08/06/2026
Le luci della palestra della SS1G "G. Scotti" si sono spente, il sipario (quello reale e quello invisibile che i nostri ragazzi hanno imparato a calcare) è calato, ma l'eco degli applausi vibra ancora forte dentro ognuno di noi. Si è conclusa con un successo straordinario la nostra rassegna teatrale "Tutti giù dal palco", l'atto finale di un lungo, faticoso e meraviglioso progetto di drammatizzazione che ha coinvolto le classi del Tempo Prolungato.
È stata una panoramica di spettacoli straordinaria per varietà e complessità. Abbiamo riso e riflettuto con la 3A in "Napoli che ride... per non piangere"; ci siamo immersi nella delicata e complessa follia eduardiana con la 3N in "Tutti siamo un poco pazzi..."; abbiamo ballato a ritmo di musical con la 2A in "Sister Act... suore stonate"; abbiamo riscoperto i classici in chiave ironica e dialettale con la 2N in "Pest', 'mbruoglie e ciucciuettole, ovvero il Decameron secondo noi"; abbiamo vissuto il fascino del mito classico con le performance congiunte della 1H ("Ercole, da zero a eroe") e della 1N ("L'Eneide a modo nostro"), per poi chiudere in leggerezza e freschezza con la 1A e "Il giornalino di Gianburrasca". Sette spettacoli, sette universi differenti che hanno dimostrato la duttilità e lo straordinario talento dei nostri studenti.
Dietro questi minuti di magia c'è stata una preparazione lunghissima, a tratti estenuante. Mesi di prove, di battute ripetute fino allo sfinimento, di incastri d'orario e di inevitabili difficoltà logistiche gestite con immenso spirito di adattamento e resilienza. Ma l'educazione passa da qui: i ragazzi hanno dimostrato un interesse e un'infaticabile partecipazione che sono andati ben oltre il semplice dovere scolastico.
C'è un filo rosso che ha unito le serate: l'altalena delle emozioni. Il silenzio teso, quasi sacro, del "prima", i respiri corti dietro le quinte, i cuori a mille. Poi il "durante", il coraggio di esporsi, e infine il "dopo", quell'esplosione di gioia, lacrime di liberazione e abbracci infiniti. In questo viaggio abbiamo celebrato anche la bellezza dell'errore. Sul palco, come nella vita, sbagliare una battuta o perdere un tempo non è stato un fallimento, ma l'occasione per guardarsi negli occhi, tendersi la mano, improvvisare e ripartire insieme. È proprio lì, nella gestione dell'imprevisto, che abbiamo visto fiorire i talenti più inaspettati e puri.
Gli obiettivi didattici ed educativi sono stati pienamente, straordinariamente raggiunti: inclusione, autonomia, superamento delle proprie timidezze, senso di responsabilità e una cooperazione di squadra che ha trasformato i gruppi classe in vere e proprie compagnie di vita. A testimoniare questo valore, una presenza di pubblico numerosa, calorosa e commossa. Vedere la platea gremita ogni sera, e scorgere tra la folla i volti di tanti nostri ex alunni del Tempo Prolungato tornati a "casa" per sostenere i compagni più piccoli, è stato il regalo più bello. Il Tempo Prolungato non è solo un orario scolastico, è un'identità che resta nel tempo.
Questo miracolo collettivo richiede immensi ringraziamenti. Grazie ai genitori, complici preziosi e sempre presenti. Grazie ai docenti e ai colleghi tutti, che hanno donato anima, tempo e competenze professionali ben oltre il dovuto. Un ringraziamento profondo va alla nostra Dirigente scolastica, la dott.ssa Marilisa Mancino, che sostiene e valorizza con lungimiranza ogni percorso di crescita; allav DSGA, ai collaboratori scolastici e a tutto il personale della scuola che ha supportato silenziosamente e instancabilmente ogni passaggio logistico e organizzativo.
Siamo stanchi, ma felici. Questo non è un punto di arrivo, ma una splendida stazione di sosta: promettiamo a noi stessi e a voi di fare sempre meglio, di alzare l'asticella, di continuare a cercare la bellezza in ogni studente.
Perché la scuola non insegna solo a leggere il mondo. A volte, quando è capace di fare grande teatro, insegna a salirci sopra, a guardarlo dall'alto e a non avere più paura del domani.