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Confapi Calabria Confederazione italiana della piccola e media industria privata

Le nostre PRIORITA’:
- garantire e salvaguardare lo sviluppo territoriale e la crescita economica delle piccole e medie imprese calabresi……SE FALLISCONO LE IMPRESE FALLISCE IL PAESE;
- monitorare la spesa pubblica: dalla pubblicazione dei bandi alla realizzazione del progetto finanziato….chiediamo TEMPI CERTI;
- fornire servizi innovativi agli associati…..LA NOSTRA IMPRESA E’ FARE RETE. Con questi obiettivi Confapi Calabria esercita la propria rappresentanza in tutte le sedi politiche, istituzionali e sindacali in cui è necessario lavorare per dare alle PMI il ruolo ed il peso che meritano nel panorama economico calabrese e nazionale.

CONFAPI CALABRIA PRESENTE ALL'INSEDIAMENTO DELLA DMO “COSENZA CONNECT”.Il direttore di Confapi Calabria, Pasquale Mazzuc...
14/10/2026

CONFAPI CALABRIA PRESENTE ALL'INSEDIAMENTO DELLA DMO “COSENZA CONNECT”.

Il direttore di Confapi Calabria, Pasquale Mazzuca, ha partecipato presso Palazzo dei Bruzi alla riunione di insediamento della DMO “Cosenza Connect”, promossa dall'Amministrazione comunale nell'ambito del Masterplan “Cosenza Città Attrattiva”.

Un'iniziativa importante per costruire un nuovo modello di sviluppo turistico, capace di mettere in rete istituzioni, imprese, commercio, artigianato, cultura ed eccellenze enogastronomiche del territorio.

Confapi Calabria conferma la propria disponibilità a contribuire attivamente a questo percorso, nella convinzione che il turismo rappresenti una leva strategica per la crescita economica, la valorizzazione delle imprese e la creazione di nuove opportunità occupazionali.

La sfida è trasformare le potenzialità di Cosenza in un'offerta turistica strutturata, competitiva e capace di generare sviluppo durante tutto l'anno. Pasquale Mazzuca Giuseppe Naccarato. Comune di Cosenza Franz Caruso

Caro gasolio, Napoli (Confapi-CNEL): “Il problema non è il petrolio, ma il gasolio. La crisi della raffinazione mette a ...
14/10/2026

Caro gasolio, Napoli (Confapi-CNEL): “Il problema non è il petrolio, ma il gasolio. La crisi della raffinazione mette a rischio la competitività delle PMI”.

Il vicepresidente nazionale di Confapi e consigliere del CNEL: “L'Europa ha ridotto la propria capacità di raffinazione, aumentando la dipendenza dall'estero. A pagarne il prezzo sono imprese, agricoltori, autotrasportatori e
famiglie.

Il quadro evidenzia una situazione preoccupante: mentre il Brent si è riportato intorno ai 100 dollari al barile, le quotazioni europee del gasolio hanno registrato punte superiori ai 200 dollari. Il differenziale tra i due prezzi, il cosiddetto “crack spread”, ha raggiunto livelli eccezionalmente elevati, segnalando forti tensioni nella disponibilità e nella raffinazione dei carburanti.

“Questo significa che non basta avere petrolio disponibile. Bisogna essere in grado di raffinarlo e trasformarlo nei prodotti necessari all'economia. Negli ultimi quindici anni l'Europa ha progressivamente ridotto la propria capacità di raffinazione, chiudendo diversi impianti e aumentando la dipendenza dalle importazioni. Oggi questa scelta presenta un conto pesantissimo al sistema produttivo”.

Secondo Napoli, le conseguenze vanno ben oltre il prezzo praticato alla p***a.

“Il gasolio muove le merci, alimenta i mezzi agricoli e forestali, sostiene i cantieri edili e numerose attività industriali. Quando aumenta il suo costo, cresce quello dei trasporti, della produzione e della distribuzione. Alla fine, gli aumenti arrivano sugli scaffali e vengono pagati dai consumatori”.

“Se il gasolio continua ad aumentare più del petrolio, l'intera filiera produttiva ne risente. Si alimenta un'inflazione da costi che riduce i margini delle imprese e il reddito reale delle famiglie. È un problema economico e sociale che non può essere sottovalutato”.

“La vera sicurezza energetica non consiste soltanto nell'acquistare materie prime, ma nel possedere la capacità industriale di trasformarle. L'Europa deve recuperare autonomia strategica. Il gasolio non può diventare il fattore che spegne la competitività delle nostre PMI. Difendere le imprese significa difendere il lavoro, la produzione e il futuro economico del Paese”, conclude Napoli.

13/10/2026
🌱 Nasce la Filiera Ambiente ed Energia di Confapi Calabria! ⚡Un nuovo spazio di rappresentanza, confronto e collaborazio...
13/10/2026

🌱 Nasce la Filiera Ambiente ed Energia di Confapi Calabria! ⚡

Un nuovo spazio di rappresentanza, confronto e collaborazione per le aziende del settore, per valorizzare competenze, creare sinergie e affrontare insieme le sfide della transizione energetica e della sostenibilità.

🤝 Più rappresentanza, nuove opportunità, una voce comune.

📩 Vuoi aderire alla filiera? Scrivi a [email protected] per informazioni sulle modalità di adesione.

13/10/2026

12/10/2026
Nobel Economia 2026, Francesco Napoli (vice presidente Confapi-consigliere CNEL): “La stabilità economica si misura dall...
12/10/2026

Nobel Economia 2026, Francesco Napoli (vice presidente Confapi-consigliere CNEL): “La stabilità economica si misura dalla capacità delle imprese di investire e creare lavoro”.

