roberto_dadorante

roberto_dadorante Non sono virale. Sono fastidiosamente vero.

15 Paesi hanno avuto il coraggio di avvertire Israele: «Qualunque attacco alla flottilla per Gaza avrà conseguenze».E l’...
16/09/2025

15 Paesi hanno avuto il coraggio di avvertire Israele: «Qualunque attacco alla flottilla per Gaza avrà conseguenze».
E l’Italia?
Assente. Silente. Complice.

Il nostro governo ha scelto ancora una volta di non stare dalla parte del diritto internazionale, della giustizia e della vita umana. Ha scelto di non firmare, di non disturbare l’alleato, di girarsi dall’altra parte.

Chi non difende i civili, difende i carnefici.

Per me le barche sono tutte bellissime.Alcune di più…
11/09/2025

Per me le barche sono tutte bellissime.
Alcune di più…

03/09/2025

Un bambino ferito cammina a piedi nudi, stringendo accanto a sé la sacca delle urine come fosse un fardello troppo grande per la sua età. Il padre lo solleva, lo incoraggia passo dopo passo, mentre insieme cercano un rifugio, un posto in cui la speranza di una cura resista ancora tra gli ospedali stracolmi e senza respiro di Gaza.

03/09/2025

Ha vissuto da servo e se n’è andato da simbolo, nel peggiore dei sensi. Emilio Fede non ha mai nascosto da che parte stava, e proprio per questo è stato utile a un sistema malato, non meno di chi oggi ne perpetua la retorica fingendo imparzialità. Non lo rimpiango, ma nemmeno lo esalto: è stato il riflesso fedele di un’epoca che ha preferito l’obbedienza al pensiero critico. La sua eredità? Ce l’abbiamo ogni sera in TV, purtroppo.










Giancarlo Giannini: 'Una st*****ta".Pupi Avati: "Inutile".Paolo Virzì: "Scadente'.Riccardo Scamarcio: "Poco interessante...
01/09/2025

Giancarlo Giannini: 'Una st*****ta".
Pupi Avati: "Inutile".
Paolo Virzì: "Scadente'.
Riccardo Scamarcio: "Poco interessante".

Quattro volti noti del cinema italiano che, davanti a un appello per Gaza alla Biennale, trovano solo il tempo di insultare o deridere.

Non una parola sui bambini massacrati, sugli ospedali rasi al suolo, sulla carestia usata come arma. No, loro si indignano… per un foglio di carta.

Così funziona l’"impegno civile" di un certo cinema italiano: salotti, red carpet e battute sprezzanti, mentre fuori scorrono le immagini di un genocidio.

Il vero 'inutile" non è un appello, ma l’indifferenza di chi ha voce e sceglie di non usarla.
Il vero “scadente” è un cinema che applaude se stesso e zittisce chi prova a gridare.
La vera "st*****ta" è voltarsi dall’altra parte.

La più grande flottiglia per Gaza solca il mare: un grido di libertà che nessun blocco potrà fermare. ✊🇵🇸
30/08/2025

La più grande flottiglia per Gaza solca il mare: un grido di libertà che nessun blocco potrà fermare. ✊🇵🇸

Un altro medico assassinato a Gaza.L’occupazione ha colpito ancora:è stato ucciso il Dott. Fathi Abdul Karim Al-Ruqab, p...
30/08/2025

Un altro medico assassinato a Gaza.

L’occupazione ha colpito ancora:
è stato ucciso il Dott. Fathi Abdul Karim Al-Ruqab, pediatra e primario del Complesso Medico Nasser.

Non è più un “errore”, ma una strategia sistematica: eliminare chi cura, chi salva, chi resiste con la scienza e con la vita.

Non servono forni crematori: questa è un’altra “soluzione finale”, fatta di esecuzioni dirette e mirate.
Un crimine che pesa non solo sul presente, ma sul futuro di un intero popolo.

27/08/2025

PROTESTARE PER GLI OSTAGGI, IGNORARE I MORTI: IL PARADOSSO MORALE DI TEL AVIV

350.000 in piazza a Tel Aviv. Ma non per Gaza, non per fermare i bombardamenti, non per dire “basta occupazione”. Solo per dire: “riportate a casa i nostri”.

Ecco il paradosso: non una protesta contro la guerra, ma contro l’inefficacia della guerra. Non “smettetela di uccidere”, ma “uccidete meglio”.

