ACLI Calatia

ACLI Calatia FORMAZIONE CULTURA E SOCIETÀ

13/10/2017

ATA. Graduatorie Collaboratore Scolastico e Assistente Tecnico esaurite a Roma

21/08/2017

AVVISO PER TUTTI GLI AMICI.
IL BANDO PERSONALE ATA
USCIRÀ A SETTEMBRE PER
INFORMAZIONI CONTATTACI .

08/07/2017

Immissioni in ruolo: 24 luglio probabile ripartizione ufficiale posti. Gissi “saranno meno di 52.000, non ci sono i vincitori di concorso” Spostata al 21 luglio gli esiti dei trasferimenti dei docenti della secondaria di II grado, è attesa subito dopo l’ufficializzazione del contingente per le assunzioni in ruolo. 2017/18. Si attende cioè l’autorizzazione del MEF per la copertura di 52.000 posti con nuovo personale di ruolo a partire dall’a.s. 2017/18.Ai 52.000 posti si è arrivati sommando i posti liberi e vacanti, quelli rimasti dalle immissioni non coperte dello scorso anno scolastico, e dalla trasformazione di alcuni spezzoni di fatto in organico di diritto. Un numero significativo, sottolinea il Ministero, dato che negli anni “normali”, ossia a parte il piano straordinario di assunzioni della legge 107/2015, le unità annuali non superavano di media le 24.000.Anche quest’anno saranno coperti i posti vacanti e disponibili. Si tratta del 60%, dato che il 30% è stato riservato ai trasferimenti dei docenti di ruolo e il 10% ai passaggi di cattedra e/o di ruolo. Le assunzioni avverranno scorrendo per il 50% le Graduatorie ad esaurimento e per il 50% le graduatorie di merito del concorso 2016 (leggi qui le istruzioni operative) Le assunzioni dovranno avve**re entro il 14 agosto. Ricordiamo che i neoimmessi in ruolo saranno sottoposti alla chiamata diretta. Ossia, nella fase di proposta del ruolo, i docenti sceglieranno la provincia (da concorso) e ambito territoriale (da G*E), poi ci sarà il successivo passaggio dell’individuazione per competenze per poter capire quale sarà la scuola di titolarità dell’incarico triennale che sarà stipulato con il Dirigente Scolastico.Gli Uffici Scolastici cominciano a pubblicare calendari di massima, che dovranno naturalmente essere confermati. Lombardia Lazio Intanto ferve il dibattito sulla ripartizione dei 52.000 posti. Da un lato c’è chi denuncia che il Miur ha bagliato i conti, perchè ci sono più vincitori rispetto alle cattedre, dall’altro chi come il segretario generale della CISL Maddalena Gissi afferma “Le assunzioni previste non saranno 52.000 semplicemente perché l’ultimo concorso non ha dato i risultati sperati e le graduatorie in molti casi sono vuote”. Il Ministero ha ammesso tale criticità, al momento solo per matematica. 15.000 supplenze in meno, ma buone possibilità per matematica ma il sindacato denuncia anche per Spagnolo e tecnologia. Situazione aggravata dal fatto che i docenti delle G*E non hanno potuto cambiare provincia per collocarsi in un territorio con maggiori possibilità di assunzione.

