Antropologia Messina - Labas

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Attività e iniziative del Laboratorio di Antropologia sociale del Dipartimento Cospecs (UniMessina)

22/12/2023

Segnalo l'uscita di due posizioni post-doc a Messina, Dipartimento Cospecs - UNIME, S.S.D. M-DEA/01

Progetto PRIN 2022 "MiDi Work" - Migrant Digital Work/ Il lavoro digitale dei/delle migranti
https://www.unime.it/sites/default/files/2023-12/DD_81-2023_SANO%27_Bando%20assegno%20B%20PRIN_2022_rev_14-12-2023_signed%20%281%29.pdf

Progetto PRIN 2022 PNRR "InMigrHealth: Investigating Migrants’ Occupational Health"
https://www.unime.it/sites/default/files/2023-12/DD_82-2023_SANO%27_Bando%20assegno%20B%20PRIN_2022-PNRR_rev_14-12-2023_signed.pdf

www.unime.it

22/11/2023

‼️ 𝐌𝐢𝐜𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐬𝐩𝐞𝐜𝐬 - 𝟐𝟒 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑 ⤵️

📢 Il 24 novembre i microfoni 𝐃𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐂𝐨𝐬𝐩𝐞𝐜𝐬 rimarranno aperti dalle 18:00 alle 22:00 per fare spazio alle voci 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞.

📌 Nella giornata che precede la manifestazione nazionale contro la 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 organizzata dal movimento "Non Una Di Meno", l'Aula Magna del Dipartimento Cospecs sarà uno degli spazi della città in cui si potrà dire ad alta voce basta alla violenza di genere.

💡 A questa iniziativa collaborano e parteciperanno in presenza: studentesse e studenti, docenti, collettivi, associazioni, cittadine e cittadini.

16/11/2023

Mercoledì 22° novembre 2023, alle ore 15:00, presso i locali di Via Bivona, avrà luogo la presentazione del libro: “Matteo Messina Denaro, latitante di Stato” a cura del giornalista Marco Bova.

L’evento è organizzato dall’Associazione “Decimo Sommerso” e dal Laboratorio di Antropologia Sociale in collaborazione con il Dipartimento COSPECS e coordinato dal Professore Berardino Palumbo dell’Università degli Studi di Messina.

Marco Bova è un giornalista freelance e videomaker, collabora con «Report» (Rai 3). Autore e regista di documentari, ha collaborato con AGI (Agenzia Giornalistica Italia) e pubblicato articoli su numerose testate italiane e internazionali. In questo libro viene evidenziata la figura di Matteo Messina Denaro, latitante dal 1983, ultimo dei boss protagonisti della stagione stragista di Cosa Nostra. Fra i latitanti più pericolosi al mondo e leader indiscusso della mafia trapanese, Matteo Messina Denaro è apparso un fantasma inafferabile. Dopo trent’anni viene finalmente catturato il 16 gennaio del 2023. Sorge un nuovo interrogativo: il boss, gravemente malato, ha raggiunto un qualche tipo di accordo? Marco Bova ripercorre nei dettagli ogni tentativo. E impietosamente mette in evidenza gli errori, le dispute, le interferenze, la mancanza di coordinamento e gli sforzi per affossare chi lavorava con impegno per la cattura. Emerge poi una mafia in evoluzione, una Cosa Nuova: i legami con la massoneria e con i «salotti buoni», le infiltrazioni nel mondo dell’alta finanza, gli interessi internazionali. MMD, erede della mafia rozza e brutale dei corleonesi, è il simbolo di questa mutazione.

Join conversation 26/10/2023

Oggi alle ore 15, nella pagina Teams di cui al link, il Prof. Naor Ben Yehoyada, della Columbia University, terrà una lezione relativa ai recenti eventi in Palestina.

