02/10/2020
L’approccio che investe nella relazione è dunque alla base dei legami di rete che si vogliono sviluppare intorno all’Ancora e alla proficua compresenza di collaboratori con storie e percorsi formativi molto differenti.
Quali sono i principi e il percorso di nascita del progetto? In che termini possono dirsi salesiani?
L’Ancora intende proporsi non solo come servizio educativo e di accoglienza, ma come progetto sociale; questo significa che assume come ambito di azione la comunità, non solo i propri utenti, ma le loro relazioni con il contesto e le dinamiche sociali che lo attraversano.
Il tema amplia molto e approfondisce la questione di cosa significhi essere educatore con uno sguardo prospettico, essere operatore sociale, che con un compito anche rivolto alla società.
Don Bosco è stato l’esempio di questa direzione, soprattutto con le sue opere e con la sua eredità, che ha cambiato il rapporto tra comunità e minori disagiati, agendo sulla sensibilità e sulla consapevolezza dei problemi sociali alla base dell’emarginazione.
L’Ancora cerca le “domande ancora non viste”, i problemi di cui la società ancora non si sta occupando, ponendosi come possibile risorsa di accoglienza; aprire l’accoglienza alle richieste e ai bisogni impliciti, quelli che non hanno (ancora) voce. La vocazione salesiana si rivolge ai bambini come coloro che non esprimono richieste, perché non hanno i sufficienti strumenti per avvertire le proprie difficoltà e perché naturalmente portati a sentirsi dipendenti e secondari rispetto ad un mondo adulto da cui devono apprendere a vivere.
La scelta di aprire un centro per minori è in sintonia con il solco della tradizione, ma in questo l’Ancora cerca chi è della loro domanda, ovvero tutti i soggetti del che sono direttamente a contatto con le necessità e le richieste dei bambini e delle loro famiglie.
L’Ancora si pone in ascolto di chi è già in ascolto e può aiutarci a compiere le scelte metodologiche, organizzative, di tipologia di minori e di problematiche.
Non si tratta di un atto formale, di un rapido giro di riunioni o scambi scritti per definire un progetto nascente, si tratta di un costante dialogo per conoscere e farsi conoscere, per sviluppare un processo di comprensione condivisa in cui tutti coloro che hanno molta più esperienza a Pescara e ruoli già consolidati possano aiutarci a pensare il progetto, visto come opportunità per il territorio.
Cerchiamo di creare una di , soggetti e referenti di varie istituzioni che possano collaborare sia in fase di costruzione, sia in fase di realizzazione, al progetto.
L’Ancora, infatti, è solo una idea, un’ipotesi poco definita e pronta ad essere discussa e ad accogliere nuovi alleati, non solo in quanto referenti di istituzioni o organizzazioni sociali, ma anche facendo appello alla loro stessa vocazione educativa, al loro senso di responsabilità verso i minori in difficoltà di Pescara.
Costruire un progetto sociale ed educativo secondo la prospettiva salesiana significa animare il protagonismo e le migliori disponibilità di tutti gli esponenti di spicco della società in favore dei minori.
Siamo conviti che i bambini non hanno diritto ad avere solo ciò di cui hanno bisogno, hanno diritto ad avere tutto quello che riusciamo a dare per la loro felicità e crescita.
La scelta e la responsabilità è di provare a fare esistere ciò che ancora non c’è, ma potrebbe nascere sulla base delle importanti motivazioni ed esperienze disponibili; la responsabilità assunta dal “Soggiorno Proposta” è stata di riconoscersi come opportunità sia per i bambini, sia per il contesto sociale.
Vorremmo provare ad evidenziare un altro aspetto che connota “salesianamente” l’avvio del progetto, tramite l’assunzione dei principi dell’accoglienza, della ragionevolezza e dell’attenzione all’individuo.
È un approccio difficilmente traducibile in attività concrete, riguarda soprattutto un comportamento e una modalità relazionale, fondata sulla costante accoglienza delle idee, delle richieste, delle proposte delle persone, in un dialogo in cui è sempre presidiato il riconoscimento di chiunque entri in rapporto con il servizio.
Questo significa avere sempre tempo e ad e a interessarsi sui pensieri dell’altro, avere sempre per lui, riconoscerlo come individuo importante nel momento in cui si rapporta a noi.
Si può parlare di stile salesiano, uno stile improntato alla valorizzazione del e del rapporto affettivo, in cui si manifesta accoglienza come valore alla base delle interazioni.
L’approccio che investe nella relazione è dunque alla base dei legami di rete che si vogliono sviluppare intorno all’Ancora e alla proficua compresenza di collaboratori con storie e percorsi formativi molto differenti.
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