Итальянский для русских

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22/10/2024

La riflessione “ Cos’è la solitudine..”
"La solitudine non è la mancanza di persone con cui parlare mangiare, passeggiare o fare l'amore. Quella si chiama Carenza.
La solitudine non è ciò che sentiamo per l'assenza di coloro che amiamo e che non torneranno. Quella si chiama Malinconia.
La solitudine non è il ritiro volontario che le persone a volte impongono se stessi nel tentativo di ricostruire i propri pensieri. Quello si chiama Equilibrio.
La solitudine non è il claustro involontario che il destino ci infligge affinché possiamo riappropriarci della nostra vita. Quello si chiama principio di Natura.
La solitudine non è il vuoto intorno a noi. Quello si chiama Circostanza.
La solitudine è molto più di questo. La solitudine è ciò che arriva quando smarriamo noi stessi e girovaghiamo invano alla ricerca di quella che una volta è stata la nostra Anima.
( la traduzione dall’italiano in russo si trova nei commenti sotto l’immagine/ перевод с итальянского на русский находится в комментариях под изображением).
( Chico Buarque de Hollanda
Cantautore brasiliano).

08/07/2024

La curiosità! “ Il Cemento Romano”.

Cemento Romano conosciuto anche come "opus caementicium", materiale di costruzione utilizzato nella Roma Antica costituito da una mescolanza di malta (calce mescolata con sabbia o pozzolana) e da "caementa" ossia pietre grezze o frammenti delle stesse, è una testimonianza dell'abilita' ingegneristica dell'Antica Roma.
Questo straordinario materiale da costruzione ha svolto un ruolo cruciale nell'edificazione di alcune delle strutture più durature dell'impero Romano, molto delle quali esistono ancora oggi.
Il segreto della durata del calcestruzzo romano risiede nella sua composizione unica e nei metodi di costruzione innovativi.
Uno dei suoi ingredienti chiave era la cenere vulcanica chiamata "pozzolana" ottenuta principalmente dalla regione attorno al Vesuvio.
La pozzolana, miscelata con calce ed acqua, provoca una reazione chimica che porta alla formazione di un legante forte e resistente all'acqua.
Questo legante, combinato con aggregati come pietrisco e mattoni, formava un materiale composito durevole in grado di resistere alla prova del tempo.
I Romani includevano anche altri additivi nelle miscele di calcestruzzo per migliorarne le proprietà.
Uno di questi era l'acqua di mare che reagiva con la calce per formare ulteriori minerali che rinforzavano il calcestruzzo e lo rendevano più resistente all'erosione.
Questa innovazione permise ai romani di costruire ponti portuali ed acquedotti in grado di resistere agli effetti corrosivi dell'acqua di mare.
/ la traduzione dall’italiano in russo si trova nei commenti sotto l’immagine/ перевод с итальянского на русский находится в комментариях под изображением/

15/03/2024

Le riflessione sul mare.
.... Sono in riva al mare e guardo l'orizzonte, il giorno sta per finire ed i colori dell'acqua si tingono di quelli del cielo che va verso il tramonto, le nubi bianche sbiadiscono, sono meno splendenti e l'orizzonte si prepara a ricevere la caduta del sole, le tinte giallo-arancione colorano l'acqua cristallina e calma nell'imminente sera, tutto si rallenta il canto degli uccelli, i passanti, i bambini che giocano sulla spiaggia ma il mare non si ferma, le sue onde sembrano andare incontro al sole mischiandosi con esso all'orizzonte. Tutto questo da un senso di eternità, continuità e ciò mi rallegra perché fa sperare nella vita, la sua bellezza ed a volte anche ferocia. A tal proposito mi rammento di una frase di Rita Levi Montalcini che qui cito:
"Nella vita non bisogna mai rassegnarsi,arrendersi alla mediocrità bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi."
È un pensiero molto profondo che si fonde molto bene con il mare che non smette di combattete le avversità del tempo reagendo con alte onde quasi a ribellarsi alla sua pace.
Decido di fare un bagno e nuoto verso l'orizzonte che so che non potrò raggiungere,in quanto solo una linea, ma mi sembra una speranza nella vita, quasi un atto di fede verso la natura.
Qualcuno dalla riva mi chiama, è ora di cena gli amici mi aspettano, ritorno felice e fiduciosa, il mare ancora una volta mi ha confortata.
( il testo della mia allieva Rita De Maestri; текст моей ученицы Риты Дэ Маэстри , перевод с итальянского на русский вы можете прочитать в комментариях)

