Perché un’Accademia della Pace
Come associazioni e cittadini che operano nel territorio della Provincia di Massa Carrara negli ambiti della solidarietà, della formazione e dell’impegno sociale e politico, coerentemente con il ruolo finora svolto, riteniamo necessario far sì che la riflessione sulla pace assuma un aspetto fondamentale e fondante, sia nell’elaborazione di un percorso educativo, si
a nella formulazione di un impegno politico e sociale, sia nella testimonianza quotidiana del proprio cammino di fede: crediamo infatti che la PACE è POSSIBILE. Crediamo fortemente necessario assumere il significato di Pace nella sua essenza più profonda e più ampia, incarnandolo completamente all’interno degli impegni di solidarietà, di giustizia, di democrazia, di sviluppo sostenibile. Per noi, persone che vogliono proporre l’esperienza dell’Accademia, la Pace non è concepita come “assenza di conflitti”, ma come, invece, assunzione e gestione dei conflitti, a tutti i livelli, da quelli interpersonali e interindividuali a quelli tra Stati e nel rapporto uomo – natura – società, con metodi nonviolenti, in un processo nel quale il conflitto, non sia elemento di distruzione, come invece è concepito nella cultura dominante, bensì elemento di sviluppo, di rafforzamento delle relazioni, di costruzione di nuova e più autentica solidarietà… in un processo quindi completamente nonviolento. Vogliamo proporre a tutti di porre la pace a fondamento di un impegno per costruire una nuova società, nuove relazioni umane, nuova integrazione e apertura ad una dimensione planetaria di ogni nostro gesto: la pace è il primo e più grande bene comune universale. In tale direzione pensiamo sia assolutamente rilevante e fondamentale rafforzare i momenti di formazione e di elaborazione, per costruire una progettualità della pace e della nonviolenza, radicata nelle contraddizioni del sistema sociale ed incarnata nei conflitti che uno sviluppo basato sulla disuguaglianza e sull’oppressione di pochi su molti ha determinato, nella consapevolezza che solo processi nonviolenti possano portare ad uno sviluppo equo e solidale; per costruire una cultura della pace e della nonviolenza profondamente ancorata alla vita reale delle persone e degli stati, e non basata sulla logica dell’emergenza del momento; in un processo formativo e di vita che veda mettere al centro l’abitudine a cogliere e rispettare i diversi punti di vista, le differenti angolature e prospettive, diffidando delle facili strade delle verità precostituite ed assolute, recuperando, anche nei rapporti interpersonali, la curiosità, il desiderio di “contaminazione”, il dubbio interiore che spinge a guardarsi dentro e ad osservare, profondamente, gli altri, le alterità più vicine (gli affetti) e quelle più lontane. Dinanzi, infatti, ad un pensiero unico, che viene amplificato dai mezzi di informazione, riteniamo che affrontare i nodi e le contraddizioni, partendo da una cultura della pace, significhi, in primo luogo, rieducarci ad un senso critico, che sta diventando sempre più debole, misurandoci sui temi della giustizia internazionale, di uno sviluppo equilibrato e sostenibile, della distribuzione e dell’uso delle risorse, degli stili di vita ad esso connessi, della democrazia e del rispetto dei diritti dell’uomo, dell'abitudine a camminare insieme ad una pluralità di culture che hanno la stessa dignità…
Fare una scelta di Pace richiede quindi tempi lunghi, pazienza, impegno, sforzo personale, ma anche, e soprattutto, la consapevolezza di costruire stili di vita e rapporti tra le persone e gli stati profondamente alternativi, comporta stili di vita, scelte radicali nei modelli di convivenza sociale, di sviluppo economico, di relazioni internazionali, e capacità di mettere in campo idee, valori e progetti alternativi, in grado di dare risposte concrete ai conflitti e alle disuguaglianze. Per tutto questo riteniamo che sia assolutamente necessario investire risorse umane e di tempo in un’azione di formazione permanente, il cui obiettivo è quello di favorire l’acquisizione del proprio essere cittadino attivo e protagonista, pacifico e pacificatore. L’Accademia che immaginiamo vuole diventare uno di questi luoghi di formazione, assumendo semplicemente un ruolo di servizio. Ma affinché si tratti di formazione vera, non può essere semplicemente uno spazio teorico o intellettuale, ma il suo percorso didattico deve incarnarsi completamente nel territorio provinciale e nelle contraddizioni del nostro sistema. Dall’adesione all’Accademia, riteniamo che debba derivare per ciascun partecipante, sia esso singolo o associazione, l’impegno a far vivere, nella propria vita individuale ed associativa, le metodologie e gli stili dell’Accademia della Pace. Gli obiettivi dell’Accademia della Pace
Riteniamo che l’obiettivo principale sia quello di essere uno strumento a servizio di percorsi formativi finalizzati alla crescita di cittadini protagonisti, capaci di favorire la risoluzione di conflitti con strumenti nonviolenti. Siamo consapevoli dell’importanza che le persone facciano della partecipazione, della riflessione e dell’auto-formazione gli elementi fondanti del proprio protagonismo sociale. In tal senso L’Accademia che vogliamo costruire può diventare il luogo di elaborazione di metodologie formative finalizzate alla pace e di sperimentazione di azioni nonviolente. In tale ottica vogliamo sperimentare anche forme di protagonismo sociale, quali la gestione partecipativa del bilancio e il metodo di decisione del consenso. L’Accademia si svilupperà quindi come luogo nel quale il tema della pace e della nonviolenza, coniugati insieme alla giustizia – solidarietà - sviluppo equo sostenibile, sarà elaborato in maniera permanente e nel tempo. Crediamo anche che l'Accademia possa essere uno stimolo perché le diverse associazioni aderenti confrontino, scambino e progettino iniziative plurilaterali e comuni legate alla costruzione di un mondo di pace. Gli strumenti dell’Accademia della Pace
L’Accademia proporrà a cittadini, associazioni una serie di percorsi formativi sulle tematiche della pace, della nonviolenza, della risoluzione dei conflitti con metodi nonviolenti, articolati a vari livelli secondo i destinatari. I percorsi formativi avranno la caratteristica di essere radicati nel territorio e finalizzati ad un utilizzo concreto delle tematiche nonviolente. Lo strumento principale sarà quello del dialogo tra persone, in cui la capacità di ascolto e accoglienza deve essere esaltata, in un processo in cui ciascuno di noi è al tempo stesso maestro e discente, persona portatrice di valori ed esperienze.