09/06/2026
Se osserviamo un bambino o una bambina che gioca in un ambiente indoor iper-strutturato, noteremo che spesso l'azione è guidata dall'oggetto stesso: un giocattolo elettronico o una riproduzione in plastica indicano già "come" bisogna giocare. Il bosco, al contrario, offre lo scenario opposto. È il regno del materiale non strutturato: sassi, bastoni di ogni forma, foglie dalle mille venature, pigne, ghiande, cortecce, terra e resti di piccoli insetti.
In questo contesto, avviene una magia pedagogica che poggia su tre pilastri fondamentali:
🔹 L'immaginazione sostituisce la funzione
Un oggetto di plastica industriale ha una funzione rigida, una pi***la giocattolo non può essere nient'altro che una pi***la. Un elemento naturale, invece, è aperto. Un bastone, grazie alla plasticità mentale dell'infanzia, si trasforma istantaneamente in una scopa volante, in un decespugliatore, in un termometro o in un binario. Non è l'oggetto a guidare il gioco, ma è il pensiero del bambino a dare forma all'oggetto.
🔹 L'educazione allo sguardo e al dettaglio
I bambini non scelgono un elemento a caso. Quando raccolgono un sasso o un pezzo di corteccia, lo fanno perché attirati da una caratteristica specifica: il peso, la levigatezza, una venatura insolita. L’uso dei materiali naturali affina l'osservazione dei piccoli particolari e sviluppa una sensibilità sensoriale ed estetica che i materiali sintetici e uniformi non possono offrire.
🔹 La ricchezza cognitiva delle "Loose Parts"
Nel 1971, l'architetto **Simon Nicholson** formulò la *Teoria delle Loose Parts* (parti sciolte), l'architrave scientifica del materiale destrutturato. Nicholson scrisse: "In qualsiasi ambiente, sia il grado di inventiva e creatività, sia la possibilità di scoperta, sono direttamente proporzionali al numero e al tipo di variabili presenti". I materiali del bosco sono le "variabili" perfette: possono essere spostati, combinati, divisi e trasformati all'infinito.
Ricerche più recenti nel campo della pedagogia della natura, come quelle condotte da Fletcher e colleghi (2021), confermano che l'interazione continuativa con i materiali naturali non strutturati non solo potenzia il gioco simbolico, ma stimola nei bambini e nelle bambinedi 3-6 anni superiori capacità di problem solving e cooperazione spontanea: dovendo inventare il gioco da zero, i bambini sono spinti a negoziare continuamente significati e regole con i compagni.
Ai bambini non servono “cose”. Serve uno ambiente ricco di stimoli che lasci lorola libertà di pensare, scoprire e creare. Questa, è la “magia” del bosco.
Qual è il "materiale destrutturato" preferito dai vostri bambini quando siete all'aperto? Raccontatecelo nei commenti! 👇
📚 Bibliografia di riferimento
Fletcher, H. S., & O'Brien, L. (2021). Loose parts and natural materials in the forest school: Impact on children's imaginative play and social interaction. Journal of Adventure Education and Outdoor Learning, 21(3), 245-258.
Nicholson, S. (1971). How NOT to cheat children: The theory of loose parts. Landscape Architecture, 62(1), 30-34.