HAYAKU

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Scuola di lingua coreana e giapponese
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20/08/2026

懐かしい è una parola tanto difficile da tradurre quanto impiegata nella vita di tutti i giorni. Si pronuncia quando una canzone, una fotografia, un luogo o persino un profumo fanno riaffiorare un ricordo piacevole.

Sebbene venga spesso tradotta come "nostalgico", questa parola non indica la nostalgia in senso lato, a mo’ di tristezza o rimpianto. Al contrario, esprime quella sensazione calda e affettuosa che accompagna il ricordo di qualcosa di caro.

Dal punto di vista linguistico, il kanji 懐 significa "custodire nel cuore", "portare con sé" o "abbracciare", ma ovviamente va accompagnato all’espressione intera, 懐かしい, che è un aggettivo in -い.

E voi conoscevate quest’espressione?

19/08/2026

🇯🇵 Le iscrizioni per il corso di preparazione al JLPT-N5 proseguono e le classi iniziano a riempirsi.

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18/08/2026

🇯🇵 Le iscrizioni per corsi di lingua giapponese proseguono e le classi iniziano a riempirsi. I corsi sono distribuiti su più livelli, sia per principianti che allievi più esperti.

⛩️ I corsi di gruppo prevedono un minimo di 4 persone e un massimo di 7 in aula, 8 online. Su richiesta, è possibile svolgere anche lezioni individuali esclusivamente in modalità online.

🏫 Hayaku dispone di docenti madrelingua per poter garantire un insegnamento di qualità.

📢 La partenza dei corsi è prevista dalla settimana del 21 settembre 2026.

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Photos from HAYAKU's post 18/08/2026

Se osservaste un dipinto tradizionale coreano, potreste pensare che rappresenti semplicemente una tigre, una peonia o uno scaffale pieno di libri. In realtà, dietro queste immagini si cela un desiderio, un augurio o una credenza popolare.

Questo è il mondo dei minhwa (민화), letteralmente "dipinti del popolo": un'espressione artistica nata tra il XVII e il XIX secolo, durante la dinastia Joseon.

A differenza della pittura di corte, destinata all'aristocrazia, i minhwa erano realizzati da artisti popolari, spesso anonimi. Decoravano le case della gente comune, ma potevano essere commissionati anche da famiglie nobili.

Ogni soggetto aveva un valore simbolico e diventava un augurio di prosperità, salute, longevità o successo.

Tra i più ricorrenti:
• 🌸 peonie (모란도 /mo-ran-do/), simbolo di ricchezza, pace e prestigio;
• 📚 chaekgeori (책거리 /chaek-geo-ri/), nature morte con libri e oggetti da studio, simbolo del sapere e del successo negli esami;
• 🦋 hwajodo (화조도 /hwa-jo-do/), fiori, uccelli e farfalle, associati alla bellezza della natura e all'armonia matrimoniale;
• ☀️ sipjangsaengdo (십장생도 /sip-jang-saeng-do/), i dieci simboli della longevità;
• 🐅 hojakdo (호작도 /ho-jak-do/), con una tigre dall'espressione quasi buffa e una gazza: una scena di buon auspicio in cui la tigre rappresenta l'autorità e la gazza il popolo.

Le radici affondano nelle credenze popolari della Corea. Molti soggetti erano ispirati allo sciamanesimo e accolsero nel tempo anche elementi del Buddhismo e del Taoismo.

Dopo un periodo di grande diffusione, quest'arte conobbe un declino durante l'occupazione giapponese e la guerra di Corea. Dagli anni Settanta, però, il minhwa è stato riscoperto.

I minhwa raccontano i desideri, le paure e le speranze della Corea di un tempo. Un linguaggio simbolico che, ancora oggi, continua a parlare a chi sa osservarlo.

E voi quale di questi simboli vorreste avere in casa?

17/08/2026

🇰🇷 Le iscrizioni per corsi di lingua coreana proseguono e le classi iniziano a riempirsi. I corsi sono distribuiti su più livelli, sia per principianti che allievi più esperti.

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13/08/2026

L’hanja 別 si legge 별 (byeol) e racchiude il significato di “separare”, “distinguere” o “rendere diverso”, ma anche “speciale”, ovvero qualcosa di separato dal resto.
Come abbiamo visto, la sua forma originaria rappresentava l'atto di separare la carne dall'osso; con il passare del tempo, ha assunto un significato più astratto, legato all'idea di distinguere, dividere o prendere direzioni differenti.

Ancora oggi questo carattere è presente in molte parole di uso comune nella lingua coreana. Tra le più frequenti troviamo:
• 별명 (/byeol-myeong/) → soprannome, nickname.
• 성별 (/seong-byeol/) → genere, sesso.
• 개별 (/gae-byeol/) → individuale, separato.
• 특별하다 (/teuk-byeol-ha-da/) → essere speciale.

Pur avendo significati diversi, tutte queste parole condividono l'idea fondamentale espressa dall’hanja 別: distinguere qualcosa da qualcos'altro, renderlo unico o separarlo dal resto.

Conoscere gli hanja non significa solo imparare dei caratteri, ma anche scoprire il filo che collega parole apparentemente molto diverse tra loro. Ed è proprio questo che rende lo studio del vocabolario coreano ancora più affascinante.

Conoscete altre parole che contengono questo hanja? Scrivetecele nei commenti!

Photos from HAYAKU's post 11/08/2026

A circa due ore da Tokyo sorge Nikko, una città che da secoli rappresenta uno dei principali centri spirituali del Giappone.

