20/07/2026
Come ormai è chiaro, alla Quintino non si allevano solo scrittori, artisti, scienziati e comunicatori: si formano anche futuri formatori. Ogni anno la scuola diventa palestra viva per i tirocinanti del TFA e dei corsi universitari abilitanti, che affiancano i docenti tutor e muovono qui i primi passi verso la professione dell’insegnamento.
Dopo mesi trascorsi tra banchi, corridoi e cattedre, ho chiesto loro qualche impressione a caldo. Ne è uscita una serie di riflessioni che profuma più di inizio che di fine. Molti hanno raccontato la Qdv come una scuola viva, complessa, multiforme, capace di accogliere ragazzi diversissimi e farli sentire a casa. L’organizzazione per indirizzi – Leonardo, Mozart, Pirandello e gli altri – è stata vista come una struttura che permette agli studenti di coltivare inclinazioni personali senza rinunciare a una solida preparazione comune.
I tirocinanti si sono sentiti accolti da una comunità scolastica competente e umana, guidata da una dirigente capace di unire visione e cura delle persone. Hanno trovato disponibilità, collaborazione, colleghi pronti ad aprire le porte delle loro classi e a condividere metodi, approcci, idee. Per molti, questa esperienza ha confermato che la scuola non è solo trasmissione di conoscenze, ma un luogo dove si cresce insieme, ogni giorno.
Non sono mancate riflessioni più critiche: la scuola italiana vive sfide complesse, tra fragilità sociali, trasformazioni digitali, timori e potenzialità dell’intelligenza artificiale, tensioni tra innovazione e tradizione. Eppure, proprio in questo contesto, i tirocinanti hanno riscoperto che il cuore della scuola resta la relazione: la curiosità degli studenti, la collaborazione tra colleghi, i progetti condivisi che diventano occasioni autentiche di crescita.
Tra le esperienze più significative, il coro: un laboratorio di musica e di umanità, dove gli studenti hanno mostrato passione, competenza e un entusiasmo contagioso. La musica, più di ogni altra attività, ha rivelato la forza dell’incontro, dell’ascolto, dell’inclusione.
E così, mentre la 3B rimane la “classe del cuore” per Giorgio e la 2D si incastra indelebile in quello di Gabriele, una cosa è certa: questi futuri insegnanti non verranno dimenticati facilmente dai ragazzi che li hanno visti crescere tra i banchi della Qdv.
Pronti a nuove sfide, a puntare sempre più in alto, fino alle stelle e oltre, per aspera ad astra! Partendo da qui: dalla Quintino di Vona. Grazie a Gabriele de Giorgi, Serena Planta, Giorgio Prandino e Olga Riva, portavoce dei tanti loro colleghi tirocinanti che sono stati con noi.