07/07/2017

Immissioni in ruolo, mancano docenti di matematica, spagnolo e tecnologia
Sono almeno 85mila, secondo i calcoli le cattedre che anche quest’estate sono destinate a essere assegnate ai supplenti. Di queste, molte verranno affidate a precari abilitati ma costretti, loro malgrado, a rimanere fuori graduatoria provinciale. “Il Ministro stesso – scrive ha ammesso in conferenza stampa che, grazie alle nuove assunzioni ci saranno 15.000 supplenze in meno ma che alcuni posti non potranno essere coperti perché in ogni caso i docenti in graduatoria sono di meno rispetto ai posti disponibili. E ha portato l’esempio “classico” di matematica. Si tratta della classe di concorso di matematica alle scuole secondarie di I grado, per cui da anni i posti vengono assegnati a supplenza”. Il problema, purtroppo, è molto più allargato di quanto voglia far credere l’amministrazione. Ci sono province dove la carenza di docenti nelle G*E riguarda diverse classi di concorso. Da una ricerca svolta in questi giorni risulta, a esempio, che a Roma dall’estate 2015 per la scuola media non avevano più candidati le graduatorie provinciali di vari strumenti musicali, come chitarra, flauto e percussioni; sempre alle medie, nel 2016 non c’erano più candidati nella ex A033 (Tecnologia), A059 (Scienze matematiche), A455 (Spagnolo). E sempre nella capitale, alle superiori non c’è più nessun docente abilitato nelle G*E nella ex A446 (Lingua e civiltà straniera Spagnolo), mentre nella tabella C (insegnanti tecnico pratici) mancano all’appello docenti di Conversazione di lingua straniera Inglese (C032) e Spagnolo (C033), oltre che la C430 ovvero esercitazione topografiche negli istituti tecnici.
Anche a Torino la lista di Graduatorie esaurite è piuttosto lunga: nel 2016 non erano state compilate (erano quindi prive di candidati) la classi di concorso ex A001, A004, A006, A011, A012, A014, A016, A020, A022, A027, A035, A035, A040, A042, A044, A053, A055, A062, A063, A065, A067, A069, A070, A074. Anche in questa provincia risultano assenti insegnanti di lingue straniere (A446) e una lunga lista di Itp, appartenenti alle classi concorsuali C032, C033, C034, C035, C040, C050, C100, C130,C200, C230, C240, C300, C310, C370, C380, C390, C430, C450, C460, C470, C480, C490, C500, C510, oltre che degli istituti d’arte (D617).
A livello nazionale, risultano vuote ancora una volta Matematica e Scienze alle medie (ex A059), cui ha fatto riferimento la Ministra Fedeli, soprattutto al Nord, a iniziare dalla Lombardia e del suo capoluogo meneghino. Nella lista vanno poi aggiunte le tante nuove classi di concorso, come l’insegnamento di italiano agli alunni stranieri, che costituiscono quasi il 10 per cento degli iscritti, ma anche la tradizionale lingua sp****la. Mentre alle superiori le G*E rimangono sguarnite di candidati nelle discipline tecniche, sia per quanto riguarda la teoria che la pratica. La mancanza degli Itp, che svolgono insegnamento nei laboratori disciplinari, si fa sentire ormai in modo massiccio addirittura al Sud, anche in province, come Napoli e Palermo, dove notoriamente si registra abbondanza di offerta di prof e scarsità di posti.

