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In un'équipe multidisciplinare, il momento in cui descrivi i risultati emersi dai testè fondamentale. Non indica quanto ...
18/09/2026

In un'équipe multidisciplinare, il momento in cui descrivi i risultati emersi dai testè fondamentale.

Non indica quanto sei bravo, ma come riesci a tradurre quello che hai misurato in qualcosa che serve all'équipe che si prende cura del paziente.

Essere psicodiagnosta non significa avere la “l’ultima parole” sul caso. Significa portare un livello di specificità che il colloquio clinico da solo non sempre raggiunge.

Il neuropsichiatra/psichiatra che legge il tuo report vuole sapere se il profilo è coerente con quello che osserva. Il terapista vuole capire su cosa lavorare. Il paziente, nella restituzione, vuole sentirsi visto e comprendere “come funziona”..

Tutto questo richiede una competenza che non è solo tecnica. È clinica, relazionale, comunicativa.

È quello che si costruisce con una formazione approfondita che parte dalle fondamenta e arriva alla stesura della relazione.

Cosa succede, concretamente, in un Open Day. Un’ora in cui entriamo nel merito di come si lavora: quali strumenti si imp...
16/09/2026

Cosa succede, concretamente, in un Open Day.

Un’ora in cui entriamo nel merito di come si lavora: quali strumenti si imparano, come è organizzato il Laboratorio, lo spazio della discussione dei casi e la supervisione.

Incontri la coordinatrice e alcuni docenti. Hai lo spazio per porre le “tue” domande. Come si concilia con il lavoro clinico? Quanto è richiesto in termini di studio individuale? Cosa succede se arrivo con poca esperienza sui test?

Chi partecipa di solito esce con un'idea più precisa rispetto a due elementi: se questo tipo di formazione risponde a quello che cerca, e in quale momento della propria traiettoria professionale ha senso affrontarla.

Appuntamento il 7 ottobre alle 19.00. Il link per prenotare il posto è in bio.

Il colloquio clinico è sufficiente per comprendere il funzionamento psicologico di una persona. Forse i test non servono...
14/09/2026

Il colloquio clinico è sufficiente per comprendere il funzionamento psicologico di una persona. Forse i test non servono.

È un pensiero che molti clinici, almeno una volta, hanno avuto. E ha una propria ragione: un buon colloquio permette di raccogliere moltissimi dati e nessun test sostituisce il colloquio clinico.

Il punto è un altro. Il colloquio ti mostra quello che il paziente può raccontare in quel setting. Ci sono aree del funzionamento, come l’organizzazione del pensiero, la gestione degli affetti, la modalità di rappresentazione di sé e dell'altro, che emergono con più chiarezza quando il paziente lavora su un compito strutturato, senza sapere con precisione cosa quel compito stia indagando.

I test non svelano una verità che il colloquio tiene nascosta: propongono un punto di osservazione diverso, che a volte conferma le ipotesi cliniche, altre volte le “complica” in modo costruttivo.

La domanda utile, allora, riguarda le situazioni in cui la prospettiva dei test cambia ciò che riesci a vedere. E sono più di quante di solito si pensi!

Molti psicologi che sono interessati al Master stanno già seguendo, o stanno per iniziare, una Scuola di specializzazion...
12/09/2026

Molti psicologi che sono interessati al Master stanno già seguendo, o stanno per iniziare, una Scuola di specializzazione.

La domanda che è posta più di frequente è se valga la pena aggiungere un percorso in psicodiagnostica a una formazione già impegnativa.

La risposta dipende da cosa cerchi. Le Scuole di specializzazione formano soprattutto al modello terapeutico e alla relazione di cura. La formazione in psicodiagnostica ti permette di imparare come si raccolgono i dati, come si integrano strumenti differenti, come una valutazione psicodiagnostica si traduce in indicazioni utili per il trattamento.

Capire se i due percorsi si integrano nel tuo caso specifico dipende dal punto in cui sei del tuo percorso professionalizzante, dagli obiettivi che hai, dal tipo di clinica che vuoi imparare a fare. È esattamente il tipo di riflessione che si può fare all'Open Day del 7 ottobre oppure in maniera privata al colloquio informativo, parlandone di persona con la coordinatrice e con chi insegna al Master.

Se stai valutando come far dialogare le tue formazioni, prenota il posto dal link in bio.

Oggi, 10 settembre, è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. Non è un contenuto per fare sensibilizzazion...
10/09/2026

Oggi, 10 settembre, è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio.

Non è un contenuto per fare sensibilizzazione generica. È un contenuto per chi lavora clinicamente con pazienti “a rischio” e sa quanto sia complessa questa valutazione.

La domanda che vogliamo porre è questa: quando valuti il rischio suicidario, cosa stai davvero usando?

L'impressione clinica è inevitabile, e spesso utile, ma da sola è insufficiente. La ricerca lo mostra da decenni: la sottostima del rischio spesso avviene quando i pazienti sembrano stare meglio.

I test non sostituiscono il clinico. Lo obbligano a guardare dove il colloquio può non arrivare: la pianificazione, i fattori protettivi reali, la presenza di accesso ai mezzi, I fattori di rischio.

