05/09/2018
[LO SPUNTO DEL GIORNO CHE AUMENTERA' LA TUA CONCENTRAZIONE]
Oggi parliamo di soft skills, in particolare di una che ormai è fondamentale e che nessuno sembra approfondire adeguatamente, anche se (paradossalmente) servirebbe a molti professionisti e studenti: la gestione dello stress e delle emozioni.
Leggendo un libro davvero simpatico e dai forti messaggi, mi sono reso conto di un problema largamente diffuso: le paure irrazionali.
Il libro in questione è "La paura è una sega mentale" di Giulio Cesare Giacobbe, scrittore e psicologo italiano.
Aldilà del titolo bislacco si nasconde un problema odierno comune non solo agli adolescenti ma anche alla maggior parte degli adulti col quale son venuto in contatto grazie al mio lavoro.
E sono proto a scommettere che spesso anche tu sei incappato in questa trappola.
Quante volte, davanti a una difficoltà o a una situazione più che normale hai iniziato a fantasticare sui possibili esiti negativi? A farti mille domande sul perché o sul come sarebbe finita?
Esempio banale? L'aereo che decolla.
"Cos'è questo rumore? E' normale che faccia così? Oddio certo che va veloce! Perché trema? Non cade vero? Cioè, è sicuro? L'hanno controllato prima di partire? E se la hostess mi serve le noccioline e io sono allergico? I controlli per il terrorismo sono aumentati dai, posso stare tranquillo", ecc ecc.
Non appena i motori del Boeing iniziano a rombare fragorosamente tu, novizio passeggero, sei assalito da paure irreali e dettate da luoghi comuni poco fondati, meglio note come pippe mentali.
Ma questo è un esempio banale e tu di aerei ne hai già presi parecchi, quindi di paura ne hai poca.
Però con gli esami universitari succede più o meno la stessa cosa, così come quando devi parlare col tuo capo, quando hai un lavoro con una scadenza da consegnare, quando devi scrivere una tesina, quando stai seguendo una lezione o un seminario e ti sembra di non capire quello che un borioso professore sta biascicando.
PANICO.
Andrà bene? Supererò questa prova? E se non mi va bene che succede? Mi licenzia? Vado fuori corso? Sarò deriso dai miei coetanei? La compagnia delle Indie mi venderà come schiavo a basso prezzo nei sobborghi di Singapore?
Ecco scrosciare una pioggia di baggianate finalizzate a riempirti la testa di spazzatura e rallentamenti e che ti impedirà di focalizzarti su ciò che è realmente importante.
Un'abilità di gestione di pensieri poco produttivi e delle paure diventa necessaria.
Immagina se non avessi paura di affrontare le sfide del tuo lavoro, se l'ansia da prestazione fosse ridotta a una vocina insignificante, se la paura di sbagliare fosse sommersa dalla voglia di fare e di raggiungere un obiettivo.
Talvolta il risultato che vorremmo ottenere è tanto importante da farci dimenticare come sarebbe ottenerlo, lasciando spazio alla paura di perderlo, alle conseguenze da affrontare qualora dovessimo fallire.
Ebbene, la tua più grande risorsa in futuro sarà proprio l'abilità di buttare via tutti i pensieri-spazzatura che disorinetano la tua rotta, che ti fanno perdere la percezione di ciò che è veramente importante.
Devi entrare "nel flusso". La teoria del flusso, stilata dallo psigolo ungherese dal nome impronunciabile Mihaly Csiksentmihaly, spiega come un individuo possa rendere al 100% in un'attività se e solo se ne è completamente assorbito, tralasciando gli altri stimoli (talvolta accade addirittura che il soggetto sia talmente tanto dentro ciò che sta facendo che si dimentichi anche i bisogni fisiologici primari, figo eh?).
Quanto faresti bene il tuo lavoro se ci mettessi effettivamente ogni soffio della tua energia? Quantoveloce ed efficace saresti?
Bene, questo è possibile solo grazie ad una forte motivazione intrinseca, ad un PERCHE' davvero forte e grande.
Ti lascio con un consiglio pratico per le prossime volte che dovrai studiare/lavorare dovendo fare i conti con una vocina nera che ti deconcentra.
Prendi un foglio sul quale scriverai la tua più grande motivazione, il perché vuoi davvero fare quella cosa (bada bene, deve essere davvero un gran bel motivo che senti tuo), dopodiché sotto ci scriverai tutte le paure che sentirai affiorare mentre svolgi il tuo compito ripetendoti in testa "non mi farò distrarre da questa pippa mentale perché la mia motivazione è più grande ed è questa qui [quella che hai scritto in grande]".
Ma soprattutto lascia che ti ricordi che sbagliare serve, fa parte del percorso; delle volte fallirai e ti sentirai un id**ta, ma sai una cosa? VA BENE, il fallimento e gli errori fanno parte del percorso, non puoi pretendere di essere sempre perfetto, come potresti imparare altrimenti?
Il successo non è fare sempre 10/10, è incappare in un 1/10 e rialzarsi nuovamente e impegnarsi per fare il massimo, consapevole che quello che veramente conta è il perché lo stai facendo, non la ricompensa e l'appagamento immediati (quella andrà via velocemente).
Dunque al diavolo le pippe mentali, smetti di farti domande inutili e pensa a fare solo ciò che stai facendo, dedito con ogni cellula al momento presente.
Provaci pure e fammi sapere come va, a presto!