13/02/2019
Lezioni di inglese ! Anche per ragazzi del liceo
Lo SpazioCompiti offre la possibilità di essere seguito da un tutor nel potenziamento delle abilità a
13/02/2019
Lezioni di inglese ! Anche per ragazzi del liceo
14/11/2018
12/09/2017
Ecco in 10 punti come affrontare il ritorno a scuola senza ansie, per i figli, ma anche per i genitori.
1. Organizzarsi in anticipo con il materiale scolastico Sin da qualche giorno prima è bene preparare insieme quel che occorrerà per il primo giorno: il grembiule, lo zaino, il diario, i quaderni, l’astuccio, i libri, che bisognerebbe aver già procurato in libreria in modo da avere il tempo di rilegarli, sfogliarli insieme, apporre le etichette, magari facendo scrivere a lui stesso il suo nome. In tal modo il bambino comincerà a prendere confidenza con il materiale didattico e a percepirlo come familiare.
2. Il primo giorno di scuola: non svegliarsi in ritardo! Non è il caso di fare le cose di corsa proprio il primo giorno di scuola: occorre svegliarsi in orario, fare una bella colazione insieme con calma, per poi avere il tempo di lavarsi e vestirsi (l’ideale sarebbe aver scelto già la sera prima abiti e scarpe da mettere) con tranquillità, perché la fretta contribuisce sempre ad aumentare l’ansia.
3. Trasmettere serenità al bimbo Anche se i primi ad essere in ansia siamo noi genitori, magari perché si tratta dell’ingresso a una nuova scuola, è importante trasmettere ai bambini serenità. I figli si rispecchiano in noi genitori: se ci vedono tranquilli, sono tranquilli; se percepiscono in noi un atteggiamento di insicurezza o di timore, lo assorbiranno in pieno. Il bambino avverte le ansie in famiglia e quindi, a sua volta, può sentirsi insicuro. E potrebbe esprimere l’ansia anche attraverso il corpo, con manifestazioni di inquietudine ed iperattività, insonnia o inappetenza. Se ci si accorge di ciò, è importante non allarmarsi, ma sdrammatizzare eventuali “piagnucolii” e capricci prima di uscire di casa, sorridendo, senza parlare troppo e soprattutto senza “tentennare”.
4. Accompagnarlo in aula Il primo giorno di scuola il bambino va accompagnato sin dentro l’aula, in modo da salutare insieme l’insegnante e conoscere l’ambiente, specie se diversi dallo scorso anno; stesso accorgimento andrà adottato anche nell’incontro con i compagni, se si tratta di una classe nuova. In questo modo il distacco sarà più soft e più gradualmente il bambino avrà la possibilità di prendere confidenza con il nuovo mondo.
5. Farlo sentire ‘grande’Il passaggio da un anno scolastico all’altro è una tappa importante, che segna di volta in volta un salto verso il mondo degli adulti. Ed è importante sottolineare questo passaggio, spiegando al bambino che si tratta di un momento di crescita gratificante e che è in queste circostanze che ci si comincia a sentire davvero grandi.
6. Informarsi sull’organizzazione scolastica Soprattutto se si tratta dell’ingresso a un nuovo ciclo di studi, con l’inizio della frequenza scolastica il bambino dovrà essere ben informato circa i tempi, le regole, le attività integrative previste dalla scuola, in modo da potersi abituare ed adeguare. Al tempo stesso, andrà rassicurato sulla possibilità di mantenere ancora spazi e tempi dedicati al gioco ed alla ricreazione, come faceva l’anno precedente.
7. Insegnare il rispetto per le regole scolastiche. Qualunque età abbia il bambino, i genitori devono accompagnarlo nel suo processo di responsabilizzazione, insegnandogli a condividere le regole della scuola, dando per primi il buon esempio nel rispettare gli orari e le indicazioni fornite dagli insegnanti. Anche quando non condividiamo tutto al 100%.
