24/03/2026
David Lynch: «Il progetto era mescolare un poliziesco a una soap opera. Avevamo disegnato una piantina della città e conoscevamo la posizione di ogni cosa. Questo ci aiutò a stabilire l’atmosfera dominante e ciò che vi sarebbe accaduto. È difficile dire come Twin Peaks sia diventato Twin Peaks. Forse non sapevamo nemmeno noi cosa fosse.»
20/03/2026
James Cameron: «Ho sempre pensato che al cinema non come una forma d’arte pura ma contemporanemente arte e tecnologia. Necessita di attrezzature complesse e devi padroneggiare la parte tecnologica se vuoi espimere le tue emozioni e i tuoi sentimenti.»
18/03/2026
George A. Romero: «Quando nel film hai attori famosi e tutto quello che comporta — i loro truccatori, un catering su misura e il cibo particolare che devono mangiare — tutto si gonfia a dismisura. Diventa una cosa da pazzi, ti sfugge di mano. Avremmo potuto permetterci altri cinque giorni di riprese se fossero stati più giudiziosi, se avessero mangiato meno aragosta.»
16/03/2026
François Truffaut: «Il vantaggio del cinema rispetto al romanzo è che non puoi tirarti indietro. Il meccanismo è avviato, i contratti firmati. Amo gli attori, almeno alcuni, quelli che scelgo io. Ci sono promesse da mantenere. Sei motivato a mantenere la parola data. Ma una volta che ci sei dentro, quando inizi a girare, tutti i dubbi cadono. In quel momento devi affrontare i problemi quotidiani, strettamente tecnici, che puoi risolvere tra il chiasso e le risate, ed è piuttosto esaltante. Poi, quando le riprese sono finite, i dubbi ritornano.»
13/03/2026
Werner Herzog: «Non mi interessa fare del romanticismo. A volte i recensori che vogliono fare collegamenti con i movimenti culturali o altre epoche tirano fuori il “Romanticismo tedesco” perché gli viene comodo. Credo che ci sia un fraintendimento. Sono l’uomo meno romantico che abbia mai fatto un film.»
12/03/2026
David Cronenberg: «Ero convinto di voler essere uno scrittore. È stato quasi per caso che sono diventato un filmmaker, è stata la curiosità. Mi interessava la tecnologia, così ho cominciato a fare film.»
11/03/2026
David Lynch: «Mulholland Drive è basato su un insieme di idee. Cerco sempre di sintonizzarmi su queste idee iniziali e lasciare che mi parlino, per seguirle ovunque mi conducano. Da lì sviluppo una storia popolata di personaggi. Credo che la scintilla che ha dato l’avvio al film fosse il titolo, Mulholland Drive.»
10/03/2026
Tim Burton: «Non ho mai avuto l’impressione di sprecare i soldi che mi davano gli studios, ma mi sentivo in un certo senso puro, perchè non ero un vero filmmaker e quindi facevo solo quello che sentivo mi rappresentava.»
09/03/2026
Robert Altman: «Dopo aver diretto sei o sette film ero tutto orgoglioso di me stesso perché pensavo fossero tutti diversi, ero covinto di non ripetermi e che non ci fosse modo di ricondurli a me se non per il mio nome nei titoli di testa. Poi, dopo altri dieci, dodici film, mi sono detto: “Mmm… sono tutti capitoli dello stesso libro, non puoi sfuggire al fatto che ci siano le tue impronte digitali su ognuno di essi.»
06/03/2026
Sofia Coppola: «Quando comincio a scrivere un film la prima cosa che mi viene in mente è: qual è l’aspetto del set? Come sono la fotografia e i colori? Sono una persona molto visiva. Poi comincio ad ascoltare musica e a costruire l’atmosfera del film nella mia mente.»
05/03/2026
Jim Jarmush: «Ho questa strana caratteristica: amo le recensioni negative. O meglio… non è che le amo, ma sono quelle che voglio leggere. Cerco quelle che criticano i miei film perché significa che la percezione di chi le ha scritte è molto diversa da quella di noi che abbiamo fatto il film. Trovo queste recensioni molto interessanti.»