Join conversation

Photos from Antropologia Messina - Labas's post 29/06/2023

La giornata di ieri ci ha regalato ricchissimi spunti di riflessione e intensi momenti di confronto pubblico.
Di mattina, Tony Sorge ha svolto una serrata analisi dell'antropologia canadese, discutendo il complesso rapporto con la potente vicina statunitense e riflettendo su un certo 'blind eye' sui rapporti di classe dentro e fuori l'accademia.
In serata, Barbara Pinelli in dialogo con Giuliana Sanò ci ha condottə in una vibrante riflessione su umanitarismo e controllo, salvezza e abbandono, memoria e silenzio a partire dal suo decennale lavoro sulla memoria della violenza nell'ambito delle migrazioni forzate, coinvolgendo il pubblico in un appassionato dialogo fino alle 21

Photos from Antropologia Messina - Labas's post 28/06/2023

Oggi il Labas propone un'intensa giornata di antropologia a Messina: appuntamento alle 11:00 con il seminario di Tony Sorge "Anthropology in/of Canada: A Brief History and Future Prospects" (Via Bivona, online su Teams: https://tinyurl.com/yzk73yp3) e alle 18:30 da Colapesce per "Tassonomie del corpo e della memoria. Letture femministe dei regimi di frontiera e dell'umanitario dal punto di vista della salvezza" di Barbara Pinelli (diretta sulla nostra pagina Facebook e su Teams al link: https://tinyurl.com/mw4e5xnm). A dopo!

27/06/2023

Domani, mercoledì 28 giugno alle 11:00, Tony Sorge presenta "Anthropology in/of Canada: A Brief History and Future Prospects". Il seminario, in lingua inglese, ripercorre la storia delle discipline antropologiche in Canada. L'incontro, organizzato dal Labas, sarà anche online (link Teams: https://tinyurl.com/yzk73yp3).

24/06/2023

Mercoledì 28 giugno appuntamento alle 18:30 alla Libreria Colapesce per il seminario di Barbara Pinelli "Tassonomie del corpo e della memoria. Letture femministe dei regimi di frontiera e dell'umanitario dal punto di vista della salvezza".
La presentazione verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Antropologia Messina - Labas e su Teams al link: https://tinyurl.com/mw4e5xnm

20/06/2023

Domani mercoledì 21 giugno, alle ore 17:15 Antonio Sorge, antropologo dell'Università di Toronto e Visiting Researcher 2023 all'Università di Messina, presenta "Acquisti immobiliari e la gentrificazione rurale in Sicilia: Il caso di Mussomeli". Il seminario, organizzato dal Labas, si terrà in Aula Riunioni, al terzo piano del Dipartimento COSPECS in Via Bivona e potrà essere seguito anche su Teams al collegamento https://tinyurl.com/39fbhd7n.

20/06/2023

Un grande ringraziamento ai nuovi follower! Siamo felici di condividere con voi notizie sulle attività del LabAS di Messina!

Abenezer Etsedingl, Giacomo Pozzi, Sara Sapuppo

15/06/2023

Il MAECI ha finanziato la Missione Etnologica Italiana in Ghana e la Missione Etnologica Italiana in Tigray-Etiopia, precedentemente basate alla Sapienza di Roma e ora a Messina. Un impulso per le ricerche extraeuropee a Messina.

03/06/2023

Martedì 6 giugno alle ore 16:00 nell'Aula Riunioni Cospecs al terzo piano di Via Bivona Bernardi, il Labas vi invita tuttǝ al seminario dell'antropologa Elena Sischarenco dal titolo "La realtà ha sempre più fantasia: imprese italiane dinamiche". L'evento potrà essere seguito anche su piattaforma Teams al collegamento https://tinyurl.com/3y3nsrj4
Elena Sischarenco, attualmente Visiting Researcher presso l'Università di Messina e il Labas, è ricercatrice Post-doc all'Università di Friburgo nel progetto PRIMA "Urban BricolageMining, Designing and Constructing with Reused Building Materials". Il suo lavoro di ricerca si svolge con aziende del Nord Italia.

02/06/2023

Giovedì 8 giugno, presso l’Aula Magna del Dipartimento COSPECS, dalle 9.30 alle 18.30 il Labas terrà una giornata di studi dal titolo "Migrazioni, rituali, scambi. Le recenti ricerche della Missione Etnologica Italiana in Ghana". Nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori dettagli sul programma dei lavori, a cura di Pino Schirripa.
L'evento potrà essere seguito anche su piattaforma Teams al collegamento https://tinyurl.com/3effkcar.