11/11/2023

La curiosità.
Il grande violinista Niccolo’Paganini( 27 ottobre 1782, Genova-27 maggio
1840, Nizza) al quale nessuna citta’ dell’ Europa acconsenti’ di dare sepoltura.
Il tenebroso genio della misica Niccolo’ Paganini fu’ di carattere difficile, di per se’ non bello,molto cagionevole di salute,pero’ dopo i concerti le donne letteralmente si aggrappavano a lui e gli uomini erano pronti a perdonargli la popolarita’ fra le donne. Cio’ suscito’ la diceria che lui avesse venduto l’anima al diavolo o che praticasse il satanismo . Gente che non conosceva
Paganini metteva in giro pettegolezzi per cui risultava una vera canaglia, sebbene il musicista facesse beneficenza. Il destino del violinista era cosi’ amaro, come anche il suo carattere, e chiaramente il primo influenzava il
secondo. Un bel giorno suo padre, Antonio Paganini, un bottegaio italiano, mando’ a
chiamare urgentemente un dottore. Essendo arrivato, il dottore allargo’ le braccia: il ragazzo di nome Niccolo’ era evidentemente morto. Il padre l’aveva tormentato, chiudendolo per lunghe ore in un oscuro tugurio senza un pezzo di pane a imparare a suonare il violino.
Teresa Paganini, madre del disgraziato ragazzo, non vedeva piu’ niente per le lacrime. Gli si compro’ una piccola bara. Pero’ il funerale non era ancora fatto: durante la cerimonia di congedo lui improvvisamente apri’ gli occhi, si mise a sedere nella bara e guardo’ attorno con il terrore negli occhi. La
madre si lancio’ su di lui a ricoprirlo di baci e immediatamente gli diede da mangiare. Gia’ il giorno seguente il padre gli mise di nuovo in mano il violino. Niccolo’ imparo’ rapidamente a suonare lo strumento e gia’ in eta’ precoce
componeva ed eseguiva pezzi abbastanza difficili e questo esaltava suo padre. Egli decise che era necessario addestrarlo in modo particolare per farlo diventare di sicuro famoso. Quando la metodica del tugurio e dei
digiuni si dimostrò piuttosto inefficace, questo dopo la ‘’morte’’ del figlio,Antonio si impensieri’ e diede per sostegno al ragazzo un autentico musicista, il violinista Giovanni Cervetto. Probabilmente l’insegnante per i suoi metodi era tale e quale al paparino,
visto che Niccolo’ per tutta la vita evito’ di pronunciare il suo nome e, probabilmente non lo considerava come insegnante. E’ verosimile che il padre e Cervetto avrebbero tolto al ragazzo,arrivato all’eta’ adulta, qualunque desiderio di tenere in mano il violino, pero’ al giovane virtuoso cominciarono ad interessarsi due persone: il compositore Francesco Gnecco e il maestro di ca****la del duomo di S.Lorenzo Giacomo Costa. Essi si rivolgevano al giovanotto con rispetto, lo trattavano dolcemente e Costa lo prese con se’ nell’orchestra. Non si puo’ dire che l’ossessione del padre passo’ per Niccolo’ senza lasciare tracce. Tutta la vita soffri’ per la sua salute debole determinata,probabilmente, dal severo trattamento subito nell’infanzia; lo assalivano persino attacchi di panico. Oltre a questo, lui era sbalorditivamente ignorante, cosa che per il famoso musicista che lui stava
diventando con il tempo, era a fatica perdonabile: scriveva con errori di ortografia, ‘’annaspava’’ nelle domande di storia benche’ bastasse qualche conoscenza per sostenere alla meno peggio un discorso. Pare che il padre non abbia permesso a Niccolo’ di andare neppure a scuola. Il talento del giovane,che iniziava la carriera musicale, nel frattempo doveva essere sviluppato. Si decise di inviare il giovane Paganini alla scuola
