25/07/2026
Cesare (Vannacci) da avandospettacolo
Cโera una volta la Roma di Giulio Cesare, di Tacito e di Marco Aurelio. Oggi, nostro malgrado, ci tocca in sorte lโImpero secondo Roberto Vannacci: il generale che ha scambiato la Costituzione per una sceneggiatura e i social media per il Circo Massimo.
Nelle sue quotidiane ed estenuanti apparizioni video, il nostro condottiero da algoritmo si palesa in veste di tribuno della plebe, dispensando pollici versi con la disinvoltura di un Nerone da sagra di paese.
A farne le spese sono i soliti bersagli della sua contorta arena: Giuseppe Conte ipoteticamente condannato ai leoni, Elly Schlein spedita in esilio tra i barbari, e persino per il Presidente Sergio Mattarella, reo di rappresentare l'equilibrio e il rigore delle istituzioni, si riserva il disprezzo mal celato di chi sogna una dittatura da pianerottolo.
La gravitร della faccenda non sta neppure nella demagogia spicciola, che da queste parti รจ ormai merce d'ordinanza, ma nel ridicolo involontario. Se l'antica Roma รจ sopravvissuta alle invasioni barbariche, la pazienza degli italiani rischia di crollare definitivamente sotto il peso di questo cesarismo da avandospettacolo.
Tra una predica contro il "mondo al contrario" e un'infilata di nostalgia a buon mercato, il Generale dimostra ogni giorno la piรน antica lezione della storia: ciรฒ che un tempo fu tragedia, riproposto su TikTok, si trasforma in una macchietta grottesca.
Ci sia consentita allora, con la consueta e schietta franchezza, un'unica ed essenziale constatazione: la misura รจ colma, il pubblico รจ stanco e le scatole sono felicemente e definitivamente rotte.
Qualcuno trovi la forza di calare il sipario, staccare la spina a questo teatro e restituire a questo Paese la dignitร del silenzio. Prima che il Generale decida, per davvero, di nominare senatore il suo cavallo.