01/06/2023

Ieri sera, nell’ambito del PRIN “rituali e migrazioni nel Sud Italia” si è svolto l’incontro di restituzione della ricerca di Giovanni Cordova (UniCT) alla comunità singalese riunita nella Chiesa di Sant’Elia. Partendo dal lavoro etnografico di Giovanni, dall’introduzione di Mara Benadusi e dagli spunti di Monsignor Di Pietro, i relatori hanno intavolato un confronto interessantissimo sul ruolo pubblico dell’antropologia e sul grande problema di come comprendere il mistero della religione da una prospettiva scientifica.
La discussione, moderata da Santino Tornesi, è avvenuta davanti a un pubblico numeroso, composto in buona parte dai giovanissimi parrocchiani di padre Phillip Pereira. È stato un bel momento di dialogo

24/05/2023

Amsterdam

Dear fellow applied anthropologists 🙂 as part of the AnthroArt project we have opened the call for our Amsterdam live bootcamp of applied anthropology. Are you interested in social inclusion and/or experimenting with fast ethnography and design? Are you curious about how anthropology and art might work together? Are you based in or willing to travel to Amsterdam? Join us in this bootcamp on how to increase inclusion in one of the best community spaces in Amsterdam Oost (De Meevaart). Participation is free (as the costs of the bootcamp are covered by our AnthroArt EU project) and application is based on a motivation letter. More info in the attached poster. Corina & Rosalie

23/05/2023

DIARI DI ETNOGRAFIA SPERIMENTALE

Tindari, Domenica 14 maggio 2023.
In occasione della Festa della mamma, le comunità cattoliche singalesi della Sicilia orientale celebrano la loro festa annuale alla Madonna di Tindari (alla quale partecipano numerosi buddhisti).
Il fotogramma ritrae la riproduzione dell’icona della Madonna Nera che i singalesi portano in processione fino al santuario e che dopo la funzione viene posta nel nartece affinché i fedeli possano omaggiarla con i gesti della propria devozione individuale.
L’esplorazione etnografica della prima festa singalese della Madonna del Tindari dopo la fine delle restrizioni pandemiche rientra nelle attività del PRIN-RIMIGRA e ha visto la collaborazione delle unità di Catania (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) Messina (Cospecs - Labas) e Palermo (Dipartimento di Culture e Società). L’esplorazione della ritualità cattolica singalese rientra nel progetto di ricerca di Giovanni Cordova, assegnista di ricerca UniCT, incentrato sulla comunità singalese di Messina. Eugenio Giorgianni (assegnista di ricerca UniME - Labas e autore dell’immagine) ha svolto la documentazione audiovisuale dell’evento rituale.

22/05/2023



Aderisce anche la quarta associazione di Antropologia!

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐞𝐭𝐧𝐢𝐚 𝐦𝐚 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐚
Dichiarazione delle associazioni SIAA - Società Italiana di Antropologia Applicata, ANPIA - Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia, SIAC - Società Italiana di Antropologia Culturale, Simbdea

La Società Italiana di Antropologia Applicata (SIAA), la Società di Antropologia Culturale (SIAC), l’Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia (ANPIA) e la Società Italiana per la Museografia e i Beni Denoetnoantropologici (SIMBDEA) esprimono grande preoccupazione per l’uso sempre più frequente nel linguaggio pubblico di termini e concetti come etnia, identità e persino cultura, con significati semplificati e distorti, riconducibili alla costellazione di idee collegate al concetto di razza. Così facendo, si rinforzano i fraintendimenti che hanno così drammaticamente marchiato la storia della prima metà del Novecento, rinvigorendo i processi di razzializzazione e discriminazione che caratterizzano la nostra contemporaneità.

Nel 2018 le associazioni e le società scientifiche italiane delle antropologhe e degli antropologi avevano già condannato il riemergere esplicito e progressivo del razzismo nella politica italiana (Razza e dintorni: la voce unita degli antropologi italiani). Oggi altre/i colleghe/i hanno tempestivamente decostruito, dal punto di vista storiografico e critico, alcune grossolane ancorché minacciose trivialità che stanno circolando nel discorso politico e pubblico, come “sostituzione etnica” o “etnia italiana” (vd. Aime https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/maime/, Rivera https://comune-info.net/il-grande-imbroglio-della-sostituzione-etnica/, Vereni https://kamicose.it/sostituzione-etnica-la-colpa-non-e-solo-del-ministro-lollobrigida-ma-dellantropologia-culturale/).

Qui sentiamo l’urgenza di denunciare di nuovo e collettivamente la strumentalizzazione di pseudo-concetti identitari, come quello di etnia, che inquinano quotidianamente lo spazio pubblico e mettono a rischio i princìpi stessi su cui si fonda la democrazia.

