03/10/2026
IL GRAVE ERRORE SULL’AUTISMO
Il problema di base, anzi il grave errore di base, presente spesso nell’ambito scientifico e quindi anche poi riversato sui genitori e sugli operatori è considerare i bambini affetti da chiusura autistica, come bambini che per cause genetiche od organiche presentano dei deficit cronici e irreversibili da migliorare. Tanto che sono considerati disabili. Cioè persone che, per cause varie o sconosciute, sono carenti di qualche abilità e quindi bisognose di assistenza e cure per tutta la vita. Da questa errata convinzione nascono poi una serie di comportamenti altrettanto errati da parte degli operatori e di conseguenza da parte dei genitori e familiari per fare acquisire loro alcune delle qualità carenti: il linguaggio, dei corretti comportamenti sociali, elementi cognitivi e così via, mediante una serie di interventi terapeutici che non solo non sono efficaci ma sono controproducenti e mantengono nel tempo o aggravano la loro condizione di chiusura.
Per fortuna non è così. Non sono persone disabili ma sono bambini, adolescenti e adulti gravemente sofferenti a causa di fobie, ansie, paure e a volte confusione provocate da una precoce sfiducia, con conseguente chiusura verso gli altri e il mondo fuori di loro, avvenuta in un momento precoce della loro vita.
Pertanto, avrebbero bisogno da parte degli adulti e soprattutto da parte dei genitori di comportamenti idonei a diminuire e se possibile ad eliminare questa loro sfiducia e chiusura.
Certamente gli altri bambini o adulti che li emarginano per le loro stranezze non li aiutano di certo, ma la responsabilità maggiore risiede in noi operatori che consigliamo ai genitori dei comportamenti, come l’inserimento precoce nell’asilo nido o nella scuola materna o l’attuazione di terapie non idonee, anzi odiate da questi bambini, che li stimolano a fare o a non fare determinate azioni e comportamenti, mentre avrebbero bisogno soltanto di creare in un clima di serenità, gioia e allegria, una relazione particolarmente profonda e intensa con i loro genitori utilizzando il Gioco Libero Autogestito.