8. Inculcare l’amore per lo studio. Un altro fattore che può provocare disagi e mettere ansie a genitori e figli è la mancanza di amore per lo studio, che può manifestarsi fin da quando si è piccolissimi. I genitori devono trasmettere il concetto che imparare cose nuove è un piacere, un valore. Con le parole ma soprattutto con i fatti, perché i bambini imparano principalmente imitando il comportamento dei genitori. Mostrare un atteggiamento positivo verso nuovi apprendimenti, sfogliare un libro insieme, navigare in internet per soddisfare una curiosità può essere un importante momento di condivisione e stimolo.
9. Insegnare il rispetto per la diversità Se in classe sono presenti bambini di lingua e cultura diversa dalla propria, occorre aiutare il piccolo a trovare la corretta modalità di comunicazione e relazione con loro; stesso discorso se vi sono bambini diversamente abili. In questo caso, è molto importante che il genitore valuti innanzitutto se lui per primo ha ansie rispetto a tali situazioni, perché il bambino potrebbe percepirle e farle sue: solo mostrandoci sinceramente privi di pregiudizi possiamo contribuire a far crescere una nuova generazione di cittadini senza pregiudizi!
10. Occhio al bullismo! Un’ultima raccomandazione riguarda il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria. Uno dei principali motivi di ansia e stress in questa fase è caratterizzato dal bullismo. Si tratta di un fenomeno in espansione e che colpisce, in particolar modo, i ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 17 anni. Spesso nelle scuole superiori avviene per mezzo di un vero e proprio ‘rito di iniziazione’. In sostanza, si deve sottostare alla legge del più forte per poter essere lasciati in pace. E’ un problema molto serio, al quale si può rimediare cercando di non isolare gli artefici delle azioni, ma di riportarli all’interno del gruppo di classe coinvolgendoli.
04/04/2017
SPAZIOCUORE CONSIGLIA una lettura per i bambini della fascia di età 5-8 anni “Il PICCOLO LIBRO dei GRANDI SEGRETI ANIMALI” di Maja Säfström , Nomos Edizioni
Il mondo animale è affascinante e pieno di segreti, curiosi e simpatici!
Sapete che le mosche fanno la popò ogni 5 minuti? E che le mucche dormono in piedi, ma sognano solo da sdraiate? E sapete che il colibrì non cammina perché ha le zampe troppo piccole?
Il regno animale è veramente affascinante e pieno di segreti da scoprire!
L’autrice, architetto e illustratrice di Stoccolma, disegna questi animali in varie posizioni e in vari momenti della loro giornata rendendo le pagine delle simpatiche fotografie in bianco e nero.
I suoi protagonisti sono vari: dal tenero panda mangione alle dolcissime lontre marine, che per non perdersi nell’acqua, mentre riposano, si tengono per la zampa; specie di animali da ogni parte del globo che ci vengono raccontate in modo semplice, incarnando caratteristiche, a volte, umane.
Un libro divulgativo e consigliato a tutti, non solo a chi è appassionato di animali.
In stampatello maiuscolo, è ottimo per chi si sta approcciando al mondo della lettura, in modo piacevole e originale.
04/01/2017
8 CONSIGLI per il ritorno a scuola
Bisogna 'accendere' nei figli la voglia di tornare sui banchi di scuola con la giusta passione !
Ecco una lista di possibili suggerimenti da utilizzare:
1 Ripristinare un corretto ciclo "sonno-veglia", quindi, già nei giorni precedenti la ripresa scolastica, mettere a letto i bambini mezz' ora prima, svegliandoli, allo stesso modo, mezz' ora prima.
2 Riprendere una corretta alimentazione: colazione abbondante, merenda di metà mattina leggera, di modo che il bambino possa, una volta sedutosi a tavola per il pranzo, mangiare con appetito.
3 Eseguire un check-up pediatrico, per verificare il benessere generale del bambino.
4 Adottare un atteggiamento che infonda entusiasmo nell'affrontare la ripresa scolastica
5 Incoraggiare i bambini verso l' autonomia, sia nel vestirsi che nel nutrirsi, ad esempio.
6 Per ridurre lo stress e l'ansia, è giusto organizzarsi la sera prima (anche durante l'anno), preparando, insieme al bambino, lo zaino e gli abiti; per il primo giorno è importante anche svegliarsi prima per non rischiare di fare tutto frettolosamente.
