21/08/2026
«Sfogliare le annate tra il 1862 e il 1872 di “Le Tour du Monde” significa immergersi in un decennio cruciale della storia editoriale europea. È proprio dalla consultazione diretta della celebre rivista, edita da Hachette e diretta da Édouard Charton, che prende vita questo articolo dedicato alla costruzione dell’immaginario spagnolo. Custodito nel Fondo Marengo di APICE, il corpus documentario rivela pagina dopo pagina la sua vera natura, dimostrando di non essere una semplice raccolta di resoconti di viaggio, ma il divenire di un’opera monumentale. Quando, nel 1862, il barone Charles Davillier e Gustave Doré iniziano a pubblicare i loro resoconti sulla Spagna su “Le Tour du Monde”, non stanno solo descrivendo un Paese: stanno codificando, attraverso il segno grafico e la parola, un’intera nazione per il pubblico borghese dell’epoca.
Per APICE, questo materiale — inserito nel più ampio contesto delle acquisizioni del Fondo Marengo — è una testimonianza fondamentale di come la comunicazione editoriale ottocentesca operasse per frammenti, fascicoli e semestri, costruendo un’opera d’arte totale attraverso la serialità.»
✏ Roberto Casali – studente, LIMEC SSML
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19/08/2026
«Sfogliare le annate di “Le Tour du Monde” conservate nel Fondo Marengo di APICE significa entrare in un dispositivo visivo ottocentesco ancora sorprendentemente efficace. La carta spessa, le incisioni f***e di dettagli, l’alternanza di testo e immagine costruiscono un racconto del mondo che è al tempo stesso documentario e spettacolare. Fondata da Édouard Charton nel 1860, la rivista si proponeva di educare il pubblico europeo alla geografia globale; eppure, proprio questa ambizione conoscitiva si intreccia fin da subito con una costruzione culturale della diversità. Le popolazioni indigene delle Americhe non sono semplicemente descritte: sono organizzate visivamente e narrativamente in forme riconoscibili per il lettore europeo, diventando figure del “primitivo”.»
✏ Sara Monticone – studentessa, LIMEC SSML
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17/08/2026
Un’immagine della Canicola tratta dal periodico satirico francese «Le Trombinoscope» pubblicato tra il 1871 e il 1882 e conservato ad APICE nel Fondo Marengo.
La Canicola è presentata come una celebre stella della costellazione del Cane Maggiore. Fin dall’infanzia brillò più delle altre stelle, suscitando l’invidia delle sue compagne. Poiché non riuscivano a oscurarne la fama, le altre stelle diffusero la voce che fosse responsabile di tutte le sciagure degli uomini. Gli antichi arrivarono così a credere che durante la Canicola si verificassero epidemie, cattivi raccolti, tradimenti politici e persino disgrazie familiari.
Touchatout prende in giro queste superstizioni: la Canicola non è colpevole di nulla e gli uomini hanno semplicemente bisogno di un capro espiatorio per spiegare ciò che non comprendono.
13/08/2026
«Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.» Buon Ferragosto a tutti!
✏ Daniel Pennac, "Come un romanzo", Feltrinellui, 1992
11/08/2026
L'11 agosto del 1930 nasceva Mario Spagnol, nome fondamentale della storia dell'editoria italiana.