A complicare le cose ci si è messo lo stesso Governo Renzi che con il Milleproroghe dello scorso anno ha rimandato al 2019 l’aggiornamento delle G*E, non tenendo conto della sentenza della Consulta n. 81/2011. E pensare che quelle che inizialmente venivano chiamate Graduatorie Permanenti, erano nate per essere aggiornate ogni anno (legge 124/99); poi ogni due anni (legge 143/2004); infine, quando sono state trasformate in G*E, ogni tre anni (legge 106/2011). “Il Governo si è infilato da solo in questo vicolo cieco perché sarebbe bastato riaprire le Graduatorie a esaurimento a tutti gli abilitati dopo il 2011, formati con Tfa, Pas, corsi all’estero, tra l’altro con le stesse modalità di chi li ha preceduti, ma anche a tutti coloro che hanno terminato con esito positivo i corsi di Scienze della formazione primaria, per non parlare dei 65mila con diploma magistrale e anche del personale educativo. Invece, si è preferito tenere la testa nella sabbia. Con le conseguenze negative che ora, oltre al personale, si andranno a riflettere in modo negativo anche sugli alunni, che continuano a essere costretti a cambiare insegnanti con frequenza annuale”. “Noi, come sindacato che dalla sua istituzione opera in difesa del personale precario, abbiamo deciso di presentare ricorso contro l’assurdo blocco delle G*E e la proroga al 2019: chi vuole può segnalarci la sua volontà di usufruire della ‘finestra’ per chiedere l’inserimento entro sabato prossimo. Anche perché, dalla loro parte ci sono diversi pronunciamenti del Consiglio di Stato, in fase cautelare o di merito, che hanno già riconosciuto il diritto dei ricorrenti avverso i decreti di scioglimento della riserva del 2015 e del 2016 di inserirsi nelle Graduatorie a Esaurimento”. Ad avere la possibilità di ricorrere sono diverse tipologie di docenti: quelli con il diploma magistrale e diploma magistrale a indirizzo linguistico (ex multis Ordinanza CdS n. 1458/2016), docenti cancellati che hanno chiesto il reinserimento (Ordinanza CdS n. 611/2017), diplomati di Conservatorio e Accademia di Belle Arti e anche di Insegnanti Tecnico Pratici. Nel frattempo il Tar con la sentenza n. 1112/2017 ha chiarito come la IV fascia delle Graduatorie a Esaurimento, creata nel 2012 e disposta dalla legge n. 14/2012, doveva essere solo temporanea cosicché, dal 2014, la fascia aggiuntiva doveva essere unificata alla terza fascia già esistente.

04/07/2017

Dotazioni Organiche ATA: l ‘incertezza che fa male alla scuola e ai lavoratori
la situazione di disagio ed incertezza nella quale viene a trovarsi il personale ATA nelle nostre scuole. In queste giornate infatti molti lavoratori, che hanno prenotato vacanze, ancora non conoscono la loro situazione lavorativa nell’incertezza di essere dichiarati sovrannumerari, in assenza di precise indicazioni da parte dell’USR. Già al livello nazionale si è conclusa negativamente la procedura di concertazione tra il Miur e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto istruzione sulle dotazioni organiche ATA per l’anno scolastico 2017/2018. In questo incontro, scaturito dalla richiesta unitaria effettuata dai sindacati ai sensi dell’art. 5, comma 2 del CCNL Scuola, la UIL ha confermato il giudizio negativo espresso sin dalle prime riunioni sia sul numero dei posti – assolutamente insufficiente – che sulle modalità di ripartizione. nel rigettare la visione burocratica degli organici che ignora i bisogni delle scuole, ribadisce la necessità di assicurare una gestione trasparente dei posti evitando di esporre il personale ad una situazione di incertezza e di ingiustificata instabilità. A questo proposito ricorda che solo dopo l’emanazione formale dei decreti verrà stabilito l’organico di diritto di ciascuna scuola, utilizzando anche la quota riservata agli interventi compensativi da gestire a livello di direzioni regionali e che le simulazioni in atto in questi giorni nelle scuole, non sono attendibili. inoltre indispensabile un approccio complessivo per ricondurre il lavoro Ata alla dimensione di supporto alla didattica – prevista dal contratto – che rende questo personale non assimilabile agli altri lavoratori pubblici.

