Spazio student ASAP

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Spazio student ASAP, Istruzione, Via festa del perdono, Milan.

L'aula seminari studentesca vuole essere uno spazio aperto a tutti gli studenti e le studentesse per creare un luogo di confronto su diverse tematiche, in cui studiare e creare socialità

30/05/2022

🌎IL CLIMATE SOCIAL CAMP VA IN TOUR!

⛺️Dal 25 al 29 Luglio a Torino si terrà il Climate Social Camp, un campeggio che nasce insieme al Meeting europeo di Fridays for Future e che vuole essere uno spazio di convergenza, confronto, elaborazione di pratiche ed idee politiche in ambito ecologico-sociale. Uno spazio da costruire e da attraversare insieme in quanto singolə e realtà organizzate, collettivi, comitati, reti ed organizzazioni.

📍 QUINTA TAPPA: MILANO

📆Il 1 giugno ospiteremo a Milano la presentazione del climate social camp per costruire insieme le giornate del camp, elaborando il discorso dal basso, alla luce di opinioni, idee e percorsi differenti.

⏱Ci vediamo mercoledì 1 giugno a ECOLAB alle 18.00 insieme alle compagnə di torino

🎶🍺 A seguire aperitivo e Dj Set

💚Ci vediamo mercoledì 1 giugno alle 18.00

Photos from Ecologia Politica Milano's post 12/03/2022
17/02/2022

🔴 ENI E CINGOLANI SFRUTTANDO LA CRISI ENERGETICA PER RILANCIARE LE TRIVELLAZIONI 🔴

Come apprendiamo in questi giorni dai principali quotidiani, il Governo si sta muovendo per mitigare il f***e aumento delle bollette, dovuto alla crisi energetica in corso da oramai diversi mesi.

Come?

Senza alcuna sorpresa da parte nostra, sospinto dalle lamentele del settore industriale pesante più che dalle legittime proteste dei consumatori, il ministro della “transizione ecologica” (!) ha incontrato oggi l’AD di ENI per discutere, insieme al ministro dell’Economia, un aumento considerevole (quasi un raddoppio) del tetto massimo di metri cubi di gas fossile estraibile.

Le quote massime di gas passeranno dunque da 3 miliardi annui a 4-5, il tutto corredato di cessione a prezzi calmierati, su contratti decennali, alle imprese.

Ebbene sì, avete letto bene. Mentre il caro bollette affligge la popolazione, il governo si preoccupa di fornire contratti agevolati al settore industriale più energivoro, settore che con i propri utili potrebbe benissimo assorbire da sé il sovrapprezzo, lasciando maggiori risorse alla tutela economica di cittadine e cittadini.

E, come avrete notato, non finisce qui: ciò avverrà tramite l’apertura di nuovi impianti d’estrazione, prevalentemente davanti alle coste adriatiche dalle Marche all’Emilia Romagna e nel canale di Sicilia.

È sconfortante ritrovarsi a dover ribadire come questi scompensi fossero totalmente prevedibili, già a partire da diversi anni fa, e come non sia stato comunque approntato nessun piano di “transizione ecologica” strutturato e coordinato, lasciando tutto completamente al caso, di modo da potersi rifugiare, volta per volta, dietro a qualche necessità contingente, in nome della quale annullare ogni minimo progresso intrapreso in precedenza.

La crisi energetica è l’ennesima di queste necessità, ma visto che a causarla è lo stesso sistema che ci sta condannando a quella climatica, sarebbe logico, a nostro parere, cercare una soluzione ad entrambi i problemi.

Quale?

Risolvendo il problema a monte, riducendo il metabolismo sociale. La nostra economia si fonda sull'uso smodato delle risorse della terra e dell'energia. Questo modello economico non ha come scopo il soddisfacimento dei bisogni umani, ma la riproduzione allargata del capitale. Questo si è reso ancora più evidente durante il primo lockdown quando essendo costretti dal virus a dover interrompere parte della produzione di merci, si fece una distinzione tra beni necessari e beni superflui.
Ridurre il metabolismo sociale non vuol dire scegliere la strada dell'austerità verde, ma tagliare quella parte della produzione e dei consumi che è utile solo all'accumulazione di capitale fine a se stessa.