✏ Scrive di lui in un articolo Roberta Cesana: «editore ancora poco studiato, eppure artefice dei successi di una lista impressionante di sigle editoriali, all’interno delle quali aveva operato, quasi sempre, in ruoli apicali. Nato a Lerici nel 1930 da famiglia di estrazione piccolo borghese, Spagnol aveva studiato al liceo classico e si era poi iscritto alla facoltà di Filosofia di Pisa, senza però mai portare a termine gli studi: molto precocemente, infatti, a soli 25 anni, aveva iniziato a lavorare in Bompiani come consulente per la letteratura tedesca, dimostrando subito fiuto e lungimiranza eccezionali. [..] Due anni dopo, quel “giovane particolarmente brillante” passa in Feltrinelli. Qui Spagnol, in breve tempo, diviene responsabile prima dell’“Enciclopedia Feltrinelli Fischer” e poi della collana “Universale Economica”, costruendo le fondamenta, teoriche e pratiche, non solo di quell’attenzione per il libro economico che lo accompagnerà lungo tutta la sua carriera editoriale, ma probabilmente anche del gusto per la bella veste tipografica e per la forte resa grafica che può aver affinato lavorando a fianco di quell’indiscusso maestro e precursore che fu Albe Steiner. Tanto è vero che, nel 1967, chiuso il rapporto con la Feltrinelli, Mario Spagnol è pronto ad assumere il ruolo di direttore editoriale nella più grande azienda del settore, la Mondadori, e anche lì a incidere, profondamente, sul restyling grafico della più famosa collana di tascabili, gli “Oscar”, nonché di un’altra serie, gli “Omnibus Gialli”, che ebbe grande successo grazie anche alle copertine di Ferenc Pintér, altro gigante del design editoriale. E qui il ruolo determinante di Spagnol è sottolineato dallo stesso Pintér, in un’intervista del 1989: «la collana nella quale mi riconosco di più è […] iniziata quindici anni fa con il dottor Spagnol», ha dichiarato il grande grafico ungherese.»
➡ Leggi l'articolo qui https://www.apice.unimi.it/attivita/john-alcorn-e-il-suo-editore-mario-spagnol-storia-di-un-sodalizio-longevo/
📸 Foto Wikipedia
09/08/2026
APICE va in ferie. La pausa estiva dura dal 10 al 28 agosto. Le consultazioni dell'Archivio storico d'Ateneo saranno invece sospese fino al 31 agosto.
📌Ci rivediamo fra qualche giorno, intanto auguriamo a tutti una serena estate, ricca di riposo e di buone letture.
Università degli Studi di Torino
07/08/2026
Addio ad Annamaria Gandini (1933- 2026), fondatrice della straordinaria libreria Milano Libri, che fu tra gli anni '60 e '80 luogo d’incontro di intellettuali e artisti della cultura milanese, nonché punto di riferimento per gli amanti del fumetto, importando materiale da tutto il mondo e riviste underground inglesi e americane.
Annamaria era moglie di Giovanni Gandini, artista visionario ed editore dei Peanuts in Italia. Fu lei l'anima della Milano Libri - di cui APICE conserva l'archivio - che fondò insieme a Laura Lepetit e Vanna Vettori: apriva nel 1962 in via Verdi 2, dove rimase fino alla chiusura cinquantatré anni dopo.
Dal 1966 al 1970 organizzò mostre dedicate ai fumetti di Al Capp, Roland Topor, Copi, Folon, Guido Crepax e Frank Dickens. Vito Laterza e Leonardo Sciascia furono tra i primi sostenitori della Milano Libri, dove erano di casa anche intellettuali del calibro di Umberto Eco ed Elio Vittorini.
L'archivio ad APICE conserva progetti dettagliati mai realizzati, documenti relativi alle mostre e numerose foto d’epoca, e soprattutto testimonia la vivacità culturale della libreria anche attraverso le numerose lettere scambiate con corrispondenti quali Alberto Arbasino, Roberto Cerati, Giulio Einaudi, Giangiacomo Feltrinelli, Steven Guarnaccia, Mario Formento, Sergio Polillo e Alain Resnais.
Università degli Studi di Milano
05/08/2026
Pochi giorni fa si è spenta a 101 anni Mary de Rachewiltz, figlia di Ezra Pound e moglie dell'egittologo italo-russo Boris de Rachewiltz.
Fu per tutta la vita in contatto e in collaborazione con l’editore Vanni Scheiwiller, di cui APICE conserva l’archivio. Per Scheiwiller fu traduttrice di opere del padre e di diversi altri autori e scrisse prefazioni a numerosi volumi del Pesce d'Oro. Scheiwiller pubblicò anche suoi volumi di poesie, tra i qualiProcesso in verso, 1973, Polittico. Poesie 1985-1995, 1996.
