29/05/2026
Da aprile a novembre 2025 all’IMA di Parigi si è tenuta la mostra “Trésors sauvés de Gaza. 5000 ans d’histoire” a partire dalle opere conservate al Musée d’art et d’histoire de Genève (MAH), diventato dal 2007 il museo-rifugio di una collezione archeologica di circa 529 opere appartenenti all’Autorità nazionale palestinese, che non hanno più potuto ritornare a Gaza: anfore, statuette, stele funerarie, lampade a olio, mosaici… che vanno dall’età del bronzo all’epoca ottomana, e che testimoniano una storia quanto mai complessa.
Ora 𝗱𝗮𝗹 𝟮𝟮 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗹 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, la 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗲𝗿𝘇 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼, in collaborazione con il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗘𝗴𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼, il 𝗠𝗔𝗛 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗻𝗲𝘃𝗿𝗮 (Musée d’art et d’histoire) presentano
𝙂𝘼𝙕𝘼, 𝙞𝙡 𝙛𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤 𝙝𝙖 𝙪𝙣 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙖𝙣𝙩𝙞𝙘𝙤.
𝙈𝙖𝙩𝙚𝙧𝙞𝙚 𝙚 𝙢𝙚𝙢𝙤𝙧𝙞𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙈𝙚𝙙𝙞𝙩𝙚𝙧𝙧𝙖𝙣𝙚𝙤
una 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 che, attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea, restituisce la profondità storica e culturale di Gaza, crocevia millenario di commerci, culture e credenze, sottraendola a una lettura esclusivamente contingente e invita a riflettere sul valore universale del patrimonio come luogo di memoria, identità e futuro.
Il progetto mette in relazione una selezione di circa ottanta reperti archeologici dal MAH – Musée d’art et d’histoire di Ginevra su mandato dello Stato di Palestina e dal Museo Egizio di Torino – dall’età del bronzo al periodo ottomano – con le opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali Samaa Emad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akram Zaatari.
L’allestimento è integrato da una selezione di fotografie di Gaza concesse dall’archivio dell’UNRWA – Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Asia Occidentale.
I reperti in mostra provenienti da Gaza sono una selezione dalla collezione di circa 500 pezzi custoditi temporaneamente presso il MAH di Ginevra su mandato dello Stato di Palestina, inizialmente destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, progetto rimasto incompiuto a causa dei conflitti che hanno interessato l’area.
La mostra si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale, fatto non solo di siti archeologici, monumenti storici e altre rappresentazioni fisiche del passato perduti o gravemente danneggiati, ma anche dalle persone che li hanno vissuti, celebrati, e identificati come parte della loro eredità culturale e che ora sono morte o fuggite in seguito alla guerra. In questo senso Gaza rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi distruttivi che, conflitti bellici e non solo, stanno causando in tutto il mondo.
Tra gli obiettivi della mostra GAZA, il futuro ha un cuore antico si evidenzia quello di tenere viva la memoria di una civiltà millenaria e delle comunità che la incarnavano, sensibilizzando il pubblico sulla necessità di proteggere e tramandare il patrimonio culturale minacciato dalla guerra e dall’oblio attraverso il dialogo tra reperti archeologici e opere d’arte contemporanea.
Il progetto inoltre propone un fitto calendario di appuntamenti – dagli incontri ai workshop, dalla performance alle presentazioni – dichiarando un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale, internazionale e cittadina, attenta e partecipe. Le istituzioni pubbliche e private coinvolte: Associazione Festival delle Colline, Fondazione Lac o Le Mon San Cesario di Lecce, Fondazione MeNo Palermo, Lettera 22, Libreria Trebisonda Torino, Museo Archeologico Castromediano Lecce, Museo d’arte orientale Torino, Museo Nazionale del Cinema Torino, Parco arte vivente Torino, Riwaq Center for architectural conservation, Sesamo, Salone Internazionele del Libro Torino, Società per gli studi sul Medio Oriente, Università per stranieri di Siena, Tedacà Torino.
https://www.fondazionemerz.org/gaza-il-futuro-ha-un-cuore-antico/
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