02/09/2026
Quando una persona fondamentale per la tua vita se ne va, ti accorgi che il modo migliore per ricordarla è proteggere la verità di ciò che ti ha lasciato. Questo post nasce da qui: dal bisogno di fare chiarezza, di ricordare da dove siamo partiti e di riprendere un cammino.
Avevo quindici anni, una cassetta riversata a nastro che girava a palla nello stereo e parole che arrivavano dritte a riempire i miei vuoti di adolescente. Da lì non ho più smesso. Ho imparato a cantare e a respirare con quelle canzoni, ho bussato con incoscienza e tremore alla sua porta a Pavana, sono salito su un palco nel suo paese per restituirgli, davanti ai suoi occhi, quello che mi aveva donato. Per più di vent’anni, con tutti voi che ci avete seguito di piazza in piazza e di locale in locale, non abbiamo fatto semplici spettacoli: abbiamo condiviso una vera e propria appartenenza.
Mi commuove ripensare a quando creai la prima cover band dedicata a lui in Italia. Ho ancora stampata negli occhi l'espressione di Francesco quando glielo comunicai e le sue parole: «Ah... quanti siete nel gruppo?... che repertorio fate?... e gli arrangiamenti?... mi piacerebbe venirvi a sentire...». Come un apostolo che diffonde le parole del Messia, lottavo con gestori di locali e impresari pur di proporre il suo repertorio. Ricordo ancora le litigate con chi mi rispondeva sarcastico: «Ma chi, quello col fiasco?! Mamma mia... che pesantezza!» oppure con chi si tirava indietro dicendo: «No, per ca**tà... noi non siamo mica comunisti!».
Qualcuno, quando a un certo punto ho fermato LaLocomotiva, mi ha accusato di aver "tradito" o abbandonato quella storia. Ma non c'era alcun tradimento. C’era solo la necessità viscerale di fare un passo indietro per provare a staccarmi dall'ombra di un gigante, per capire se fossi in grado di scavare dentro le mie storie e trovare la mia voce da autore. Un percorso che porto avanti con orgoglio e che devo, in fondo, proprio a quello che lui mi ha insegnato.
Oggi che il Maestrone se n’è andato, lasciandoci tutti un po’ più soli di fronte al tempo che corre, in tantissimi mi avete scritto. Mi avete chiesto di tornare.
E ho capito che farlo non è una contraddizione, ma un dovere morale. Non lo faccio per cogliere un'occasione, ma per una forma di rispetto e d'amore. Per restituire ciò che ho ricevuto, con la cura e l'onestà di sempre, cercando di proteggere quello che io ho sempre ritenuto il vero patrimonio delle sue parole e della sua musica.
Torno sul palco per lui, per voi e per tutto ciò che ho ricevuto da Francesco Guccini nella mia vita personale ed artistica. A brevissimo pubblicheremo la data ufficiale del ritorno de LaLocomotiva.
Marco