Centro Studi di Storia Contemporanea - Carlo Gabrielli Rosi

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Centro Studi di Storia Contemporanea - Carlo Gabrielli Rosi Il Centro Studi si occupa di salvaguardare e diffondere la memoria storica in ogni sua forma

Il paese fantasma di Fabbriche di Careggine.
05/09/2026

Il paese fantasma di Fabbriche di Careggine.

Nella primavera del 1994 e per alcuni mesi, il Lago di Vagli, bacino artificiale situato nel cuore delle Alpi Apuane, venne progressivamente svuotato per consentire le periodiche operazioni di ispe…

A.T.V.L.: «UN UNICO MUSEO STORICO DI LUCCA DAL 1848 AL 1945» LUCCA - L'Associazione Toscana Volontari della Libertà ATVL...
02/09/2026

A.T.V.L.: «UN UNICO MUSEO STORICO DI LUCCA DAL 1848 AL 1945»

LUCCA - L'Associazione Toscana Volontari della Libertà ATVL Lucca (A.T.V.L.) coglie l'occasione del dibattito sul futuro del Museo del Risorgimento (Amici del Museo del Risorgimento di Lucca) per lanciare una proposta più ampia: unire il Museo del Risorgimento e il Museo Storico della Liberazione in un unico Museo Storico di Lucca, con un percorso che racconti la città e l'Italia dal 1848 al 1945 — dal Risorgimento e dell'Unità d'Italia, attraverso le guerre mondiali e il fascismo, fino alla Resistenza e alla Liberazione. Una nuova realtà: Il Museo della Memoria. Un luogo nel quale raccontare la storia e i suoi orrori attraverso tanti piccoli oggetti, ma anche saper raccontare la storia che ha portato alla nascita della nostra Repubblica Democratica.
Secondo A.T.V.L., Comune di Lucca e Provincia di Lucca dovrebbero unire patrimoni, competenze e risorse per realizzare il progetto, superando la separazione tra le due esperienze museali. Non si tratterebbe quindi di trovare una nuova sede al solo Museo del Risorgimento o di riaprire separatamente quello della Liberazione, ma di integrare i due patrimoni in un'unica realtà.
La sede indicata oggi è il Cortile degli Svizzeri, dove il Museo del Risorgimento dovrebbe rimanere, ampliando però gli spazi attuali con il recupero dell'area un tempo occupata dalla caffetteria. In questo modo si potrebbero accogliere e valorizzare anche cimeli, documenti e fotografie del Museo della Liberazione, rendendo il Cortile il cuore del nuovo museo unico. Ma naturalmente ogni altra soluzione possibile sarà ben accolta.
Sul fronte del patrimonio (molto ricco e ampio), A.T.V.L. sta lavorando insieme al Centro Studi di Storia Contemporanea "Carlo Gabrielli Rosi" per ricostruire la consistenza degli oggetti e documenti del Museo della Liberazione, confrontando gli inventari storici con la documentazione relativa allo sgombero del 2020, con l'obiettivo di restituire questo patrimonio alla città attraverso una nuova valorizzazione museale.
Concretamente, A.T.V.L. propone che Comune e Provincia aprano un tavolo istituzionale e tecnico per definire il progetto: verifica per una nuova sede, ricognizione dei patrimoni, definizione del nuovo percorso espositivo, modello di gestione e risorse necessarie. L'associazione si dichiara pronta a mettere a disposizione il proprio patrimonio, le competenze, l'esperienza e il volontariato, ricordando che i Volontari della Libertà nacquero a Lucca immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale e che ben presto riunirono tutte le voci democratiche della provincia.
Da Maria Eletta Martini ad Augusto Mancini, da Maurizio Sardas a Carlo Gabrielli Rosi, da Giorgio Di Ricco a Raffaello Fambrini, fino ai tanti partigiani dell’XI Zona di Pippo, del Gruppo Valanga, del battaglione del Col. Brofferio , della divisione Lunense, e le donne come Mamma Viola, o le mamme di Leandro Puccetti e Manrico Ducceschi.
A.T.V.L. è dunque la realtà, democratica, inclusiva, competente e storicamente inserita nel tessuto connettivo dei valori costituzionali di Lucca e della sua provincia idonea e pronta a gestire il nuovo Museo della memoria.

Oggi 30 agosto si celebrerà, a 82 anni dalla battaglia del 29 agosto 1944, a cura delle amministrazioni del Comune di Mo...
30/08/2026

Oggi 30 agosto si celebrerà, a 82 anni dalla battaglia del 29 agosto 1944, a cura delle amministrazioni del Comune di Molazzana Informa e del Comune di Gallicano , la commemorazione del Gruppo Valanga. L’Associazione Toscana Volontari della Libertà ATVL Lucca apre per l’occasione il proprio archivio storico presentando alcuni importanti documenti che ricordano il sacrificio di 19 partigiani caduti per la libertà.

Tra questi documenti il progetto originale della ca****la votiva, che compie 63 anni, a memoria dei caduti del Gruppo Valanga in località Foce del Piglionico disegnato il 24 novembre del 1957 a Pisa dal geometra Odino Pieroni poi presidente della sezione pisana dei volontari della libertà. Era intenzione infatti dei patrioti lucchesi creare un luogo dove ogni anno ritrovarsi per commemorare le figure dei giovani del Gruppo valanga e del comandante Leandro Puccetti (la mamma era socia onoraria di A.T.V.L. così come lo fu la mamma di Manrico Ducceschi). Uno degli artefici per la realizzazione della ca****la fu il professore Augusto Mancini che fin dal 1947 aveva partecipato alle commemorazioni al Piglionico e che da Rettore dell’Università di Pisa aveva voluto assegnare proprio nel 1947 a Puccetti la laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia.

A questo scopo da Lucca iniziarono ad interessarsi diverse autorità spinte da Carlo Gabrielli Rosi. Tra queste il primo a muoversi fu l’On. Loris Biagioni che ricevette il 13 giugno del 1960 dalla sede del Comitato Patrioti lucchesi una lettera nella quale, oltre a ricordare l’amicizia dello stesso con Leandro Puccetti Medaglia d’Oro, si preannunciava la venuta il 13 giugno a S. Antonio in Alpe del Ministro dei lavori pubblici On. Giuseppe Togni.

In questa si parla di un primo contributo da parte dell’amministrazione provinciale retta da Osvaldo Bini di 300.000 lire. Una cifra però considerata ancora insufficiente. I patrioti lucchesi chiudevano la lettera inviata all’On. Biagioni scrivendo: “So per diretta conoscenza che la costruzione della Ca****la per i caduti del Gruppo Valanga, sta a cuore a Lei tanto quanto a noi”.

Infatti tra gli scriventi a Lucca sedeva come segretario Pietro Petrocchi che aveva fatto parte del Gruppo Valanga e che aveva combattuto, salvandosi per miracolo, alla battaglia del 29 agosto del 1944. In breve tempo furono trovati gli ultimi contributi e i lavori iniziarono.

Dall’archivio emerge anche la fotografia del 1963 nel giorno dell’inaugurazione nella quale al centro si può vedere la figura di mamma Viola che p***e sul monte Forato il 29 dicembre del 1944 all’età di 23 anni il figlio Alfredo. Presso l’archivio di A.T.V.L. anche il ricordo di Alfredo Mori che lo ritrae in uniforme del Regio Esercito mentre come prece scrissero: “Quale eroico partigiano mentre raggiungeva la propria brigata moriva per lo scoppio di una mina. La famiglia desolata affinché la sua cara memoria di valoroso soldato e patriota sia vivo nel cuore dei parenti e degli amici offre questo ricordo implorando una prece”. Nello scatto del 1963 si possono incontrare i volti dei partigiani del Comitato Patrioti Lucchesi dell’Associazione Volontari della libertà di Lucca con il fazzoletto bianco, rosso e verde segno dei patrioti e dei partigiani che combatterono per la democrazia.

A destra della fotografia si può notare la vecchia lapide che appare già rotta che era stata posta nel 1945 al termine della guerra su un masso. Quella ritratta fu poi tolta e sostituita anni dopo con una nuova. I resti della vecchia e originaria lapide sono oggi custoditi in un magazzino del comune di Lucca.

Oggi ci ritroviamo a portare il dovuto omaggio al sacrificio di chi p***e la vita per la libertà. Ci uniamo al dolore delle madri, delle famiglie, ci stringiamo nel ricordo di quei giovani che , senza indugio, si armarono contro il nemico che continuava a invadere e a occupare il suolo italiano. Non dimentichiamo, nondimentichiamoli, furono un esempio di coraggio e di profondo valore.

Simonetta Simonetti, Presidente Associazione Toscana Volontari della Libertà.

Nelle retrovie della Grande Guerra.
29/08/2026

Nelle retrovie della Grande Guerra.

Il fondo mostra militari italiani della Grande Guerra alle prese in diverse attività.In alcuni scatti del 15 novembre del 1915 possiamo vedere attività di cura dei feriti in un ospedale militare op…

82° Anniversario dell'eccidio di Santa Maria a Colle.La pace non è una pianta spontanea, va seminata, curata, coltivata ...
23/08/2026

82° Anniversario dell'eccidio di Santa Maria a Colle.

La pace non è una pianta spontanea, va seminata, curata, coltivata e preservata.
L'ultima guerra...così la chiamavano
23 agosto S. Maria a Colle

La mia generazione nata negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale è stata, suo malgrado , una generazione fortunata perché è cresciuta in un clima di positiva ripresa della normalità. La voglia di ricostruire cose e rapporti umani prevaleva sul dolore dei vuoti lasciati dalla guerra, sul desiderio ormai svanito di vedere ritornare chi era partito per la guerra, chi era stato confinato nei campi di concentramento e non ce l'aveva fatta a superare le atrocità e le sofferenze.

Ogni cosa assumeva nuovo valore, tutto era prezioso, tutto utile a riprendere la quotidianità che la guerra aveva sconvolto, distrutto, annullato. Sulle tavole si cercava di ristabilire la normalità, i tempi diventavano punti di riferimento essenziali per riorganizzare la vita di ogni giorno, ritornavano le feste nei paesi, le processioni anche nei rioni cittadini, si cominciava con lentezza a comprare nuovi utensili per la casa ed altro. La ricerca della normalità era il motore di tutti, la guerra sembrava essere sparita di colpo e ritornava nei racconti e come tali faceva meno male. E di cosa da raccontare ce n'era a sfare ma nessuno aveva voglia di ricordare e di questo ne risentiranno le migliaia e migliaia di IMI che erano ritornati in patria. C'era una sorta di benefica frenesia, un senso di potenza che non si sgomentava di fronte agli ostacoli perché essere sopravvissuti aveva reso più forti, coriacei anche se le ferite nei cuori erano vive e pulsanti. Quell'ultima guerra, come le definivano allora, era finita e la convinzione che non sarebbe mai più ritornata era, almeno palesemente, sostenuta dalla maggior parte delle persone.

Oggi il mondo è stracolmo di guerre, i mass media, con scalette preferenziali a seconda del canale emittente, le trasmettono in un clima di assurda normalità che mi spaventa, mi annienta e aumenta il mio senso di impotenza. Cosa è successo? Un gap generazionale? Quella pace agognata e conquistata nel 1945 quando la lotta resistenziale diventò un moto comune guidato da un unico obiettivo di liberare l'Italia, andava coltivata, promulgata,inserita in qualsiasi rapporto educativo e formativo. Educare alla gestione del conflitto era il primo imprescindibile passo da fare da parte del mondo adulto verso le nuove generazioni, da quelle generazioni che avevano tanto patito e lottato ma cosa è successo? Il benessere, il progresso frenetico hanno oscurato i valori della convivenza, della tolleranza, del rispetto reciproco, della gestione corretta della libertà. La pace è un valore fondamentale nei rapporti interpersonali e si basa proprio su quei valori sopracitati e, essenziale, si insegna da piccoli, nei nuclei familiari, nella scuola, nelle associazioni, compito del mondo adulto è quello di far capire quanto un mondo di pace sia una sicurezza e un beneficio per tutti.

Oggi si assiste a continue esplosioni di violenza, di malesseri sociali che vedono giovani e giovanissimi come protagonisti, episodi che sgomentano, che spaventano, che accusano. Abbiamo dimenticato, abbiamo smesso di ricordare quello che è stata la guerra, ormai lontana e quei massacri, quegli orrori che puntualmente ci accompagnano a pranzo o a cena ci passano davanti come scene di un film, lontane da noi che ci sentiamo al sicuro nelle nostre comodità.Siamo veramente diventati inattaccabili a quelle scene di morti, di volti, a quelle distruzioni, alle macerie, ai pianti e alla disperazione. Puntualmente si ricordano le date degli eccidi, delle stragi, si ricordano i nomi di chi combatté per la libertà del paese, si ricorda il giorno della liberazione, cortei, sfilate, istituzioni e cittadini...ma i giovani? Sono veramente così insensibili a tutto questo per disertare quelle manifestazioni o non siamo stati capaci di trovare un giusto canale comunicativo che avrebbe certo richiesto impegno, costanza,tempo ma che avrebbe, ne sono certa, portato un beneficio reciproco.

Come A.T.V.L. siamo a partecipare al ricordo dell'eccidio di S. Maria a Colle che avvenne in quella tragica estate del '44 quando la rappresaglia nazifascista diventò ancora più feroce, un’ulteriore testimonianza dell’inarrestabile devastazione causata dalla guerra, una triste realtà che ancora oggi, ora, in questo momento produce il suo terribile risultato. Grazie al Parroco del luogo Don Pio Serafini, al tenente medico dott. Pilade Nardi e al maggiore Raffaello Fambrini si era organizzato un piccolo ospedale per ve**re incontro alle più pressanti urgenze sanitarie della popolazione locale e di quella aggiunta, numerosissima e miserabile, degli sfollati. La situazione precipita il 18 agosto 1944. Il 18 agosto 1944 il sottufficiale medico sergente Papuska, un assassino psicopatico, della XVI Panzergrenadier Division delle SS, si rende responsabile dell’omicidio in corte Cosci di Raffaello Giannini: lo preleva in casa sua e lo trasferisce a Nozzano dove lo ammazza in corte “Cosci”.
Il 23 agosto lo stesso Papuska, uccide, sotto gli occhi della madre, Alberto Vannucci e suo cugino, Cherubino e obbliga l’anziana donna a scavare una fossa nel campo di patate di fronte a casa per seppellire i due corpi. Costringe due fratelli, Pompilio e Aurelio Vannucci, fratelli di Alberto e Pietro Vannucci, a seguirlo verso il comando tedesco. Li fredda, a colpi di pi***la, lungo la strada.
Il giorno seguente, nel corso di un’ennesima sortita nella corte “Al Treppia”, uccide Alessandro Palagi. Gli stessi don Serafini e il dott. Nardi sono oggetto di p***ecuzioni e minacce di morte sono costretti ad abbandonare il paese per rifugiarsi a Lucca. Solo la coraggiosa denuncia di questi crimini operata dalla maestra Cesira Fambrini al Comando tedesco riesce a ottenere l’allontanamento del sergente Papuska da Santa Maria a Colle. Follia umana, senso del potere, la voglia di sopraffare l’altro, la voglia di “comandare” , di distruggere sono le tristi componenti di chi continua a fare guerra, quando annientare l'altro, il nemico viene vista come l'unica soluzione al disagio comportamentale che lo detiene prigioniero.