“Le politiche economiche nazionali e regionali devono anticipare le crisi e generare sviluppo reale, soprattutto nel Mezzogiorno”.

Roma, 12 ottobre 2026 – Il Premio Nobel per l’Economia 2026 richiama una questione fondamentale: le politiche economiche devono essere capaci di prevenire le crisi e attenuarne le conseguenze sulle imprese e sulle famiglie.

Lo dichiara Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi e consigliere del CNEL, commentando il riconoscimento assegnato agli economisti Robert E. Hall e Michael Woodford per i loro studi sulla stabilizzazione macroeconomica.

“Per le piccole e medie imprese italiane la stabilità economica non è un concetto astratto. Significa poter programmare investimenti, accedere al credito a condizioni sostenibili, affrontare i costi energetici e garantire occupazione. Quando aumentano i tassi d'interesse o si verificano shock energetici, sono soprattutto le imprese più piccole a subirne le conseguenze”.

Napoli richiama quindi l'attenzione sulla necessità di politiche economiche più vicine alle esigenze del sistema produttivo.

“Non possiamo continuare a intervenire soltanto quando le crisi hanno già prodotto i loro effetti. Occorrono strumenti capaci di anticipare le difficoltà, sostenere gli investimenti e ridurre gli squilibri territoriali, a partire dal Mezzogiorno.

In questo quadro, anche le politiche regionali assumono un ruolo determinante. Le Regioni devono superare la logica della semplice distribuzione delle risorse e adottare strategie di sviluppo capaci di rafforzare il sistema produttivo. L'efficacia di una politica economica non si misura dalle risorse stanziate, ma dagli investimenti realizzati, dalle imprese che crescono e dai posti di lavoro creati”.

“La vera sfida – conclude Napoli – è trasformare la stabilità macroeconomica in crescita reale. Un'economia è solida quando le sue imprese possono produrre, innovare, assumere e distribuire ricchezza. È da qui che devono ripartire le politiche economiche europee, nazionali e regionali, mettendo finalmente al centro chi produce e crea lavoro”. Confapi - Confederazione italiana della piccola e media industria

Calabria News 24
11/10/2026

Calabria News 24

Non basta intervenire sul caro gasolio: servono prezzi più equi per i produttori, controlli sulle pratiche commerciali e una strategia per il chilometro ze

Giornata Nazionale Vittime Incidenti sul Lavoro.Sicurezza sul lavoro, Napoli (CNEL): “Non possiamo continuare a contare ...
11/10/2026

Giornata Nazionale Vittime Incidenti sul Lavoro.

Sicurezza sul lavoro, Napoli (CNEL): “Non possiamo continuare a contare i morti. Serve una svolta nella prevenzione e negli appalti”.

Il consigliere del CNEL e vicepresidente Confapi, Francesco Napoli:”La sicurezza non può essere considerata un costo per le imprese, ma un investimento sulla dignità del lavoro e sulla competitività del Paese”.

“Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per lo Stato, per le imprese e per l'intera società.Non possiamo continuare a commentare tragedie, esprimere cordoglio e poi attendere la successiva. È il momento di passare dalle dichiarazioni agli interventi concreti”.

È quanto dichiara Francesco Napoli, consigliere CNEL e vicepresidente Confapi, intervenendo sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

I dati INAIL riportati dalla stampa parlano di circa 600mila denunce di infortunio nel 2025, con 1.198 denunce di infortunio mortale. Numeri che impongono una riflessione profonda, soprattutto sul sistema degli appalti e dei subappalti.

“Il massimo ribasso non può trasformarsi nel minimo della sicurezza. Quando la competizione economica si gioca esclusivamente sul prezzo, il rischio è che a pagare siano i lavoratori, attraverso la compressione dei tempi, della formazione e delle misure di prevenzione”.

Napoli richiama anche la responsabilità delle istituzioni.

“Non possiamo scaricare tutte le responsabilità sugli imprenditori, soprattutto sulle piccole e medie imprese che operano quotidianamente tra costi crescenti, burocrazia e difficoltà organizzative. Occorre distinguere chi investe nella sicurezza da chi aggira le regole, alimentando una concorrenza sleale che danneggia le imprese sane e mette a rischio la vita delle persone”.

Per il consigliere del CNEL è necessario rafforzare i controlli, qualificare maggiormente le imprese che partecipano agli appalti e sostenere gli investimenti in formazione, tecnologie e prevenzione.

“L'AI, i sistemi di monitoraggio e le nuove tecnologie possono rappresentare strumenti decisivi per prevenire gli incidenti. Dobbiamo accompagnare soprattutto le PMI verso un modello di Sicurezza 5.0, attraverso incentivi concreti, semplificazione e formazione continua”.

Infine, Napoli sottolinea il ruolo che il CNEL può svolgere nel promuovere il confronto tra istituzioni, rappresentanze delle imprese e organizzazioni sindacali.

“La sicurezza sul lavoro deve diventare una grande responsabilità condivisa. Servono regole chiare, controlli efficaci e una cultura della prevenzione che parta dalle scuole e arrivi nei luoghi di lavoro. Un Paese che non riesce a proteggere chi lavora è un Paese che deve interrogarsi sul proprio modello di sviluppo. La vita umana non può essere subordinata a nessuna logica di risparmio”.

Indirizzo

Via Delle Medaglie D'Oro, 74
Itala
87100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+390984653027

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