16/08/2021
PENSIERO CREATIVO E MALATTIA
Il pensiero è energia: ogni pensiero che emettiamo, consapevolmente o no, produce un risultato.
Emettiamo pensieri continuamente: un flusso ininterrotto di energia in movimento.
Spesso siamo coscienti dei nostri pensieri: programmiamo, organizziamo, selezioniamo e sentiamo, in ogni caso, che i risultati ci appartengono, siamo protagonisti di quella realtà che noi stessi abbiamo creato, coinvolgendo la nostra mente, l'immaginazione, i sensi. Di questo ci sentiamo responsabili.
Ma i pensieri producono sempre dei risultati.
il nostro inconscio è un calderone di pensieri di cui non siamo consapevoli. Una massa, continuamente in ebollizione, di energia che non chiede altro che di concretizzarsi, per sua stessa natura.
Vogliamo sempre il meglio per noi, questo è certo; quello che non è certo è se sappiamo sempre, veramente, cosa vogliamo, cosa l'essere integro è saggio che è in noi, sceglie di farci sperimentare
nel cammino della nostra evoluzione.
E' molto frequente sentirsi vittime di situazioni, fatti (oggettivi) che noi non vorremmo mai ci accadessero.
Nessuno di noi vorrebbe mai vivere situazioni sgradevoli come contrattempi, incidenti, malattie e sofferenze.
Quando ciò accade, ci sentiamo impotenti, infelici, sfortunati e vittime. E' proprio quello il momento di ricordarsi di quel sottoscala buio e trascurato, presente in ognuno di noi: il calderone in ebollizione di pensieri inconsci, smaniosi di realizzarsi, quasi tutti negativi. E' una grande comodità avere un locale, un deposito, dove buttare tutta la spazzatura quando non si ha voglia di raccoglierla e scaricarla per non sentire il puzzo. Chiudi la porta e non vedi più niente: spruzzi un po di deodorante e ti senti apposto
con tutto il mondo. Ma se ci dimentichiamo di prenderci ogni tanto il tempo di occuparci del mucchio maleodorante, succederà che, aprendo la porta casualmente, saremo sopraffatti dalle esalazioni mefitiche di quest'ammasso di roba nostra di cui ci eravamo voluti dimenticare. Peggio: un giorno, all'improvviso, il mucchio, diventato montagna, butterà giù la porta e noi, che in quel momento eravamo tranquilli, inermi, forse in mutande, beati nella nostra soporifera e rassicurante inconsapevolezza, sgraneremo tanto d'occhi desiderando essere ovunque, ma non lì.
Noi non volevamo, non sapevamo, non ci ricordiamo.
Noi siamo sfortunati, vittime del caso e delle avversità.
Questo, ed altre cose simili, è ciò che ci suggerisce la nostra mente,
In tali situazioni. Ciò che invece è avvenuto, è che quella montagna si è accumulata ogni sorta di scorie: i pensieri negativi e disarmonici che diventano, inevitabilmente, energia negativa e disarmonica. Tutto il nostro esistere, ciò che ci circonda, gli avvenimenti, l'universo, è energia in movimento.
Quando più è armonica, in accordo con le più profonde vibrazioni della vita, tanto più viviamo situazioni di benessere amore e salute.
Ognuno di noi, con ogni gesto, pensiero, emozione, produce energia, entrando nel circuito. Il fluire dell'energia è facilitato dall'essenza di blocchi, ostacoli che noi stessi poniamo, all'armonia naturale insita in ogni cosa. Quando più ci allontaniamo da ciò che il nostro essere profondo, il nostro vero Sè, indica come percorso ottimale per la nostra evoluzione (e ce ne allontaniamo fuorviati dall'Ego), tanto maggiori diventano i blocchi. Strato su strato, un blocco forma un muro. E noi non ne siamo consapevoli.
Quando la porta va giù bruscamente vuol dire che la disarmonia nella nostra energia, ha raggiunto un livello tale che si rende necessario un campanello d'allarme. Questo campanello dall'allarme si presenta nella vita di tutti i giorni con le più svariate sembianze, a seconda del tipo di pensiero che vi sta dietro: piccoli incidenti, incidenti più gravi, insignificanti, forse acciacchi che magari, si ripetono, perchè non abbiamo colto il messaggio.
Talvolta, però il campanello si manifesta in modo evidente; è difficile, a questo punto, far finta di niente: stavolta la malattia è grave, molto grave, tanto da mettere in forse la nostra stessa sopravvivenza fisica. Noi piangiamo, sbraitiamo, vogliamo difenderci; oppure soccombiamo, privi di forze: la malattia ci ha dato uno scossone e spesso non sospettiamo neppure che quello sia l'inizio, non la fine!