08/07/2019
Per la VA L.C.E. é giunto il momento del fatidico addio.
Per l'ultima volta, varchiamo la soglia del nostro Convitto, casa negli ultimi 5 anni, rifugio sicuro in cui dimenticare, almeno per un po', i classici problemini da adolescenti. Per l'ultima volta percorriamo il monumentale scalone, ora fastidiosamente silenzioso, privo degli schiamazzi dei bambini che il lunedì mattina facevano a gara a chi arrivava prima in classe. Per l'ultima volta volgiamo gli occhi alla maestosa tela, sostituendo l'occhiata distratta di chi è in ritardo per l'ora di diritto, con uno sguardo più attento e profondo, a tratti nostalgico. Per l'ultima volta attraversiamo lentamente il corridoio del secondo piano, non più per respirare minuti di libertà da una lezione tediosa, ma per rievocare le immagini dei momenti più belli che lì si sono consumati. Per l'ultima volta entriamo in quell'aula con la targhetta V A, teatro delle vittorie più grandi, delle sconfitte più umilianti, degli intervalli all'insegna del "tanti auguri a te", dell'ansia pre-compito, delle interrogazioni improvvisate. Per l'ultima volta scendiamo in mensa, liberi dall'ansia di arrivare per primi, con la consapevolezza di dover lottare contro i furbetti che cercano di superare la fila, senza più chiederci "che si mangia oggi?", senza più ingozzarci perché "devo ripetere, ho l'interrogazione all'ottava".
Per la V A é giunto il momento di spiegare le ali e spiccare il volo. La V A adesso è matura, abbastanza per salutare il nido che l'ha accolta per 9 ore al giorno degli ultimi 5 anni e imparare a muoversi a grandi passi nei meandri della vita, abbastanza per lasciare faticosamente la mano dei suoi piccoli, grandi appigli e cominciare a camminare. Quei ragazzini chiassosi e indisciplinati della I A, oggi sono dei piccoli uomini e delle piccole donne che insieme hanno maturato consapevolezze, che insieme sono cresciuti e insieme sono giunti al capolinea. Ognuno di noi è pronto a "prendere in mano la propria vita e farne un capolavoro", a salutare, con un velo di malinconia, la grande famiglia del G. Bruno. Ognuno di noi è pronto a percorrere la propria strada, con la commozione di chi ha raggiunto la sua meta e l'eccitazione di chi è già pronto a ripartire.