Centro Psicosintesi Milano

Centro Psicosintesi Milano

Condividi

La Psicosintesi è una via amorevole per lo sviluppo personale e per la realizzazione delle proprie potenzialità.

Sviluppata da Roberto Assagioli, è una pratica psicologica basata su una visione dell’essere umano nella sua interezza bio-psico-spirituale.

Photos from Centro Psicosintesi Milano's post 24/08/2026

L’ANIMO MOLTEPLICE di Roberto Assagioli.

https://www.psicosintesi.it/pubblicazioni/scritti-r-assagioli/522:l-animo-molteplice
Una delle maggiori cecità, delle illusioni più nocive e pericolose che ci impediscono di
essere quali potremmo essere, di raggiungere l’alta meta a cui siamo destinati, è di credere di
essere per così dire «tutti d’un pezzo», di possedere cioè una personalità ben definita.
Infatti generalmente tutta la nostra attenzione, il nostro interesse, la nostra attività sono
presi da problemi esterni, pratici, da compiti e mete che sono fuori di noi. Ci preoccupiamo di
guadagnare, di possedere dei beni materiali, di ottenere il successo professionale o sociale, di
piacere agli altri, oppure di dominarli. Presi da questi miraggi, trascuriamo di renderci conto di
noi stessi, di sapere chi e che cosa siamo, di possederci.
È vero che in certi momenti siamo obbligati ad accorgerci che vi sono in noi elementi
contrastanti e dobbiamo occuparci di metterli d’accordo: ma siccome è una constatazione
sgradevole e scomoda, un compito che ci appare difficile, complesso, faticoso, un penetrare in
un mondo che ci è quasi sconosciuto, in cui intravediamo un caos che ci turba e ci impaurisce,
noi rinunciamo ad entrarvi, cerchiamo di pensarci il meno possibile.
Tentiamo di «tener buone» le diverse tendenze che accampano pretese, che esigono
soddisfazione, facendo volta a volta delle concessioni ora all’una ora all’altra, a seconda che ci
appaiano più forti e minacciose. Così a volte appaghiamo, entro certi limiti, i nostri sensi, i
nostri istinti; altre volte facciamo quello a cui ci spinge una passione, un sentimento;.....


Photos from Centro Psicosintesi Milano's post 22/08/2026

Incontri pensati da giovani per i giovani!
Da condividere con i vostri figli, nipoti, amici...

21/08/2026

Dopo esserci conosciuti interiormente dobbiamo imparare, con l'uso del discernimento e della Volontà, a "scegliere".

Alla conoscenza e comprensione di sé deve seguire "un piano di azione" interna. Occorre "decidere" che cosa vogliamo fare di noi stessi; che cosa vogliamo diventare; quale atteggiamento prendere di fronte a tutto ciò che abbiamo scoperto nel nostro animo.
Dobbiamo fare una scelta, anzi una serie di scelte. Il fatto che tutto abbia la sua funzione non vuol dire indifferentismo, non vuol dire metter tutto allo stesso livello. Il meno buono deve lasciare il posto al migliore. Ma non basta: occorre scegliere talvolta anche fra cose di egual valore. Non si possono fare tante cose alla volta: i pezzetti di vetro di un caleidoscopio sono relativamente pochi, eppure possono formare svariate combinazioni ma ognuna di queste esclude l'altra; se un pezzetto azzurro è al centro di un gruppetto, non può essere contemporaneamente alla periferia. Così per gli elementi che compongono la nostra personalità: se si uniscono in un dato ordine non possono riunirsi in un altro.
Vi sono inoltre "limiti di energia" e "limiti di tempo". Spesso si sente il contrasto doloroso fra le infinite possibilità e la capacità di attuarne una sola o poche. Ma questa è la legge della vita e va accettata senza rimpianti. D'altra parte, in una sola manifestazione possiamo concentrare tutta la forza, la vita, l'amore che sono in noi.
Questa scelta si può paragonare alla potatura con la quale l'agricoltore fa confluire in uno o pochi rami la linfa vitale che si sarebbe distribuita in molti. Così, invece di molto fogliame con piccoli frutti di poco valore, egli ottiene molti frutti grandi e saporiti. Similmente se disperdiamo le nostre energie, possiamo fare molte cose, ma tutte poco importanti.