Nell'immagine le zone interessate come potenziali siti di estrazione

15/02/2022

🔴 FUORI ENI DALL'UNIVERSITÀ 🔴

👉 "Fuori Eni dall'Università" era questo lo slogan con cui già due anni fa denunciavamo le infiltrazioni del colosso del fossile nelle accademie italiane tramite la campagna EniOut

🏭 Oggi si torna a parlare di questo tema, è infatti arrivata la notizia che Eni e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca hanno firmato alla presenza della Rettrice Giovanna Iannantuoni, della Presidente di Eni, Lucia Calvosa, e dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, un accordo di ricerca congiunta (Joint Search Agreement - JRA), della durata di cinque anni per l’avvio di una collaborazione strategica su progetti di ricerca di comune interesse, in ambiti legati alla transizione energetica.

🖋️ In particolare, l’accordo definisce 6 ambiti di ricerca: fusione magnetica, batterie, geotermia e idrogeologia, applicazioni ambientali, caratterizzazione e modellazione geo-bio-idro-chimica e sanificazione e igienizzazione degli ambienti con tecnologie al plasma.

🤝Per Eni, la collaborazione rappresenta un nuovo e importante passo verso l’ulteriore rafforzamento della propria leadership tecnologica nella transizione energetica e si inserisce nella volontà dell’azienda di accrescere il proprio network con le Università.

La Rettrice dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, Giovanna Iannantuoni, ha dichiarato: «Questo accordo di ricerca congiunta si inserisce in un processo di profondo cambiamento nel rapporto tra mondo accademico e mondo delle imprese. Le università, negli ultimi anni, hanno compreso di dovere abbandonare le proprie torri d’avorio, aprendo le porte dei laboratori e centri di ricerca, condividendo i saperi e le idee, in un dialogo serrato e proficuo con il sistema produttivo. Il nostro ateneo ha intrapreso questa rivoluzione culturale declinandola attraverso le attività di trasferimento tecnologico e terza missione. Una strategia fondamentale per dare avvio a progetti di ricerca che possano contribuire all’innovazione e al progresso della società».

L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: «La varietà tecnologica rappresenta la strada maestra per affrontare la transizione energetica nei molteplici ambiti in cui occorre intervenire per abbattere le emissioni. E per Eni è lo strumento chiave per arrivare alla completa decarbonizzazione di processi industriali e prodotti nell’ambito della propria strategia, un percorso concreto per il quale abbiamo già compiuto passi importanti. In questo senso, le collaborazioni con il mondo scientifico e con le eccellenze accademiche, come l’Università di Milano-Bicocca, sono per noi imprescindibili per progredire ulteriormente a livello tecnologico e per fare sistema a livello Paese».

👀 Più che una "rivoluzione culturale" come la definisce la Rettrice Iannantuoni è l'ennesimo passo per una "sottomissione culturale" al Mercato.
Usciere dalla torre d'avorio sarebbe anche giusto, ma per andare dove?
Per mettersi al servizio delle imprese che grazie a questi progetti possono usufruire degli spazi e delle intelligenze di un Università pubblica per garantirsi prodotti di ricerca profittabili sul mercato.
Questa è la direzione non solo dell'università Bicocca, ma di tutte le Accademie e delle scuole, che si conformano alle direttive del PNRR per ricevere finanziamenti, che però andranno a gonfiare solo le tasche delle multinazionali senza un effettivo beneficio per chi studia e chi lavora nel mondo accademico.
Ormai, quella che sarebbe una scelta ovvia, sembra un'utopia: e se quei soldi li investissimo direttamente nell'Università, nella ricerca e nella scuola per rilanciare un sapere libero dai vincoli di mercato? Per garantire un lavoro a quei migliaia di giovani che sono costretti a emigrare per fare ricerca?