Nonostante sia universalmente dimostrato che la nozione di razza non abbia alcuna fondatezza scientifica, a livello pubblico e politico sembra si faccia fatica ad accettare l’uguaglianza dei gruppi umani, con un richiamo – oggi al di là di ogni limite – a presunte “ereditarietà” di caratteri culturali, etnici e identitari. Si manifesta, infatti, con sempre maggiore frequenza la tendenza a considerare cultura, etnia e identità come categorie dotate di un’essenza immutabile, rigida e statica, e a gerarchizzare tali differenze. Questa non è una bonaria forma di ignoranza, ma un “nuovo” razzismo che fomenta fondamentalismi, esclusioni, discriminazioni.

Ribadiamo con urgenza e fermezza che per l’antropologia scientifica, etnia corrisponde solo a un costrutto astratto di origine coloniale che, di volta in volta e a seconda dei contesti storici, viene utilizzato per definire differenze tra un “noi” e un “loro” e stabilire correlativamente gerarchie sociali, economiche, di accesso ai diritti. Ogni affermazione di un’identità etnica presuppone la manipolazione del passato, cioè un processo di invenzione o identificazione arbitraria di un confine simbolico - spesso concepito e presentato come invalicabile - fra i gruppi socio-culturali. Che poi si faccia in questi giorni riferimento ad una “etnia italiana” ci dovrebbe far pensare al passato (ma anche al presente), agli italiani altrove, che proprio perché considerati “etnia” sono stati discriminati ed emarginati. Non dimentichiamo, inoltre, che la manipolazione dell’identità etnica o nazionale ha generato e continua a provocare aberranti e sanguinose operazioni di pulizia etnica. È, infatti, importante riconoscere che dietro l’uso cosmetico di termini apparentemente neutri come quelli di identità e cultura può celarsi uno slancio propagandistico i cui esiti possono portare alla rinascita di sentimenti nazionalistici che in Europa sono già tornati a manifestarsi.

L’antropologia culturale ha messo a disposizione una moltitudine di studi che dimostrano il valore etico e scientifico del riconoscimento delle pluralità umane in continua evoluzione e trasformazione.

Non c’è nulla di statico nelle culture o nelle identità, così come nei gruppi “etnici”, e tantomeno in un paese come l’Italia, da sempre crocevia di culture e gruppi diversi. Proprio questa diversità consente ai cittadini di sviluppare la capacità di conoscere, adattarsi e immaginare il proprio futuro. Al contrario, una politica che ritenga la nazione come una entità etnicamente pura, omogenea e incontaminata non ha alcun futuro, se non quello di perpetuare le disuguaglianze e le rendite di posizione.

Da qualche anno è in atto una pericolosa involuzione storica: è urgente mobilitarsi per denunciare di volta in volta l’abuso pseudo-scientifico e astorico di concetti complessi e stratificati, finalizzato alla ri-attualizzazione di elementi ideologici di chiara radice razzista e nazi-fascista. Occorre smaschere le ri-significazioni strumentali di parole solo apparentemente neutre e presidiare i princìpi di uguaglianza, inclusione, pluralità sanciti dallo Stato di diritto, dalla democrazia e dalla Costituzione, questa sì, italiana.

Photos from Antropologia Messina - Labas's post 21/05/2023

Siamo felici di annunciare uno degli esiti pubblici del nostro PRIN “Eco-frizioni dell’Antropocene” in collaborazione tra le unità di ricerca delle Università di Messina e di Catania. L’International Month of Photojournalism di Padova ospiterà “Nerosogno” di Chiara Scardozzi, una ricerca visuale che esplora fotograficamente l’oscura eredità dell’industrializzazione petrolchimica nella Sicilia sud-orientale. La mostra sarà ospitata presso la Libreria Pangea (Via San Martino e Solferino 106, PADOVA). Sabato 10 giugno, alle ore 15.30, l’autrice Chiara Scardozzi sarà presente per una visita guidata con il pubblico.