Simonetta Simonetti, Presidente Associazione Toscana Volontari della Libertà.

Le cartoline storiche del 900.
22/08/2026

Le cartoline storiche del 900.

Il fondo raccoglie alcune delle cartoline, datate all’incirca nel primo decennio del 900, prodotte dalla storica Cartoleria Benedetti di Camaiore e mostrano alcuni scorci della città di Camai…

Un ferragosto al fronte per i soldati italiani in Etiopia.
15/08/2026

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Nell’autunno del 1935 l’Italia fascista intraprese una delle più vaste operazioni militari della propria storia: la conquista dell’Etiopia.L’interesse italiano per l’Etiopia aveva radici profonde.A…

Oggi ricorre l'82° Anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema e lo vogliamo ricordare con uno scatto che immorta...
12/08/2026

Oggi ricorre l'82° Anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema e lo vogliamo ricordare con uno scatto che immortala una delle prime giornate di ricordo di questo triste fatto di sangue.

Questa immagine, scattata all’incirca negli anni 50, ritrae un gruppo di persone davanti alla chiesa di Sant’Anna di Stazzema,per ricordare le vittime dell’eccidio nazifascista av…

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08/08/2026

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Lucca- 4 Agosto 2026 - 82° Anniversario di Don Aldo Mei.Vivere la memoria di don Aldo Mei.Il 4 agosto una marcia commoss...
06/08/2026

Lucca- 4 Agosto 2026 - 82° Anniversario di Don Aldo Mei.

Vivere la memoria di don Aldo Mei.
Il 4 agosto una marcia commossa e silenziosa si è recata a porgere una corona d'alloro al cippo dove fu barbaramente fucilato don Aldo Mei, di sera, sotto le mura nelle ore in cui si compiva il suo sacrificio.
Silenziosi siamo arrivati e silenziosi ci siamo lasciati portando nei nostri cuori e nelle nostre menti l'eredità che ci ha lasciato don Aldo Mei.
Così scrive ai suoi genitori:” Muoio travolto dalla tenebrosa bufera dell'odio io che non ho voluto vivere che per amore!” Deus Caritas est” Ed Dio non muore. Non muore l'Amore! Muoio pregando per coloro stessi che mi uccidono. Ho già sofferto un poco per loro… è l'ora del grande perdono di Dio! Desidero avere misericordia; per questo abbraccio l'intero mondo rovinato dal peccato in uno spirituale abbraccio di misericordia…”
Ci affida una grande responsabilità da vivere nel presente e da trasmettere alle generazioni future, responsabilità fatta di discernimento, di azioni concrete, anche nel nostro piccolo quotidiano, che trasmettono i valori di libertà, di pace, di dialogo, di collaborazione.
Domandiamoci quanti come Don Aldo Mei muoiono oggi vittime dell’odio in una cultura dello scarto?
Nel mondo colpito dall’egoismo, dalla brama di potere, dalla sopraffazione quante persone muoiono innocenti? La lista è molto lunga….
La fede e l'amore di don Aldo Mei vissuti con coraggio, convinzione, generosità ci facciano riflettere e agire per costruire un mondo di pace.
L'ascolto e il dialogo sono il fondamento per tessere con cura e attenzione legami tra tutti gli uomini, nessuno escluso.
È solo con la pazienza e la dedizione del tessitore che potremo salvarci tutti uniti dalla distruzione umana e ambientale: non possiamo salvarci da soli.
E la via dell'amore è la strada che don Aldo Mei lascia come testimonianza a ciascuno di noi.

Gemma Giannini, vicepresidente Associazione Toscana Volontari della Libertà ATVL Lucca

Indirizzo

Via Mordini, 48
Lucca
55100

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