Shin Shin Toitsu Aikido

Shin Shin Toitsu  Aikido SHIN SHIN TOITSU AIKIDO
Marostica
Approfondimenti. Tutti i sabato pomeriggio dalle ore 15:30 alle ore 17:30 per livelli da 2° Kyu a 5° Dan. Gradita conferma.

Centro Akos, Via Papa Giovanni Paolo II, 15, 36063 Marostica
info: 3500305974 SHIN SHIN TOITSU AIKIDO
MAROSTICA
ANNO DI PRATICA 2024 - 2025

Pre-Adolescenti orario 17:00/18:00
Adolescenti orario da definire
Adulti orario da definire
ISCRIZIONE CORSI ENTRO IL 30 SETTEMBRE
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Contatto::
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rsi:
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Sintesi Didattica:
Shin Shin Toitsu Do

Pratica della coordinazione mente/corpo. Pratica della meditazione. Pratica della respirazione. Pratica AIKITAISO (ginnastica della salute).
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Sintesi Didattica:
Shin Shin Toitsu AIKIDO

Pratica e studio tecniche di AIKIDO. Pratica armi bianche:
Bastone corto. Bokken (spada di legno.) Aggiornamenti e stage. Percorsi multidisciplinari.
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Presso:
Centro Akos, Via Papa Giovanni Paolo II, 15, 36063 Marostica VI

Salve a tutti. A titolo informativo si vuole comunicare che dopo 4 settimane sono rientrato a casa, l'intervento è andat...
16/08/2026

Salve a tutti.
A titolo informativo si vuole comunicare che dopo 4 settimane sono rientrato a casa, l'intervento è andato bene e ora piano piano si recupera.
Non si nascondono momenti difficili, ma come dice il saggio, tutto è bene quel che finisce bene.
Buon inizio di nuovo anno di pratica a tutti.

I miei due amici silenziosi del Reparto di Cardiochirurgia di Vicenza.

Ci sono momenti nella vita dove tutto cambia in un'attimo e quello che puoi fare è accettare, metabolizzare e armonizzar...
25/07/2026

Ci sono momenti nella vita dove tutto cambia in un'attimo e quello che puoi fare è accettare, metabolizzare e armonizzare.
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Un pò come facciamo in Aikido, con la sola differenza che in Dojo ci troviamo immersi sul piano surreale.
Ed è questo lo stato in cui la nostra mente vive l'esperienza con Aikido, che ci rafforza interiormente per meglio affrontare, superare e trasformare le situazioni che la vita reale ci dona.
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Da questo momento il mio lavoro non è solo quello di superare il momento, bensì di trasformare la mia immaginazione di Aikido in qualcosa di nuovo.
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Ci rivediamo su questi schermi o in qualche Dojo a fine 2027.

Buon Keiko a tutti!

12/07/2026
Con Palazzin Simone - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
11/07/2026

Con Palazzin Simone - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉

Lettera aperta, un pò amara.....61 anni dei quali 50 passati in tatami.Molti hanno compreso il ki Aikido della prima par...
07/07/2026

