Maurizio Roma Sport Mental Coach

Maurizio Roma Sport Mental Coach

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Aiuto le persone nel miglioramento, ad essere felici per quello che stanno facendo, non per quello c

29/07/2024

Lavorando con gli sportivi mi capita di sentire frasi come:
“vorrei migliorare la mia motivazione” oppure
“Non riesco perchè, a un certo punto, penso di non farcela, perdo la motivazione e quindi mollo”

Si tratta di una dinamica di pensieri molto frequente nello sport, e non solo, ma proviamo a capire meglio come si crea e come reagire.

Uno dei principali carburanti che alimenta la motivazione è il senso di autoefficacia.
Chi ha un basso senso di autoeficacia ha una scarsa motivazione

Potremmo definire l’autoefficacia come la convinzione di riuscire in determinati compiti in un contesto limitato.
Più ottengo successo in quello che faccio e più mi sento bravo e capace, più sono motivato a fare, mentre le esperienze fallimentari tendono ad azzerare questa convinzione.

ATTENZIONE: parliamo di esperienze vissute, ma spesso capita che cediamo ai nostri sabotatori interni, a quelle interpretazioni della realtà che sono false e che abbassano il nostro senso di autoefficacia.
La prima fase per migliorare questo aspetto è disinnescare questi sabotatori interni.
Una delle caratteristiche principali sta nel confondere la realtà esterna e le valutazioni interne.

ESEMPIO: GARA
Mi sento bene e sono pronto a correre, ho delle buone sensazioni.
Poi prima della partenza, mi guardo intorno e gli altri mi sembrano tutti più forti, più convinti, più capaci e la mia motivazione crolla……

COSA STA ACCADENDO?
Il mio sabotatore interno sta costruendo un legame tra l’apparente stato di forma degli avversari e il futuro risultato.
Lo stato di forma degli avversari può essere un fatto reale ma l’ipotesi di risultato non lo è.
Questo pensiero ci confonde creando una realtà già scritta nella mente.
Indubbiamente esiste una correlazione tra la preparazione degli avversari e l’andamento della gara ma finché questa non è avvenuta nessuno può conoscerne l'esito finale.

Il miglior modo di affrontare questo sabotaggio è accettare il confronto con gli altri dando il proprio meglio, reclutando ogni risorsa nel corpo e nella mente.
Quello che accadrà sarà comunque un esperienza di crescita, avremo imparato qualcosa, in qualsiasi posizione saremo in classifica.
La vera sconfitta non è quella di arrivare secondo, terzo, o decimo ma quella di cedere a quel sabotatore e scegliere di non lottare ancor prima di partire.

08/01/2024

BUONI OBIETTIVI, BUONI ATLETI!

I primi giorni dell’anno stanno trascorrendo e dopo aver fatto bilanci e riflessioni sull’anno passato, le date di gare e campionati delle varie specialità fanno capolino sui nostri mezzi di informazione.

Questo coincide con la formulazione di obiettivi personali o professionali da raggiungere.

E’ in questo periodo che ti poni di fronte a quei limiti che conosci, e che vuoi spostare un pò più in là, per centrare gli obiettivi tanto desiderati.

Questo energia ha una durata limitata e poi….
Ai primi risultati non ottenuti, arriva lo sconforto. Tutto rimane come era, con la speranza che le cose cambino, ma ahimè le cose non cambiano!

Avere dei sogni è incredibilmente importante, visualizzare mentalmente il proprio successo ha un potere straordinario, ma non è sufficiente.
Serve di più.

Hai bisogno di lavorare correttamente sulla formazione di questi obiettivi, hai bisogno di pianificarli attentamente e, molto spesso,
hai bisogno di cambiare abitudini per poter innescare davvero risultati diversi.

Ti auguro un anno ricco di successi, professionali e personali,
TI auguro di aprire quel cassetto pieno di sogni e di cominciare a dargli forma e sostanza.
E se avrai bisogno di aiuto, sarò felice di farlo.