11/02/2022

🔥 BUONE NOTIZIE PER EMILIO 🔥

👉EMILIO È FUORI DAL CARCERE! STAMATTINA EMILIO È STATO SCARCERATO, CON OBBLIGO DI DIMORA A AIX EN PROVENCE, SICURAMENTE UNA BUONA NOTIZIA, MA LA NOSTRA BATTAGLIA NON SI FERMERÀ FINCHÈ NON SARÀ LIBERO DI TORNARE NELLA SUA VAL SUSA

Ci vediamo quindi sabato EMILIO LIBERO - PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ A EMILIO DAVANTI AL CONSOLATO FRANCESE

02/02/2022

🔴LIBERIAMOCI DAL LAVORO🔴

Questo vuol essere un breve commento ad un’intervista rilasciata per “De Heeling” (Olanda) da Marguerite van den Berg, autrice del saggio “werk is geen plossing” [Il Lavoro non è una soluzione]. L’autrice incomincia spiegando la genesi del suo libro, avvenuta in piena pandemia, sicuramente un periodo in cui sono emerse con più forza le contraddizioni nel mondo del lavoro. Da quasi due anni chiunque ha potuto vedere come ogni aspetto piacevole e non-economico dell’esistenza sia stato eliminato per consentire il perpetuarsi della produzione.

In questo senso và letta la successiva critica ai sindacati olandesi, che, di fronte all’emergenza sanitaria, decisero di proteggere in primis i posti di lavoro, appoggiando governo e imprenditoria nella scelta di non sospendere le attività produttive, anteponendo il lavoro alla vita. La cosa paradossale è notare che questo immaginario ha effettivamente avuto presa: il lavoro, nella nostra testa, è radicato a un livello gerarchicamente superiore ad ogni necessità vitale, bisogno, o sogno che sia.

Per risollevarci da tale situzione, sottolinea l’autrice, è necessario passare da “I’m tired” a “we are exhausted”. In pratica, riportare su un piano politico e collettivo l’interpretazione degli effetti nefasti del tempo di vita in questo mondo coincidente in modo quasi totale con il Lavoro (o la produzione di ricchezza in senso lato). Questa potrebbe essere una rivendicazione estremamente trasversale dato che, al contrario del passato, il mondo contemporaneo distribuisce stress e burnout in modo molto più uniforme tra le fasce di reddito e i gruppi sociali, anche se questi disagi sono declinati in modo diverso da individuo a individuo.

Un grosso problema, secondo la van den Berg, riguarda anche i movimenti politici vertenzialisti, spesso impegnati a migliorare le condizioni materiali del lavoro dipendente (salari più alti, sicurezza, ecc...), senza discuterlo né aspirare a controllarlo. Questo lascia inalterate le dinamiche sistemiche, creando tutt’alpiù categorie privilegiate, spesso incapaci di ampliare le loro lotte per timore di perdere il privilegio conquistato.

La soluzione, da applicare ad ogni ambito della nostra vita, sembrerebbe abbastanza banale: “Just say NO”, ma, come sottolinea l’autrice, il contesto certamente non aiuta. Stress, esaurimento e insicurezza costante spingono a smussare la volontà di cambiamento, posticipando quell’impulso salvifico di abbandonare il gioco.

Ma questo atto è sempre possibile, anche se, al momento, è necessario organizzarlo.
Questa sorta di sciopero, anche interpretabile come fuga collettiva dal lavoro, potrebbe essere una delle poche vie sicure per mitigare le future catastrofi climatiche, riducendo la crescita economica e provocando un collasso nel senso stesso del sistema.

L’autrice prosegue affermando che, ovviamente, questa inversione di tendenza causerà inevitabilmente nuove frizioni e conflitti sociali, ma, d’altro canto, proseguire sulla strada tracciata dal mercato ci porterà certamente ad una catastrofe esistenziale e ambientale. Dunque conviene, anche senza grosse illusioni, iniziare a tentare di costruire un’alternativa, sperimentando e valutando “work in progress” come risolvere gli inevitabili problemi che sorgeranno.

Gli strumenti per farlo sono innumerevoli, bisogna solo iniziare. Al più presto...