Lettera aperta, un pò amara.
....61 anni dei quali 50 passati in tatami.
Molti hanno compreso il ki Aikido della prima parte ( circa 25anni) del Doshu Kenjiro Yoshigasaki, anche attraverso la mia innata capacità di fare da Uke.
Perché, chi non lo sapesse i grandi Sensei hanno sempre avuto bisogno di esprimere ed esprimersi con ottimi Uke.
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Decine e decine di Seminari, centinaia e centinaia di lezioni a cadere, praticare etc.
Due p***e ( scherzosamente) di meditazione, armonia, rilassamento, unificazione, relazioni e chi più ne ha più ne metta...
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Poi nel mezzo del cammino, a qualcuno balena l'idea e propone se sia il caso di guardare un pò fuori (in Giappone) e magari fare un seminario con qualche altro Sensei.
Fino a qui nulla di male ci mancherebbe, ma forse qualcuno non ricorda bene quale fosse il livello in quel momento di Doshu Kenjiro Yishigasaki, semplicemente stratosferico!
Bene, a questa richiesta già assurda a solo pensarla, il sottoscritto si oppose fermamente e il progetto non fu mai realizzato.
Sottolineo e senza paura di essere smentito, in quel periodo chi veramente riusciva a stare dietro al Doshu, si contavano non più di una mano.
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A distanza di molti anni e fino al momento della prematura dipartita di Doshu Kenjiro Yoshigasaki, credo che la mia opposizione a quel progetto sia stata una benedizione per tutti quelli che lo hanno poi incontrato e conosciuto.
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Chiudo dicendo, che nonostante tutti gli insegnamenti del Doshu, una volta che ci ha lasciati, la cosa migliore che sono riusciti a fare è quella di accaparrarsi ognuno un posto nell'Olimpo!
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Il sottoscritto che cosa ha ricevuto come riconoscimento ne più ne meno di tutti gli altri? Praticamente fatto fuori nel vero senso della parola...
Solo qualche dato....
Praticanti con 20/25 anni di pratica in meno, tutti 5°Dan.
Praticanti dai 5/10 anni in meno di pratica quasi tutti 6°Dan.
Praticanti e compagni di pratica, inteso come inizio corso, tutti tra 6° e 7° Dan.

Ricordo che tra il mio 4° e 5° Dan sono ad oggi passati 9 anni.
Come Sensei, non sono molto conosciuto all'estero, per varie ragioni, ma in Italia sì, parlo dell'ambiente Ki Aikido ovviamente.
Però cosa strana per la nomina di passaggio a 5° Dan, sono stato presentato da un collega Sensei estero, di cui non ho ancora avuto il piacere di conoscere personalmente in tatami.
Nessun Shihan Italiano a avuto la cortezza di propormi.
A voi lascio ultimo pensiero.
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Questa è la mia assurda storia, un ragazzo poco più di 11enne che si innamora di questa fantastica disciplina dopo una lezione con il compianto Sensei Savegnago, dove a 16 anni si trova a fare da Uke a Sensei Filippini per quasi un intero stage al Dam di Valdagno, dove poco tempo dopo conosce Sensei Kobayashi e riceve una dedica personale, oltre ad avergli fatto una tecnica in suwari waza.
Che si trova a 19 anni a fare da Uke a Sensei Tohei nel suo ultimo tour in Europa, con il quale condivide giorno e mese di nascita (coincidenza?). Che prosegue il cammino con la fortuna di essere scelto, come pochi altri a fare da Uke a Doshu Yoshigasaki per almeno 25 anni, a tutti i seminari che a partecipato.
Questa è storia e nessuno può contraddire.
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Ho aspettato silenziosamente e rispettosamente il mio momento, vissuto esternamente ma potentemente interiormente, ma per ragioni a me oscure, quel momento non è mai arrivato.
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Mi si dice:
Caro Beppe, non so come lavori, non mi hai mai chiamato a fare uno stage etc. etc. etc.

Quando si rubano i sogni a qualcuno non è una bella cosa, mai, specialmente nel nostro ambiente, non è una bella cosa.

Conclusione

Non si pensi neanche lontanamente che tutto si concentri sul grado, no è solo e semplicemente una questione di rispetto e libertà.

Un ringraziamento è doveroso però, a colei che più di tutti mi ha insegnato.

Buon keiko a tutti!

L'HAKAMA non fà il Sensei.Se si raggiunge il livello e inizi ad indossare l'hakama in Dojo, devi essere consapevole del ...
19/06/2026

L'HAKAMA non fà il Sensei.

Se si raggiunge il livello e inizi ad indossare l'hakama in Dojo, devi essere consapevole del suo valore, verso te stesso ma soprattutto per chi è ancora un passo indietro.

La devi indossare con rispetto verso la disciplina che pratichi e che ti stà forgiando affinché l'ego che ancora alberga nel tuo animo, finisca di esistere.

Solo seguendo questo intento l'AIKIDO si mostrerà per quello che è veramente e allora ogni sacrificio non sarà stato vano, anzi, ringrazierai per essere diventato un tassello manifesto di questa meravigliosa Arte.

