07/07/2026
Lettera aperta, un pò amara.
....61 anni dei quali 50 passati in tatami.
Molti hanno compreso il ki Aikido della prima parte ( circa 25anni) del Doshu Kenjiro Yoshigasaki, anche attraverso la mia innata capacità di fare da Uke.
Perché, chi non lo sapesse i grandi Sensei hanno sempre avuto bisogno di esprimere ed esprimersi con ottimi Uke.
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Decine e decine di Seminari, centinaia e centinaia di lezioni a cadere, praticare etc.
Due p***e ( scherzosamente) di meditazione, armonia, rilassamento, unificazione, relazioni e chi più ne ha più ne metta...
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Poi nel mezzo del cammino, a qualcuno balena l'idea e propone se sia il caso di guardare un pò fuori (in Giappone) e magari fare un seminario con qualche altro Sensei.
Fino a qui nulla di male ci mancherebbe, ma forse qualcuno non ricorda bene quale fosse il livello in quel momento di Doshu Kenjiro Yishigasaki, semplicemente stratosferico!
Bene, a questa richiesta già assurda a solo pensarla, il sottoscritto si oppose fermamente e il progetto non fu mai realizzato.
Sottolineo e senza paura di essere smentito, in quel periodo chi veramente riusciva a stare dietro al Doshu, si contavano non più di una mano.
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A distanza di molti anni e fino al momento della prematura dipartita di Doshu Kenjiro Yoshigasaki, credo che la mia opposizione a quel progetto sia stata una benedizione per tutti quelli che lo hanno poi incontrato e conosciuto.
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Chiudo dicendo, che nonostante tutti gli insegnamenti del Doshu, una volta che ci ha lasciati, la cosa migliore che sono riusciti a fare è quella di accaparrarsi ognuno un posto nell'Olimpo!
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Il sottoscritto che cosa ha ricevuto come riconoscimento ne più ne meno di tutti gli altri? Praticamente fatto fuori nel vero senso della parola...
Solo qualche dato....
Praticanti con 20/25 anni di pratica in meno, tutti 5°Dan.
Praticanti dai 5/10 anni in meno di pratica quasi tutti 6°Dan.
Praticanti e compagni di pratica, inteso come inizio corso, tutti tra 6° e 7° Dan.
Ricordo che tra il mio 4° e 5° Dan sono ad oggi passati 9 anni.
Come Sensei, non sono molto conosciuto all'estero, per varie ragioni, ma in Italia sì, parlo dell'ambiente Ki Aikido ovviamente.
Però cosa strana per la nomina di passaggio a 5° Dan, sono stato presentato da un collega Sensei estero, di cui non ho ancora avuto il piacere di conoscere personalmente in tatami.
Nessun Shihan Italiano a avuto la cortezza di propormi.
A voi lascio ultimo pensiero.
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Questa è la mia assurda storia, un ragazzo poco più di 11enne che si innamora di questa fantastica disciplina dopo una lezione con il compianto Sensei Savegnago, dove a 16 anni si trova a fare da Uke a Sensei Filippini per quasi un intero stage al Dam di Valdagno, dove poco tempo dopo conosce Sensei Kobayashi e riceve una dedica personale, oltre ad avergli fatto una tecnica in suwari waza.
Che si trova a 19 anni a fare da Uke a Sensei Tohei nel suo ultimo tour in Europa, con il quale condivide giorno e mese di nascita (coincidenza?). Che prosegue il cammino con la fortuna di essere scelto, come pochi altri a fare da Uke a Doshu Yoshigasaki per almeno 25 anni, a tutti i seminari che a partecipato.
Questa è storia e nessuno può contraddire.
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Ho aspettato silenziosamente e rispettosamente il mio momento, vissuto esternamente ma potentemente interiormente, ma per ragioni a me oscure, quel momento non è mai arrivato.
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Mi si dice:
Caro Beppe, non so come lavori, non mi hai mai chiamato a fare uno stage etc. etc. etc.
Quando si rubano i sogni a qualcuno non è una bella cosa, mai, specialmente nel nostro ambiente, non è una bella cosa.
Conclusione
Non si pensi neanche lontanamente che tutto si concentri sul grado, no è solo e semplicemente una questione di rispetto e libertà.
Un ringraziamento è doveroso però, a colei che più di tutti mi ha insegnato.
Buon keiko a tutti!