musicale di Parma, dal famoso violinista Alessandro Rolla. Pero’ a Parma padre e figlio Paganini si bloccarono davanti a una porta chiusa di camera da letto; Rolla era malato, tutto faceva supporre che sarebbe stato malato ancora a lungo, non riceveva nessuno e quando avrebbe iniziato a ricevere nessuno lo sapeva. La situazione era triste. Bisognava andarsene dalla casa di Rolla con le pive nel sacco. Pero’ Niccolo’ indugiava. Egli vide su un tavolinetto un violino e uno spartito musicale; la composizione lo interesso’
subito e lui, avendo preso il violino d’altri, comincio’ ad accennare una melodia. Quelle erano note di paternita’ dello stesso Rolla; il malato subito le riconobbe e si alzo’ dal letto per vedere il misterioso musicista. Lui non
pote’ nascondere la forte emozione, avendo visto soltanto un adolescente.
“ Io non ho nulla da insegnare a questo giovane’’ disse Rolla a Paganini padre. Rolla passo’ Niccolo’ al compositore Fernando Paer, Paer a sua volta a Gaspare Giretti, sotto la guida del quale Niccolo’ raggiunse la perfezione sia come violinista sia come compositore. Se non altro, allora sembrava,
che meglio non fosse possibile. Dopo Giretti Paganini divenne una indubbia e indiscutibile stella. Egli all’inizio girava per le citta’, poi per i vari paesi. Molti si indignavano per i prezzi dei biglietti dei suoi concerti; egli in risposta metteva i prezzi ancora piu’ alti. Quelli che tuttavia arrivavano, si convincevano che questo violinista si distingueva da qualunque altro. Le sue mani valevano piu’ di quello che guadagnava per i concerti: esse erano inestimabili....
Per capire tutta la maestria di Paganini si devono conoscere su di lui due fatti. Una volta per scommessa suono’ una melodia su un cordoncino di seta appartenente ad un occhialino; un’altra volta dei malintenzionati gli
tagliarono tutte le corde sul violino,essendone rimasta per fortuna una integra, egli suono’ tutto il concerto su questa corda cosicche’ la sala non si accorse di nulla. Ancora in una esecuzione il violinista avendo fatto ritardo
prese lo strumento non avendo controllato l’accordatura. Nel momento della stessa suonata risulto’ che il violino e il pianoforte
dell’accompagnatore discordavano seriamente; pero’ questo fatto fece in
tempo a notarlo solo l’accompagnatore. Niccolo’ cosi’ rapidamente
precalcolo’ la digitazione del violino, ogni proprio movimento una nota sotto, che la sala di nuovo non si accorse di niente.
Paganini mori’ di tubercolosi a cinquantasette anni non ancora compiuti. Gli ultimi mesi di malattia lui non usciva di casa e quasi non si alzava piu’ dal letto, per interi giorni rimaneva semplicemente semisdraiato e toccava con le dita le corde del violino. La bara con i suoi resti la sotterrarono alcune volte e la dissotterravano a causa delle minacce degli abitanti locali, per trasferire la salma di Paganini piu’ lontano e cercare di seppelirla di
nuovo. Letteralmente tutti in Europa erano convinti che Niccolo’ era un satanista e sembrava che al povero violinista non fosse concesso di trovare quiete, neppure una citta’ era disposta a profanare con i suoi resti la
propria terra. Il figlio di Paganini soffri’ finche’ non fu’ in grado di seppellire il padre.
Dopo molte peripezie i resti mortali di Paganini trovarono finalmente riposo nel 1896 nel cimitero di Parma. Si, 56 anni dopo la morte!
Veramente la sua fenomenale capacita’ di suonare era dovuta ad una patologia, indagine secondo la quale Paganini aveva dita troppo lunghe e flessibili, cosi’ denominata dal popolo: ‘’ dita da ragno’’.
( la traduzione del testo potete trovare nei commenti sotto l’immagine- перевод текста вы можете найти в комментариях под изображением)

