31/05/2021
Oggi è la Giornata Internazionale delle Fasce Bianche e insieme al Coworking della Memoria ricordiamo quanto successo in Bosnia Erzegovina tra il 1992 e il 1995. Non solo, cercheremo di fare un momento di riflessione sulla situazione attuale e sulle discriminazioni che sono in corso ora.
Oggi, presso il Coworking della Memoria a Merano, in collaborazione con gli studenti dell’ Aula studio Meran/o Lernbereich, verranno proposti dei momenti di ricordo e riflessione su quanto successo in Bosnia-Erzegovina all’inizio della guerra.
Un genocidio annunciato. Uno Slow Motion Genocide, quello avvenuto in Bosnia-Erzegovina tra il 1992 e il 1995. Iniziato con la programmazione delle pulizie etniche e culminato con il genocidio di Srebrenica.
La Giornata Internazionale delle Fasce Bianche è un’iniziativa in ricordo dei cittadini non-serbi che nel 1992 furono obbligati dalle autoproclamate autorità serbe di Prijedor a portare una fascia bianca al braccio per essere riconoscibili e a mettere al balcone delle case un lenzuolo, per segnalare chi le abitava. Poi, furono portati al massacro. Secondo le stime, le vittime delle pulizie etniche in quella zona furono circa 53.000. Quelli uccisi furono 3.176 tra cui 102 bambini. L’iniziativa nasce da un gesto che da Prijedor, nella parte serba della Bosnia-Erzegovina, negli anni ha conquistato l’Europa. Fu solo un ragazzo a iniziare la protesta, davanti al Municipio, solo, in silenzio. Rimase lì, urlando il suo “non ci sto”. Si mise lì davanti, senza nessuno accanto, per dire che la falsa pace della Bosnia-Erzegovina non gli andava bene. Il suo essere solo diventò gruppo e poi folla, negli anni successivi. E la folla invase le città d’Europa, ogni 31 maggio. E’ diventata la Giornata Internazionale delle Fasce Bianche.
Gruppo Bosnia Mori Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa