03/06/2026
Discorso di una Convittrice
Buonasera a tutti: signore, signori, educatori e ragazzi.
Vorrei partire ringraziando i miei genitori, che mi hanno dato l'opportunità di vivere questa esperienza in convitto. Spesso si sente parlare male del convitto, quasi come se fosse un carcere solo perché ci sono delle regole da rispettare. E sì, lo ammetto, anche io mi lamentavo spesso... anzi, sempre! Però, con il tempo, ho capito che la realtà è ben diversa: il convitto ti dà tanto.
Ho capito cosa significa davvero convivere con altri ragazzi e ragazze, dai più grandi ai più piccoli. L'adolescenza è un periodo strano, in cui cambiamo continuamente pensieri e stati d'animo, e farlo qui ha cambiato tutto. Per me questo posto è diventato una casa e voi siete la mia seconda famiglia. Ho imparato il vero significato dell'amicizia e della responsabilità, ma soprattutto ho scoperto il vero valore di me stessa.
Vivere con una settantina di ragazzi, tutti di paesi diversi e provenienti da posti lontani l’uno dall’altro — da San Severo, Torremaggiore, San Bartolomeo in Galdo, Deliceto, e molti altri — non è semplice. Ma è stato divertente viverli giorno dopo giorno, imparando i vostri dialetti , facendo gli scemi" a tavola riempiendo i bicchieri fino all'orlo, urlare tirandoci le palline ma è stato bello anche nel confrontarsi e a volte litigando persino per una partita a carte, a pallavolo,o a biliardino
Certo, non è tutto perfetto: ci sono stati i momenti di difficoltà nel socializzare , le lamentele sul cibo o sull’acqua. Ma è proprio grazie a tutto questo, che si impara a crescere insieme. Ho capito il vero significato del detto "chi trova un amico trova un tesoro".
Ci tengo a fare dei ringraziamenti speciali:
Alla Prof.ssa Giusy: Mi sei entrata nel cuore fin dal primo momento, con il tuo siciliano e l'indimenticabile danza del serpente!
Alla Prof.ssa Michelina: Grazie per tutti i rimproveri... per i ritardi, le magliette troppo corte, il telefono a tavola. Oggi capisco che erano tutti per il nostro bene.
Al Prof. Ale: Non dimenticherò mai tutti i suoi consigli sulla cucina e sulla vita. Grazie per avermi fatto assaggiare i piatti di MasterChef!
Al Prof. Di Iorio: Vi devo dire la verità, non so come facciano i ragazzi, ma io avrei paura a farvi arrabbiare!
Alla Prof.ssa Marianna: Dopo due anni di discussioni, quest'anno è stato strano. Siamo andate d’accordo senza litigare.Grazie per essermi stata vicina quella sera del mio "sclero".
Alla Prof.ssa Annalisa: Anche se non siamo sempre andate d'accordo, la ricorderò con tanto affetto.
A colui che c’è sempre stato in ogni momento, a colui con cui posso confidarmi e scambiare i miei pensieri, a colui che ha fatto di tutto per farci divertire, a colui da cui andiamo a lamentarci per qualsiasi cosa. In questo posto è stato una delle figure più importanti, come un secondo papà. Parlo proprio di lei, Prof. Pacilli!
Al Prof. Pasquale: Non mi dimenticherò mai della vostra pazienza e della prima volta che vi ho visto in convitto, quando abbiamo litigato per un pallone da pallavolo.
Un grazie immenso va anche a tutti i professori che mi hanno accompagnata dai primi anni e che sono presenti oggi. Non vi dimenticherò mai.
Mio Dio, che strano effetto fa dire "ultimo anno"!
Oggi è la nostra ultima cena insieme, dopo 4 lunghissimi e indimenticabili anni.
Infine, vorrei ringraziare le mie compagne, le ragazze che mi hanno sopportato nei miei momenti di pazzia. Lo so, a volte facevo la "bulla" — in senso buono! — e so di essere stata antipatica quando alzavo la voce perché mi davate fastidio mentre voi vi stavate divertendo. Ma so anche che, sotto sotto, ci vogliamo bene. Mi dispiace molto lasciare le ragazze a cui mi sono affezionata e che l'anno prossimo non rivedrò, ma non vi dimenticherò mai.
Aleee, pensavi che parlassi in generale? A te, che nella tua timidezza mi hai dato tanto, dico grazie di tutto. Sei un pezzo di me. Non abbiamo mai litigato? Sì, abbiamo litigato! Perché dovete sapere, cari genitori, che qui prima si litiga e poi si diventa amiche inseparabili… Dicevo, Ale, ti ricordi quelle volte che mi arrabbiavo perché sei un po' disordinata e lasciavi sempre l’armadio aperto? Beh, anche per questo ti voglio bene.
Lu, anche se negli ultimi anni abbiamo litigato e spesso non ci siamo parlate, ti voglio bene. Cavolo, abbiamo finito! Io e te ci conosciamo dal primo anno e siamo arrivate in quinta, non so come! 🤣 Ricordo che tra le pareti silenziose del bagno, abbiamo condiviso le nostre difficoltà e, trovando ascolto e comprensione reciproca, abbiamo trasformato la fragilità in un legame sincero di amicizia e sostegno: tu consolavi me e io consolavo te. Sì ragazzi, sarà strano sentirlo, ma anche io e Lucia abbiamo avuto delle piccole difficoltà, ma stando in questo posto si cresce, e tanto.
Sì... sicuramente starete pensando: "Ma quando finisce questa?". Ho quasi finito, un'ultima cosa.
A chi resta lascio un augurio: godetevi tutto, dalle cose belle alle cose brutte, perché sono momenti che resteranno incisi nel vostro cuore. Spero che un domani racconterete di me alle future "primine", proprio come io ho fatto con voi, ricordando chi è passata di qui prima di voi…
Vi voglio un bene infinito e rimarrete per sempre nel mio cuore.
Grazie a tutti!
La vostra Kekkina
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