13/06/2023

Dovremmo imparare ad accettare che non sempre siamo al 100%
Dovremmo imparare ad accettare il momento in cui non ci sentiamo pronti,
Dovremmo imparare ad accettare che nelle sfide quotidiane ogni tanto si perde.
Dovremmo imparare che tutto questo è NORMALE.

È normale perdere le proprie certezze prima di una gara,
È normale non dormire bene prima di una prestazione,
È normale che quell’aspetto tecnico non ti venga più bene come prima,
È normale avere dei momenti NO,
È normale sbagliare.
È normale avere paura.

Solo quando impariamo che tutto questo è normale allora diventiamo più morbidi con noi stessi, più indulgenti, capiamo che le sfide ci stanno insegnando qualcosa, che le persone intorno a noi ci ameranno comunque a prescindere dai nostri risultati.
Esattamente per quelli che siamo,
Atleti innamorati di quello che fanno,
Incazzati come dei fabbri nei momenti bui,
Ostaggi di emozioni contrastanti che in un momento ti catapultano al cielo e in un altro ti scaraventano a terra.

Ed è Normale in preda a tante e contrastanti emozioni sbagliare e giudicare/rsi.

Quello che NON dobbiamo normalizzare, è pensare che:
Non ce la faremo mai,
Non valiamo abbastanza,
Non riusciremo,
Che dovremmo mollare,
O cosa penseranno gli altri di noi.

Questo pezzo è stato scritto un pò da coach e un pò da atleta con le emozioni ancora presenti, perchè se è vero che aiuto gli atleti ad allenare la loro mente a dare il massimo è altrettanto importante riconoscere un momento di difficoltà, sapere che va tutto bene, che è NORMALE sentirsi così, e che da ora in poi farà meno paura.

15/03/2023

NON CI RIESCO, HO PAURA!!

La paura è un emozione primaria che proviamo tutti, ha la funzione di proteggerci da un pericolo o una minaccia. (Reale o immaginata)

Lavorando con gli atleti mi capita spesso di entrare in contatto con quest’emozione e di sentire nel loro racconto parole come Paura, Ansia, con il conseguente comportamento di blocco che si manifesta nelle parole “Non ci riesco, Mi sento bloccato”.

La paura e l’ansia possono essere considerate come due tonalità di uno stesso colore: hanno in comune la percezione di una minaccia o di un danno futuro (reale o potenziale). La principale differenza consiste nell’oggetto della minaccia. Per la paura è specifico e concreto, mentre per l’ansia risulta generalmente meno definito, inoltre è presente l’ incertezza sul da farsi, a causa della maggiore indefinitezza dell’oggetto/situazione.

Che si tratti dell’una o dell’altra voglio darti qualche consiglio su come affrontare le tue situazioni di”minaccia” provando a sfidare il tuo pensiero catastrofico, la tua tendenza a produrre previsioni negative, il pericolo, il timore di un danno.

Vorrei che ti ponessi queste domande:
1 Qual’è la cosa di cui sono fortemente preoccupato?
2 Quanto è probabile che questo evento accada?
3 Quanto spesso questo tipo di evento ti è accaduto?
4 Quanto orribile sarebbe se dovesse accadere?
5 Cosa mi direbbe un amico in merito a questa preoccupazione?
6 Supponendo che il peggio dovesse accadere, cosa farei per fronteggiarlo?
7 Qualcosa di simile mi è già accaduto altre volte? In che modo l’ho affrontato?
8 Chi o cosa potrei fare appello per affrontarlo?
9 Che cosa, di rassicurante e positivo, vuoi dire a te stesso ora sulla tua paura?

Voglio chiudere ricordandoti che spesso le nostre paure sono solo immaginarie e costruite nella mente da pensieri catastrofici.
Già duemila anni fa Seneca diceva:
“Non bisogna rendersi infelici prima del tempo: i mali che hai temuto come imminenti forse non verranno mai e, in ogni caso, non sono ancora venuti”

www.maurizioromacoach.it

Photos from Maurizio Roma Sport Mental Coach's post 04/02/2023

Intervista a Jago Geerts su Motocross.

