06/09/2026
✝️Lc 6,6-11
Osservavano per vedere se guariva in giorno di sabato.
✝️Dal Vangelo secondo Luca
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare.
C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata.
Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!».
Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».
E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!».
Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Parola del Signore
𝟳 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟭𝟵𝟭𝟬
𝗟𝗘 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗘 𝗦𝗧𝗜𝗠𝗠𝗔𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗣𝗔𝗗𝗥𝗘 𝗣𝗜𝗢
Piana Romana, Pietrelcina.
È qui, sotto un grande olmo, che il giovane Padre Pio sperimenta per la prima volta nella sua vita i segni della Passione di Cristo.
È il 7 settembre 1910, poco meno di un mese dopo la sua ordinazione sacerdotale. Francesco Forgione, ormai Padre Pio, ha ventitré anni e si trova a Pietrelcina, costretto a rimanere in famiglia a causa delle sue precarie condizioni di salute.
Quando non è in chiesa o nella casa paterna, ama recarsi a Piana Romana, un piccolo podere della famiglia Forgione situato nella campagna di Pietrelcina. Qui trova quella solitudine che tanto cerca per la preghiera.
Nel terreno c’è una piccola costruzione rurale e, ai piedi di un grande olmo, una semplice capanna di tronchi e paglia. Padre Pio vi trascorre molte ore, soprattutto durante l’estate, pregando e recitando il breviario.
È proprio in quella capanna che accade qualcosa che egli stesso, per lungo tempo, non riuscirà né a spiegare né a comprendere.
𝗤𝘂𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗮𝗶 𝗽𝗶𝗲𝗱𝗶
La sera del 7 settembre Padre Pio avverte un dolore intenso alle mani e ai piedi.
Sulle palme delle mani compare anche un piccolo segno rossastro.
Non si tratta ancora delle ferite aperte e sanguinanti che compariranno otto anni più tardi a San Giovanni Rotondo. Il fenomeno del 1910 è infatti diverso: i segni sono piccoli, intermittenti e destinati a scomparire, mentre il dolore rimane.
Padre Pio non comprende quello che sta accadendo.
Non ne parla immediatamente con i suoi confratelli e nemmeno con il suo direttore spirituale. Al contrario, cerca di custodire nel silenzio questa esperienza che lo turba profondamente.
La prima testimonianza scritta che possediamo è di un anno più tardi.
𝗟𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝟴 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟭𝟵𝟭𝟭
L’8 settembre 1911, Padre Pio scrive al suo direttore spirituale, Padre Benedetto da San Marco in Lamis, raccontandogli finalmente quello che gli sta accadendo.
Le sue parole sono estremamente importanti perché provengono direttamente da lui.
Scrive:
«Ieri sera poi mi è successo una cosa che io non so né spiegare né comprendere».
Poi descrive ciò che ha visto sulle mani:
«In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore».
E precisa:
«Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore».
Ma c’è un’altra frase della lettera che permette di comprendere che non si trattava di un episodio isolato:
«Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che non si ripeteva».
È questa testimonianza che permette di collocare l’inizio del fenomeno nel 1910, poco tempo dopo la sua ordinazione sacerdotale. Il Portale ufficiale di Padre Pio conserva e presenta questa testimonianza dell’Epistolario I, 234.
𝗟𝗮 “𝗺𝗮𝗹𝗲𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗼𝗴𝗻𝗮”
Padre Pio spiega anche perché ha aspettato tanto prima di parlarne.
Scrive al suo direttore spirituale:
«Mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna».
È un particolare che ritorna nella documentazione relativa alle prime stimmate.
Padre Pio non cerca di far conoscere quello che gli sta accadendo. Non vuole attirare l’attenzione su di sé e, soprattutto, teme di parlare di un’esperienza che egli stesso non riesce a comprendere.
Il suo atteggiamento è quello di chi preferisce il silenzio e l’obbedienza al proprio direttore spirituale.
Dopo aver ricevuto la lettera, Padre Benedetto gli raccomanderà infatti di non manifestare a nessuno le stimmate.
𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗶 𝗽𝗶𝗲𝗱𝗶
Nella stessa lettera dell’8 settembre 1911 Padre Pio racconta anche altre esperienze fisiche e spirituali che accompagnano la sua vita di preghiera.
Parlando della celebrazione della Messa, descrive un’intensità particolare che sperimenta soprattutto durante la preghiera:
«All’altare alle volte mi sento talmente un accedimento per tutta la persona, che non posso descriverglielo».
E aggiunge:
«Il viso massimamente mi sembra che voglia andare tutto in fuoco».
Queste parole sono importanti perché mostrano il contesto nel quale si inserisce la prima esperienza delle stimmate: non un episodio isolato, ma una vita spirituale già profondamente segnata dalla preghiera, dalla celebrazione dell’Eucaristia e dalla partecipazione interiore alla Passione di Cristo.