Netanyahu che brinda coi coloni mentre gli ospedali saltano in aria non è follia: è il sistema nella sua forma più razionale. Gaza non è più un nemico: è un lotto edilizio. La guerra è urbanistica militare, l’artiglieria il bulldozer con cui si disegna la nuova mappa.

E la retorica della "simmetria" - due parti in conflitto, entrambi colpevoli - è la bugia che ci fa accettare l’asimmetria totale: uno incatenato, l’altro armato.

Il vero cinismo non è di chi bombarda, ma di chi protesta senza cambiare nulla. Chiedersi "quando finirà la guerra?" è già sbagliato: la guerra è finita da un pezzo. Ciò che resta è la demolizione amministrativa di un popolo, trasformata in governance, in burocrazia.

La domanda vera è: su quali rovine stiamo costruendo il nuovo mondo?

Lo hanno fatto davvero.Hanno sgomberato il Leoncavallo.Non un covo, non una minaccia.Ma uno spazio vivo che da decenni d...
22/08/2025

Lo hanno fatto davvero.
Hanno sgomberato il Leoncavallo.
Non un covo, non una minaccia.
Ma uno spazio vivo che da decenni dava casa a chi casa non ce l’ha.
A chi ha un’idea, un sogno, un bisogno.
A chi lotta, crea, pensa.
A chi non si rassegna.

Lo hanno fatto di nascosto, ad agosto, come i vigliacchi.
Con i blindati, i manganelli, la solita sceneggiata repressiva da stato di polizia.

Ma non hanno sgomberato solo un edificio.
Hanno colpito un pezzo di storia, di cultura, di identità collettiva.
Hanno detto: l’alternativa ci fa paura.
Il pensiero critico va schiacciato.
La solidarietà va dispersa.

E mentre si accanisce contro chi costruisce dal basso, si tollera chi fa apologia di fascismo, chi semina odio, chi specula sul disagio.

Non è solo una vergogna.
È un attacco politico.
È il segno di un Paese che ha perso la bussola e la memoria.

Ma le idee non si sgomberano.
E chiudere spazi come il Leoncavallo non vi renderà più forti, solo più piccoli.





TRUMP GRADISCE. E IL MONDO TACE.C'è un momento preciso in cui capisci che la politica internazionale è diventata uno spe...
19/08/2025

TRUMP GRADISCE. E IL MONDO TACE.

C'è un momento preciso in cui capisci che la politica internazionale è diventata uno spettacolo.
Quel momento è quando Zelensky, vestito di tutto punto, porge a Trump una lettera per Melania e tutti ridono. Applausi, battute, foto. Il mondo in fiamme, ma il mood è giusto.

Non è diplomazia. È coreografia.

Zelensky recita bene. Ha imparato il copione. Non si parla di pace, si lavora sulla simpatia.
Trump gradisce. E se Trump gradisce, il circo può andare avanti.

Nessuno chiede conto della guerra. Nessuno parla di strategie, di mediazione.
Tutti girano intorno a un uomo che cambia idea come cambia canale.

Trump non governa: detta umori.
Putin non partecipa: osserva.
L’Europa non decide: obbedisce.

E mentre i leader si sforzano di entrare nella foto, c’è chi muore fuori campo.

Perché la vera tragedia è proprio lì: in quello che non si dice, non si mostra, non conviene inquadrare.

Come Gaza.
Dove i bambini non vestono Armani.
Non scrivono lettere per le first lady.
Non rientrano nella narrazione.



18/08/2025

Qualche anno fa, durante un viaggio di istruzione ad Auschwitz-Birkenau, una guida a cui ponevo domande incredulo mi rispose: “Signore, tutti sapevano…”.
Quelle parole mi gelarono. Provai orrore, ma anche un assurdo sollievo: io non c’ero, non potevo portare addosso la colpa di aver saputo e di aver taciuto.

Oggi invece non posso più rifugiarmi in quell’alibi.
Oggi ci siamo, sappiamo, vediamo.
Eppure continuiamo a vivere, a lavorare, a ridere, come se nulla stesse accadendo.

Ed è questo che mi lacera: la consapevolezza che il nostro silenzio ci rende complici.
E che un domani nessuno, nessuno potrà dire: “Non sapevamo”.

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72023

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