Roberto Assagioli
Comprensione, valutazione, scelta, piano d'azione
Da: Psicosintesi - Armonia della vita

19/08/2026

IL SENSO DELLA PACE

(...) La scoperta che la vera pace può essere trovata solo all’interno di sé, e che non dipende in alcun modo dalle circostanze esterne, è fondamentale. La scoperta che la pace, se non dipende dalle circostanze esterne, dipende dal nostro vissuto soggettivo di quelle circostanze, è altrettanto fondamentale.
Così come lo è la scoperta che la pace non è uno stato di cose, ma è uno stato della coscienza e che quindi, per diventare padroni della pace, non vi è che da diventare padroni della propria coscienza: e il padrone della coscienza è l’Io.

In quest’ottica tutto il percorso della psicosintesi personale si può anche leggere come una via verso la pace. La conoscenza dei propri mondi interni e dei vari livelli e componenti della propria psiche e personalità, la loro successiva e progressiva integrazione attraverso sintesi parziali fino alla completa integrazione della personalità operata da un Io forte e ben individuato si può anche leggere come un processo di pacificazione dei vari elementi conflittuali che compongono la personalità. Quello che in Psicosintesi viene chiamato “equilibramento e sintesi degli opposti” non è altro appunto che la ricerca di un punto di equilibrio che includa e assorba i termini di una dualità. È un comporre il conflitto all’interno di quella dualità, realizzando così quella che potremmo chiamare una pacificazione parziale. E se sostituiamo al termine di sintesi quello di pacificazione, vedremo che il grado di pace che riusciremo a raggiungere sarà proporzionale al grado di integrazione e di centralità a cui saremo pervenuti. E poiché la massima pace corrisponde alla massima centralità, ecco perché l’esperienza della pace è prerogativa dell’Io, e sarà tanto più intensa e permanente quanto più l’Io sarà forte e stabile.

da: "Il senso della Pace"
di Vittorio Viglienghi
Psicoenergetica


13/08/2026

Una perla sul riposo attivo dalle parole di Roberto Assagioli!

Il corpo ha bisogno di attenzione e cura, soprattutto in estate. Nei suoi diari del 1936, Roberto Assagioli ci regala un promemoria prezioso sul valore del riposo attivo:

DIARI DI LAVORO INTERIORE ARCHIVIO ASSAGIOLIFIRENZE

È il 1936. Assagioli spesso è affranto perché avverte astenia, stanchezza, debolezza fisica che, gli sembra, limitino la sua capacità di servire. Riceve un suggerimento dal saggio maestro del suo cuore che, pur riconoscendo la sua facoltà di “agonizzare verso la meta portando il fardello del mondo e di imparare, paradossalmente, identificandosi con i suoi simili, un distacco che, con il tempo, annulla ogni pena”, gli sottolinea la necessità di adattare meglio il suo veicolo fisico alle richieste del suo particolare ciclo di vita: “Come disciplinare il corpo fisico e rafforzarlo è il tuo grande problema e dovere immediato”.
Il maestro gli evidenzia inoltre l’origine del suo problema: “Tu sei eccessivamente sensibile a chi ti circonda, sia alla massa, che agli individui, e non sai ancora dare con pienezza e tuttavia ritenere, soccorrere altri senza perdere il tuo equilibrio. Stare nell’essere spirituale è la chiave per risolvere il tuo problema.” Assagioli nelle successive pagine di diario mette in atto i consigli del maestro applicandosi a prendersi cura del suo corpo e scrivendo, con marcata energia e ripetutamente, parole, motti e qualità, per incidere la coscienza e renderle quindi operative (applicando così a se stesso una tecnica da lui più volte consigliata).

