Accademia di Musica piccoli Mozart

Accademia di Musica piccoli Mozart

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L'Accademia, nel centro di Milano, è una realtà pedagogico-didattico-musicale specializzata.

Photos from Accademia di Musica piccoli Mozart's post 03/06/2026

Propedeutica musicale: un termine da ripensare e sostituire

Si usa spesso questa parola per descrivere l’educazione musicale dei bambini in età prescolare. Ma “propedeutica” presuppone un prima e un dopo, come se ciò che accade nei primi anni fosse solo una preparazione allo studio vero della musica. Non è così.

Potenziare le attitudini musicali
L’educazione musicale precoce fatta di ascolto attivo, movimento, imitazione, esperienza sensoriale e coinvolgimento collettivo non è un’attività preparatoria alla musica. È già preparazione musicale. È il momento fondamentale in cui si potenziano le attitudini musicali che ciascuno porta con sé fin dalla nascita.

Una formazione musicale globale
Le neuroscienze lo confermano. E prima di loro lo avevano intuito Dalcroze, Orff, Kodály, Willems, Suzuki, così come Maria Montessori e Steiner.
Quando arriverà lo studio tecnico dello strumento, e l’astrazione teorica musicale, il bambino non partirà da zero, ma semplicemente riconoscerà qualcosa che ha già dentro, che ha già imparato in modo implicito.

Non un prima e un dopo, quindi. Ma un continuum.

Non chiamiamola più quindi propedeutica, ma EDUCAZIONE musicale!

29/05/2026

✨ISPIRAZIONI 🎵

Che cos’è dunque un bambino? Un essere al quale dobbiamo trasmettere il desiderio di apprendere e di crescere; un essere al quale dobbiamo fornire i mezzi per costruirsi e al quale dobbiamo dare il meglio di noi perché faccia il meglio di sé. In breve, un essere che deve essere educato. Educato a educarsi.

Philippe Meirieu

Photos from Accademia di Musica piccoli Mozart's post 23/05/2026

📚L’ANGOLO LETTURA…con Orso Beethoven 🎵

Crescere con la musica, Shinichi Suzuki, Volontè & Co.

Un testo fondamentale per conoscere la profondità del pensiero pedagogico di Shinichi Suzuki e il significato della scuola di Educazione del Talento avviata nel 1945 e che ha portato al consolidamento del relativo metodo.

Il valore dell’educazione

Suzuki crede che il talento non sia innato, che l’essere umano abbia una naturale predisposizione ad apprendere e che è dell’educazione il compito di far sviluppare al meglio le attitudini e i talenti di ogni bambino.

L’importanza dell’ambiente

Come per altri ambiti culturali, anche la predisposizione musicale si può sviluppare favorevolmente grazie a stimoli adeguati, all’esercizio, all’esperienza.

La pazienza di un passo alla volta

L’importanza dell’ascolto dei brani musicali eseguiti dai più grandi artisti, la pazienza nell’esercizio per ottenere risultati concreti e duraturi.

La strada verso l’Educazione al Talento

Dai racconti personali, la scoperta della bellezza della musica di Mozart, la considerazione dei bambini come espressione dell’amore più puro, verso i quali rivolgere l’educazione alla musica e attraverso la musica, non per fare dei musicisti professionisti ma delle persone migliori e felici.

E infine Suzuki dà indicazioni concrete su cosa vuol dire educare attraverso il suo metodo: insegnare con gioia, attraverso l’esempio, stimolando l’imitazione, amando e imparando dai bambini, che lui considerava suoi maestri.

Anche se solo il cinque per cento dei suoi allievi proseguiva con la carriera musicale, Suzuki affermava che il suo intento era quello di fare dei suoi allievi soprattutto dei buoni cittadini.

“Quando un bambino ascolta della buona musica dal giorno della nascita e impara in seguito a suonarla lui stesso, sviluppa la sua sensibilità, il suo senso della disciplina e la sua resistenza fisica. E in più acquisisce una grande nobiltà d’animo”.

Photos from Accademia di Musica piccoli Mozart's post 20/05/2026

I Bambini e la Musica 🎵

Saggi di fine anno: perché e quando iniziare

Arriva maggio, la conclusione dell’anno musicale, tempo di saggi. Sono proprio necessari? Sempre? Per tutti i bambini?
Perché si fanno?

La premessa: un’esperienza di crescita
È da qui che bisogna partire, dalla convinzione e dalla volontà di considerare queste occasioni, come dei momenti preziosi in cui ogni bambino e bambina ha l’opportunità di vivere un momento “speciale”, di performance, in cui mettersi in gioco, confrontarsi innanzitutto con sé stesso, ma anche con gli altri, non con spirito competitivo, ma per vivere un’esperienza da cui acquisire una graduale consapevolezza.

La performance: un’occasione non una competizione. Ad ogni età la giusta dimensione
I saggi sono opportunità da vivere fin dalla più tenera età, senza aspettative pressanti, ma con la giusta “leggerezza”, che accompagnerà via via verso una sempre maggiore capacità di riconoscimento e gestione delle proprie emozioni, di responsabilità e autonomia.

