02/07/2023
⚠️La differenza tra punizioni e conseguenze c’è!⚠️
🦄Mi sembra importante chiarire questo aspetto che emerge spesso nei colloqui di consulenza pedagogica. Non usare punizioni non significa essere tutto unicorni e arcobaleni!
Cercherò di chiarirlo in breve.
👉La punizione viene inflitta con rabbia, esplicitare una conseguenza viene fatto con calma e chiarezza.
Una prima differenza quindi è l’atteggiamento interiore dell’adulto e la sua capacità di riconoscere le sue emozioni e le parole che derivano da esse: ciò che esce dalla mia bocca è una reazione emotiva o una risposta educativa?
Poniamo il caso che un bambino di tre anni trovi per casa un pennarello e inizi a scarabocchiare il divano.
🔹Si può dire così: “Ma cosa hai fatto? Dammi subito quel pennarello! Adesso non lo userai mai più!”
🔹Oppure così: “Adesso questo pennarello lo tengo io, e quando avremo pulito il divano lo useremo insieme solo sui fogli.” Parole che escono dopo aver riconosciuto e accolto la propria emozione di spavento, rabbia e frustrazione, ma del resto è possibile riuscirci perché il cervello di un adulto è arrivato a maturazione, quello di un bambino no.
👉La punizione è focalizzata sull’evento, la conseguenza sull’apprendimento
Se un bambino da un pugno al fratello lo fa per una serie di emozioni che non riesce ancora a controllare, e quindi fa riferimento al suo corpo per manifestare quell’emozione (gelosia, possesso ecc…). Il suo istinto lo domina ancora, la sua corteccia prefrontale non è ancora matura.
Ma il bambino si accorge immediatamente di aver fatto una cosa sbagliata e tutto il suo essere è già in allarme!
🔹Se l’adulto gli urla addosso focalizzandosi sul suo gesto dicendo: “Adesso fila in camera tua, te l’ho detto mille volte che non si fa”, il bambino non apprende niente.
🔹Se l’adulto governa la sua emotività e si dispone come un arbitro tra i due bambini coinvolti leggendo le emozioni di entrambi il bambino potrà avere un modello di riferimento che gli illustra come gestire quella situazione in futuro: “Volevi il suo gioco? Ti sei arrabbiato perché non te l’ha dato? Così non potete giocare insieme, adesso venite qua e ci calmiamo tutti un attimo”.
‼️Questo non garantisce affatto che non lo rifarà mai più ma del resto anche se finisce in camera sua con una sculacciata non è garantito che non ripeta quel gesto, anzi, tutt’altro, le connessioni che si creano nel suo cervello saranno disfunzionali.‼️
👉La punizione non è coerente con l’evento, la conseguenza si.
🔹“Se non ubbidisci subito quando ti dico di mettere il pigiama non ti leggo più la fiaba della buonanotte” è un ricatto, un potere che utilizza l’adulto, si basa su una separazione: io adulto e tu bambino siamo in opposizione e l’adulto è prigioniero del suo stesso potere che ogni volta dovrà rimodulare per fare in modo che il ricatto abbia presa in relazione agli interessi di crescita.
🔹“Quando avrai messo il pigiama leggeremo la storia della buonanotte altrimenti questa sera non avremo il tempo per farlo”, è una condizione, è posta al plurale, è coerente alla richiesta fatta. L’adulto è libero, saldo e autorevole.
👧🏻Sapere che ci sono delle conseguenze crea nel bambino il senso del confine e della sicurezza, gli fa anche sentire che l’adulto ha fiducia nelle sue possibilità e che l’errore è affrontabile e superabile.
👨🏻🦰La punizione o il premio non mettono il focus sul processo di crescita del bambino ma solo sui suoi comportamenti e su ciò che noi tolleriamo o meno in base anche allo stress che caratterizza la nostra giornata.
🌊Quando poi la rabbia svanisce spesso e volentieri l’adulto non riesce a concretizzare la minaccia e gli resta appiccicato addosso il senso di frustrazione e di impotenza che il bambino avverte, ed entrambi restano sospesi in attesa della prossima tempesta.
Laura Mazzarelli
✅Per approfondire il tema: https://www.ilcamminopedagogico.it/webinar/premi-e-punizioni-ladulto-ha-altri-strumenti/