🏯 Il suo nome significa letteralmente "luce del sole" (dove 日 sta per "sole" e 光 significa "luce") e racchiude un complesso di templi e santuari immersi in una foresta secolare, ai margini del Parco Nazionale di Nikko.

Il luogo più celebre è il complesso di santuari e templi della città, tra cui il Nikko Toushou-gu (日光東照宮), il sontuoso santuario dedicato a Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato Tokugawa. A differenza dell'architettura essenziale tipica di molti santuari giapponesi, Toushou-gu sorprende per le sue ricche decorazioni, le foglie d'oro e gli intagli finemente scolpiti.

All'interno del complesso si trova anche una delle opere più famose dell'arte giapponese: le Tre Scimmie Sagge (Mizaru, Kikazaru e Iwazaru), divenute celebri in tutto il mondo per il messaggio "non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male".
Poco distante sorgono anche il Rinnou-ji, uno dei più importanti templi buddhisti della regione, e il santuario Futarasan, dedicato alle divinità delle montagne circostanti. Insieme ad altre strutture, per un totale di 103, costituiscono il complesso riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1999.

🌱 Eppure, Nikko non è solo spiritualità: il suo parco nazionale custodisce cascate, laghi, sentieri montani e lunghi viali di cedri secolari, rendendola una meta amata in ogni stagione.

Non sorprende quindi che esista un antico proverbio giapponese:
「日光を見ずして結構と言うな」
"Non dire 'splendido' (結構, けっこう /kek-kou/) finché non hai visto Nikko."

Voi inserireste Nikko tra le tappe di un viaggio in Giappone?

06/08/2026

La fretta non sempre porta ai risultati migliori. Quando si desidera raggiungere un obiettivo rapidamente, può essere più saggio scegliere un percorso apparentemente più lungo ma più sicuro.

L’origine del detto risale a un antico consiglio rivolto a chi doveva attraversare il lago Biwa per arrivare a Kyoto: invece di rischiare una traversata diretta in barca – sfidando burrasche e pirati –, spesso era preferibile percorrere la strada che lo costeggiava, più lunga ma meno pericolosa.

Oggi viene usato in moltissimi contesti, dallo studio al lavoro, per ricordare che pazienza, metodo e costanza sono spesso più efficaci delle scorciatoie. In fondo, anche imparare una lingua è un po’ così: non sempre il percorso più veloce è quello che porta più lontano.

Photos from HAYAKU's post 04/08/2026

In alcuni villaggi tradizionali della Corea si potrebbe notare un alto palo di legno sormontato da un uc***lo scolpito: si tratta del sotdae (솟대), antico simbolo della religiosità popolare coreana.

Per secoli il sotdae è stato considerato un guardiano del villaggio: veniva eretto da solo oppure insieme ai jangseung (장승) – pali totemici che illustrano figure umane –, ai piccoli tumuli di pietra (돌탑 /dol-tap/) o ad alberi sacri (신목 /sin-mok/), formando un insieme di elementi destinati a proteggere la comunità e ad attirare prosperità.

Le sue origini non sono ancora del tutto chiare, ma gli studiosi ritengono che risalgano alla nascita delle prime comunità agricole della pen*sola coreana. In una società profondamente legata ai ritmi della natura, il sotdae rappresentava un ponte tra il mondo degli uomini e quello delle divinità, invocando raccolti abbondanti, condizioni climatiche favorevoli e protezione dalle calamità.

Sebbene in alcune regioni fossero raffigurati corvi, gazze, ibis o oche selvatiche, l'animale più comune era l'anatra. La sua scelta non era casuale: vivendo nell'acqua, sulla terra e nell'aria, era considerata una creatura capace di attraversare mondi diversi. Per questo le veniva attribuito il potere di portare la pioggia, proteggere il villaggio da incendi e inondazioni e trasmettere le preghiere degli uomini agli spiriti.
Anche i dettagli del sotdae avevano un significato preciso. Il numero degli uccelli scolpiti e la direzione del loro sguardo cambiavano da villaggio a villaggio: potevano essere orientati verso sud per augurare un clima favorevole all'agricoltura oppure verso l'esterno del villaggio per allontanare gli spiriti maligni.

🦆 Oggi il sotdae continua a essere uno dei simboli più rappresentativi del folklore coreano. Più che un semplice palo di legno, racconta un'antica visione del mondo in cui natura, spiritualità e comunità erano profondamente connesse.
E voi avete mai visto un sotdae?

30/07/2026

Il significato di questo hanja è “legame”, “connessione” o “destino” e rappresenta il filo invisibile che collega persone, luoghi ed eventi, dando un senso agli incontri che avvengono nel corso della vita.

Questo hanja compare in diverse parole ancora molto utilizzate oggi. La più nota è 인연 (因緣, /in-yeon/), che indica un legame significativo o un incontro destinato. Al contrario, 악연 (惡緣 /ag-yeon/) descrive una relazione negativa o un destino sfavorevole.
Nella cultura coreana si dice spesso 인연이 있다 (in-yeon-i it-ta), letteralmente “c’è un legame”, per indicare che due persone erano in qualche modo destinate a incontrarsi.

Più che un semplice concetto linguistico, 연 rappresenta l’idea che alcuni incontri lascino un segno nella nostra vita e che, talvolta, le coincidenze abbiano un significato più profondo di quanto immaginiamo.

🇰🇷 E voi conoscevate questo hanja?

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