11/11/2023
La curiosità.
Il grande violinista Niccolo’Paganini( 27 ottobre 1782, Genova-27 maggio
1840, Nizza) al quale nessuna citta’ dell’ Europa acconsenti’ di dare sepoltura.
Il tenebroso genio della misica Niccolo’ Paganini fu’ di carattere difficile, di per se’ non bello,molto cagionevole di salute,pero’ dopo i concerti le donne letteralmente si aggrappavano a lui e gli uomini erano pronti a perdonargli la popolarita’ fra le donne. Cio’ suscito’ la diceria che lui avesse venduto l’anima al diavolo o che praticasse il satanismo . Gente che non conosceva
Paganini metteva in giro pettegolezzi per cui risultava una vera canaglia, sebbene il musicista facesse beneficenza. Il destino del violinista era cosi’ amaro, come anche il suo carattere, e chiaramente il primo influenzava il
secondo. Un bel giorno suo padre, Antonio Paganini, un bottegaio italiano, mando’ a
chiamare urgentemente un dottore. Essendo arrivato, il dottore allargo’ le braccia: il ragazzo di nome Niccolo’ era evidentemente morto. Il padre l’aveva tormentato, chiudendolo per lunghe ore in un oscuro tugurio senza un pezzo di pane a imparare a suonare il violino.
Teresa Paganini, madre del disgraziato ragazzo, non vedeva piu’ niente per le lacrime. Gli si compro’ una piccola bara. Pero’ il funerale non era ancora fatto: durante la cerimonia di congedo lui improvvisamente apri’ gli occhi, si mise a sedere nella bara e guardo’ attorno con il terrore negli occhi. La
madre si lancio’ su di lui a ricoprirlo di baci e immediatamente gli diede da mangiare. Gia’ il giorno seguente il padre gli mise di nuovo in mano il violino. Niccolo’ imparo’ rapidamente a suonare lo strumento e gia’ in eta’ precoce
componeva ed eseguiva pezzi abbastanza difficili e questo esaltava suo padre. Egli decise che era necessario addestrarlo in modo particolare per farlo diventare di sicuro famoso. Quando la metodica del tugurio e dei
digiuni si dimostrò piuttosto inefficace, questo dopo la ‘’morte’’ del figlio,Antonio si impensieri’ e diede per sostegno al ragazzo un autentico musicista, il violinista Giovanni Cervetto. Probabilmente l’insegnante per i suoi metodi era tale e quale al paparino,
visto che Niccolo’ per tutta la vita evito’ di pronunciare il suo nome e, probabilmente non lo considerava come insegnante. E’ verosimile che il padre e Cervetto avrebbero tolto al ragazzo,arrivato all’eta’ adulta, qualunque desiderio di tenere in mano il violino, pero’ al giovane virtuoso cominciarono ad interessarsi due persone: il compositore Francesco Gnecco e il maestro di ca****la del duomo di S.Lorenzo Giacomo Costa. Essi si rivolgevano al giovanotto con rispetto, lo trattavano dolcemente e Costa lo prese con se’ nell’orchestra. Non si puo’ dire che l’ossessione del padre passo’ per Niccolo’ senza lasciare tracce. Tutta la vita soffri’ per la sua salute debole determinata,probabilmente, dal severo trattamento subito nell’infanzia; lo assalivano persino attacchi di panico. Oltre a questo, lui era sbalorditivamente ignorante, cosa che per il famoso musicista che lui stava
diventando con il tempo, era a fatica perdonabile: scriveva con errori di ortografia, ‘’annaspava’’ nelle domande di storia benche’ bastasse qualche conoscenza per sostenere alla meno peggio un discorso. Pare che il padre non abbia permesso a Niccolo’ di andare neppure a scuola. Il talento del giovane,che iniziava la carriera musicale, nel frattempo doveva essere sviluppato. Si decise di inviare il giovane Paganini alla scuola
musicale di Parma, dal famoso violinista Alessandro Rolla. Pero’ a Parma padre e figlio Paganini si bloccarono davanti a una porta chiusa di camera da letto; Rolla era malato, tutto faceva supporre che sarebbe stato malato ancora a lungo, non riceveva nessuno e quando avrebbe iniziato a ricevere nessuno lo sapeva. La situazione era triste. Bisognava andarsene dalla casa di Rolla con le pive nel sacco. Pero’ Niccolo’ indugiava. Egli vide su un tavolinetto un violino e uno spartito musicale; la composizione lo interesso’
subito e lui, avendo preso il violino d’altri, comincio’ ad accennare una melodia. Quelle erano note di paternita’ dello stesso Rolla; il malato subito le riconobbe e si alzo’ dal letto per vedere il misterioso musicista. Lui non
pote’ nascondere la forte emozione, avendo visto soltanto un adolescente.
