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Andare nel bosco senza andare nel bosco…. Attività immersiva per i nostri piccolini che hanno sperimentato lo scricchiol...
09/10/2026

Andare nel bosco senza andare nel bosco….
Attività immersiva per i nostri piccolini che hanno sperimentato lo scricchiolio delle foglie secche sotto manine e piedini, nell’atmosfera magica di un bosco d’autunno🤎🧡

Frutta realistica?? Ma no.. . Impasto di Pasta di sale da manipolare a forma di zucca!!🎃
07/10/2026

Frutta realistica??
Ma no.. . Impasto di Pasta di sale da manipolare a forma di zucca!!🎃

☕🍂 *Il caffè al nido: un’esperienza da annusare, toccare, esplorareA volte basta un piccolo chicco per aprire la porta a...
07/10/2026

☕🍂 *Il caffè al nido: un’esperienza da annusare, toccare, esplorare

A volte basta un piccolo chicco per aprire la porta a un mondo di scoperte…

In un piccolo angolo d’autunno, in cui ogni elemento invitava ad osservare, manipolare, scegliere e creare, i bambini e le bambine hanno dato vita ad una piccola magia sensoriale travasando, mescolando e sperimentando materiali e consistenze differenti, per un’esperienza a dir poco inebriante!🤎

I MOMENTI PIÙ BELLI SANNO DI CASA, DI BISCOTTI E DI NONNI❤️Oggi al nido abbiamo vissuto una mattinata davvero speciale!I...
05/10/2026

I MOMENTI PIÙ BELLI SANNO DI CASA, DI BISCOTTI E DI NONNI❤️

Oggi al nido abbiamo vissuto una mattinata davvero speciale!

I nonni di Luna sono venuti a trovarci ed insieme abbiamo preparato i biscotti.

Per chi non vive nel nostro paese Bruna e Pantaleone sono “ solo” i nonni di Luna, ma per chi è di Miglianico sono una vera e propria istituzione , una vita passata nella loro pasticceria di famiglia a dispensare bontà di ogni tipo.

E dunque oggi erano proprio nel loro, tra farina, burro, zucchero buccia di limone e tanti bimbi intorno .

Oggi nonna Bruna e Nonno Pantaleone sono stati i nonni di tutti portando al nido tanta dolcezza ( e non solo per i biscotti)

TRAVASI CON SORPRESALuci soffuse, candele accese, riso dai colori tenui in diversi contenitori e, qui è la’, nascoste so...
02/10/2026

TRAVASI CON SORPRESA

Luci soffuse, candele accese, riso dai colori tenui in diversi contenitori e, qui è la’, nascoste sotto il riso , le foto di nonni e nonne per emozionarsi e far sorridere il cuore❤️

Nella giornata internazionale del Caffè, oggi non ci siamo fatti mancare un laboratorio dedicato, proponendo a bambine e...
01/10/2026

Nella giornata internazionale del Caffè, oggi non ci siamo fatti mancare un laboratorio dedicato, proponendo a bambine e bambini il caffè nel sue diverse forme tutte da esplorare in un’esplosione sensoriale totalmente inebriante ☕️

🍂 L’autunno si scopre con le mani, con gli occhi e con la meraviglia.🍁  Foglie dai caldi colori, pigne, ghiande, zucche,...
29/09/2026

🍂 L’autunno si scopre con le mani, con gli occhi e con la meraviglia.🍁

Foglie dai caldi colori, pigne, ghiande, zucche, rametti, bacche e piccoli tesori del bosco hanno preso vita tra le mani di bambine e bambini diventando occasioni per osservare, toccare, annusare e conoscere la natura che cambia. 🌰🍂🎃

Abbiamo lasciato che fossero la curiosità e la fantasia a guidare i piccoli esploratori: ogni elemento è diventato una piccola sorpresa, ogni gesto un modo per conoscere il mondo.

E così, tra foglie d’acero , funghi morbidi e pigne da esplorare, l’autunno è entrato finalmente al nido trasformandosi in un’esperienza da vivere con tutti i sensi.❤️

𝓡𝓲𝓽𝓻𝓪𝓽𝓽𝓲Le persone, prima dei ruoliFRANCESCA POLIDORO | Una mano che non lascia indietro nessunoChiedete a Francesca di ...
28/09/2026

𝓡𝓲𝓽𝓻𝓪𝓽𝓽𝓲

Le persone, prima dei ruoli

FRANCESCA POLIDORO | Una mano che non lascia indietro nessuno

Chiedete a Francesca di raccontarvi una collega e probabilmente troverà mille parole.

Chiedetele di raccontare se stessa e… potrebbe aver bisogno di qualche giorno. E, come dice lei, forse anche di qualche anno di terapia per riprendersi. 😅

Perché Francesca è così: molto capace di vedere gli altri e terribilmente esigente quando lo sguardo deve rivolgerlo verso di sé.

Si interroga, si mette in discussione, torna sulle cose. A volte anche troppo.
È profondamente autocritica perché ciò che fa le importa davvero. Non le basta esserci: vuole esserci bene.

Eppure, per raccontarla, forse basterebbe osservare una delle tante fotografie che conserva sul telefono.