01/01/2023

Tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare…

Ultimi giorni dell’anno ed è già tempo di bilanci, dei traguardi raggiunti e di quello che non è andato come speravamo.
Si comincia già a pensare ad inseguire i nuovi sogni e desideri per l’anno che verrà.

C’è una linfa vitale nell’avere sogni e desideri, sono il nostro carburante, la nostra rotta da seguire, ma se è bene addormentarsi con un sogno è fondamentale svegliarsi con obiettivo.

Tutti vogliono tante cose: benessere, amore, successo, serenità.
Ma cosa stiamo realmente facendo per raggiungere tutto questo?

Perchè non basta pensarci, bisogna volerlo, provarci, impegnarsi e persistere.

Ogni tanto mi sento dire “prima o poi qualcosa cambierà”, ma affidarsi alla sorte vuol dire arrendersi alla prima difficoltà e dare spazio agli alibi che ci aiutano nel rinunciare.

Dobbiamo dare forma e sostanza a quell’immagine che esiste solo nella nostra mente, pianificando delle tappe, degli obiettivi che siano realistici, sfidanti, specifici, che abbiano una data di scadenza per far si che il nostro cervello si metta in moto sin da subito per pianificare le azioni che saranno utili al nostro scopo.

Agire senza paura del rifiuto, del giudizio, osare, ritentare, sbagliare e imparare.
Spesso le persone scelgono di vedere gli ostacoli ancor prima di partire, attendere la situazione ideale per fare questo o quello.
In realtà la situazione ideale non esiste!

C’è un aforisma che mi ha sempre colpito e me lo ripeto quando devo fare qualcosa.
“Fatto è meglio che perfetto”.

Qualsiasi cosa potrebbe essere perfettibile, anche questo articolo, la mia mente aggiungerebbe, taglierebbe in continuazione ma poi mi ricordo quello che è il mio obiettivo: portare il mio messaggio e pubblicarlo.
Fatto, non perfetto ma fatto!!

Impegnarsi per i tuoi obiettivi, per quello in cui credi ti aiuta a:
Migliorare la qualità di vita,
Avere un atteggiamento positivo,
Non avere distrazioni,
Mantenere il focus sull’attività che stai svolgendo,
Avere feedback immediati
Abbassare il volume del dialogo interiore
Creare ordine sulle attività utili e non
Avere una programmazione del percorso

Tra il dire e fare non c’è di mezzo il mare ma tante altre cose che puoi controllare.
Obiettivi ben formati, programmazione, e piani di azione.

Photos from Maurizio Roma Sport Mental Coach's post 26/11/2022

QUANTO PESANO QUEI NUMERI?

📌 Numeri, numeri ovunque, per misurare qualsiasi cosa, prestazioni sportive, valutazioni scolastiche, guadagno e perdite, e poi incastonati in classifiche per determinare quale posizione occupiamo.

In ogni ambito vengono utilizzati per esprimere un valore, per indicare un risultato.

Ma quando tu li leggi, è sempre cosi?

📢 Oppure tendi a dargli un significato, a giudicarli, o a giudicarti?

☑️ Quel numero che leggi su una classifica, su un cronometro rischia di diventare un’etichetta che ti cuci addosso, per misurarti verso una perfezione che stai idealizzando, una perfezione che crea ansia e blocco.

Il web poi non aiuta, basta aprire un social per leggere o vedere il festival del “successo”, un mondo che crea una distanza sempre più grande tra la realtà che vivi e i modelli proposti.

☑️ Troppi confronti, troppe etichette e quanti giudizi!

☑️ Identificare il tuo valore personale con un numero o un modello proposto significa dare potere a quel numero e toglierlo alla tua persona, alla tua crescita.

🎯 I numeri sono importanti, ce ne dobbiamo servire, ci indicano un risultato, ci danno conoscenza.

Punto,
e a capo!

🎯 Ora torna su di te,
sul tuo percorso,
Mettici impegno,
Nutri il tuo obiettivo,
Ricordati perchè lo stai facendo,
Poi torna ad allenarti,
Allena la tua disciplina,
Trattati bene,
Cura il tuo atteggiamento,
Guarda i tuoi risultati e sii gentile con te stesso,

Sei molto più di quei numeri.