01/07/2017

Personale ATA, piano assunzioni non più rinviabile
Il personale ATA, cioè il personale tecnico-amministrativo che lavora nelle segreterie, tiene aperti i laboratori e vigila sugli studenti negli ultimi otto anni ha visto una riduzione sempre progressiva dei propri organici: i tagli sono cominciati nel 2009 con l’ex ministro Tremonti e sono proseguiti nel 2015 con la legge di stabilità che ha introdotto, peraltro, un taglio sulle supplenze brevi. I tagli lineari somministrati alla scuola statale stanno avendo ripercussioni negative immani. I carichi di lavoro sempre crescenti non implicano solamente un aggravio di lavoro per il personale ATA, ma una lenta e progressiva volontà di ridurre la qualità del servizio offerto ai cittadini. Quando gli uffici e le segreterie scolastiche non rischiano ricorsi e procedimenti amministrativi per la difficile gestione della mole di lavoro da affrontare ogni giorno, i lavoratori della scuola devono far fronte anche a richieste incommensurabili provenienti dallo stesso Ministero dell’istruzione che non tiene conto delle condizioni di lavoro di queste risorse umane giunte ormai allo stremo delle forze. Nel corso di questo ultimo mese di giugno le segreterie scolastiche hanno dovuto fronteggiare gli esami di Stato, l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e d’istituto e a breve affronteranno anche le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni. Mentre i carichi di lavoro aumentano a dismisura, negli ultimi otto anni si registrano perdite di posti pari a 46.520 unità di personale ATA. La situazione è diventata realmente insostenibile, occorre stabilizzare e assumere personale fin dal prossimo settembre 2017 su tutti i profili ATA senza ricorrere ai finti effetti tampone con le esternalizzazioni dei servizi. L’aver prorogato le graduatorie di istituto al periodo dal 14 al 25 luglio, infine, non è una soluzione accettabile; i docenti avranno 10 giorni in meno per poter compilare il modello B, le scuole ritarderanno ulteriormente l’emanazione delle graduatorie definitive e questo avrà una conseguenza sensibile sui contratti che le istituzioni scolastiche dovranno stipulare a inizio anno scolastico. Ovviamente le conseguenze negative di questo caos saranno inevitabili anche per gli studenti e il diritto allo studio. E’ davvero incredibile che il Ministero dell’Istruzione preferisca prorogare e rinviare le date delle operazioni, dando ascolto a quei sindacati gialli abituati a strappare vittorie di Pirro, piuttosto che gestire realmente la situazione avviando un piano di stabilizzazioni e di assunzioni su tutti i profili del personale ATA. Una scuola statale di qualità non può fare a meno di organici proporzionati alla popolazione scolastica e ai carichi di lavoro. Bisogna investire e valorizzare le risorse umane nella scuola consentendo a tutti di svolgere al meglio le proprie funzioni, con assunzioni e aumenti salariali dignitosi.

28/06/2017

Bene 52.000 assunzioni, ma si può e si deve fare di più per ATA ed educatori
Comunicato unitario FLC CGIL, CISL, UIL, SNALS – La decisione di assumere a tempo indeterminato, dal prossimo settembre, 52.000 docenti costituisce certamente un fatto positivo, in direzione di due obiettivi che sono da tempo al centro della nostra attenzione e delle nostre iniziative: dare alle scuole le risorse indispensabili per il loro miglior funzionamento in termini di efficacia e qualità; ridurre la precarietà del lavoro, fonte di notevole disagio per le persone e per il servizio, di cui compromette il buon andamento e la continuità.
È chiaro tuttavia che non sono soddisfatte appieno le reali esigenze, vengono totalmente e inspiegabilmente esclusi dalle stabilizzazioni l’intero settore del personale ATA e il personale educativo, né sono utilizzate fino in fondo le opportunità derivanti dalle risorse rese disponibili dalla legge di bilancio, per le resistenze opposte dal MEF anche rispetto alle stesse elaborazioni del MIUR. Un braccio di ferro protrattosi per settimane ha finito per ridimensionare gli effetti di un’operazione che avrebbe potuto e dovuto avere maggiore consistenza. Con criteri meramente ragionieristici il MEF realizza qualche risparmio cui corrisponde però un pesante costo pagato dalle scuole e dal personale.
Più in dettaglio, è il caso di precisare che le 52.000 assunzioni costituiscono in buona parte (21.000 unità) il semplice rimpiazzo del personale andato in pensione; per circa 16.000 consentono la copertura – senza ulteriori aggravi economici – di posti già vacanti e disponibili in organico di diritto. Restano quindi 15.000 circa le stabilizzazioni derivanti dal consolidamento in organico di diritto di posti esistenti in organico di fatto. Non posti in più, dunque, ma quelli di cui le scuole non potrebbero mai fare a meno, pena l’impossibilità di svolgere l’ordinario servizio. Posti che ammontano, attualmente, a oltre 30.000 e dei quali, pertanto, se ne stabilizza la metà. Ovvio che consolidare 15.000 posti è un passo avanti rispetto ai 9.600 su cui inizialmente si era detto disponibile il MEF: ma è molto meno di quanto lo stesso MIUR, nei suoi conteggi, aveva indicato come obiettivo perseguibile a fronte delle risorse disponibili (25.000).
Per questa ragione continueremo a incalzare il Governo, anche alla luce dei riferimenti fatti dalla stessa ministra Fedeli a ulteriori verifiche in sede di predisposizione della prossima legge di bilancio, perché sia ripreso con più determinazione un percorso di contrasto alla precarietà attraverso la stabilizzazione dei posti di lavoro di cui la scuola ha assolutamente bisogno per svolgere efficacemente il suo servizio.
Nel frattempo denunciamo come assolutamente intollerabile la totale assenza di interventi di stabilizzazione nell’area del personale ATA ed educativo, dove le assunzioni compenseranno unicamente i pensionamenti senza alcuna considerazione per i tanti precari che lavorano sui posti disponibili, presenti non solo nell’organico di fatto, ma anche, e da anni, sullo stesso organico diritto. Ciò manifesta una grave e inaccettabile sottovalutazione dell’importanza che rivestono le funzioni svolte da questo personale riguardo all’integrazione degli alunni con disabilità, all’assistenza alla didattica, alla gestione sempre più complessa in campo amministrativo.
Rivendichiamo pertanto la piena copertura di tutti i posti vacanti in organico di diritto del personale ATA .
Passa anche da una diversa e più giusta considerazione di queste mansioni l’impegno che si richiede al Governo per una politica che garantisca in concreto, e non solo a parole, il diritto a una scuola di qualità.
Roma, 11 maggio 2017