L’ambiente
È importante scegliere il giusto contesto, senza forzature, per i più piccoli meglio un ambiente già familiare, e non particolarmente dispersivo, dove fare le prime esperienze, per poi passare a contesti più ampi come un teatro.

La motivazione
I saggi sono occasioni per trovare una motivazione in più, imparare che la preparazione di un brano da eseguire in pubblico comporta una cura particolare, fatta di pazienza, costanza, profondità, responsabilità. E se si suona insieme ad altri, responsabilità e gioia sono sempre condivise.

Crescere in consapevolezza e autonomia
Di saggio in saggio, cresce l’esperienza e la capacità di gestione di emozione, concentrazione, controllo e libertà nell’esecuzione, un mix per il quale trovare il giusto equilibrio è una bella sfida.

Saggi sì, ma senza obbligo e pensati con cura
I saggi di fine anno hanno senso se pensati con cura, inseriti in un percorso che rispetta i tempi di ciascun allievo, e quando riescono a trasformare un momento di esposizione in un piccolo traguardo da ricordare.

14/05/2026

Ispirazioni ✨

Il segreto di un buon insegnamento è di considerare l’intelligenza del bambino come un campo fertile in cui si possono gettare delle sementi, perché germoglino al calore fiammeggiante della fantasia.

Maria Montessori

Photos from Accademia di Musica piccoli Mozart's post 09/05/2026

MUSICA E SCIENZA Educazione musicale, cosa ci dice la ricerca scientifica?

Il talento musicale è innato? 🎵

Non esistono ricerche scientifiche che abbiano provato che il talento musicale è innato, ma esistono evidenze scientifiche che dimostrano che esso si sviluppa con l’esperienza.

Se l’orecchio assoluto è sicuramente legato maggiormente a caratteristiche genetiche, ma per il suo sviluppo rimangono determinanti la precocità all’esposizione ed educazione musicale e l’amusia (l’incapacità di comprendere, eseguire e apprezzare la musica) è legata a componenti biologiche, per contro le abilità musicali sono determinate da una variegata relazione fra componenti genetiche e ambientali.

Ogni persona nasce con un’attitudine musicale, il cui potenziamento è legato agli stimoli ambientali che avvengono in un periodo temporale particolarmente favorevole che va dalla nascita fino ai 10 anni, quando arriva la maturazione del sistema motorio.

La vera differenza sul talento musicale non è determinata tanto dall’innatismo ma da quanta esposizione e pratica si è avuta, e quanto presto.

“Gli studi longitudinali forniscono una forte evidenza che la cultura sotto forma di educazione musicale può rimodellare la mente sonora, indipendentemente dal punto di partenza”
Nina Kraus

Photos from Accademia di Musica piccoli Mozart's post 05/05/2026

Bambini e Musica 🎵

Quale musica?

A volte si pensa che ci sia una musica per i bambini, più adatta, forse più semplice. Ma non è così.

Come è giusto esporre i bambini, fin dalla nascita, alla propria lingua madre nel pieno della sua complessità, così per la musica è giusto esporre i bambini al linguaggio musicale nella sua piena articolazione e molteplicità.

Anche la musica “classica”? Assolutamente sì. È l’adulto ad essere spaventato, a volte, dalla complessità di un certo tipo di musica, ma il bambino in realtà risponde molto naturalmente a qualsiasi stimolo musicale. Musiche tradizionali, popolari, di stili e generi differenti, con strutture da semplici a più elaborate, ma sempre di qualità. La varietà e la complessità permettono ai bambini di prendere confidenza e assorbire in modo implicito la struttura del linguaggio musicale, sviluppando conoscenza, crescita e sensibilità.

Il come e il quando contano quanto il cosa. Il canto di una ninna-nanna al proprio bambino neonato, o un ascolto condiviso, breve ma attento e attivo, vale più di ore di musica di sottofondo.

E se si vuole costruire un percorso davvero adatto al proprio figlio, il confronto con chi lavora professionalmente con i bambini e la musica può fare la differenza.

01/05/2026

✨ISPIRAZIONI ✨

Il primo incontro di un bambino con la musica dovrebbe risvegliare e stimolare la sua immaginazione, le sue emozioni, i suoi sogni e forse anche le sue aspirazioni.

Yehudi Menuhin

26/04/2026

Se ti fa piacere sostenere progetti educativi musicali per i più fragili

puoi destinare il tuo 5xMille ad APS BMVolontè ETS

Codice Fiscale ➡️ 97848850158 da indicare nel modello della dichiarazione dei redditi nella Sezione Enti del Terzo Settore e la tua firma (chiedi come fare al tuo commercialista o al tuo consulente CAF)

Ogni anno l’APS BMVolontè ETS offre educazione musicale nelle periferie della città.

Nel 2025: 724 tra bambini e ragazzi. Dal 2019: più di 3.000. La maggior parte li accompagniamo da oltre tre anni.

La musica è un’opportunità formativa.
La musica è un diritto di tutti, non il privilegio di pochi.

Photos from Accademia di Musica piccoli Mozart's post 22/04/2026

L’ANGOLO LETTURA…con Orso Beethoven

Il cervello musicale, Daniele Schön, 2018 Il Mulino

Un testo agile e intenso che indaga il rapporto fra musica e cervello, il cui autore è musicista, neuroscienziato e ricercatore.

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