27/08/2026
Dott. Giuseppe Lavenia riporta una notizia purtroppo vera e ci offre spunto per riflettere:
"In questa storia gli adulti hanno avuto tutti molto da dire, da commentare e da condividere. La bambina, invece, non ha potuto scegliere nulla. Ed è proprio da lei che dovremmo partire. Educare significa riconoscere che un figlio è una persona, con una dignità e un’intimità da difendere, anche quando è troppo piccolo per chiedercelo."
A Ponte di Legno una bambina di due anni sarebbe stata fatta sedere sul vasino in mezzo ai tavoli di un ristorante, mentre i genitori facevano colazione. Secondo il racconto della titolare, i bagni erano a pochi metri e, quando ha chiesto alla madre di accompagnare lì la piccola, si sarebbe sentita rispondere che «stava imparando». La bambina sarebbe poi stata pulita davanti agli altri clienti.
La prima cosa da dire è che quella bambina non ha alcuna colpa. A due anni dipende completamente dalle scelte degli adulti e proprio per questo avrebbe avuto diritto a vedere protetta la propria intimità. Imparare a usare il vasino è un passaggio delicato, che va accompagnato senza vergogna, ma senza trasformare il corpo di un bambino in qualcosa da esporre in pubblico.
Trovo preoccupante anche la reazione di chi si offende quando gli viene posto un limite ragionevole. Accogliere i bambini non significa che i genitori possano comportarsi ovunque come se fossero nel bagno di casa. Un ristorante è uno spazio condiviso: ci sono persone che mangiano, lavoratori da rispettare e norme igieniche che valgono per tutti. Dire «qui no, andiamo in bagno» non significa essere ostili verso l’infanzia. Significa avere educazione.
C’è poi un altro confine che non possiamo ignorare. La scena è stata fotografata e diffusa sui social, fino a diventare virale. Denunciare il comportamento degli adulti non autorizza a esporre ancora di più una minore. È un paradosso crudele: per protestare contro chi non ha protetto la sua riservatezza, si rischia di violarla una seconda volta.
In questa storia gli adulti hanno avuto tutti molto da dire, da commentare e da condividere. La bambina, invece, non ha potuto scegliere nulla. Ed è proprio da lei che dovremmo partire. Educare significa riconoscere che un figlio è una persona, con una dignità e un’intimità da difendere, anche quando è troppo piccolo per chiedercelo.