28/06/2017

52.000 immissioni in ruolo a.s. 2017/18 docenti: dopo il 20 luglio i contingenti per classe di concorso.
Successivamente alla pubblicazione dei trasferimenti per la scuola secondaria di secondo grado, sarà possibile procedere alla determinazione dei contingenti, ripartiti per provincia, classe di concorso/tipo posto, da destinare alle nomine in ruolo.
Lo comunica il Miur agli Uffici Scolastici con apposita nota. Il contingente sarà trasmesso unitamente al decreto ministeriale di autorizzazione alle immissioni in ruolo del personale docente, dopo aver ricevuto la prescritta autorizzazione del Ministero dell’Economia e Finanze e della Funzione Pubblica..
Codesti Uffici avranno cura di avviare tempestivamente le operazioni di convocazione e di assegnazione dell’ambito ai docenti neo-immessi in ruolo.
Allo scopo, si ritiene opportuno anticipare, in un’ ottica programmatoria, le istruzioni operative (Allegato A) finalizzate alle operazioni di nomina in ruolo di tale personale.
Si richiama, altresì, l’attenzione delle SS.LL. su quanto contenuto nella nota prot. n. 26145 del 8 giugno 2017, concernente l’applicazione dell’ art. 17, comma 2, lett. a) del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59 atteso che la norma consente di attingere, mediante scorrimento dagli elenchi graduati secondo il merito, i candidati che hanno raggiunto, limitatamente alle procedure concorsuali della scuola secondaria, il punteggio minimo previsto dai bandi di concorso del 2016, anche in deroga, quindi, al limite percentuale del 10 per cento, previsto dalla vigente normativa.
Con separata nota saranno trasmessi, altresì, i decreti ministeriali di autorizzazione alle nomine in ruolo del personale educativo ed ATA, unitamente ai relativi contingenti e saranno fornite le necessarie istruzioni per le relative operazioni di nomina in ruolo.