27/08/2023

Bellissime quelle donne
che camminano a testa alta.
Che non hanno paura di dire la verità,
che non provano invidia perché sanno quanto valgono.
E non hanno bisogno di screditare o scavalcare nessuno.
Mai banali.
Osservano, e vanno oltre.
Profumano di gentilezza,
discrezione e dignità.
Sensibili, delicate ma tenaci come poche.
Emanano un’aurea che non si compra
né con i soldi né con le finzioni.
Non competono, perché non ne hanno bisogno.
Di fronte “all’invidia” sono indifferenti.
Non le conquisti con fronzoli e giri di belle parole,
ma con i fatti, il rispetto e con la sincerità.
Quando amano, anche nelle amicizie,
sono vere.
Si è così!
C’è chi si fa bastare finzioni e un vestito firmato,
Mentre loro di firmato hanno l’anima
E con quella mi dispiace, ci si nasce.

✍🏻Silvana Stremiz
/ la traduzione dall’italiano al russo potete leggere nei commenti sotto l’immagine; перевод с итальянского на русский вы можете прочитать в комментариях под изображением/.

25/07/2023

La curiosità.
Nell’autunno 1800 in una taverna di Livorno entro` un magro impacciato giovanotto con una custodia di violino nelle mani. Ad un tavolo si giocava a carte. Il giovanotto prese parte al gioco. Non ebbe fortuna: i denari rapidamente scorrevano via e presto il giovane rimase al verde. Allora offri` il violino, avendo spiegato che esso era abbastanza prezioso. I giocatori accettarono e immediatamente il violino fu perduto. Il giovane chiese che glielo restituissero almeno per 24 ore, dando come motivo un concerto serale, ma essi si fecero beffe di lui cosi`: ‘’Tu stesso lo hai messo come posta di gioco! Non ti abbiamo obbligato noi!’’. Allora da un tavolino vicino si avvicino’ allo sfortunato giocatore un anziano signore francese. ‘’ Sono un semplice mercante di Parigi, disse, ma amo la musica ed ero presente ai suoi concerti. Lei e’ il signor Nicolo’ Paganini. Dunque il suo violino non e’ dei migliori. Non ne abbia rimpianto!. Per la serata gliene do’ io un altro. Lo ha fatto un maestro sconosciuto: Giuseppe Guarnieri del Gesu’. Pero’ forse il suo suono le piacera’ ‘’. Il diciassettenne Paganini fu incantato dal suono di questo violino. Fu affascinato dalla sua esecuzione anche il mercante parigino il cui nome non e’ stato conservato nella storia. Dopo il concerto lui rifiuto’ di prendere indietro il violino, regalandolo al giovane genio. ‘’Non e’ per me,semplice dilettante, suonarlo’’ disse. Questo violino Guarnieri accompagno’ Paganini per tutta la vita. Lui lo chiamo’ Cannone. Paganini diede questo nome allo strumento per la sua meravigliosa aerea propagazione,per il suo suono penetrante. Soltanto che una volta,prima di un concerto a Parigi, esso ‘si ammalo’ ‘ e Paganini lo porto’ dal maestro liutaio Villaume. Quello fu in grado di ‘guarire’ il violino e il commosso Paganini lo abbraccio’ e gli consegno’ un prezioso cofanetto. ‘’Io avevo due di questi cofanetti,-spiego’- uno lo regalai al medico che mi ha fatto guarire il corpo,il secondo lo dono a lei che mi ha fatto guarire lo spirito''. Successivamente Paganini ebbe una enorme collezione di violini costruiti da autentici maestri della sua epoca:Guarnieri, Stradivari, Amati. Tutti li lascio’ in eredita’ alla sua cara nativa Genova. Pero’ per la precisione Cannone era il piu’ amato. Dopo la morte del maestro esso ricevette il nome di ‘Vedova di Paganini’. Dopotutto lo incontro’ all’eta’ di diciassette anni e non si separo’ da lui fino alla morte.
Il violino e’ conservato in una vetrina speciale in cui vengono mantenute determinate condizioni ambientali: temperatura di 20° e umidita’ fino al 50%. E anche oggi continua a suonare. Per la verita’ suonarlo non e’ permesso a chiunque, ma soltanto a musicisti valenti, ai vincitori di concorsi musicali internazionali. Una volta al mese un curatore appositamente incaricato estrae il violino dalla vetrina e suona pezzi di Nicolo’ Paganini. A volte il violino viene portato in auto blindate per maggiore sicurezza in altre citta’ e persino in altri paesi. Nel maggio del 1999 il suono del violino si pote’ ascoltare al teatro dell’opera di Kiev e ,come si scrive, alla municipalita’ di Genova fu versata una cauzione di 4 milioni di dollari. Il violino e’ oggetto di voci disparate e storie mistiche non meno che la personalita’ del proprietario. Pochi violinisti al mondo l'hanno suonato piu' di una volta.
/ la traduzione dall’italiano al russo potete trovare nei commenti sotto l’immagine/
/ перевод с итальянского на русский вы можете найти в комментариях под изображением/.

