31/08/2014
L'EDIFICIO DEL LICEO
La sede che il Comune di Venezia aveva inizialmente reperito era inadeguata. Si decise di edificare un nuovo edificio, e a tal fine si scelse un terreno lungo Via Principe di Piemonte, la nuova strada che collegava il nuovo cavalcavia di Mestre al centro cittadino: l’attuale corso del Popolo. La zona era allora quasi completamente libera da edifici, ma erano previsti importanti insediamenti, delineati nel piano regolatore del 1937. La guerra troncò, pochi anni dopo, i progetti per lo sviluppo di Mestre come “Venezia nuova”: il “sestiere” di San Giuliano non fu mai realizzato, e nel dopoguerra l’area fu oggetto di una urbanizzazione intensiva ma disordinata.
La gestazione dell’opera fu complicata: un primo progetto redatto prevedeva sulla facciata un portale ornato del leone marciano, con finestre raggruppate e incorniciate, scandite da paramenti in mattoni, e ali laterali movimentate da quote differenti. Su richiesta del Comune venne approntata una prima modifica, con ingresso a pronao con vetrata. A lavori iniziati (gennaio 1939), le nuove esigenze derivate dall’applicazione della «Carta della Scuola» voluta dal Ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai imposero una trasformazione più radicale. L’impianto già impostato fu ampliato con l’inserimento di un secondo piano, destinato alle classi del liceo. Il progetto definitivo, datato 5 maggio 1939, si ispirava all’architettura di Marcello Piacentini: una lunga facciata con finestre e alto pronao con pilastri, e due piani (di superficie ridotta il secondo), aule speciali, la palestra, un’Aula Magna al primo piano. I lavori furono completati il 10 ottobre 1940. La scuola iniziò a funzionare nella nuova sede il 17 ottobre, e l’edificio venne ufficialmente inaugurato l’8 dicembre, alla presenza del Sottosegretario all’Educazione Nazionale Riccardo Del Giudice. In conformità agli intendimenti dell’epoca, e per conferire adeguata monumentalità, l’edificio ebbe un ornamento artistico. Sulla facciata furono collocati due altorilievi, opera dello scultore veneziano Antonio Voltan (1913-2000). A sinistra dell’ingresso, un rilievo allegorico con Venezia signora del mare, dell’arte, del commercio; a destra un rilievo dedicato all’evoluzione fisica e spirituale della giovinezza. Entrambe le opere, ispirate al gusto di Arturo Martini, recano motti latini.