Eco-Frizioni dell'Antropocene

https://www.impfestival.com/en/nerosogno-chiara-scardozzi-3/

https://www.ecofrizioni.it/

https://cospecs.unime.it/it/servizi/laboratori/laboratorio-di-antropologia-sociale-labas

20/05/2023

Luca Ciabarri e Giuliana Sanò discutono delle intersezioni spaziali e temporali della mobilità protratta, dei tempi di attesa del sistema di protezione, delle rappresentazioni e degli stereotipi prodotti dal circuito dell'accoglienza rispetto alla provenienza dei richiedenti asilo. Video estratto dalla discussione dopo il seminario "Il lungo approdo" di mercoledì 10 maggio al Labas

18/05/2023

Dopo il seminario "Il lungo approdo" di mercoledì 10 maggio al Labas, il relatore Luca Ciabarri discute insieme a Pino Schirripa, Elena Sischarenco e Francesco Zanotelli sulla desiderabilità di mobilità e permanenza dal punto di vista dei richiedenti asilo, sulla produzione istituzionale della mobilità, sulla relazione tra visibilità e controllo nei flussi migratori.

16/05/2023

Per chi non fosse stato presente al seminario "Il lungo approdo" di mercoledì scorso al Labas, abbiamo registrato alcuni momenti del dibattito seguito all'intervento di Luca Ciabarri.
Iniziamo con il dialogo tra il relatore e Berardino Palumbo sull'opportunità di radicalizzare il concetto di mobilità protratta ('protracted displacement') e adottare il paradigma di 'permanent displacement' nell'analisi dei fenomeni migratori e del sistema di accoglienza europeo.
Seguiranno altri video nei prossimi giorni.

12/05/2023

Per comprendere le migrazioni contemporanee, acquista una crescente efficacia il concetto di 'protracted displacement' (mobilità protratta). Ce ne parla Luca Ciabarri a margine del seminario "Il lungo approdo" tenutosi mercoledì scorso al Labas.

06/05/2023

Ci vediamo mercoledì 10, in presenza o online

L’intervento discute i risultati di un laboratorio di ricerca che ha combinato indagine etnografica, auto-narrazione ed elaborazione audio-visiva, svolto nel corso dell’estate del 2019 all’interno di un centro di accoglienza di Milano e che ha coinvolto un gruppo di giovani rifugiati di origine somala. Sulla base dei loro itinerari di richiesta d’asilo nello spazio europeo, si presenta un’analisi delle condizioni sociali dell’asilo nella congiuntura della “crisi migratoria” degli anni 2014-18, mettendone in luce uno degli aspetti centrali: il nesso, persistente e strutturale, tra asilo, mobilità e precarietà. Il contributo mostra, da un lato, la profondità storica di tali dinamiche e dall’altro, agganciandosi ad una discussione emersa negli ultimi anni, esamina il tema dello sfollamento protratto (protracted displacement) riferito non più solo alla condizione dei rifugiati nelle aree extra-europee, ma alla loro condizione in Italia e più in generale in Europa. Interrogare queste forme di mobilità protratta dei richiedenti asilo sul suolo europeo significa dunque indagare, in controluce, le varie dimensioni della precarietà e dei processi di abbandono istituzionale che hanno caratterizzato le procedure d’asilo ed il governo della mobilità forzata negli ultimi anni, nonché i mondi sociali che si si sono aperti ai rifugiati stessi nei loro percorsi di reinsediamento

03/05/2023
Panel 14 • SIAC Società italiana di antropologia culturale 03/05/2023

Il prossimo convegno di antropologia culturale in Italia si terrà a Roma dal 21 al 23 Settembre 2023 e sarà dedicato al ritorno del sociale.
Pino Schirripa e Francesco Zanotelli del LabAS organizzano il panel 14 dedicato a God(s) and Wealth. Materiality of religion, immateriality of economy .
Per presentare una proposta segui le istruzioni al link sotto e fallo entro il 7 Maggio! Ti aspettiamo.

Panel 14 • SIAC Società italiana di antropologia culturale God(s) and Wealth. Materiality of religion, immateriality of economy Panel 14 / Quarto Convegno Nazionale SIAC “Il ritorno del sociale”, Sapienza Università di Roma, 21-22-23 settembre 2023 Proponenti: Pino Schirripa (Università di Messina), Francesco Zanotelli (Università di Messina) Abstrac...

24/04/2023

Mercoledì 3 maggio alle 18.30 la prof.ssa Daniela Melfa e il prof Pino Schirripa dialogheranno con Giovanni Cordova, autore del volume: Karim e gli altri. La gioventù tunisina dopo la Primavera (Rosenberg&Sellier, 2022)
L'iniziativa si svolgerà presso la libreria Colapesce - libri, gusti, idee di Messina e in diretta fb su questa pagina. Non mancate!


