27/03/2026
Lezione 86
C’è un momento preciso in cui mi accorgo che sto uscendo dalla pace: quando comincio a pensare che il mio modo di vedere sia più affidabile della pace stessa. Sembra assurdo detto così, ma succede spesso. Qualcuno fa qualcosa, una situazione mi stringe, una paura si riaccende… e subito la mente si mette al lavoro per costruire il suo piano. Un piano per difendermi, per sistemare, per prevedere, per non soffrire. E intanto, quasi senza accorgermene, mi allontano.
Questo ripasso, per come lo vivo io, mi riporta a una verità che il Corso ripete con molta chiarezza: solo il piano di Dio per la salvezza funzionerà. E insieme ne mostra subito il contrario, cioè quello che faccio io quando mi irrigidisco: ogni rancore, ogni risentimento, ogni piccolo “sì, però quello che ha fatto…” è già un modo di attaccare quel piano. Come se dicessi: “No, grazie. Preferisco il mio.” E il mio piano, se sono onesto, ha quasi sempre lo stesso sapore: tensione, controllo, paura travestita da lucidità.
Questa è una delle cose che negli anni ho visto di più, sia nel mio cammino con il Corso sia accompagnando persone. Il rancore non sembra mai presentarsi come un grande gesto drammatico. Molto più spesso è sottile. È quel fastidio che resta acceso. È quella scena che continuo a ripassarmi nella testa. È quella chiusura interna che mi fa sentire giustificato ma non in pace. Ed è proprio lì che il Corso oggi mi dice qualcosa di fortissimo: se tengo stretto il rancore, sto scegliendo un altro piano. Sto dicendo che la salvezza dipende dal fatto che fuori succeda qualcosa di diverso da ciò che sta succedendo adesso.
Ma il punto del Corso è l’opposto. Mi dice che la salvezza non dipende da quel cambiamento fuori. Non dipende dal fatto che l’altro capisca, chieda scusa, faccia la cosa giusta o finalmente si comporti come io vorrei. Dipende dalla mente che smette di fare del rancore il proprio rifugio. E questo, per me, è molto concreto. Perché ogni volta che mi attacco all’offesa, mi convinco di stare proteggendo qualcosa di prezioso. In realtà sto solo ritardando la pace.
A me questa lezione serve tantissimo quando mi sento appesantito da una situazione relazionale o lavorativa. Quando il pensiero torna sempre lì, quando la mente vorrebbe costruire il caso perfetto per dimostrare che ho ragione a stare male. In quei momenti provo a ricordarmi che il problema non è solo ciò che è successo. Il problema è che sto trattando il rancore come se fosse una forma di intelligenza. Come se mi aiutasse a capire meglio. E invece mi rende più cieco, più duro, più separato.
Il ripasso di oggi mi aiuta proprio a interrompere quel meccanismo. Mi rimette davanti una domanda molto semplice: voglio davvero la pace, o voglio ancora che il mio piano vinca? Perché a volte dico di volere pace, ma dentro sto ancora chiedendo che la scena cambi prima di concedermela. E lì capisco che non è il piano di Dio che non funziona. È che io continuo a voler difendere il mio.
Quello che amo di questa lezione è che non mi colpevolizza. Non mi dice che sono sbagliato perché ho un rancore. Mi mostra solo il costo di tenerlo. Mi fa vedere che ogni volta che proteggo quel pensiero, sto attaccando l’unica cosa che davvero potrebbe aiutarmi. Non perché Dio si offenda, ma perché io stesso mi chiudo alla correzione.
E allora, a volte, la pratica diventa molto umile. Non è un grande atto spirituale. È più semplice: smetto di dare al rancore l’ultima parola. Smetto di trattarlo come prova. Lascio almeno uno spiraglio all’idea che la pace non dipenda da ciò che sto difendendo. E quando faccio questo, anche solo un poco, il corpo si distende. La mente smette di stringere. E ritorna quella sensazione sobria, pulita, che il Corso chiama salvezza.
Se oggi senti che qualcosa ti ha chiuso il cuore, o che stai portando dentro un fastidio che non molla, questo ripasso può essere davvero un aiuto. Ti ricorda che non sei senza strada. Ti ricorda che non devi inventarti un altro piano. E ti ricorda anche che il rancore non ti protegge: ti allontana soltanto da ciò che potrebbe guarirti davvero.
Ogni venerdì ci incontriamo per studiare, applicare e imparare come usare queste lezioni nella vita quotidiana. Ore 18:30.