Asilo nido Alberoblu

Asilo nido Alberoblu Alberoblu è il nido ideale dove ogni bambino può giocare, sperimentare, socializzare e crescere con serenità e allegria!

ALBEROBLU è un servizio educativo e sociale per la prima infanzia che concorre con le famiglie alla crescita e formazione di bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni, garantendo il diritto all’ educazione nel rispetto dell’ identità individuale. Il nostro scopo è di favorire, in stretta collaborazione con la famiglia, l’ equilibrato sviluppo del bambino e la sua socializzazione, salvaguarda

ndo i diritti e bisogni dei bambini attraverso un percorso di formazione, informazione e confronto tra educatori e genitori. Al Nido ospitiamo bambini dai 3 mesi ai 3 anni di età, accompagnandoli nel cammino di crescita grazie ad un percorso educativo studiato in base all’età. Il Progetto Educativo è frutto di una attenta ricerca e condivisione tra tutto il gruppo di lavoro, dove le educatrici sono costantemente supervisionate da una coordinatrice, pedagogista e psicologa. L' asilo nido ALBEROBLU si trova nel cuore di Mestre, nella zona pedonale antecedente Piazza Ferretto, fuori dal traffico caotico della città e lontano da fonti di inquinamento. I locali completamente ristrutturati ed attrezzati a misura di bambino, consistono in oltre 150 mq. con giochi ed arredi che, oltre a rendere divertente e piacevole il soggiorno ai bimbi, ne garantiscono anche il massimo della sicurezza. Disponiamo inoltre di uno spazio alberato esterno di altri 150 mq., protetto e attrezzato per le attività all’ aperto.

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28/07/2026

Se non lo avete ancora fatto, seguitemi su Instagram! Troverete contenuti di psicologia,pedagogia ed educazione. Stimoli per riflettere e migliorare la qualità della vita!

17/07/2026

Quando un bambino reagisce con rabbia, il suo comportamento è spesso l'ultima parte della storia.

La prima è l'emozione che sta cercando di esprimere.

Maria Montessori ha costruito il suo approccio educativo partendo da un'idea fondamentale: per aiutare davvero un bambino bisogna prima osservarlo, comprenderlo e rispettare i suoi bisogni di crescita.

Per questo, nei momenti di tensione, le parole di un adulto possono fare una grande differenza.

Invece di rispondere subito con un rimprovero, può essere utile iniziare dicendo:

"Vedo che sei molto arrabbiato. Vuoi raccontarmi cosa è successo?"

Un bambino che si sente ascoltato ha maggiori possibilità di ritrovare la calma e di dare un nome a ciò che prova.

Quando l'emozione inizia a diminuire, si può aggiungere:

"Proviamo a trovare una soluzione insieme."

Così il bambino non si sente etichettato per il suo comportamento, ma coinvolto nella ricerca di un modo migliore per affrontare la situazione.

Infine, anche un gesto semplice può essere d'aiuto:

"Facciamo un respiro profondo insieme."

I bambini imparano soprattutto osservando gli adulti. Se trovano davanti a sé una persona capace di mantenere la calma, hanno maggiori possibilità di sviluppare, con il tempo, lo stesso autocontrollo.

Questo non significa ignorare comportamenti aggressivi o rinunciare a stabilire regole.

Significa insegnare che dietro ogni emozione c'è uno spazio in cui si può imparare, riparare e crescere.

Educare non vuol dire soltanto correggere ciò che è sbagliato.

Vuol dire aiutare un bambino a costruire gli strumenti che un giorno gli permetteranno di gestire da solo le proprie emozioni.

22/05/2026

Alberoblu cerca un’educatrice o assistente all’infanzia! Se interessati scrivete un whatsapp al 3485181820

29/03/2026

Alberoblu cerca un’educatrice o assistente all’infanzia! Se interessati, scrivere un whatsapp al 3485181820

08/10/2025

Nell'oscurità dell'utero, una voce che già conosce.

À la ventesima settimana di gravidanza tutto cambia. L'apparato uditivo del feto si sviluppa abbastanza per sentire il mondo esterno.

Ma non tutti i suoni arrivano uguali attraverso il liquido amniotico. Le frequenze acute si perdono, mentre quelle basse - sotto i 500 hertz - passano nitide come sussurri familiari.

La voce materna diventa così il primo linguaggio che il bambino impara.

Nel 1986 i ricercatori DeCasper e Spence hanno fatto una scoperta straordinaria. I neonati, appena nati, mostravano già una netta preferenza per la voce della propria madre rispetto a qualsiasi altra.

Bastano 48 ore dalla nascita per vedere questa memoria in azione. Il battito cardiaco cambia, i movimenti si calmano, il pianto si placa quando sentono quella voce conosciuta.

Peter Hepper e Patricia K. Kuhl hanno poi approfondito gli studi. Hanno scoperto che i bambini riconoscono anche le filastrocche o le canzoni ascoltate ripetutamente durante la gravidanza.