24/06/2017

Concorso 2018, necessari 24 CFU. Miur: decreto entro fine luglio
In arrivo il decreto con le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari necessari alle laureate e ai laureati non abilitati per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria previsto da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sentiti anche gli Organi consultivi di competenza, sta ultimando la stesura del provvedimento che sarà emanato entro la fine del mese di luglio.
Nel frattempo, nell’esclusivo interesse delle potenziali candidate e dei potenziali candidati, e per evitare affidamenti mal riposti o ingiustificati, si ritiene indispensabile sottolineare che i corsi attualmente pubblicizzati da diverse istituzioni, formative e non, sono promossi in totale mancanza dell’atto ministeriale che determinerà le inderogabili condizioni per il conseguimento e il riconoscimento dei crediti necessari quale requisito di accesso alle prossime procedure concorsuali.
Il decreto legislativo 59 del 2017, all’art. 5, prevede infatti che soltanto con decreto del Miur saranno “individuati i settori scientifico-disciplinari all’interno dei quali sono acquisiti i 24 CFU/CFA […] e gli obiettivi formativi, le modalità organizzative del conseguimento dei crediti in forma extra-curricolare e gli eventuali costi a carico degli interessati, nonché gli effetti sulla durata del corso per gli studenti che eventualmente debbano conseguire detti crediti in forma aggiuntiva rispetto al piano di studi curricolare”.

24/06/2017

Formazione ATA: le ore fuori dal servizio sono straordinario

Le ore per la formazione e l’aggiornamento del personale ATA sono da considerarsi a tutti gli effetti ore di servizio e se prestate al di fuori del proprio turno sono da computare in straordinario, di seguito una breve scheda con i riferimenti normativi e applicativi dell’ARAN.
I permessi per la formazione e l’aggiornamento sono espressamente previsti dal CCNL comparto Scuola dall’art. 64.
Il comma 1 specifica che la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità.
Il comma 3 afferma che, il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dall’amministrazione a livello centrale o periferico o dalle istituzioni scolastiche è considerato in servizio a tutti gli effetti. Qualora i corsi si svolgano fuori sede, la partecipazione ad essi comporta il rimborso delle spese di viaggio.
In particolare, il comma 4, specifico per il personale ATA, stabilisce che “il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, può partecipare, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative o di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati. La partecipazione alle iniziative di aggiornamento avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali. In quest’ultimo caso il numero di ore può essere aumentato secondo le esigenze, tenendo conto anche del tempo necessario per raggiungere la sede dell’attività di formazione”.
Il personale ATA, quindi, ha diritto al recupero delle ore di partecipazione al corso se tenuto fuori dall’orario di servizio.
Anche l’Aran, più volte ha specificato che le ore dedicate alla partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento professionale dei dipendenti pubblici organizzati dall’ente o comunque autorizzati dallo stesso presso altri soggetti pubblici o privati, devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali..
Le ore eccedenti l’orario di servizio prestate dal personale ata per partecipare ad un corso di formazione indetto dal MIUR, devono essere considerate come orario di lavoro da recuperare attraverso riposi compensativi?
L’ARAN risponde: Questa Agenzia ritiene utile chiarire che ai sensi dell’art. 64, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, può partecipare ad iniziative di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati. La partecipazione avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali.

24/06/2017

Assegnazioni provvisorie 2017/18.

