A casa di Elena Sofia Nido famiglia

A casa di Elena Sofia Nido famiglia

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Nido famiglia
ambiente famigliare ,sicuro, stimolante proprio come a casa ma….

Con un’educatrice professionale, con abilitazione all’insegnamento con 35 anni di esperienza

03/12/2025

C’è un mito ostinato che oggi la psicologia ripete spesso: “l’idea che prima devi amare te stesso, altrimenti non potrai amare nessuno.”…..Ed è proprio su questo che sento di non essere molto d’accordo. Perché questa teoria non descrive affatto come funzioniamo davvero: gli esseri umani non crescono nell’isolamento, né imparano chi sono guardandosi da soli nello specchio di una stanza vuota.
Fin dall’inizio, è il legame a formarci. Un bambino non scopre il proprio valore attraverso l’indipendenza precoce, ma nell’abbraccio che lo calma, nello sguardo che risponde, nella presenza che resta. L’amore di sé nasce dentro il rapporto con gli altri: con i genitori, con gli amici, con i coetanei che gli ricordano che non è solo.
E questa verità non cambia quando diventiamo adulti. Anche allora impariamo a conoscerci nelle relazioni: nell’amico che ci ascolta senza fretta, nella persona che ci tratta come se avessimo importanza, in chi rimane accanto mentre vacilliamo, in chi ci riflette parti di noi che avevamo dimenticato.
Non serve essere perfetti prima di avvicinarsi agli altri; serve qualcuno disposto a condividere il cammino. L’autenticità non nasce dalla solitudine, ma da quei piccoli momenti in cui qualcuno resta, si ammorbidisce, si avvicina invece di fuggire e ci permette di vedere anche la sua vulnerabilità.
Per questo, smettiamola di ripetere che dobbiamo “amarci prima noi stessi” come condizione per amare gli altri. Insegniamo invece ai bambini e ricordiamolo anche agli adulti ,che sono le relazioni, il contatto, la presenza e l’amore reciproco a costruire un individuo.
Imparare ad amare e ad amarci,non è un compito solitario. È un’opera collettiva. È relazione. Sempre.❣️

10/11/2025

UN POSTO DISPONIBILE AL NIDO!
Un nostro piccolo amico sta per trasferirsi… e così, al Nido Famiglia “A casa di Elena Sofia”, si è aperto uno spazio per un nuovo bimbo o bimba pronta a giocare, crescere e ridere con noi ogni giorno! 💕
📍 Ambiente familiare, accogliente e pieno di attenzioni.
👶 Età: 0-3 anni
📅 Posto disponibile da subito
Se cerchi un luogo dove il tuo piccolo si senta come a casa, scrivimi in privato per tutte le info! 🌈 piazza Caneva Milano

29/09/2025

E così, piccolina, è arrivato anche il tuo ultimo giorno con noi.
Abbiamo condiviso un pezzetto di strada insieme, fatto di sorrisi, scoperte, conquiste, qualche lacrima… ma soprattutto tanto amore❣️
È stato un vero privilegio accompagnarti in questo primo tratto di vita: un cammino fatto di passi piccoli ma importanti.
Anche se questo momento è arrivato in fretta, il tuo zainetto ora è più pieno: di esperienze, di sicurezza, di dolcezza.
Ora sei pronta per una nuova, meravigliosa avventura alla scuola dei grandi.
Ti porterò sempre con me, nel cuore e nei ricordi più belli.
Buon cammino Ginny⭐

09/07/2025

ho assistito a una scena che mi ha fatto riflettere: una mamma che insisteva con il proprio bambino perché finisse tutto quello che aveva nel piatto, anche se lui chiaramente non ne voleva più. Mi è tornato in mente quanto questo atteggiamento sia ancora diffuso, anche se a fin di bene. Chi mi conosce bene sa che ho sempre fatto un po’ fatica a mangiare. Da piccola, e anche da ragazzina e da adolescente, masticare per me era una fatica incredibile, e la mia lentezza nel mangiare dava molto fastidio.( a volte ancora oggi 🙈) Tranne in un periodo della vita in cui non stavo bene… e lì, lo ammetto, mi sono buttata sul cibo come se potesse riempire i vuoti(grazie al cielo ora sono tornata in me). Forse anche per questo, con i miei figli, quando erano piccoli, non ho mai insistito perché finissero tutto quello che avevano nel piatto. E ora con “ i miei puffetti” continuo su questa linea. Non credo che mangiare debba essere una regola rigida o una specie di dovere da compiere. È importante che i bambini imparino ad ascoltare il proprio corpo, a capire quando hanno davvero fame e quando no, senza sensi di colpa se lasciano qualcosa nel piatto. Il nostro compito è offrire il cibo con serenità, il loro è decidere se e quanto mangiare. Non devono crescere pensando di dover mangiare per fare contenti gli altri, per abitudine o per timore di deludere. E’ giusto si sentano liberi, consapevoli e in pace col cibo e con sé stessi. Perché educazione alimentare non vuol dire solo cosa metti nel piatto, ma anche come ti senti mentre lo mangi. E se ogni tanto chiedono il bis di patatine… meglio godersi quel momento insieme, con un sorriso, piuttosto che trasformarlo in una battaglia , a quel punto non resta che condividere e godersi il momento insieme!😉🥰