Photos from Итальянский для русских's post 31/03/2023

Торжество Весны!!!
Il trionfo della primavera!!!
Ancora una volta guardo con stupore il risveglio improvviso e folgorante della natura in primavera. La vita si rinnova prepotentemente in tutte le sue splendide forme : gli alberi si ricoprono con i loro superbi manti fioriti , gli arbusti si caricano di gemme turgide, le erbe spargono i loro inebrianti profumi nell'aria fresca e trasparente. La natura tutta e' come una sposa con il suo corteo allegro e colorato , fastosamente e sfarzosamente vestita che incede gioiosa e maestosa nel giorno della grande festa.....
( la traduzione dall’italiano in russo si trova nei commenti sotto le immagini / перевод с итальянского на русский - в комментариях под фотоснимками)

05/03/2023

Curiosità.
“Acidario” è il copricapo da uomo del XV| secolo, terminante a punta, ritorta sulla sommità del capo, detto anche “ Il C***o Ducale” per la sua forma di un c***o, era rigido, fatto di tessuto d’oro, era l’insegna dei Dogi di Venezia.
Quel tessuto d’oro veniva prodotto a Venezia in cui si era specializzata, l’oro si trovava su di esso in due strati, è un vero tesoro ( zogia- come dicono i veneziani).
Acidario ha svolto le funzioni araldiche, per analogia alle corone e ad altri simboli del potere reale negli stati monarchici.
Nel tempo i vari “Corni Ducali” si sono andati impreziosendo di inserti in damasco, perle e pietre preziose. Andato in disuso con la caduta della Repubblica ( nel 1797; dopo 1070 anni d’indipendenza , il 12 maggio la città si arrese all’ultimatum di Napoleone Bonaparte), tuttora campeggia nello stemma della città di Venezia, sostituendo, per concessione presidenziale, la tradizionale corona muraria della città. ( la traduzione dall’italiano al russo si trova sotto l’immagine nei commenti- перевод с итальянского на русский найдёте комментариях под изображением.)

