbiamo seguiti anche all'estero, attenti ai loro incarichi, ora dobbiamo preoccuparci se hanno lavorato all'estero, sono poi rientrati in Italia? hanno avuto un incarico stabile? A tutte queste domande pensiamo di dare una risposta con un libro che riporti le loro vicende personali in rapporto alle Istituzioni. A presto nuove info. Se nel frattempo qualche ricercatore vuole raccontare la sua esperienza può raccontarla inviando un'email a [email protected], sarà subito contattato.
Brain drain
La pagina mette in evidenza tutto ciò che riguarda l'università italiana:successi, crisi e speranze anche attraverso la voce di docenti e ricercatori.
Un dibattito sull'università italiana e le dinamiche che ne frenano l' eccellenza
Secondo il Ddl Sicurezza del gennaio 2025 si vorrebbe che i Servizi Segreti controllassero docenti, studenti, Vi sembra giusto? Cosa fa la cosiddetta opposizione al Governo?
La recente vicenda degli studenti universitari costretti ad accamparsi fuori dalle Università delle più importanti città in Italia, dando vita a il movimento delle tende, al di là delle speculazioni dei privati sugli studenti, i prezzi folli sempre in nero e i conseguenti disagi per i ragazzi mette in luce una realtà tragica: che in Italia non esiste il diritto allo studio, o meglio esiste soltanto per le famiglie/studenti che possono spendere anche 1000 euro al mese per una stanza, e ancora di più non esiste un piano di investimenti da parte delle Università per le case dello studente, gli studentati che possano offrire situazioni normali agli studenti fuori sede. Tutto ciò limita il diritto allo studio, studenti capaci non possono frequentare l'università per mancanza di mezzi economici; c'è anche da dire che questo problema non è nuovo, da anni si vocifera su tale realtà, ma mai come ora gli studenti vivono in tende alle porte della loro università pur di sostenere un esame e costruirsi un futuro migliore, che passerà ovviamente per una fuga all'estero, la famosa "fuga dei cervelli"!
Non vogliamo intervenire sulla polemica fra l'Università della Bicocca e Paolo Nori sul corso dedicato a Dostoevskij ma di certo l'Università che dovrebbe essere all'insegna della dialettica non ha fatto una bella figura, soprattutto quando è stato fatto un passo indietro. Voi cosa ne pensate?
L'inchiesta di su sullo stato dell'Università in Italia è avvilente perché è specchio e finestra di una nazione dove i giovani ricercatori lasciano il Bel Paese magari per la Germania dove ci sono importanti risorse finanziarie, vige il sistema della call che poi porta importanti grant. Non solo in Germania.
In Italia vince nei concorsi soprattutto la clientela, si direbbe l'inciucio, e anche le pubblicazioni utili per la produzione scientifica e poi i mitici concorsi rientrano nei giochi di potere. E' vero che il ricercatore dovrebbe avere la possibilità di pubblicare testi validi senza passare da un comitato editoriale "addestrato".
Quello che si presenta all'orizzonte è un pieno attacco all'Università camuffato da presunta modernizzazione.
Siamo perfettamente certi che l'Università deve essere riformata ma vediamo a nostro avviso: bisogna abolire il valore legale della laurea, i laureati saranno chiamati a posizioni lavorative grazie alla call, in base al CV della persona, e non al fatto che si è laureato in una certa sede piuttosto che un'altra. Da questo discende l'identità delle università telematiche dove la laurea è davvero soltanto un pezzo di carta. I finanziamenti saranno di beneficio al Dipartimento a cui afferisce il docente e non al docente stesso, con un controllo operativo dopo alcuni anni. Tutto questo presuppone un cambio di mentalità a livello nazionale dove vincerà il merito e il rating annuale premierà le sedi italiane che finalmente saranno competitive rispetto a realtà worldwide ben più blasonate.
18/02/2021
Ogni tanto una notizia positiva sull'università italiana.
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