Terminata, con la firma delle parti, la trattativa al Miur per il CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per l’a.s. 2017/18.
I docenti assunti lontano dalle loro province di residenza, in seguito al piano straordinario di assunzione e alla mobilità straordinaria dello scorso anno scolastico, possono stare tranquilli.
Non ci sarà, infatti, alcun vincolo triennale di permanenza nella provincia di assunzione, per cui l’assegnazione potrà essere richiesta, posto che ne ricorrano le condizioni, da tutti i docenti.
Le assegnazioni, inoltre, avverranno su scuola e non su ambito.
Le operazioni di assegnazione e utilizzazione dovranno concludersi entro il 31 agosto.
 CONDIZIONI PER POTER RICHIEDERE ASSEGNAZIONE PROVVISORIA
È possibile richiedere assegnazione provvisoria per uno dei seguenti motivi:
a) ricongiungimento ai figli o agli affidati di minore età con provvedimento giudiziario;
b) ricongiungimento al coniuge o alla parte dell’unione civile o al convivente, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;
c) gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da idonea certificazione sanitaria;
d) ricongiungimento al genitore convivente qualora non ricorrano le condizioni di cui ai punti a) o b).
Può essere inoltre richiesta dal docente che ha ottenuto trasferimento nella stessa provincia di titolarità ma per un comune diverso da quello in cui ha la precedenza prevista dall’art.13 del CCNI dell’ 11 aprile 2017.
 ASSEGNAZIONE PROVVISORIA ALL’INTERNO DELLA PROVINCIA DI TITOLARITÀ
– L’assegnazione provvisoria all’interno della provincia in cui è ubicato l’ambito o la scuola di titolarità può essere richiesta dai docenti di ogni ordine e grado.
– L’assegnazione provvisoria non può essere richiesta all’interno del comune di titolarità.
 ASSEGNAZIONE PROVVISORIA PER ALTRA PROVINCIA
Eliminato il blocco triennale per chi richiede assegnazione provvisoria per altra provincia.
L’assegnazione provvisoria per altra provincia può essere richiesta dai docenti di ogni ordine e grado se:
– il docente ha presentato domanda di mobilità e non l’ha ottenuta o non ha presentato domanda di mobilità per la provincia per la quale ricorra uno dei motivi di ricongiungimento.
– Il docente ha ottenuto domanda di mobilità in una provincia diversa da quella per la quale ricorrono i motivi di ricongiungimento o per la quale aveva richiesto di usufruire delle precedenze previste dall’art 13 del CCNI dell’11 aprile 2017.
L’assegnazione provvisoria potrà comunque essere richiesta, anche da quanti abbiano già ottenuto la mobilità, qualora siano sopravvenuti, dopo il termine di scadenza delle domande di mobilità, i motivi di ricongiungimento precedentemente indicati.
 NUMERO PROVINCE E SCUOLE ESPRIMIBILI
– È possibile richiedere una sola provincia.
– Si possono indicare fino a 20 preferenze per i docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria e fino a 15 preferenze per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

 PRECEDENZE
Confermate tutte le tipologie di precedenza già presenti lo scorso anno.
La novità riguarda la precedenza per le lavoratrici madri e i lavoratori padri anche adottivi o affidatari con prole di età fino ai 6 anni e, limitatamente ai trasferimenti interprovinciali, superiore ai 6 e fino ai 12 anni:
– quest’ultima, precede l’assistenza all’unico parente o affine entro il secondo grado (ovvero entro il terzo grado) con handicap grave;
– in caso di adozioni e di affidi, i sei e i dodici anni del figlio si intendono dall’ingresso del minore in famiglia e non all’età anagrafica.

22/06/2017

ATA, 46 mila posti in meno in 8 anni. DSGA 20% posti liberi

Dai tagli del 2009 e quelli del 2015, il personale ATA (collaboratori, segretari, DSGA) ha visto un pesante taglio che in questi anni ha messo in difficoltà le scuole.
Tra le misure più contestate anche quella che impedisce la possibilità di sostituzione di un ATA voluta dall’ex Governo Renzi.
Particolarmente grave è la situazione per quanto riguarda i DSGA che presentano una carenza di quasi 1.700 posti in organico che rappresentano il 20% dei posti totali.
Se da un lato ci si attende un piano di assunzioni per il personale ATA, in particolare per i DSGA si attende un concorso che ritarda a ve**re già da diversi anni.
Nulla ancora si sa relativamente ai requisiti di accesso o alle modalità. Ciò che è certo è che con i 446 pensionamenti di quest’anno, molte scuole potrebbero trovarsi in seria difficoltà.
Ecco i posti disponibili

Indirizzo

Maddaloni
81024

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Telefono

0823/1462031

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