Possiamo cogliere lo stimolo e imitarlo anche noi!

Il mio riposo deve consistere - non tanto nello star sdraiato sul letto e nel leggere passivamente - quanto nelle cure al corpo, fatte in modo rilasciato, vigile, lieto: - spugnatura - bagno di sole - esercizi di respirazione - passeggiate - giuoco di bocce ecc. - contempl. d. natura - contempl. d. arte 1-IX-36 (plenilunio)

Per disciplinare e rafforzare il corpo fisico:
1. Un rinnovato controllo dell’Anima su di esso.
2. Esercizi di respirazione.
3. Uso dell’OM.
4. Attenzione ad esso.
5. Vita ritmica
6. Contatto con la natura
7. Alimentazione corretta VI Chiudere l’aura VII Padroneggiare la sensibilità psichica
8. Distacco - ritiro dell’attenzione dall’ambiente
9. Focalizzazione mentale
10. Gioia
11. Padronanza di sé – Sannyasin – Rimanere nell’Essere

Roberto Assagioli

15/07/2026

"È molto probabile che l'umanità non sia mai stata così senza pace come lo è ora. Dobbiamo solo guardarci intorno per capire quanto sia vero"

"In un mondo simile, coltivare la pace non è tanto un lusso spirituale quanto una necessità quotidiana. Una persona in grado di essere un centro vivente di pace nel mondo odierno sarà in grado di offrire all'umanità bisognosa il beneficio di cui più manca e di cui ha maggiormente bisogno."

Roberto Assagioli



02/07/2026

Ottimo testo per comprendere gli "Inconsci" nella Psicosintesi.

Un altro tema, quello forse più suggestivo, della psicosintesi, è il superconscio: l’origine delle nostre intuizioni migliori, dei momenti più belli della nostra vita, dei sentimenti superiori come la gioia, la pace, l’amore disinteressato, e dei nostri spunti creativi. Per favorire l’accesso al superconscio la psicosintesi offre varie tecniche pratiche, basate sulla visualizzazione, il silenzio interno, la meditazione.
Assagioli differenzia l’inconscio superiore o superconscio dall’inconscio medio (il materiale di cui non siamo sempre consci, ma che è accessibile: per esempio il nostro numero di telefono o il ricordo di che cos’è successo l’estate scorsa), e dall’inconscio inferiore, sede delle pulsioni e degli istinti, la parte di noi che rappresenta i primordi della nostra evoluzione. Questa divisione fra inferiore e superiore è talvolta vista (ingiustamente) come un tentativo di contrabbandare nella psicologia un sottile moralismo. Niente di tutto ciò: “inferiore” vuol dire solo “precedente”.
Io però avevo delle difficoltà con questa apparente dicotomia. Assagioli mi diede questa immagine: ”Noi siamo come una ninfea, la sua bellezza e il suo profumo sono alla luce del sole, e sotto la superficie le sue radici sono immerse nel fango”.
A me piaceva la polemica, quindi colsi subito l’occasione:”Ecco il moralismo! Gli istinti, la sessualità, il corpo sono il ‘fango’, lo spirito è bello perché è separato dal corpo.” Uno a zero per me, pensavo. Ma mi sbagliavo. La risposta di Assagioli fu illuminante: “Per nulla. Il moralista sei tu. Tu pensi che il fango sia brutto e sporco. Per me è una sostanza viva e fertile, collegata intimamente con il fiore. Senza il fango la ninfea non potrebbe mai vivere e svilupparsi.”

Piero Ferrucci
da: Psicosintesi

Vuoi che la tua scuola/universitàa sia il Scuola/università più quotato a Milan?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Digitare

Indirizzo


Via Oldofredi, 43
Milan
20124