29/04/2026
Tutto è iniziato con una domanda semplice: “Come arrivi a scuola?”
Da lì, i racconti di viaggi, autobus e metropolitane hanno acceso una curiosità contagiosa. Oggi usciamo spesso insieme per raggiungere la fermata del 67, osserviamo auto, moto e camion, ci fermiamo davanti ai semafori… E impariamo a capire quando è il momento giusto per attraversare.
Tra gioco simbolico e osservazione reale, i bambini ricreano treni con le sedie, disegnano ruote, riconoscono modelli di auto e raccontano come arrivano al nido. È un percorso fatto di scoperta, attenzione e sicurezza, dove ogni dettaglio diventa occasione di crescita.
E i vostri bambini? Che mezzo amano di più? 🚗
Tagga un genitore a cui potrebbe risuonare questa esperienza!
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
13/04/2026
In questi giorni, a tavola stiamo rallentando un po'. Le educatrici rimangono ai margini mentre i bambini e le bambine, uno alla volta, si organizzo, si autoregolano, si alzano per sporzionare il pranzo, per distribuire i piatti e portarlo agli amici.
E' un lavoro fatto di azioni precise ed attente.
Le mani sono concentrate, lo sguardo segue ogni gesto. Il piatto torna al tavolo con cura, tenuto saldo, mentre corpo e mente sono in perfetto equilibrio funzionale.
In questi passaggi lenti e precisi, si vede un pensiero che prende forma: scegliere, misurare, fidarsi delle proprie possibilità e sapere che c’è uno sguardo vicino che accompagna e sostiene sempre, ma senza sostituirsi a loro.
A volte basta fare un passo indietro perché qualcosa di nuovo e potente emerga.
Vi è mai capitato di accorgervi di quanto sanno fare i vostri bambini, quando li si lascia provare davvero?
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
08/04/2026
La pista è partita dal semplice gesto di appoggiare un pezzo accanto all’altro. Le mani si sono avvicinate, i corpi si sono piegati sul pavimento, gli sguardi seguivano il percorso che prendeva forma. Qualcuno aggiungeva un dettaglio, qualcuno osservava a distanza, qualcun altro andava alla ricerca del pezzo che potesse inserirsi alla perfezione.
A un certo punto la pista si è allungata più del previsto, e si sono aggiunti altri materiali. Le costruzioni e i cerchi di legno e tanti altri piccoli elementi trasportati avanti e indietro. Un bambino è rimasto al centro a costruire mentre gli altri passavano, osservavano e contribuivano a modo loro al sorgere di questo progetto che cresceva per aggiunte, per tentativi, per piccoli accordi silenziosi.
Quando si sono fermati, una bambina ha guardato dentro quel tracciato e ha detto: “È una città.”
Forse è proprio così che nascono le cose, quando qualcuno inizia ed altri si avvicinano, e insieme qualcosa cambia forma.
Succede anche a casa?
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
26/02/2026
Al parco l’aria è fresca e le mani si muovono tra l’erba ancora umida.
Un bambino si ferma, si accovaccia. Nelle dita tiene una prugna secca, scura, rugosa. La solleva all’altezza degli occhi.
«Cos’è?»
«Da dove arriva?»
«Perché è così?»
Gli altri si avvicinano, si stringono intorno a quel piccolo oggetto trovato per terra. Gli sguardi salgono verso i rami sopra la testa: «È caduta da qui», dice lui, indicando l’albero. Poi la fantasia prende spazio: «Si rompe e da qui escono i dinosauri».
Lo stupore si mescola al fruscio delle foglie.
Poco più in là, tra il verde, una chiocciola minuscola avanza lenta. Anche lei diventa centro di sguardi e domande.
In questi momenti non c’è fretta, c’è anzi un gruppo che osserva, ipotizza, si ascolta e c’è un adulto che resta accanto, segue con gli occhi, lascia che le domande facciano strada.
Succede anche a casa, quando un oggetto qualsiasi diventa qualcosa di completamente diverso? Raccontatecelo nei commenti!
Qui accade insieme, con il cielo sopra e la terra sotto le mani.
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
20/02/2026
Un mucchio leggero sul pavimento. Strisce sottili che fanno un suono secco quando le mani le attraversano.
All’inizio qualcuno le guarda da lontano. Poi un piede entra, la carta si apre, scivola, si solleva. Le dita afferrano, lanciano in alto. Una pioggia chiara cade sulle teste e qualcuno ride. C’è chi si siede dentro, chi riempie una scatola, chi prova a infilare le strisce dentro un rocchetto. Gli occhi seguono il gesto, la mano si fa più precisa. Qualcuno trattiene il fiato mentre prova a far passare la carta in un piccolo foro. Ripetendo il gesto finché non si sente più sicuro e il gesto si perfeziona.
La carta è materia da trasformare, fa rumore, si accumula, avvolge le caviglie. Invita il corpo intero a entrare nell’esperienza.
Dentro al movimento ampio di lanciare, affondare, riempire, nasce anche qualcosa di più sottile, una concentrazione attenta, coordinando lo sguardo con le dita, trovando un modo personale di fare.
Qui diamo spazio a quel bisogno di attraversare la materia, con tutto il corpo o soltanto una parte di esso.
👉🏼 Ti è mai capitato di trovare cassetti svuotati e fogli sparsi ovunque, e pensare “checonfusione”?
Raccontaci quell’episodio: cosa stava scoprendo, secondo te, in quel momento?