31/01/2023

La Gratitudine.
( Благодарность, признательность)
- “La gratitudine è non solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre.”( Cicerone)
- “Colui, che sa corrispondere a un favore ricevuto, è un amico che non ha prezzo.”( Sofocle)
- “ Sono grato a mio padre per vivere, ma al mio maestro per vivere bene.” ( Re Alessandro Magno)
- “ Se incontriamo qualcuno che ci deve gratitudine, subito ricordiamo il motivo.
Ma quante volte incontriamo qualcuno, cui siamo noi a dovere gratitudine, e non ricordiamo più nulla.” ( Goethe)
- « Dobbiamo essere grati alle persone, che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri, che rendono la nostra anima un fiore.” ( Marcel Proust)
- “ I genitori che si aspettano gratitudine dai figli ( e c’è persino chi la pretende), sono come usurai: rischiano volentieri il capitale pur di incassare gli interessi.” ( Franz Kafka)

Все реже встречаем мы благодарность и слова признательности в нашей жизни. Может эти фразы заставят нас хоть на минуту задуматься об этом. ( перевод с итальянского на русский вы можете увидеть в комментариях под снимком.)

30/10/2022

Riflessioni sul mare e sulla vita.

“ Il tempo si misura in ore, la vita in emozioni. La vita non è trovare se stessi ma creare se stessi. “ ( George Bernard Shaw)
“ Il mare per me rappresenta la vita, con le sue correnti non è mai fermo, le sue onde che s'infrangono sulla riva sono espressioni di gioia, ma quando l'acqua si ritira, si porta via un po' di quella gioia ed è in quel momento che chi ama la vita deve apprezzarne anche i momenti difficili e solo chi resta in piedi, fiducioso e combattente, sa che un'altra onda,magari più alta, porterà qualcosa di nuovo e lui sarà più forte.
Io penso che solo nella sofferenza si può crescere e ci si tempra, modificando le debolezze comuni a tutti gli essere umani quali frustrazioni, mancanza di autostima e tanto altro.
La vita va amata e vissuta, solo così si sarà indipendenti e liberi. Esistere non è vivere ma una forma di adattamento passivo a tutte le situazioni che si presentano crescendo.
Sicuramente quanto sopra spesso è di difficile realizzazione ed a volte ti prende la voglia di lasciarsi andare perché per ogni gioia c'è un prezzo da pagare, talvolta anche caro....ma se tu credi fermamente che dopo ci sarà un'altra onda, ne uscirai vincente ed amerai sempre di più la vita.” ( il testo della mia studentessa Rita de Maestri)
( la traduzione in russa si trova nei commenti sotto l’immagine; перевод на русский язык найдёте в комментариях).

17/09/2022

Una cosa importante su cui riflettere:
“ Sappiamo bene, che ciò che facciamo,
non è che una goccia nell’oceano.
Ma se questa goccia non ci fosse,
all’oceano mancherebbe.”
/ Madre Teresa di Calcutta./
Важная мысль для размышления:
« Мы хорошо знаем, что всё то, что мы делаем- это всего лишь одна капля в океане.
Но если бы не было этой капли,
океану её не хватало бы.»
/ Мать Тереза Калькуттская /

23/06/2022

“ Il Capro Espiatorio “ - un modo di dire proverbiale di derivazione biblica, ancora attuale.
Il Capro Espiatorio era un capro, utilizzato anticamente durante i riti con cui gli ebrei chiedevano il perdono dei propri peccati nel Tempio di Gerusalemme. Il nome deriva dal rito ebraico, compiuto nel giorno dell’espiazione ( Kippur), quando il sommo sacerdote caricava tutti i peccati del popolo su un capro e poi lo mandava via nel deserto.
Il rito è descritto dalla Bibbia nel Levitico ( cap.16).
In senso figurato un Capro Espiatorio è chiunque o qualunque cosa ( individuo, gruppo, organizzazione etc.) reputato capace di accogliere sopra di se’ i mali e le colpe della comunità, la quale, per questo processo di trasferimento ne rimane liberata.
Nella storia il fenomeno del Capro Espiatorio ha avuto motivazioni culturali, sociali e religiose, consapevoli o meno.
( la traduzione dall’italiano in russo si trova sotto l’immagine nei commenti; перевод с итальянского на русский находится под снимком в комментариях).

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