Il padre Checco inizia la sua carriera suonando il jazz all’indomani del dopoguerra in numerosi locali della Puglia, diventando nel frattempo anche il pianista del tenore Tito Schipa, poi si trasferisce a Roma nel 1963 dove lavora per la Ternivox e incide per la Cricket, la Fonit Cetra, e la più grande casa discografica italiana, la RCA. Prende parte ad alcuni programmi della RAI tra cui: Il Butta
fuori e Gran Premio, scrive le musiche elettroniche per alcune opere teatrali e collabora come vocal coach ad alcuni film. Tra i suoi allievi di canto: Amedeo Minghi, Fiorella Mannoia, Adriano Pappalardo, collabora con Louiselle, Ninì Rosso e Silvio Noto. Sarà sullo stesso palco con Lucio Battisti e la Formula Tre a Poggio Bustone ( Rieti ) nel 1970, e con i Rolling Stones nel tour italiano del 1966. Premiato da Papa Paolo VI e dal “Centre Européen de la culture” di Bruxelles. Da sempre uomo di cultura, incontrerà Quasimodo e Piero Ciampi. I figli Giorgio e Nando ne raccolgono il testimone continuando il percorso artistico del padre ma aggiungendo all’ambito artistico quello produttivo televisivo e quello legato all’audio recording. Oggi con l’apertura dell’etichetta discografica “Arca del Blues records” i nipoti Francesco e Lorenzo proseguono il percorso intrapreso quasi settant’anni fa dal nonno abbracciando un’ampia e diversificata offerta formativa che abbraccia dal songwriter allo studio recording, dai corsi di musica alla produzione artistica e discografica acquisendo esperienze on field in appuntamenti di richiamo nazionale quali “Premio Barocco”, “ Premio La vela Latina “, “ Premio Città di Lecce all’Arte “, "FestivalShow Arena Di Verona".