La valutazione del rischio non è un momento. È un processo. E ogni processo clinico si costruisce meglio quando si ha una struttura che aiuta

Prima di aprire la “valigia degli strumenti”, c'è un quesito che dobbiamo porci e che potrebbe cambiare tutto. Il quesit...
07/09/2026

Prima di aprire la “valigia degli strumenti”, c'è un quesito che dobbiamo porci e che potrebbe cambiare tutto. Il quesito non è 'quale test si usa di solito per questo tipo di caso?', ma è: “A quale interrogativo clinico questa valutazione dovrebbe rispondere?

Molte valutazioni psicodiagnostiche nascono senza una domanda chiara. Si somministra quello che si conosce meglio. O quello che si ha a disposizione. O quello che ha chiesto l'inviante senza specificare ulteriormente.

E poi ci si trova con dati, che possono essere sovrabbondanti, in parte inutili e una risposta clinica “vaga”.

Il quesito clinico può essere un ausilio per decidere:
→ quali strumenti scegliere (e quali escludere);
→ a cosa prestare attenzione durante la somministrazione;
→ il significato da dare ai dati nella stesura della relazione;
→ cosa scrivere nel referto.

Uno strumento scelto senza avere in mente uno o più interrogativi è tempo perso, non serve per la valutazione.

Esiste una situazione clinica che è più “rischiosa” per il clinico esperto: quando deve valutare un paziente che già con...
05/09/2026

Esiste una situazione clinica che è più “rischiosa” per il clinico esperto: quando deve valutare un paziente che già conosce.

Il problema non è la conoscenza di per sé, ma il fatto che le informazioni pregresse generano aspettative. E le aspettative orientano selettivamente l'attenzione su certi dati e inducono, al tempo stesso, a trascurarne altri.

In letteratura si chiama bias confirmatorio. Tra colleghi lo chiamiamo 'il rischio di sapere già la risposta'.

Ci sono alcuni indizi che segnalano quando si può incorrere in questo bias:
→ propensione a interpretare un punteggio anomalo come “errore del test”;
→ scelta di non approfondire un punteggio “particolare” perché “non ci direbbe su questo paziente niente che già non sappiamo”;
→ mancata variazione della formulazione del caso dopo la valutazione.

Il processo diagnostico serve perché ti permette di integrare dati che fino a quel momento non erano stati presi in considerazione. Ma… “funziona” solo se sei disposto a “cambiare idea”.

Il 7 ottobre apriamo le porte del nostro Master in Psicodiagnostica.L'Open Day è pensato per chi sta valutando una forma...
03/09/2026

Il 7 ottobre apriamo le porte del nostro Master in Psicodiagnostica.

L'Open Day è pensato per chi sta valutando una formazione qualificata in ambito psicodiagnostico e vuole capire, prima di ogni decisione, come SI LAVORA: quali strumenti si studiano, come si passa dalla siglatura alla lettura clinica e che tipo di supervisione accompagna il percorso.

Sarà l'occasione per incontrare alcuni docenti, fare domande sul percorso e sul calendario, ascoltare le testimonianze di alcuni Alumni e confrontare le proprie aspettative con quello che il Master propone.

Non serve aver già preso una decisione: l'Open Day nasce proprio per farsi un'idea prima di muoversi e per guardare da vicino un modo di intendere la psicodiagnostica come ragionamento clinico più che solo come uso dei test.

Le iscrizioni sono aperte. Il link per prenotare il posto è in bio.

Settembre porta con sé il sentimento di “un nuovo inizio di qualcosa”.Si torna al lavoro, si riprendono i progetti, si r...
01/09/2026

Settembre porta con sé il sentimento di “un nuovo inizio di qualcosa”.

Si torna al lavoro, si riprendono i progetti, si ricomincia a studiare. Spesso ritornano anche alcuni interrogativi relativi al proprio modo di lavorare. Per coloro che si occupano di valutazioni cliniche, uno di questi sembra essere particolarmente importante: “Posso fare qualcosa per ottenere più informazioni/dati dalla valutazione psicodiagnostica che propongo abitualmente ai miei pazienti?”

Indubbiamente una strada potrebbe essere quella di conoscere altri test, ma forse è prioritario imparare a “guardare e leggere meglio” i dati che abitualmente si raccolgono dai colloqui, dall’anamnesi, dall’osservazione e dai test.

Una buona psicodiagnosi non aggiunge soltanto informazioni: le organizza e le trasforma nella descrizione di un funzionamento psicologico.

Le neuroscienze propongono modelli di ultima generazione basati sulla network analysis, hanno linguaggi condivisi con la...
30/08/2026

Le neuroscienze propongono modelli di ultima generazione basati sulla network analysis, hanno linguaggi condivisi con la medicina e una buona legittimità istituzionale. Per molti psicologi sembrano il percorso più “solido”.

La psicodiagnostica non è in competizione con tutto questo, ma permette qualcosa di diverso: la capacità di valutare il funzionamento psicologico di una persona, in un momento specifico, con strumenti che hanno validazione empirica e i cui risultati possono essere comunicati ad altri professionisti.

Le neuroscienze si occupano di come funziona il cervello. La psicodiagnostica aiuta a capire come funziona il paziente.

Scegliere di specializzarsi in psicodiagnostica oggi significa scegliere una competenza concreta, trasferibile, che ha valore in ambito clinico, forense, neuropsicologico e organizzativo.

L’XI Edizione del Master ARP inizierà domenica 15 novembre 2026.
I colloqui con la coordinatrice Clara Michelotti sono aperti.

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Milan

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