Un apprendimento che avviene senza coscienza, per semplice esposizione.

Mezzo secolo fa si credeva che la memoria iniziasse con il primo respiro. Oggi sappiamo che i ricordi si formano già nell'oscurità del grembo materno, gettando le fondamenta del legame più antico dell'umanità.

Quella voce che culla prima ancora di vedere la luce diventa l'ancoraggio emotivo per tutta la vita. Il primo filo invisibile che lega madre e figlio, tessuto nota dopo nota nel silenzio dell'attesa.

La scienza ha così confermato quello che le madri hanno sempre saputo nel cuore.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 L'udito fetale si sviluppa alla 20ª settimana di gestazione
👉 Solo le frequenze sotto i 500Hz attraversano il liquido amniotico
👉 I neonati riconoscono la voce materna entro 48 ore dalla nascita
👉 Gli studi di DeCasper e Spence (1986) hanno rivoluzionato la comprensione
👉 Le filastrocche lette in gravidanza vengono memorizzate dal feto

19/09/2025

Stanford scientists have achieved a stunning milestone by reversing autism symptoms in lab models, offering real hope for families worldwide. By repairing faulty brain pathways, researchers restored proper communication between neurons, which led to dramatic improvements in cognition and behavior. This breakthrough challenges the long-held belief that autism is only manageable, not reversible.

Although still experimental, the discovery could pave the way for life-changing therapies if proven safe in humans. Experts believe it may mark the beginning of a new era in autism research, where correcting neural circuits could restore communication and connection. For millions affected by autism, this is one of the most promising scientific advances to date.

08/06/2025

“Un bacio e passa la bua”: ora è scienza!
Quante volte da bambini abbiamo sentito dire: “un bacio e passa la bua”?
Oggi sappiamo che non è solo un modo di dire.

La neuroscienziata Rebecca Saxe, del MIT, ha fatto una scoperta straordinaria: usando la risonanza magnetica funzionale, ha osservato l’attività cerebrale di sua figlia mentre la baciava sulla fronte. Quel gesto semplice attivava le stesse aree del cervello in mamma e bambino, creando un vero “rispecchiamento emotivo”.

Ma non è solo questione di emozioni. Il contatto fisico — baci, carezze, abbracci — aiuta a ridurre lo stress, favorisce la crescita sana e stimola la produzione di endorfine e dopamina, sostanze chimiche che alleviano il dolore e migliorano il benessere.

Quindi, quel bacio che da piccoli ci sembrava una magia, oggi ha una spiegazione scientifica precisa.
È il linguaggio dell’amore che cura davvero meglio di qualunque altra cosa. ❤️

07/05/2025

“Durante la gravidanza, alcune cellule del bambino migrano nel flusso sanguigno della madre e poi ritornano al bambino. Si chiama “microchimerismo materno-fetale”
Per 41 settimane, le cellule si mescolano e circolano avanti e indietro e, dopo la nascita del bambino, molte di queste cellule rimangono nel corpo della mamma, lasciando un impronta permanente nei tessuti, nelle ossa, nel cervello e nella pelle della madre, e spesso rimangono li per decenni.
Ogni altro figlio che una madre avrà in seguito lascerà un impronta simile sul suo corpo.
Anche se una gravidanza non va a termine, o se si ha un ab**to, queste cellule migrano comunque nel flusso sanguigno.
Le ricerche hanno dimostrato che se il cuore di una madre è ferito, le cellule fetali si precipiteranno sul sito della lesione, e si trasformeranno in diversi tipi di cellule specializzate nella riparazione del cuore.
Il bambino aiuta a riparare la madre, mentre la madre costruisce il bambino.
Che meraviglia!

Questo è spesso il motivo per cui alcune malattie svaniscono durante la gravidanza.
E incredibile come il corpo della madre protegga il bambino a tutti i costi, e il bambino protegga e ricostruisca la madre in cambio, in modo da potersi sviluppare in sicurezza e sopravvivere.
Pensiamo per un momento alle voglie della gravidanza. Di cosa aveva bisogno la mamma, che il bambino le facesse desiderare?
Gli studi hanno anche dimostrato la presenza di cellule del feto nel cervello di sua madre 18 anni dopo il parto.
Che meraviglia è?”
Se sei una mamma sai come puoi sentire istintivamente tuo figlio, anche quando non cè.
Bene, ora c’è la prova scientifica che le mamme portano il loro bimbo per anni e anni dopo averlo partorito.
Trovo tutto questo meraviglioso.
Da un articolo di Nargis Kizalbash

17/01/2025

Alberoblu cerca un’educatrice da inserire nell’organico. Inviare il cv con foto a [email protected]

Indirizzo

P. Tta Maestri Del Lavoro 6
Mestre
30173

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 19:30
Martedì 07:30 - 19:30
Mercoledì 07:30 - 19:30
Giovedì 07:30 - 19:30
Venerdì 07:30 - 19:30

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