27/01/2022

🥤UN MARE DI...PLASTICA 🥤

Uno studio appena pubblicato dell'Environmental investigation agency ci fornisce un po' di numeri utili per comprendere l'entità del danno causato dalla produzione e la dispersione di plastica nell'ambiente:
"Il peso totale stimato di tutti i pesci nell'oceano è attualmente di circa 700 milioni di tonnellate. Entro il 2025, ci saranno circa 250 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Entro il 2040 potrebbero essere quasi 700 milioni di tonnellate, ed entro il 2050 il peso della plastica probabilmente supererà di gran lunga il peso di tutti i pesci in ogni oceano della terra.
La quantità di plastica presente in alcuni ecosistemi è così alta da rivaleggiare con la quantità di materiale organico.
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare la maggior parte dei rifiuti di plastica sono completamente invisibili. Il famigerato Great Pacific Garbage Patch, una massa di 1,6 milioni di km2 di rifiuti di plastica nel nord del Pacifico, non è un'isola di bottiglie o altro materiale di dimensioni visibili, ma è un turbine di frammenti di micro-plastiche.
Circa il 92% di tutta la plastica negli oceani è microplastica (frammenti di dimensioni inferiori a 5 mm) che si sono scomposti da detriti più grandi, si calcola che nelle sole acque superficiali siano presenti circa 51 miliardi di micro-plastiche, di queste una parte finiscono direttamente nei nostri piatti di pesce , dato che si stima che l'85% del pesce che mangiamo sia contaminato.
Per leggere il report completo:
https://eia-international.org/wp-content/uploads/2022-EIA-Report-Connecting-the-Dots-SPREADS.pdf

*Nel grafico in basso i nove confini planetari. Nel 2015, il confine planetario per l'inquinamento chimico è stato modificato introducendo nuove voci, tra cui l'inquinamento causato dalla plastica. Almeno quattro dei confini sono già stati attraversati: cambiamento climatico, perdita della biodiversità, cambiamento del sistema suolo e cicli biogeochimici alterati (fosforo e azoto). Fonte: Lewandowski et al. (2018)

26/01/2022

🔴 LICEI TED: GREENWASHING O PEGGIO? 🔴

👉 Pochi giorni fa son stati inaugurati i nuovi licei TED: il Liceo per la Transizione Ecologica e Digitale. Obiettivi di questo nuovo corso di studi, per ora avviato in forma sperimentale da 28 istituti, ma che punta come sostiene lo stesso ministro bianchi a 1000 istituti dall'anno prossimo, sarebbero quelli di “preparare gli studenti a un nuovo futuro sostenibile e digitale” in collaborazione, manco a dirlo con le imprese.
Queste, come abbiamo scoperto, sono rappresentate da Elis, consorzio che vanta la partecipazione di 100 imprese, per una capitalizzazione di circa 2000 miliardi. La lista di queste? Troviamo nomi quali Leonardo (armamenti), ManPower (schiavismo legalizzato), Eni (...), Snam (Gasdotti, fra l’altro promotore del progetto!!!), Toyota, DHL, Autogrill, Anas e tante altre.
Tutti nomi estremamente legati alla transizione ecologica… in negativo!
Questi personaggi si impegneranno “alla realizzazione dei programmi didattici, aiutando a individuare le competenze richieste dal futuro mercato del lavoro”.
In pratica, come al solito, ci si nasconde dietro la “transizione ecologica” per portare avanti i propri interessi economici, smarcandosi dalle proprie responsabilità ambientali e promulgando una dottrina inquietante: l’approccio tecnico è l’unica soluzione al problema climatico.
Non stupisce, infatti, che “le basi del percorso quadriennale saranno le discipline STEM [Science Tecnology Enginering Mathematics]” e tanti saluti ad un approccio politico e sociale al problema.
È fin troppo evidente come questo percorso ha il solo scopo di formare manodopera specializzata nel digitale (la transizione ecologica è citata sempre di facciata), settore “trainante” che, oltre ad essere causa di una frazione considerevole delle emissioni di CO2, è complice consapevole del livello asfissiante di controllo e repressione in ambito lavorativo e non di questi ultimi tempi.
Il disgusto però arriva verso la fine dell’articolo, quando si enuncia pomposamente che questo progetto è “voluto e sostenuto dai giovani”, citando ad esempio che “Proprio all'istituto di Brindisi […] si è trasferito P. Ruggiero, giovanissimo attivista che sulle tematiche del surriscaldamento ha già scritto un libro”. Della serie, se i vostri idoli ci vanno, andateci anche voi, tanto siete giovani e non capite niente...
Dopotutto questo atteggiamento non stupisce, visto che Elis vanta di aver ben 280 “role model” (personaggi a cui ispirarsi) che utilizzerà durante le attività didattiche: solo a noi questa sembra un’attività invasiva e feroce delle pubblic relation aziendali nell’istituzione pubblica?
Solo a noi sembra surreale che queste società da 2000 miliardi vengano a formare insegnanti e studentesse su “come salvare il pianeta lavorando da noi”?
Solo a noi sembra una violenza inaudita incarcerare i giovani nel mondo del lavoro, costringendoli ad impieghi inquinanti o mal pagati, ricattandoli con il fatto che questo è “un mondo dove si stima che l'80% dei lavori futuri richiederà competenze Stem”?
Ci pare invece molto chiaro come non servano né licei specializzati, né una tecnocrazia illuminata, né percorsi PCTO “green” per dare “consapevolezza ai giovani”.
Chiunque esca da una scuola è già fin troppo consapevole della mancanza di futuro che ha davanti, ce l’ha mostrato palesemente. Quello che manca sono le possibilità di mettersi veramente in gioco per questo mondo, evitando quell’abisso di depressione e apatia in cui ci si getta sempre più spesso per sopravvivere alla “consapevolezza”.
Ma, che lo vogliano o no, queste possibilità ce le riprenderemo...

