25/08/2026
Vi aspettiamo 😊
✨Riconosciuto dall’Opera Nazionale Montessori
✨Cucina interna
✨Cortile ad uso esclusivo
✨Bonus nido
✨Pannolini inclusi nella retta
Siamo in 📍via Orlando Cattaneo, 5 a Locate di Triulzi (a due passi dalla stazione dei treni)
24/08/2026
La Fabbrica delle Coccole ha riaperto le sue porte✨✨✨
Siamo pronte per accogliere bimbi e famiglie che faranno parte di questo nuovo anno insieme 🧡
12/08/2026
Per favore. Non fate progetti con ChatGPT, non acquistate percorsi già fatti.
Una progettazione educativa non dovrebbe iniziare dalla domanda: “Che attività facciamo?”
Dovrebbe iniziare da:
“Chi abbiamo davanti?”
Perché i bambini non arrivano a settembre con gli stessi bisogni, gli stessi interessi, le stesse domande e gli stessi tempi.
Progettare significa osservare, ascoltare, raccogliere tracce e lasciarsi orientare da ciò che emerge.
Significa avere una direzione senza pretendere di conoscere già ogni tappa del percorso.
E soprattutto significa smettere di confondere la programmazione delle attività con la progettazione educativa.
Un’attività può essere bellissima, creativa e perfettamente organizzata.
Ma se nasce prima dall’adulto che dall’osservazione del bambino, non è automaticamente una buona proposta educativa.
Il bambino non deve adattarsi al progetto.
È il progetto che deve sapersi trasformare davanti al bambino.
E forse è proprio qui che abbiamo ancora molta strada da fare.
31/07/2026
Ogni bambino che incontriamo lungo il nostro cammino lascia un segno incancellabile nella nostra memoria! Speriamo di essere state sostegno per voi Famiglie e una guida preziosa per la crescita dei vostri meravigliosi bimbi.
Come dice questa canzone “Sento i bimbi gridare. Li guardo crescere. Loro apprenderanno molto di più di quanto io possa mai immaginare. E penso fra me e me. Che mondo meraviglioso” Ed è proprio così, chi svolge la nostra professione ha davanti a sé qualcosa di meraviglioso! Un vero privilegio! Grazie per averci affidato il vostro bene più prezioso ❤️
Ora è tempo di riposare, di passare del tempo in famiglia e ricaricare le pile per il prossimo anno!
Ci vediamo presto 😊 Un forte abbraccio da tata Alessia, tata Deborah, tata Chiara e Fiore
16/07/2026
La nostra piacevole mattinata 💛
15/07/2026
Vi aspettiamo 😊
✨ Struttura riconosciuta dall’ Opera Nazionale Montessori - Italian Montessori Institution
✨ Cucina interna
✨ Pannolini inclusi nella retta
✨ Grande cortile ad uso esclusivo
✨ Bonus nido
Siamo in 📍via Orlando Cattaneo, 5 - Locate di Triulzi (MI) a due passi dalla stazione dei treni
28/06/2026
Da bambina, Maria Montessori non amava studiare.
Si distraeva, sognava, organizzava piccoli spettacoli per le compagne di classe.
La scuola, quella di fine Ottocento, era un recinto rigido dove la curiosità non trovava posto.
Lei, curiosa lo era per natura. Ma non per ciò che le imponevano di imparare.
Poi, a quattordici anni, qualcosa cambiò.
Abbandonò il teatro, prese in mano i libri, e cominciò a studiare con una determinazione che stupì tutti.
Voleva fare l’ingegnere. Poi scelse medicina.
In un’Italia che non era fatta per le donne, Maria Montessori scardinò un muro dopo l’altro.
Nel 1896 divenne una delle prime donne medico del Paese.
E nei reparti psichiatrici, tra bambini dimenticati e chiamati “irrecuperabili”, intuì una verità semplice e rivoluzionaria:
non erano loro il problema. Era il mondo intorno a loro.
Bastava offrire stimoli, gioco, libertà. Bastava ascoltarli.
Così nacque il suo metodo.
Nel 1907, in un quartiere povero di Roma, aprì la prima Casa dei Bambini.
Tolse i banchi rigidi, portò piccoli mobili, materiali sensoriali, luce, spazio.
I bambini potevano muoversi, scegliere, toccare, scoprire.
Non era più il bambino ad adattarsi alla scuola. Era la scuola ad adattarsi al bambino.
Da quell’esperimento nacque una rivoluzione.
Albert Einstein, Thomas Edison, Gandhi — tutti riconobbero in lei una pioniera.
Perché Montessori non cambiò solo l’istruzione: cambiò l’idea stessa di infanzia.
Vedeva in ogni bambino un universo in espansione, e nella libertà il primo passo verso la pace.
Durante il fascismo, rifiutò di piegare la sua pedagogia al regime.
Fu censurata, poi esiliata. Ma non smise mai di insegnare, nemmeno durante la guerra.
Morì nel 1952, a 81 anni. Oggi migliaia di scuole portano il suo nome e il suo metodo. Il suo lascito è semplice e profondo:
l’educazione non è addestramento, è rispetto.
E anche una bambina che odiava la scuola può finire per cambiare il modo in cui il mondo impara.
16/06/2026
‼️POCHI POSTI DISPONIBILI‼️
Vi aspettiamo per presentarvi la struttura 😊
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