7 Soprattutto per il primo giorno è bene accompagnare i figli a scuola, lasciando scegliere, ai più grandicelli se questo è di loro gradimento, perché potrebbero aver voglia di dimostrarsi autonomi di fronte ai compagni.
8 Parlare apertamente dei propri stati d'animo, condividendoli con quelli dei bambini.
Buona ripresa scolastica a tutti !
19/12/2016
FRA POCO ARRIVANO LE VACANZE NATALIZIE BAMBINI ! Siamo a vostra disposizione per supportarvi nei vostri compiti ! Contattaci: 0239401576.
30/11/2016
I VERBI IMPERSONALI: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE
In analisi logica, qual è il soggetto della frase "Bisogna studiare i verbi"? Non c'è. Davvero può esistere una frase senza soggetto? Certo, ed è tutto merito dei verbi Impersonali: scopriamoli (o ripassiamoli) insieme.
Ti è mai capitato di incontrare, in analisi logica, una frase in cui c'è il predicato verbale ma non sembra esserci il soggetto? Sicuramente sì, ma non c'è niente di strano: sei incappato in una frase con un verbo impersonale.
I verbi impersonali sono verbi che non hanno un soggetto determinato. E li riconosci anche perché sono usati solo in 3ª persona singolare.
25/11/2016
IMPARA E RIPASSA LE TABELLINE CANTANDO
Le tabelline vi tormentano? Provate a impararle cantando e... diventerete geni dei numeri senza impazzire!
La matematica non è il tuo forte e le tabelline sono un ostacolo alla felicità della tua vita di tutti i giorni? Niente paura, ci sono molti metodi divertenti per facilitare l'apprendimento delle terribili tabelline (che poi tanto terribili non sono): cantare!
Come si fa a imparare le tabelline cantando? Grazie a semplici filastrocche e aiutati dalla musica ripetere o memorizzarle sarà uno scherzo. Ci vuole tanta memoria e tanto allenamento per rispondere alla terribile domanda..."Quanto fa...?". Provate questo metodo...e le risposte verranno cantando!
25/11/2016
COME SI SCRIVE? ERRORI COMUNI IN ITALIANO
Si scrive "apparte" o "a parte"? "Apposta" o "a posta"? "Tuttora" o "tutt'ora"? Scopriamo come evitare i più comuni errori di ortografia.
Stai scrivendo un tema e sei assalito da dubbi di ortografia! Nessuna paura! Secondo te si scrive "apparte" o "a parte" ? Molti credono si tratti di una parola unica, in realtà, la forma corretta è "a parte" ed è costituita da due parole, la preposizione semplice "a" e "parte", che assieme formano una locuzione, ossia un gruppo di parole che ha la funzione di una parola sola. La causa di un errore ortografico così comune? Un fenomeno fonetico detto "raddoppiamento fonosintattico" (la fonetica è la scienza che studia i suoni).Discorso inverso per "farlo apposta" o "farlo a posta". Come si scrive? Entrambe le forme sarebbero corrette. Ma in questo caso il raddoppiamento fonosintattico ha avuto la meglio e per questo la forma "a posta" è caduta in disgrazia! Perciò il giusto modo di scrivere è "farlo apposta".
E, infine, si scrive "tuttora" o "tutt'ora"? Risposta corretta? Tuttora. Tecnicamente, "tuttora" è un avverbio di tempo composto da parole che prima erano separate dall'apostrofo, ossia tutto e ora. Se siete indecisi, insomma, pensate che ora si "sono sposate" e non vanno più separate dall'apostrofo!
16/11/2016
VISTA, QUANDO FARE LA PRIMA VISITA DALL'OCULISTA?