“ Io non ho nulla da insegnare a questo giovane’’ disse Rolla a Paganini padre. Rolla passo’ Niccolo’ al compositore Fernando Paer, Paer a sua volta a Gaspare Giretti, sotto la guida del quale Niccolo’ raggiunse la perfezione sia come violinista sia come compositore. Se non altro, allora sembrava,
che meglio non fosse possibile. Dopo Giretti Paganini divenne una indubbia e indiscutibile stella. Egli all’inizio girava per le citta’, poi per i vari paesi. Molti si indignavano per i prezzi dei biglietti dei suoi concerti; egli in risposta metteva i prezzi ancora piu’ alti. Quelli che tuttavia arrivavano, si convincevano che questo violinista si distingueva da qualunque altro. Le sue mani valevano piu’ di quello che guadagnava per i concerti: esse erano inestimabili....
Per capire tutta la maestria di Paganini si devono conoscere su di lui due fatti. Una volta per scommessa suono’ una melodia su un cordoncino di seta appartenente ad un occhialino; un’altra volta dei malintenzionati gli
tagliarono tutte le corde sul violino,essendone rimasta per fortuna una integra, egli suono’ tutto il concerto su questa corda cosicche’ la sala non si accorse di nulla. Ancora in una esecuzione il violinista avendo fatto ritardo
prese lo strumento non avendo controllato l’accordatura. Nel momento della stessa suonata risulto’ che il violino e il pianoforte
dell’accompagnatore discordavano seriamente; pero’ questo fatto fece in
tempo a notarlo solo l’accompagnatore. Niccolo’ cosi’ rapidamente
precalcolo’ la digitazione del violino, ogni proprio movimento una nota sotto, che la sala di nuovo non si accorse di niente.
Paganini mori’ di tubercolosi a cinquantasette anni non ancora compiuti. Gli ultimi mesi di malattia lui non usciva di casa e quasi non si alzava piu’ dal letto, per interi giorni rimaneva semplicemente semisdraiato e toccava con le dita le corde del violino. La bara con i suoi resti la sotterrarono alcune volte e la dissotterravano a causa delle minacce degli abitanti locali, per trasferire la salma di Paganini piu’ lontano e cercare di seppelirla di
nuovo. Letteralmente tutti in Europa erano convinti che Niccolo’ era un satanista e sembrava che al povero violinista non fosse concesso di trovare quiete, neppure una citta’ era disposta a profanare con i suoi resti la
propria terra. Il figlio di Paganini soffri’ finche’ non fu’ in grado di seppellire il padre.
Dopo molte peripezie i resti mortali di Paganini trovarono finalmente riposo nel 1896 nel cimitero di Parma. Si, 56 anni dopo la morte!
Veramente la sua fenomenale capacita’ di suonare era dovuta ad una patologia, indagine secondo la quale Paganini aveva dita troppo lunghe e flessibili, cosi’ denominata dal popolo: ‘’ dita da ragno’’.
( la traduzione del testo potete trovare nei commenti sotto l’immagine- перевод текста вы можете найти в комментариях под изображением)