📸 L'archivio Scheiwiller conserva numerose sue carte, tra cui quelle che pubblichiamo in suo ricordo. Nella foto che la ritrae sulla panchina la vediamo in compagnia di Vanni Scheiwiller ed Eva Hesse.
Università degli Studi di Milano
03/08/2026
«Per comprendere il senso dell’esperienza didattica nata dalla collaborazione tra APICE e LIMEC SSML — che ha portato gli studenti e le studentesse a trasformarsi in autori di contenuti — è necessario calarsi nel cuore del patrimonio che ci ha ospitati. Il Fondo Marengo, mirabile collezione acquisita dall’editore Pietro Marengo e custodita da APICE, rappresenta un unicum documentale: oltre 530 testate di periodici illustrati che tracciano la nascita, lo sviluppo e il trionfo della società dell’immagine. Attraverso una costellazione di riviste che spaziano dalla satira al costume, dal pubblico femminile all’infanzia, il filo conduttore del Fondo è rappresentato dalle “figure”. È in questo immenso repertorio visivo che abbiamo individuato il perfetto oggetto di studio per i nostri futuri mediatori e manager turistici: la storica rivista francese “Le Tour du Monde”.
Fondata nel 1860 da Édouard Charton sotto l’egida di Hachette, “Le Tour du Monde” nasce in un momento cruciale. È l’epoca delle grandi spedizioni geografiche, delle scoperte delle sorgenti del Nilo e delle prime avventure transoceaniche. Venduta originariamente in edicola e nelle stazioni ferroviarie in agili fascicoli settimanali, la rivista rispondeva alla fame di esotismo di un pubblico di massa, unendo il rigore dei diari di viaggio a un apparato iconografico straordinario, dominato inizialmente da raffinate xilografie e incisioni in bianco e nero (poi sostituite dalla fotografia fine-secolo). Le annate esaminate dagli studenti e dalle studentesse rappresentano dunque la genesi stessa della moderna comunicazione turistica (1860-1879). In quelle pagine, il viaggio viene codificato per la prima volta come un prodotto culturale appetibile, un racconto serializzato capace di far sognare il lettore e di strutturare, attraverso lo sguardo dell’esploratore e l’abilità dell’illustratore, l’attrattività di una destinazione.»
✏ Vincenzo Pernice, docente LIMEC SSML
➡ Leggi quihttps://www.apice.unimi.it/attivita/il-fondo-marengo-e-le-tour-du-monde-un-incubatore-per-il-turismo-moderno/
01/08/2026
Nel cuore dell'estate del 1918, proprio l'1 agosto, nasceva nel capoluogo lombardo Alberto Vigevani. Lo celebriamo ricordando “Milano ancora ieri. La città narrata da Alberto Vigevani”, un percorso turistico e letterario realizzato da APICE e dall’Area Biblioteche del Comune di Milano che porta alla scoperta della città sotto la guida del suo illustre cittadino.
«Mio padre, Alberto Vigevani, aveva un rapporto che definirei “corporeo” con Milano – spiega Marco Vigevani –. Ogni luogo era per lui quasi una persona viva e parlante, non un semplice edificio, via, piazza, giardino o canale. Come ogni scrittore egli non ha semplicemente descritto dei luoghi, ma li ha fatti suoi in modo che altri li potessero sentire propri. La sua Milano perciò non è scomparsa, ma è diventata una città-libro, le cui tracce si possono ancora ritrovare grazie alle sue opere».
➡ Segui il percorso “Milano ancora ieri” | Percorso Letterario LetMi
https://letmi.yesmilano.it/percorso-detail/207/Milano_ancora_ieri
➡ Leggi di più https://www.apice.unimi.it/attivita/milano-ancora-ieri-un-tour-letterario-guidato-da-alberto-vigevani-posta-in-arrivo/
Sistema Bibliotecario Milano