04/04/2023

Sabato scorso a Messina si è tenuta una mobilitazione per il riconoscimento dei diritti dei/delle figli/e delle famiglie omogenitoriali.

Nei giorni scorsi la Società Italiana di Antropologia Culturale ha rilasciato una dichiarazione (potete leggerla al primo commento) con l'obiettivo di liberare il dibattito sulla filiazione dai riduzionismi e dalle polarizzazione ideologiche.

Il contributo dell'Antropologia al dibattito sui diritti dei/delle figli/e delle famiglie omogenitoriali ha acceso i riflettori sulla complessità dei temi chiamati in causa dal governo.

A Messina è stato invitato a parlarne il prof. Berardino Palumbo (in foto)

27/03/2023

Domani, martedi 28 Marzo, H14-17, seminario di Eugenio Giorgianni, antropologo audiovisuale e assegnista di ricerca UniME. La telecamera può servire per sperimentare nuove forme di etnografia quando documenta le pratiche rituali dei migranti? Che emozioni produce l'uso del cellulare nell'interazione e nello spazio della ricerca? Giorgianni dialogherà con studenti magistrali del corso di Antropologia & Media, nell'ambito delle attività del Antropologia Messina - Labas e del PRIN-RIMIGRA https://archivio.unime.it/it/dipartimenti/cospecs/ricerca/ambiti-e-progetti

Il seminario si svolgerà al Cospecs - UNIME Aula 203, via Concezione 6, Messina

25/03/2023

𝐀 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢/𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢/𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐨𝐦𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢
Dichiarazione della Società Italiana di Antropologia

La bocciatura, da parte della Commissione Politiche Europee del Senato, della proposta di creazione di un certificato europeo di filiazione, teso ad ammettere diritti paritetici per i figli/e di coppie omogenitoriali, ha aperto un acceso dibattito politico su una questione definita “antropologica”. L’attuale Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità ha insistito sul «modello antropologico e giuridico della filiazione. Siamo nati tutti dal grembo di una madre: quella (intendendo la madre “biologica”) non è più una madre? È un contenitore che va escluso dal modello che stiamo costruendo?» (In Mezz’ora, Rai3, 19/3/2023).

Come Società italiana di antropologia culturale (SIAC) proponiamo una prospettiva diversa sulla filiazione per liberare il dibattito pubblico da riduzionismi, anacronistiche schematizzazioni e implicite polarizzazioni ideologiche. Attraverso ricerche svolte in gruppi umani e studi di carattere storico ed etnografico su ogni società, compresa la nostra, l’antropologia culturale ha mostrato l’estrema variabilità e diversità dei modi in cui sono stati istituzionalizzati, regolati e resi significativi i meccanismi riproduttivi, le forme di organizzazione della sfera domestica, i rapporti di discendenza e parentela, i legami matrimoniali. Osservando inoltre le trasformazioni dei modi di fare famiglia, di costruire le filiazioni e di vivere la genitorialità nelle società contemporanee, si colgono processi ed esperienze che hanno contribuito alla moltiplicazione delle forme familiari, alla pluralizzazione dei legami e delle soggettività parentali.

Ad uno sguardo antropologico appare chiaro che far nascere non trasforma i soggetti in genitori e al contempo non basta nascere per diventare figli/e. Il legame di filiazione deriva infatti dal riconoscimento legale e sociale del/della bambino/a appartenente a un determinato gruppo sociale, quali che siano i genitori biologici. Ciò significa che sempre più spesso, anche nel senso comune occidentale, il padre sociale, che garantisce al figlio/a una collocazione e uno status legittimi, non è sempre colui che lo ha generato intrattenendo un legame biologico con il nuovo nato/a; la madre a sua volta non sempre si ritiene che abbia un legame di “sangue” con il/la figlio/a, anche se lo ha partorito. Famiglie e parentele manifestano apertamente il progressivo allontanamento dal modello nucleare coniugale – non “naturale” - basato sulla coppia eterosessuale, sposata, monogamica e con figli/e.

Per di più, le innovazioni tecnologico-scientifiche hanno spinto definitivamente la filiazione oltre il legame biologico costringendoci a rivedere il rapporto, per noi storicamente ovvio, tra dimensione “naturale” e costruzione culturale dei fatti biologici nei processi procreativi; e invitandoci a guardare con sensibilità antropologica e interesse ai modi in cui altri mondi culturali hanno immaginato le possibilità di costruire forme di reciproca compartecipazione tra esseri viventi.