𝗟𝗲 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗺𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶
Le manifestazioni del 1910 non rimangono sempre visibili.
Padre Pio stesso parlerà successivamente di una prima esperienza nella quale le stimmate furono inizialmente invisibili o appena visibili. Secondo quanto egli stesso scriverà, dopo aver pregato il Signore perché ritirasse quei segni esteriori, le trafitture visibili scomparvero, ma il dolore rimase.
Nel suo scritto autografo ricorda:
«Da allora non apparvero più: però scomparse le trafitture, ma non per questo scomparse il dolore acutissimo».
Questa testimonianza è particolarmente significativa perché permette di comprendere la differenza tra le prime manifestazioni e ciò che accadrà nel 1918.
𝗜𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮
Il fenomeno non si conclude definitivamente nel settembre del 1910.
Nel corso degli anni successivi Padre Pio continuerà a parlare dei dolori alle mani, ai piedi e al costato.
In una lettera del 21 marzo 1912 scriverà al suo direttore spirituale:
«Il cuore, le mani ed i piedi mi sembra che siano trapassati da una spada».
Sono parole che mostrano come, anche dopo la scomparsa dei segni esteriori, l’esperienza dolorosa continui ad accompagnarlo.
𝗗𝗮 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗮 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗥𝗼𝘁𝗼𝗻𝗱𝗼
Bisogna quindi distinguere con precisione due momenti della vita di Padre Pio.
Il primo è quello del 7 settembre 1910, a Piana Romana: le prime stimmate, inizialmente manifestate con segni e dolori alle mani e ai piedi, che poi scompaiono nella loro manifestazione esteriore.
Il secondo è quello del 20 settembre 1918, nel convento di San Giovanni Rotondo.
Nel 1918 Padre Pio, durante il ringraziamento dopo la Messa, vive un’altra esperienza mistica. Davanti a lui appare una figura misteriosa con le mani, i piedi e il costato sanguinanti.
Dopo quella visione compaiono sul suo corpo le cinque piaghe della Passione: le stimmate permanenti.
Questa volta le ferite rimarranno visibili per cinquant’anni, fino alla morte di Padre Pio, avvenuta il 23 settembre 1968.
La distinzione tra i due momenti è stata ricordata anche dalla Santa Sede. Nel 2008 il cardinale Tarcisio Bertone, parlando a Pietrelcina, ricordò le «prime stigmate» ricevute sotto l’olmo di Piana Romana il 7 settembre 1910, mentre nel 2018 la visita di Papa Francesco a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo fu collegata proprio al centenario dell’apparizione delle stimmate permanenti del 1918.
𝗟’𝗼𝗹𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗮
Ancora oggi Piana Romana conserva la memoria di questo momento della vita di Padre Pio.
Nel luogo dell’antico olmo è stata realizzata una ca****la e proprio davanti a quell’albero Papa Francesco, durante la sua visita a Pietrelcina del 17 marzo 2018, si fermò in preghiera.
La Santa Sede ricorda che il Papa sostò nella Ca****la San Francesco davanti all’olmo delle stimmate, nel luogo dove la memoria di Padre Pio conserva il ricordo della prima manifestazione delle stimmate.
Piana Romana rimane così uno dei luoghi fondamentali della storia di Padre Pio.
Qui, nel silenzio della campagna di Pietrelcina, ancora prima che le sue mani diventassero conosciute in tutto il mondo, iniziò quel particolare cammino attraverso il quale Padre Pio sarebbe stato chiamato a vivere nella propria carne il mistero della Passione di Cristo.
Il 7 settembre 1910 non è dunque la data delle stimmate permanenti, ma quella delle prime stimmate di Padre Pio: il primo segno esteriore di un’esperienza che, dopo otto anni, avrebbe trovato la sua manifestazione definitiva il 20 settembre 1918 a San Giovanni Rotondo.
📷 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔𝗡𝗔 – 𝗣𝗜𝗘𝗧𝗥𝗘𝗟𝗖𝗜𝗡𝗔
Nella cappellina di Piana Romana, a Pietrelcina, si trova la statua lignea che raffigura Padre Pio giovane, inginocchiato in preghiera davanti al Crocifisso.
L’opera fu inaugurata e benedetta nel giugno 2013 e rappresenta Padre Pio all’età di circa 24 anni, nel periodo in cui, da poco ordinato sacerdote, si recava a Piana Romana per pregare sotto l’olmo della famiglia Forgione. Proprio in questo luogo, il 7 settembre 1910, si manifestarono per la prima volta i segni delle stimmate.
La cappellina custodisce infatti ciò che resta dell’antico olmo sotto il quale Padre Pio pregava e che la tradizione e le fonti locali collegano alla prima manifestazione delle sue stimmate. La statua e il Crocifisso ricordano così il giovane frate raccolto davanti a Cristo nel luogo in cui ebbe inizio questa particolare esperienza della sua vita.