Una mano dentro un'altra.

Le colleghe dicono che quello è uno dei suoi gesti più riconoscibili.

Quando un bambino ha bisogno di ritrovare sicurezza, Francesca tende la mano. Non servono necessariamente molte parole. Quella mano rimane lì, disponibile, finché una manina più piccola decide di stringerla.

È un gesto semplice.

Ma, a pensarci bene, racconta quasi tutto di lei.

Perché Francesca è una persona che tende la mano anche agli adulti.

È quella che si accorge se qualcuno è rimasto un po' ai margini e prova a riportarlo dentro. Quella che incoraggia, coinvolge, sostiene. Che quando una collega dubita prova a restituirle fiducia. Che sa dare forza e coraggio e, con la sua energia, riesce spesso a rimettere in moto anche gli altri.

Nel gruppo è un collante.

Non perché abbia bisogno di stare al centro, ma perché ha un talento prezioso: far sentire ciascuno parte di qualcosa.

Onesta, leale, autentica. Francesca ha una gioia che difficilmente riesce a nascondere.

Le passa attraverso il sorriso, certo.

Ma soprattutto attraverso gli occhi.

È una di quelle persone alle quali, quando qualcosa entusiasma davvero, si accende il viso intero. E quell'entusiasmo è contagioso: diventa un'idea da provare, un progetto da costruire, qualcosa da inventare insieme.

Forse è anche per questo che, quando è arrivata al nido, ha avuto una sensazione molto netta:
aveva trovato il suo posto nel mondo.

Per Francesca essere educatrice non è qualcosa che comincia quando entra al nido e finisce quando chiude la porta.

La “maestra” viaggia con lei.

Sale in macchina — e considerando quanto tempo Francesca trascorra in macchina, non è poco! — arriva a casa, coinvolge famiglia e amici, entra nei suoi racconti e nei suoi pensieri.

Perché Francesca non fa semplicemente questo lavoro.

Francesca lo abita.

E lo abita soprattutto nei momenti apparentemente più piccoli.

Ama la nanna, quell'istante preciso in cui gli occhi dei bambini iniziano lentamente a cedere al sonno e loro si affidano completamente alla presenza dell'adulto.

Ama le coccole.

Ama gli arrivi del mattino, quando piccole braccia e piccole mani si aggrappano alle gambe per dire, a modo loro, sei arrivata.

Ama cantare.

Ama persino quando i suoi capelli diventano materiale di esplorazione, pettinature improbabili e gioco.

Perché è lì, nella quotidianità, che Francesca riconosce il cuore del suo mestiere.

E poi c'è un sogno.

Quello di non accompagnare i bambini soltanto per un piccolo tratto, ma di poter camminare con loro più a lungo, attraversando diverse stagioni della loro crescita.

È anche per questo che continua a studiare e a formarsi.

Non vive l'università come un titolo da aggiungere al proprio nome. La vive come una possibilità: sapere di più per poter dare di più.

E forse la parola cammino non arriva per caso.

Nella vita di Francesca ci sono stati viaggi, esperienze, volontariato, strade percorse anche per cercare qualcosa di più profondo.

C'è una fede che custodisce con discrezione e che non sente il bisogno di esibire. La racconta attraverso un'immagine bellissima: chiede a Dio di poter essere un pennello nelle Sue mani, capace di portare un po' di colore nella vita dei bambini che le vengono affidati.

Forse anche da qui nasce quel suo modo di prendersi cura.

Con energia, sì.

Ma anche con una grande delicatezza.

Fuori dal nido, poi, Francesca ha le sue piccole felicità irrinunciabili.

L'autunno, innanzitutto. Quello vero: foglie gialle, rosse e arancioni che scricchiolano sotto i piedi.

Il Natale, che per lei evidentemente dovrebbe iniziare più o meno… il 2 gennaio.

E mentre il mondo rincorre tramonti, lei sceglierebbe una sveglia presto, un viaggio in macchina, un cappuccino e un'alba sul mare.

E forse anche questo dice qualcosa di lei.

Perché l'alba non è qualcosa che finisce.

È qualcosa che comincia.

Proprio come Francesca, che sembra avere continuamente bisogno di un nuovo progetto da immaginare, qualcosa da imparare, qualcuno da incoraggiare, una strada ancora da percorrere.

E nel suo modo di camminare c'è una cosa che resta costante: lo sguardo verso chi ha accanto.

Le colleghe, che considera la sua seconda famiglia.

I bambini, che chiama affettuosamente i suoi cuccioli.

Le persone che ama e che, inevitabilmente, finiscono coinvolte nelle sue mille idee.

Perché forse Francesca non aveva davvero bisogno di trovare tante parole per raccontarsi.

C'era già tutto in quella fotografia.

Una mano grande.
Una mano piccola.
E nessuna intenzione di lasciarla andare finché avrà bisogno di sentirla lì.

È così che Francesca attraversa il suo lavoro e, forse, anche la vita:
tenendo insieme, dando coraggio, facendo spazio.

E ricordando a chi le cammina accanto che, quando una mano trova un'altra mano, nessuno deve fare la strada da solo.

