02/03/2018
Abbiamo ritenuto necessario rispondere alla lettera della ragazza, figlia di un poliziotto, che ha tanto fatto rumore in questo periodo, al fine di difendere la professoressa attaccata in primis e chiunque si opponga al sistema vigente. Sotto alleghiamo la lettera stessa della ragazza.
Cara figlia di un appartenente alla forze dell'ordine, ti parla un collettivo politico antifascista e anticapitalista formato da studenti, probabilmente ragazzi come te. Vedi, ogni volta che ti preoccupi per tuo padre, quando esce di casa dopo essersi allacciato gli anfibi e aver impugnato il manganello, per ogni volta che preghi perché riesca ad affrontare anche oggi il nemico in battaglia e ritornare incolume dai suoi cari, in Nigeria, Senegal, Egitto, Tunisia, Libia un altro essere umano con una famiglia alle spalle decide di lasciarla e rischiare seriamente la vita: la fuga è legata a condizioni disumane dovute dall'essere nato in un paese per anni colonizzato dalle maggiori potenze europee, costrette a ritirarsi non molto tempo fa, ma la cui ombra permane e condiziona pesantemente la politica e il sociale. Permangono persino le milizie col pretesto di compiere missioni umanitarie – ah, come è nobile questo spirito da crocerossine, così umano, così profondo! - Se ci pensi bene, quell'uomo sarà costretto ad affidarsi alla clandestinità, a un barcone e a centri di detenzione estremamente servili, in quanto la sua terra è controllata da mafie e da un governo mafioso che le appoggia, poiché conveniente agli affari di terzi, ovvero gruppi privati che comprano quelle stesse persone come schiavi. Forse tu non sai cosa vuol dire. Il tuo governo e l'Europa tutta appoggia queste organizzazioni e ci prende molto spesso accordi. Tuo padre, in quanto servitore dello Stato (n.b. “dello Stato” non dei cittadini) e suo soldato, ha deciso di sua spontanea volontà di difendere l'attuale situazione sopra descritta e i promotori di trattative, speculazioni e ideali sempre più consumistici, come il culto della proprietà e fascisti, come l'odio razziale e l'esaltazione della famiglia cattolica tradizionale. Forse tu non sai che la professoressa che tu accusi di insensibilità vive anch'essa di turni, imprevisti, ma soprattutto di precariato, frustrazione e repressione, a causa di leggi che ne limitano la libertà di sciopero e di insegnamento, costretta a vivere costantemente sotto ricatto. Forse tu non sai delle volte che medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari non tornano a casa per cena, perché costretti a fare turni estenuanti da soli, a causa dei tagli alla sanità pubblica in corso da decenni e sempre più numerosi; non hai mai notato coloro che sono costretti a lavorare durante le feste e le notti perché qualcuno ha deciso che dobbiamo spendere più denaro affinché lui ne ricavi il maggior profitto possibile. Compra di più! Anche questo, anche quello! Restiamo aperti tutto l'anno per te! Cara ragazza, hai mai provato ad accarezzare la tuta da lavoro di un operaio morto in fabbrica, perché garantire lui un lavoro sicuro costava caro e il denaro serviva al suo padrone per investire e guadagnare? Forse dimentichi, son sicura, è stata una svista, che le madri, le fidanzate e le mogli prima di essere tali sono donne lavoratrici, sfruttate anch'esse . Anche noi crediamo sia fondamentale il rispetto della vita di tutti e delle loro libertà; chi legittima il sistema di sfruttamento descritto, difendendolo da coloro che ne sentono maggiormente gli abusi e da chi decide di criticarlo e non obbedirgli (in fondo sono persone anche loro!), fa esattamente il contrario: per questo la divisa di tuo padre non merita rispetto. Così, cara ragazza, ora vai, scendi per strada e guarda bene le persone che ti passano a fianco. Chi di loro si merita una manganellata, una condanna, una pena? Chi è vittima, chi carnefice? Pensa solo cosa si può provare nel vivere sotto sfruttamento e non avere la possibilità di ribellarsi. Ma in fondo lo sai pure tu. Guarda bene nel tuo profondo. Hai vissuto o vivi tuttora una scuola che non ti appartiene, in cui non hai diritto a prendere nessuna decisione, pur essendone la più profonda frequentatrice; in cui la tua istruzione non ha nessun valore e non deve essere finanziata: dopo tutto a che ti serve studiare, a che ti serve pensare se devi solo seguire le regole che ti impongono? Non hai bisogno di farlo, pensano loro per te! Scelgono loro! Cara ragazza, la ribellione è necessaria, la lotta consapevole è un mezzo importantissimo che noi tutti abbiamo per contestare, affermare le nostre idee e creare un mondo diverso. Chi lo impedisce è complice. ACAB.
È diventata virale la lettera della figlia di un Carabiniere scritta all'insegnante di Torino che ha augurato la morte alle Forze dell'Ordine