07/11/2021
Tutti noi vogliamo essere capiti quando comunichiamo con una altra persona, ma a volte questo non capita. Forse perché l'altro non può? ...forse non vuole? ...forse non gli conviene? ...forse non è capace?
Forse c'è un po' di verità in tutto questo.
Però quello su cui possiamo agire siamo solo noi stessi.
Nel nostro modo di comunicare esistono delle “zone d'ombra” che non ci permettono di essere capiti come vorremmo.
Le principali zone d'ombra sono: la generalizzazione, il pensiero negativo e la lettura del pensiero.
Tendiamo abitualmente a generalizzare e questo perché in tante cose ci semplifica la vita: ad esempio svolgiamo in automatico moltissime azioni (basti pensare alle azioni quotidiane più comuni) senza bisogno di ragionare, proprio perché generalizziamo.
Generalizziamo quando estendiamo, senza ragioni fondate, l’interpretazione di un singolo evento ad altri con caratteristiche simili.
Ipergeneralizza chi, per esempio, tradito da un partner non si fida del successivo o chi, ottenendo un insuccesso, si convince di essere un completo fallimento.
Questo porta a un’altra zona d'ombra che sono i concetti negativi. Il pensiero negativo ci porta a parlare di problemi, difficoltà, crisi, guai e infine a dire no assoluti.
Di fronte a un problema, in particolare, è facilissimo partire in quarta utilizzando degli assoluti nel nostro dialogo (“sempre”, “mai”, “tutti”, “nessuno”, ecc.).
Ecco alcuni esempi di trabocchetti micidiali, rappresentati da tipiche frasi che, se ripetute con intensità, sono capaci di rendere impossibili cose possibili:
“Non ci posso fare niente”
“Tanto non ci riesco”
“È impossibile”
“Non ce la farò mai”
“Sbaglio sempre”
La lettura del pensiero, cioè anticipare il pensiero dell'altro e trarre conclusioni che poi spesso non sono reali è un'altra importante zona d'ombra.
La lettura del pensiero consiste nell’attribuire ad altri, in assenza di prove oggettive, determinati giudizi, intenzioni o sentimenti. Questo errore cognitivo è frutto del bisogno di prevedere il comportamento del prossimo ma è un atteggiamento a causa del quale, spesso, confondiamo la realtà con l’immaginazione. Ma c’è di peggio: a volte finisce per provocare proprio quello che non vogliamo. Come pensi che ti comporteresti se ti convincessi che la persona con cui sei fuori a cena stia considerando il vostro appuntamento un disastro totale? E, a quel punto, come andrebbe la serata?
Anche se siamo ipersensibili non possiamo mai davvero sapere cosa gli altri pensino o provino.
Quindi, analizzando alcune zone d'ombra che ci sono nella nostra comunicazione, possiamo finalmente essere capiti dai nostri interlocutori: colleghi, figli, coniuge, partner, amici, ecc.
Come si analizza tutto questo?
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