Esiste un modo nuovo di guardare quei numeri, senza giudicarli e senza giudicarti.

🎯 Questo è il risultato che questo post si propone.

02/10/2022

Oggi toccava a me.
Finalmente ho fatto uno!!

01/10/2022

Abbiamo parlato nel post precedente del carburante della motivazione, il piacere legato alla cosa da raggiungere (il motivo) e la perseveranza, la disciplina nello svolgere una serie di attività (l’azione) che ci portano al raggiungimento del risultato.

Il motivo che spinge le persone ad agire risiede nella soddisfazione dei propri bisogni, collegandoli al raggiungimento degli obiettivi personali, la motivazione acquisisce forza e piacere in grado di superare ostacoli al di la del proprio limite.

L’impegno nelle attività svolte porta ad un risultato, questo risultato aumenta il nostro senso di autoefficacia o di padronanza.

Questa convinzione di essere capaci di organizzare una serie di attività per raggiungere un risultato stimola una sostanza chimica, la dopamina, che provoca il piacere nell’essere riusciti in quello che abbiamo fatto e produce il desiderio a ripetere.

Sarà necessaria disciplina, perseveranza, resilienza, e capacità di mantenere l’attenzione su ciò che utile o necessario e qui entreranno in gioco i nostri valori e le nostre convinzioni che sono alienabili in una relazione di coaching.

Aggiungo in fine l’importanza dell’ambiente circostante e il contesto delle relazioni nel processo della crescita personale, di come possa diventare terreno fertile o inaridire questo delicato processo di crescita e di evoluzione.

C’è una metafora che racconto a tal proposito:

Se un fiore non sboccia, devi cambiare l’ambiente intorno a lui, non il fiore!

19/09/2022

Complimenti a Federico Tuani che all'ultimo appuntamento del campionato italiano Prestige vince la mx2 élite.

Abbiamo lavorato insieme e tu hai investito la maggior parte del tuo impegno a creare le migliori condizioni per procedere, il tuo miglioramento è stata una inevitabile conseguenza.

Dico spesso che è la direzione che conta, non la velocità!!

📷 Phawkmania

31/08/2022

La metafora della matita

In coaching mi capita di raccontare una storia che riguarda il sapersi evolvere, è una metafora che voglio condividere.

E’ la storia di una matita che riceve gli insegnamenti da chi l’ha creata:

La matita sa che per essere utile al suo scopo dovrà poter contare sulla sua punta per poter scrivere o disegnare, sa che potrà fare grandi capolavori ma solo se si lascerà guidare da qualcuno, sa perfettamente che dopo un pò di tempo dovrà subire una dolorosa ma quanto necessaria temperata per tornare ad essere utile a se e al mondo, sa che potrà correggere qualsiasi errore durante il suo utilizzo, sa che la parte più importante è al suo interno e sa che il suo scopo è quello di lasciare il segno, chiaro e leggibile per quanto sia difficile la situazione.

La metafora della matita che amo raccontare insegna che puoi essere una persona migliore, che potrai fare grandi cose, se solo permetterai ad altri esseri umani di accedere ai doni che possiedi, certo dovrai essere disposto di tanto in tanto ad una dolorosa temperata, dovrai accorgerti che quello che hai non basta più, o non è più utile e dovrai rinnovarti, ma ti servirà e sarà utile per diventare una persona più forte, con nuove conoscenze, avrai tolto uno o più strati per dare alla luce un nuovo “Te”.
Come per la matita sappi che la parte più importante è dentro te. Scegli di “essere” e non solo di “apparire” cura il tuo interno.
Ovunque ti troverai a compiere il tuo cammino lascia il segno, fai in modo di vivere questa vita avendo uno scopo pieno di significato.

Questa storia ti insegna che devi essere flessibile adattarti a nuove situazioni, cambiare quello che non funziona, rinnovarti.
Nella vita, nel lavoro, nello sport quel temperino bisogna imparare ad usarlo.

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