23/01/2022

🔴EMERGENZA SMOG IN LOMBARDIA🔴

👉 Pm2,5: 10mila i decessi prematuri all’anno in Regione.

Oltre 10mila decessi prematuri legati all’esposizione a Pm2,5 in Lombardia nel 2019. Un conto tragico elaborato da OpenPolis sui dati della European environmental agency, Agenzia europea per l’ambiente secondo cui «l’inquinamento atmosferico è la principale causa di morte e malattia in Europa». Il particolato sottile è un killer subdolo: particelle di diametro inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro, capaci di penetrare in profondità nel sistema respiratorio. Le morti premature in Europa sono state 307 mila nel 2019. In Italia, il record va alla Lombardia, con tre province ai primi posti. Con 127 morti premature ogni 100mila abitanti, Cremona è maglia nera in Italia, 40esima posto in Europa. Seguono Brescia e Mantova con 123 decessi ogni 100mila abitanti. Se si guarda ai numero assoluti, Milano è prima in Lombardia con 3.466 morti.
Non è un caso che il covid-19 è stato più letale in queste zone più che in altri luoghi nella pen*sola, infatti il virus si è diffuso in una popolazione dove le malattie legate al sistema respiratorio sono frequenti a causa del forte smog.
L'inquinamento atmosferico è una piaga in tutta la pianura padana, non possiamo più accettare di vivere in una camera a gas ed esser sempre più esposti a malattie, bisogna agire subito, come si è fatto con l'emergenza pandemica, bisognerebbe adottare misure che puntino alla riduzione del particolato, come ad esempio favorire l'uso dei mezzi pubblici chiedendone la gratuità, moltiplicare le piste ciclabili, bloccare a fasi alterne quei settori dell'industria maggiormente responsabili di emissioni inquinanti

11/12/2021
01/12/2021

❗ HANNO ARRESTATO EMILIO ❗

Ancora una volta si perpetua la barbarie dello Stato Italiano in Val Susa.
Emilio Scalzo viene prelevato da casa sua a Bussoleno per essere arrestato e infine estradato in Francia per essere processato. Il reato? Aver lottato a fianco dellə migranti per la libertà di circolazione oltre ogni confine! SOLIDARIETÀ A EMILIO! LIBERO SUBITO! ANCHE PER LUI L'8 DICEMBRE SAREMO IN VAL SUSA PER LA MARCIA NO TAV!

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