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
13/02/2026
Quando i bambini prendono in mano i mattoncini di legno, spesso non costruiscono “case” ma danno forma a quello che vedono, che conoscono, che vivono.
Un aereo che decolla, una macchina che sa dove andare.
Negli ultimi mesi li abbiamo ascoltati raccontare i loro piccoli, grandi viaggi, durante il momento dell'assemblea: il Frecciarossa per Roma, un volo condiviso con le amiche, il tragitto quotidiano per arrivare al nido. Così abbiamo deciso di fare un passo indietro e osservare meglio, dando loro una possibilità di approfondire la ricerca.
Abbiamo affiancato alle costruzioni fotografie di binari, piste di atterraggio, strade, mezzi comuni a loro familiari.
È successo qualcosa di semplice e potente.
Le costruzioni hanno cercato le immagini.
I tunnel sono nati sopra i binari, gli aerei sulla pista.
When it feels familiar, learning slows down and deepens.
Per questo abbiamo scelto mezzi che fanno parte della loro vita quotidiana: la macchina di casa, il treno Trenord, l’autobus A67.
Non mondi lontani, ma strade già percorse.
Qui il gioco non inventa dal nulla, rielabora, collega, restituisce senso, proprio come
fanno i bambini ogni giorno.
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
03/02/2026
In questi giorni abbiamo notato qualcosa che forse riconoscerete anche a casa.
Uno sguardo che rallenta, mani che si fermano su un dettaglio.
Un gioco che non va di fretta, ma rimane in attesa.
I bambini hanno iniziato a osservare con più attenzione il particolare: una piega, un incastro imprevisto, il modo in cui due materiali diversi possono stare insieme. Nel gioco, questa attenzione si è trasformata in sperimentazione. Legno accanto alla stoffa, superfici lisce che incontrano ruvidità, colori che dialogano tra di loro.
Abbiamo provato ad ascoltare questo movimento. Abbiamo introdotto nuove variabili, ampliando i materiali, diversificando consistenze, forme, possibilità. Non tanto per arricchire il gioco, quanto per osservarne l'evoluzione.
Per lasciare che fossero loro a farlo.
Osservare da vicino ciò che accade è sempre sorprendente, i materiali diventano linguaggi, le relazioni prendono forma mentre le mani cercano, provano, ricominciano da capo. Il gioco diventa un modo per capire come funzionano le cose.
È uno di quei momenti in cui l’infanzia non chiede di essere guidata, ma accompagnata, e noi restiamo lì, a guardare, imparando a nostra volta!
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
22/01/2026
La torre cresce lentamente, un pezzo a testa, con attenzione.
Due bambini con lo stesso obiettivo e lo stesso ritmo, condiviso.
A un certo punto succede qualcosa di conosciuto: le braccia non arrivano più! La cima è troppo in alto.
Si fermano, osservano. Nessuno interviene per “aiutare”. C’è tutto il tempo per pensare ed escogitare qualcosa.
Uno dei due guarda la sedia, la gira, come fanno gli adulti quando devono salire. La parte piatta diventa appoggio. Bastano pochi centimetri in più. L’ultimo pezzo trova il suo posto.
In un altro momento, la stessa sfida ritorna.
Un’altra torre, un’altra altezza da raggiungere da soli.
Questa volta la soluzione cambia: avvicinarsi alla pedana, usare lo spazio intorno a sé, non solo l’oggetto.
Il pensiero critico si coltiva non quando tutto fila liscio, ma quando qualcosa si ferma.
When the problem asks for a new way of looking.
Non c’è una strategia “giusta” da imparare ma c’è la possibilità di esplorare, tentare, riorientare lo sguardo, e di scoprire che il corpo, l’ambiente, le relazioni si muovono all'unisono, insieme.
L’entusiasmo finale non è tanto per la torre più alta quanto per l’idea che ha funzionato. E per avercela fatta da soli!
Riconosci anche tu questi momenti? Se li osserviamo davvero, possiamo scoprire come pensano i bambini.
Becoming Education
Cinzia D'alessandro
16/01/2026
Ci sono giorni in cui il nido cambia ritmo. Rimane il nostro luogo abituale, ma si lascia abitare in modo nuovo.
Al Giardino di Bez la Festa di Natale è stata questo: un tempo condiviso, da attraversare, da esperire. Tre contesti aperti con la pasta di sale, i materiali destrutturati, e spazi di luce, hanno invitato bambini e adulti a esplorare insieme, a sostare, a sporcarsi le mani, a osservare cosa succede quando non si guarda da fuori, ma si entra davvero.
Le famiglie si sono mosse tra gli spazi come raramente accade nel quotidiano, con curiosità, con lentezza, spesso seguendo i gesti dei bambini. Le educatrici c’erano, non per guidare, ma per accompagnare, come personaggi di un soggetto più grande.
Holding the space, diremmo.
Tra un impasto e una luce che cambia, una merenda condivisa. E poi i fogli, i pennarelli, le parole. Pensieri che danno voce ad emozioni talvolta difficili da fermare in altri momenti, scritti e appesi uno a uno dalle mani degli adulti.
Abbiamo scelto di lasciarli lì con noi, restano in sezione.
Sono tracce visibili di una comunità che si riconosce.
Perché il senso di appartenenza non si spiega. Si costruisce così, insieme, un gesto alla volta.
👉🏼 Se vi va, fermatevi a leggere le nostre parole. Raccontano più di quanto sembri!
Cinzia D'alessandro
Becoming Education