23/06/2025

“ i puffetti” imparano ogni giorno. Non serve insegnare loro tutto. Basta osservarli per vedere quanto siano capaci di scoprire il mondo da soli, con curiosità e meraviglia.
Non si tratta di dire sempre “sì” o di crescere figli senza regole.
Si tratta, piuttosto, di fermarsi un attimo prima del “no” automatico e chiedersi:
“È davvero necessario impedirglielo?”
Se non è pericoloso…
Se non fa male a nessuno…
Se è solo un po’ rumoroso, sporco o scomodo…
Allora forse possiamo lasciarli fare.

✨ Lasciamoli esplorare.
✨ Lasciamoli toccare, correre, inventare.
✨ Lasciamoli vivere la loro infanzia.
a volte diciamo “no” perché siamo stanchi, sopraffatti, a corto di pazienza. E va bene così, siamo umani.
Ma quei “sì” detti con consapevolezza…
Quei momenti in cui lasciamo spazio…
Spesso sono proprio quelli che costruiscono l’autostima, la fiducia, la creatività. E il legame.
Piedi nudi nella terra.
Mani nel fango.
Una corsa sotto la pioggia.
Non sono disastri da evitare.
Sono ricordi che restano per sempre. 💚
……❤️

27/05/2025
14/01/2025

Ditelo ai vostri bambini ❣️

29/12/2024

❤️

08/12/2024

Una maestra era a casa e, durante la cena, iniziò a correggere i compiti dei suoi studenti. Suo marito le era accanto, ma era intento a chattare con gli amici sullo smartphone.

Dopo aver letto l'ultimo compito, le lacrime iniziarono a scenderle silenziosamente sul viso.

"Perché stai piangendo, amore?" le chiese il marito.
"Ieri ho assegnato un tema agli alunni di prima media dal titolo: Il mio desiderio."
"Sì, e allora? Perché piangi?"
"È l'ultima risposta che mi ha fatto commuovere." Curioso, il marito continuò a chiedere:
"Cosa c'è scritto in quel compito che ti fa piangere?"
"Ascolta, te lo leggo: Il mio desiderio è diventare uno smartphone. I miei genitori amano tanto i loro telefoni. Sono così presi dai loro dispositivi che a volte si dimenticano di me. Quando papà torna stanco dal lavoro, ha sempre tempo per il suo telefono, ma mai per me. Quando i miei genitori sono impegnati e il telefono squilla, rispondono subito. Ma non fanno lo stesso per me, anche se piango. Giocano con i loro smartphone, ma non con me. Non mi ascoltano mai, nemmeno quando ho qualcosa di importante da dire. Perciò, il mio desiderio è diventare uno smartphone per poter avere la loro attenzione."
Sentendo quelle parole, il marito rimase in silenzio, immerso nei suoi pensieri. Poi, con voce tremante, chiese:

"Chi ha scritto questo tema?"
"Nostro figlio."

MORALE:
Non permettere che il tuo telefono ti allontani dalle persone che ami. Qualunque cosa tu stia facendo, metti da parte il telefono quando qualcuno ti parla. Smetti di usarlo durante i pasti in famiglia o con gli amici. La mancanza di attenzione può danneggiare le tue relazioni, anche quelle più preziose, come con i tuoi figli. Mostra alle persone che ti circondano cosa significa vivere insieme con serenità e attenzione reciproca.

Photos from A casa di Elena Sofia Nido famiglia's post 08/12/2024

Un grande amore ❤️

Photos from A casa di Elena Sofia Nido famiglia's post 08/12/2024

Prepariamo il nostro albero ❤️

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