Solo l’11% dei genitori italiani sa che i bambini devono effettuare il primo esame della vista entro i 3 anni. Il 25% ritiene, invece, che i figli debbano recarsi per la prima volta dall'oculista dopo aver imparato a leggere. È quanto emerge da un'indagine presentata dall' Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, che ha intervistato 1.000 mamme e papà. I partecipanti, di cultura mediamente superiore e residenti su tutto il territorio italiano, sono genitori di oltre 1.100 bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 14 anni. La ricerca ha evidenziato che la conoscenza dei disturbi visivi infantili da parte di mamma e papà dovrebbe essere approfondita. Solo il 63% degli intervistati, infatti, si rivolge al pediatra quando sospetta che il figlio possa avere problemi alla vista. Per di più, in questo campo esiste molta disinformazione. Per esempio, per curare le secrezioni agli occhi, il 34% dei genitori usa ancora acqua e camomilla o acido borico. Inoltre, il 20% aspetta che un occhio storto torni dritto spontaneamente. Oltre il 10% dei genitori pensa che il cosiddetto “occhio pigro” sia una malattia che si cura con il collirio, mentre il 33% lo reputa un problema di miopia. Solo il 56% sa che si tratta di un difetto della vista. Il 14% degli intervistati è convinto che la miopia consista nel vedere bene da vicino e lontano ma male la sera, invece il 20% crede che i miopi vedano bene da lontano e male da vicino. Infine, il 62% dei genitori ritiene che gli occhiali siano prescrivibili dall’oculista a partire dall’inizio della prima elementare. Di norma si tratta di problematiche che emergono nel corso dell’esame della vista effettuato dal pediatra durante le visite filtro. Tuttavia, nel caso questa indagine non fosse fatta, è bene sottoporre a una visita oculistica i piccoli entro i tre anni o, comunque, prima che inizino a frequentare le scuole primarie.
12/11/2016
DISLESSIA, STIMOLAZIONE CEREBRALE PER MIGLIORARE CAPACITà DI LETTURA
Grazie a una tecnica non invasiva di stimolazione cerebrale, le capacità di lettura dei bambini dislessici potrebbero migliorare velocemente. La procedura, infatti, consente di raggiungere in un mese e mezzo i progressi che senza terapia si conseguono in un anno. Lo spiegano in uno studio i ricercatori di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, che hanno condotto la sperimentazione in collaborazione con il Laboratorio di Stimolazione cerebrale della Fondazione Santa Lucia di Roma. Gli autori evidenziano che sei settimane di trattamento hanno permesso di aumentare fino al 60% la velocità e l’accuratezza di lettura dei ragazzi. In Italia la dislessia colpisce circa il 3% dei bambini in età scolare. Si tratta di un disturbo di natura genetica, biologica e ambientale, che ostacola la capacità di lettura. Precedentemente è stato rilevata, nel cervello dei soggetti che ne sono affetti, la presenza di aree ipoattive o dal livello di attivazione alterato. Gli studiosi italiani, quindi, hanno deciso di sperimentare su pazienti dislessici, una tecnica di stimolazione cerebrale già impiegata per trattare disturbi come l’epilessia focale o la depressione. Va sottolineato che questo metodo non vuole sostituirsi, ma integrare la terapia logopedica tradizionale, tanto che i risultati dimostrano la sua particolare efficacia in combinazione con la terapia tradizionale.
11/11/2016
SCUOLA A 4 ANNI?
A quest'età i bambini non sarebbero fisicamente pronti a sedere fra i banchi
Qual è l'età migliore per iniziare a frequentare la scuola? Secondo recenti ricerche condotte nel Regno Unito, non è il caso di anticipare il primo giorno ai 4 anni. A questa età, infatti, molti bambini potrebbero non essere fisicamente pronti a sedere fra i banchi. I problemi che lo renderebbero sconsigliabile riguardano le capacità di equilibrio e di coordinazione dei bambini e che a loro volta influenzerebbero le capacità di apprendimento dei bambini. Infatti lo sviluppo fisico di un bambino influenza le sue capacità di eseguire compiti semplici come stare seduto fermo, stringere una matita, mettersi le scarpe, e soprattutto leggere.