♥️

𝓡𝓲𝓽𝓻𝓪𝓽𝓽𝓲Le persone, prima dei ruoliCARLOTTA CORDARO | Le sfumature che sanno raccontareCarlotta non è una persona che am...
25/09/2026

𝓡𝓲𝓽𝓻𝓪𝓽𝓽𝓲

Le persone, prima dei ruoli

CARLOTTA CORDARO | Le sfumature che sanno raccontare

Carlotta non è una persona che ama mettersi al centro.

Preferisce osservare.

E forse è proprio questa una delle prime cose che raccontano di lei: la capacità di guardare davvero.

Guarda le persone, i gesti, le espressioni. Si accorge di quei piccoli particolari che per qualcuno potrebbero essere insignificanti e che, invece, per lei raccontano moltissimo di chi ha davanti.

Lo fa nella vita e lo fa, soprattutto, con i bambini.

Dice che quando si trova in un luogo e c'è un bambino nei paraggi, il suo sguardo finisce quasi inevitabilmente lì. Non per abitudine professionale, ma per una curiosità autentica: vuole capire cosa sta osservando, cosa sta pensando, che cosa lo incuriosisce, come sta vivendo quel momento.

Ed è forse questa la forma più spontanea della sua vocazione educativa.

Carlotta è molto giovane, eppure in lei colpisce una maturità che sembra appartenere a qualcuno con molta più strada alle spalle.

È una ragazza seria, responsabile, affidabile. Una ragazza perbene, nel significato più semplice e più bello di questa espressione.

Quando prende un impegno, lo prende sul serio.

La laurea, raggiunta appena un anno fa, per lei non è stata soltanto un traguardo. È stata la porta attraverso la quale entrare finalmente nel mondo che aveva scelto.

E da quel momento ha deciso di esserci davvero.

Con onestà, dedizione, organizzazione e quel senso di responsabilità che la porta a voler fare bene le cose, anche quelle che nessuno vede.

Perché per Carlotta la cura abita soprattutto nei piccoli gesti.

Al nido non esistono momenti “minori”.

Cambiare un bambino, sistemargli i vestiti, accompagnarlo nelle routine quotidiane non sono operazioni da svolgere velocemente tra un'attività e l'altra. Sono occasioni di relazione. Sono mani che si prendono cura, occhi che incontrano altri occhi, una presenza che dice al bambino: io sono qui, in questo momento, per te.

Ed è un pensiero che racconta molto del suo modo di essere educatrice.

Poi c'è il tramonto.

Carlotta lo cerca quasi ovunque vada. Si ferma davanti ai suoi colori e alle infinite variazioni con cui il cielo riesce, ogni volta, a raccontare qualcosa di diverso.

E proprio nel tramonto ha trovato un'immagine del suo lavoro.

Perché anche i bambini, per lei, sono fatti di sfumature.

C'è chi arriva come un colore acceso, chi ha bisogno di tempo per mostrarsi, chi è impetuoso, chi delicatissimo, chi osserva prima di avvicinarsi.

Nessuna sfumatura è uguale a un'altra.

Per accorgersene bisogna saper rallentare.

Bisogna avere pazienza, sensibilità ed empatia.

Bisogna guardare senza avere fretta di capire.

E Carlotta questo lo sa fare.

Dietro la sua serietà, poi, c'è una ragazza gentile, simpatica e divertente, capace di donarsi molto alle persone che sceglie di avere accanto.

Perché anche nelle relazioni Carlotta non ama la superficialità.

È selettiva, non concede immediatamente ogni parte di sé. Ma quando sente di potersi fidare, allora c'è davvero: aiuta, sostiene, partecipa, si mette a disposizione.

Per questo il gruppo di lavoro è diventato per lei qualcosa che va oltre il semplice essere colleghe. Aver trovato persone con cui sentirsi libera di essere se stessa è stata una scoperta preziosa, e quella fiducia ricevuta Carlotta la restituisce con la sua presenza.

Nelle sue fotografie ci sono il mare, i viaggi, un traguardo conquistato, le persone con cui condivide le giornate.

Ma c'è soprattutto uno sguardo.

Quello di una giovane donna che sembra avere già compreso una cosa importante: non occorre avere molti anni per avere profondità.

A volte basta scegliere di fare le cose con serietà.

Di esserci con rispetto.

Di osservare prima di parlare.

Di prendersi cura anche quando nessuno sta guardando.

E forse Carlotta assomiglia proprio ai tramonti che ama tanto.

Non perché abbia bisogno di colori accesi per farsi notare, ma perché, quando ci si ferma abbastanza per guardarla davvero, si scoprono molte più sfumature di quelle che si erano viste all'inizio.

❤️

Dalla scoperta dell’uva alla vendemmia 🍇🍇
24/09/2026

Dalla scoperta dell’uva alla vendemmia 🍇🍇

Indirizzo

Via Borgo Forno 6
Miglianico
66010

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 16:30
Martedì 07:30 - 16:30
Mercoledì 07:30 - 16:30
Giovedì 07:30 - 16:30
Venerdì 07:30 - 16:30

Telefono

+393276347123

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