G.G.

Guardo spesso altri Sensei che postano video con tanto di contenuto scritto tipo, la centratura, il rilassamento, l'unif...
06/06/2026

Guardo spesso altri Sensei che postano video con tanto di contenuto scritto tipo, la centratura, il rilassamento, l'unificazione bla bla bla....
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Poi guardo il video e immancabilmente scopro che le parole non seguono l'azione e la dimostrazione è decisamente opposta .
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Mi incazzavo anche tempo fà e commentavo pure, ma adesso semplicemente mi tolgo da certe amicizie.

Ma andate a cagher!

...poi parlami ancora di relazioni, armonia etc etc etc...( solo chi sa a cosa mi riferisco può capire).https://www.face...
01/06/2026

...poi parlami ancora di relazioni, armonia etc etc etc...
( solo chi sa a cosa mi riferisco può capire).

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Quando un bambino sta per morire, la maggior parte delle persone si volta dall’altra parte. Mohamed Bzeek, invece, si avvicina. Si siede accanto al letto, stringe il piccolo tra le braccia e resta lì, fino all’ultimo respiro.

Tutto comincia a Los Angeles, negli anni Novanta. Mohamed e sua moglie Dawn scelgono di diventare genitori affidatari. All’inizio accolgono bambini abbandonati, maltrattati, soli. Poi arriva una telefonata che cambia tutto: c’è un neonato in fin di vita, nessuno vuole prendersene cura. È un caso disperato. Mohamed e Dawn non esitano: accettano.

Da quel momento, la loro casa diventa rifugio per bambini gravemente malati, spesso con pochissime speranze di vita. Piccoli che la burocrazia aveva ridotto a numeri, ma che tra le loro braccia tornano a essere figli, amati anche solo per poco.

Quando Dawn muore nel 2015, tutti pensano che Mohamed si fermerà. Troppo dolore, troppa solitudine. Ma lui continua, da solo, in una piccola casa di Azusa. Un letto medico sempre pronto, una luce soffusa che resta accesa tutta la notte.

“Non puoi cambiare il destino,” dice Mohamed. “Ma puoi cambiare come un bambino vive il suo destino.”

Negli anni, Mohamed accoglie decine di bambini terminali. Alcuni non parlano, altri non vedono, molti respirano solo grazie alle macchine. Tutti segnati dalla malattia e dall’abbandono. E lui fa la cosa più semplice e più grande: li tiene in braccio, li canta, li accarezza, li chiama “figlio” e “figlia”.

Non cerca di salvarli, ma di non lasciarli morire soli.

Quando Leila, la bambina che aveva accudito per sette anni, muore tra le sue braccia, Mohamed resta al suo fianco per ore. “Non si abbandona un figlio,” dice.

La contea di Los Angeles lo riconosce come uno dei pochissimi affidatari disposti a prendersi cura dei casi più disperati. Medici, assistenti sociali e infermieri lo chiamano “l’uomo che ama i bambini che nessuno vuole”.

In un mondo che misura il valore con il successo, la forza, il potere, Mohamed insegna un’altra verità: il valore di una vita si vede da come accompagniamo chi non ha nulla da offrirci, nemmeno il domani.

La sua casa non è un ospizio, ma un santuario di umanità. Un luogo dove i bambini più fragili vengono trattati come ciò che sono: preziosi, unici, degni di essere amati fino all’ultimo istante.

Quando gli chiedono come faccia a sopportare tanto dolore, lui risponde sempre: “Non è dolore se è amore.”

La storia di Mohamed Bzeek non si racconta per commuovere, ma per ricordarci cosa può diventare un essere umano quando sceglie di appartenere agli altri.

Forse non possiamo cambiare il destino di tutti, ma possiamo cambiare il modo in cui qualcuno lo attraversa. E a volte, questo basta per rendere il mondo un posto più umano.

Indirizzo

Via Indirizzo: Centro Akos, Via Papa Giovanni Paolo II, 15
Marostica
36063

Orario di apertura

17:00 - 22:00

Telefono

+393500305974

Sito Web

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