Eppure le istituzioni e chi le rappresenta stentano a prendere atto dei cambiamenti continuando a sostenere un’idea anacronistica e univoca di famiglia.

Fra le nuove forme del fare famiglia, quelle omogenitoriali interpretano in modo più visibile queste trasformazioni. Il Certificato Europeo di Filiazione rappresenta il tentativo di uniformare le procedure di riconoscimento dei/delle figli/e e mira a conservare i diritti familiari in tutti i Paesi dell’Unione, ben oltre l’ambito delle filiazioni omogenitoriali in quanto comprende relazioni di genitorialità, ad esempio l’adozione da parte di persone singles, vietate in Italia. A fronte di dinamiche sociali e politiche sempre più evidenti e pressanti, la non ratifica del Certificato implica la volontà di negare di fatto riconoscimenti giuridici ai soggetti coinvolti nelle trasformazioni in atto e tradisce la difficoltà a separarsi da modelli culturali non più rappresentativi della realtà storico-sociale.

I/le figli/e delle coppie omogenitoriali sono di fronte alla legge italiana figli/e di un solo genitore, quello biologico, salvo riconoscimento da parte dei giudici, che resta pur sempre un procedimento discrezionale con una procedura tutt’altro che semplice e immediata. Possono trascorrere diversi anni perché il genitore sociale sia riconosciuto come idoneo e legittimo, nel frattempo la famiglia rimane in un limbo dove i minori non hanno pienamente gli stessi diritti civili e sociali degli altri bambini/e.

Chi ha studiato e/o frequentato le famiglie omogenitoriali tende a trarne una visione lontana da quella che anima le retoriche, le decisioni, le azioni, le omissioni e i ritardi delle istituzioni. Omissioni attuali, ma anche di un recente passato, quando sono stati neutralizzati in via compromissoria gli effetti attesi dalla legge Cirinnà del 2016, che ha istituito le unioni civili con lo stralcio, e non è un caso, del diritto di genitorialità per il genitore sociale (Stepchild adoption).

A fronte di un simile scenario, constatando che il riconoscimento di diritti ad alcuni nulla toglie a chi già questi diritti li ha, la SIAC sente l’urgenza di portare un contributo al dibattito pubblico auspicando un superamento degli steccati ideologici entro i quali è attualmente confinato il confronto.

Leggi qui la dichiarazione completa: https://www.siacantropologia.it/prodotti/a-proposito-del-riconoscimento-dei-diritti-dei-delle-figli-e-e-delle-famiglie-omogenitoriali/

Per approfondire:
Goody, J. La famiglia nella storia europea, Roma-Bari, Laterza, 2000.
Remotti, F. Contro Natura. Una Lettera al papa, Roma-Bari, Laterza, 2008.
Strathern, M. Reproducing the future. Anthropologue, kinship and the new reproductive techniques, Routledge, 1992.

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14/03/2023

Il 16 Marzo Francesco Bachis a Messina (e online) su Islam e spazio pubblico, con Francesco Zanotelli e Giuliana Sanò . Non mancate!

14/03/2023

Martedì 14 alle 17:00, secondo incontro de “I seminari di Cartografare 2023”, dedicato a "GIS e sistemi applicativi", con i nostri Andrea Nucita, che introdurrà allo strumento, e Massimo Mucciardi che mostrerà i risultati di una analisi sull'insediamento abitativo degli stranieri a Messina. Come sempre i seminari sono rivolti a studenti, ricercatori e operatori sociali. IN PRESENZA in VIA CONCEZIONE per chi è a Messina, per chi è altrove al seguente link: shorturl.at/dtuHO

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Video (vedi tutte)

Luca Ciabarri e Giuliana Sanò discutono delle intersezioni spaziali e temporali della mobilità protratta, dei tempi di a...
Desiderabilità e produzione della mobilità. Luca Ciabarri, Pino Schirripa, Elena Sischarenco e Francesco Zanotelli
Protracted/permanent displacement. Luca Ciabarri e Berardino Palumbo
Per comprendere le migrazioni contemporanee, acquista una crescente efficacia il concetto di 'protracted displacement' (...

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Messina
98122
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