08/08/2026
L’8 agosto 1956 la tragedia di Marcinelle entrò nella storia come una delle pagine più dolorose dell’emigrazione italiana.
Nella miniera di Bois du Cazier, in Belgio, persero la vita 262 minatori, 136 dei quali italiani. Tra loro vi erano uomini che avevano lasciato le proprie case, gli affetti e la propria terra inseguendo la speranza di un futuro migliore. Anche dalla provincia di Lucca partirono, in quegli anni, tanti emigranti diretti in Belgio, dove il lavoro nelle miniere rappresentava spesso l’unica possibilità di riscatto.
A settant’anni da quella immane tragedia, l’Associazione Lucchesi nel Mondo rende omaggio a tutte le vittime e rinnova il proprio impegno nel custodire e trasmettere la memoria dell’emigrazione italiana, patrimonio di sacrificio, coraggio, dignità e solidarietà.
La nostra associazione ricorda anche
Umberto Gino Stefani (1919–2017), originario di Capannori, allora corrispondente del Corriere d’Informazione (l’edizione pomeridiana del Corriere della Sera) da Bruxelles. Viveva in Belgio dal 1947, dove seguiva l’emigrazione italiana e gli sviluppi delle istituzioni europee. Fu anche fondatore del settimanale Il Sole d’Italia, dedicato agli emigrati italiani in Belgio.
La sera dell’8 agosto 1956, appena appresa la notizia dell’incendio nella miniera del Bois du Cazier, si precipitò a Marcinelle. Era sul posto già intorno alle 22, davanti ai cancelli della miniera, mentre centinaia di familiari attendevano notizie dei propri cari. Da lì inviò al giornale una delle prime e più drammatiche cronache della tragedia
Marcinelle non è soltanto il ricordo di una tragedia: è un monito permanente affinché il lavoro sia sempre sinonimo di sicurezza, rispetto della persona e tutela della vita umana.
Nel ricordo delle vittime, il nostro pensiero va anche alle loro famiglie e a tutte le comunità italiane nel mondo che continuano a mantenere viva questa memoria.
Per non dimenticare.